martedì 31 marzo 2009

CE N'EST QUE UN DEBUT


E che si fotta chi non si ricorda cosa significa.
Quando si leggono notizie come questa non si può non pensare a quanto una cosa del genere sia impensabile per gli italianuzzi terrorizzati per la loro ricarica al cellulare che sentono ancora di avere da perdere. Non si può non pensare a quanto ci hanno fatto diventare un popolo di merda.
Non si può non pensare a quanto il cosiddetto "riformismo" all'amatriciana ci ha fatto perdere potere d'acquisto, vivibilità, ma soprattutto dignità.
In Francia, nonostante in confronto a Berlusconi ci sia un Presidente quasi Illuminato, non hanno ancora il cervello a bagno nel piscio.
Speriamo che l'opposizione di casa nostra prenda nota.

QUELLI DELL'ELEMOSINA


Ma che bravi.
Ora se ne escono che faranno loro da garanti.
Eccerto, garanzia in cambio di fede; una volta bastava promettere il regno dei cieli, ma insomma, è un momentaccio visto che anche Wanna Marchi finisce in galera.
Ora ci vogliono le garanzie, e così la CEI si fa garante presso le banche per 300 milioni di euro alle famiglie povere. Allora:
1) Se io chiedo un mutuo di 100mila euro in banca devo avere almeno 1milione di euro in proprietà pignorabili altrimenti meglio che la banca la guardi col cannocchiale da qualche balcone di fronte, ergo: quanto possiede la CEI, e da dove vengono tutti questi soldi?
2) E' la prova inconfutabile che la Chiesa ha bisogno di poveri. Senza poveri la Chiesa non avrebbe ragione di esistere. E ai poveri si dà l'elemosina, non ci si azzarda a parlare di riscatto sociale, di dignità (quella vera, per come la intendono loro ha la stessa valenza della parola libertà in bocca a Berlusconi), di lotta per i propri diritti. O almeno non andando contro gli interessi di chi ha il bastone in mano. La Chiesa elemosina, non istruisce quindi. Non credo che una persona dotata di più di un neurone possa aver la faccia di credere ai moniti del Papa quando si scaglia contro "il capitalismo selvaggio" quando troviamo la feccia vaticana fare regolarmente lingua in bocca con chiunque si dichiari anticomunista, che sia un regolare destroide eletto o un sanguinario dittatore. La Chiesa usa un linguaggio adatto a chi ancora si trova mentalmente ai tempi della predicazione di Cristo, nel caso sia esistito. Purtroppo per loro sono passati 2000 anni ed è successo che l'uomo, come Natura comanda, si è evoluto ed alcuni suoi esemplari hanno addirittura sviluppato una concezione di dignità leggermente più avanzata.
Non c'è più terra fertile per chi cerca di pararsi il culo dietro alle missioni nel terzo e quarto mondo grazie alle quali si perpetra uno stato di indigenza, ignoranza e povertà nella quale il Vaticano sguazza comne una papera felice ed iniziative come queste servono a puntualizzare quanto sia la Chiesa ad aver bisogno dei poveri piuttosto che i poveri ad aver bisogno della Chiesa.
Avere un lavoro ed un salario dignitoso è un concetto che la Chiesa sa esprimere benissimo a parole, quasi quanto chi ne ha davvero bisogno.
Peccato che in Vaticano sappiano troppo bene come lasciare chi ne ha bisogno in balìa dell'elemosina piuttosto che intraprendere il percorso necessario a conquistarlo.

lunedì 30 marzo 2009

VECCHIO DENTRO


"E' un uomo vecchio dentro e quando si è vecchi dentro non si può fare nulla per ringiovanire", ha detto il segretario del Pd. "Non si può fare un congresso - ha aggiunto - solo pronunciando slogan vecchi quando il mondo è pieno di leader giovani e dinamici".

Ebbravo Franceschini.
E' dalla sua comparsa nell'agone politico che un suo avversario non coglieva nel segno in modo tanto preciso nei confronti di Berlusconi, tanto che ancora non sono sicuro che lo abbia fatto volontariamente.
Berlusconi è vecchio dentro, ed ancor più decrepiti sono i suoi elettori.
Non tanto per i/le vecchi/e che spendono le ultime capacità mentali davanti alla TV pretendendo di capire il mondo, ma anche e soprattutto per chi vanta titoli di studio o ritiene di avere facoltà intellettive o qualcosa del genere e sia ancora attivo nel mercato del lavoro.
Essere giovani non vuol dire sparare cazzate a raffiche quotidiane, fare battute di quelle che in genere fanno i bambini di otto anni alle loro baby-sitter o considerazioni politiche e sociali da bettola all'ora di chiusura, difatti.
E non significa essere giovani ricorrere al ventennio fascista per carpire una qualche parvenza di idea politica per legittimare il proprio partito-azienda nato in Sicilia e che sta mafiosizzando l'Italia con la semplicissima regola del padrinaggio in ogni scibile.
No, significa essere vecchi dentro perchè non si è concepito uno straccio di strategia che non fosse quella di farsi i cazzi propri con ogni mezzo necessario.
Una strategia che il Potere usa da che mondo è mondo, con alterne fortune, perchè ogni tanto qualche tirannello ci lasciava la cotenna.
L'ultimo che ci ha provato l'hanno appeso come una spalla di prosciutto ed è stato un avvertimento ben recepito visto che il dioscuro della Prima Repubblica s'è ingobbito a suon di rimettere a posto i cocci.
Berlusconi è vecchio dentro perchè di gente come lui in Italia ne abbiamo avuta dai tempi di Romolo.
Ed i loro elettori hanno la stessa forma mentis di quando l'uomo, prima di diventare sapiens, si realizzava seguendo un capobranco. Credo fosse l'uomo di Cro-Magnon, o forse i cercopitechi, non ne sono sicuro e non me ne frega niente se sia l'uno o l'altro.
Ma Franceschini sappia che anche Veltroni era vecchio dentro, forse anche di più. E come lui la bella masnada di geni incompresi come D'Alema, Violante, Bertinotti, Fassino.
Darsi martellate sulle palle è un vizio vecchio quanto l'umanità stessa.
Visto che ha sgamato almeno Berlusconi ci pensi, Franceschini, cosa significa essere nuovi. Chissà che non ringiovanisca nel frattempo.

giovedì 26 marzo 2009

FUMANO, FUMANO.........

Beh, risale al tempo del dissenso verso la visita del Papa all'Università "La Sapienza", ma rinfrescare le idee su quali curiosi personaggi si annidino alle dipendenze di Stramalidetto XVI non è mai inutile; quindi per il vostro sollazzo ecco qua Padre Livio Fanzaga from Radio Maria:



SEMPRE E SOLO MERDE


I cani da guardia del Potere ora intervengono anche nel sociale: a modo loro, ovviamente.
E puntualmente si rivelano per quello che sono da sempre: dei grandissimi pezzi di merda.
Non è che dandosi nomi altisonanti come Casa Pound si riesce ad avere una legittimità sociale presso chi si sbatte davvero per coloro che, meno fortunati degli altri, hanno bisogno di aiuto fatto perlopiù da volontari, ma sciacallare anche sulle disgrazie di questa gente è uno dei loro marchi di fabbrica; certo è che da una posizione più solida a livello di potere questi subumani avrebbero in tasca soluzioni più ergonomiche, quindi magari bisogna solo attendere un pò. Nel frattempo si dilettano in azioni che non mancheranno di attirare il plauso di quegli italiani ai quali questo governo ha ridato visibilità, non certo dignità:

Casa Pound, slogan choc contro i disabili
Dall'estrema destra slogan choc contro i disabili. E' successo alla Festa della Primavera organizzata nella sua sede di via della Farnesina, nel XX municipio, dalla cooperativa Effetto Natura. Una festa per le famiglie dei ragazzi disabili e non di Rori Cappelli Appena lo vede e capisce quello che c´è scritto sopra Davide si mette a piangere. Si guarda intorno: tra i suoi amici facce smarrite, espressioni incredule. E laggiù, sotto quello striscione su cui è scritto "Travestiti da disabili, ma con le pance piene, siete sempre e solo iene", indifferenza e tracotanza. Piange. E tra le lacrime dice: «Io non sono travestito da disabile. Io sono Down». È successo sabato, alla Festa della Primavera organizzata nella sua sede di via della Farnesina, nel XX municipio, dalla cooperativa Effetto Natura. Una festa per le famiglie dei ragazzi disabili e non che in questi mesi hanno lavorato insieme: erano più di 300 con le loro famiglie e i loro amici. Stavano tutti percorrendo il Sentiero delle Stelle o il Giardino delle Farfalle, i due progetti realizzati insieme, quand´ecco che sono arrivati: 20 persone di Casa Pound e del Blocco Studentesco. Hanno innalzato il loro striscione mentre noi scout, racconta Virgilio, «ci siamo messi intorno all´ingresso. Alcuni di quei ragazzi, infatti, sono noti nel quartiere: teste calde, pronti a menare le mani». Andrea Antonini, consigliere de La Destra del XX municipio e coordinatore regionale di Casa Pound Italia, ha poi spiegato che la protesta è nata per la «finta inaugurazione di un centro disabili», che la giunta Veltroni, «per il tramite della sua delegata alla disabilità, Ileana Argentin» ha voluto assegnando «uno dei pochi spazi pubblici del XX Municipio», «non si sa bene su quali basi», visto che da quando ha inaugurato (ottobre 2008) non ha fatto «un solo giorno di attività finalizzata all´accoglienza dei disabili». «Usare questo atteggiamento demagogico e presentarsi in quel modo davanti a ragazzi con sofferenze vere è una vergogna» ha detto Ileana Argentin. «Un atteggiamento che esprime solo arretratezza culturale e assoluta mancanza di solidarietà». Flavia Caruso, ideatrice della cooperativa (e madre di un ragazzo Down di 15 anni), nonché naturalista e responsabile dei progetti di educazione e formazione ambientale dell´ufficio scolastico regionale del Lazio, ha poi spiegato che «quando individuammo questo terreno era in completo stato di abbandono. C´era un capannone ricoperto di eternit (amianto) e per il resto l´area era un vero immondezzaio. Era il 2005. Alla fine siamo entrati nell´ottobre dello scorso anno, pochi mesi fa. Non abbiamo finanziamenti, si regge tutto sul volontariato. Tra i soci» continua la Caruso, «ci sono anche disabili. Il nostro obiettivo è l´integrazione: far lavorare insieme disabili e non. Come è successo con il Sentiero delle Stelle, realizzato da scout e Down». (23 marzo 2009)

Per una volta se la trama del film di Tod Browning "Freaks" si ripetesse fino in fondo non potrei che apprezzare.

HEROIN





Quando acquistai "Rock 'n roll animal" di Lou Reed avevo 11 anni. Fu una bomba deflagrante che mi entrò nella pelle e nel cuore; "her life was saved by rock'n roll" ed era vero. Ma il pezzo che mi squassò completamente fu "Heroin" che non avevo ancora ascoltato nella versione originale dei Velvet Underground perchè, è bene ricordarlo, a metà degli anni '70 trovare un disco dei Velvet nei negozi era un'impresa pressochè impossibile.
Il testo era sconvolgente per poesia, fragilità ed intensità nel descrivere l'inarrestabile discesa verso la coscienza non-cosciente dell'eroinomane. Pochissimi anni dopo avrei visto con i miei occhi la realizzazione dal vero di quel testo da parte di una discreta quantità di amici che iniziavano anche loro il viaggio verso il nulla, verso la resa, verso la sconfitta e l'annichilimento. Non ci hanno levato le gambe in tanti. Io quel testo non lo dimenticai mai.
Non ho mai assunto eroina in vita mia, ed in questo Lou Reed e la sua incredibile canzone hanno avuto il loro peso.


I dont know just where Im going
But Im goin to try for the kingdom if I can
cause it makes me feel like Im a man
When I put a spike into my vein
Then I tell you things arent quite the same

When Im rushing on my run
And I feel just like jesus son
And I guess I just dont know
And I guess that I just dont know

I have made very big decision
Im goin to try to nullify my life
cause when the blood begins to flow
When it shoots up the droppers neck
When Im closing in on death

You cant help me not you guys
All you sweet girls with all your sweet talk
You can all go take a walk
And I guess I just dont know
And I guess I just dont know

I wish that I was born a thousand years ago
I wish that Id sailed the darkened seas
On a great big clipper ship
Going from this land here to that
I put on a sailors suit and cap

Away from the big city
Where a man cannot be free
Of all the evils in this town
And of himself and those around
Oh, and I guess I just dont know
Oh, and I guess I just dont know

Heroin, be the death of me
Heroin, its my wife and its my life
Because a mainer to my vein
Leads to a center in my head
And then Im better off than dead

When the smack begins to flow
Then I really dont care anymore
About all the jim-jims in this town
And everybody putting everybody else down
And all of the politicians makin crazy sounds
All the dead bodies piled up in mounds, yeah

Wow, that heroin is in my blood
And the blood is in my head
Yeah, the gods good as dead
Ooohhh, God that Im not aware
I just dont care
And I guess I just dont know
And I guess I just dont know

DOVE VIVONO I MOSTRI


Mentre il Parlamento notifica il diktat vaticano sull'alimentazione forzata, (poco male, allungare ad un infermiere una mazzetta per un'overdose di eroina sarebbe una soluzione indolore e piuttosto soddisfacente, e poi l'idea di andare nell'aldilà strafatto mi diverte pure) in compagnia dell'immancabile fronda teodem annidata in casa PD, il nostro premier si diletta in facezie sui disoccupati e nel frattempo conferma che il "piano cemento" che il giorno prima non riconosceva come suo sarà passato per decreto se qualcuno continua a discuterne la bontà dei contenuti.
Avevamo giusto bisogno di qualche regalo ai palazzinari.
Aspetto con ansia la prossima frana, possibilmente devastante, per sapere quanto il suolo non fosse mai stato considerato a rischio, nè l'impatto ambientale delle costruzioni abusive non abbia niente a che fare con i sommovimenti del suolo.
Ma è solo questione di pazienza.
Nel frattempo ho avuto modo di conoscere il/la ministro/a Meloni, una squinzietta in carriera dall'eloquio fluente e dalla affabilità di un buttafuori gurka. Era a Ballarò martedì sera.
Il passo più importante della sua prestazione è stato quando è stata messa di fronte alle cifre che sancivano quanto in Italia il primo ammortizzatore sociale per i giovani precari e disoccupati fosse ancora la borsetta di mammà.
Con tono serio la Meloni rispondeva che erano allo studio, difatti, norme per aiutare la famiglia perchè la famiglia è la base della società e bla e bla.
Ora, mi è sconosciuto il motivo per cui dobbiamo sciropparci delle trentenni in pieno trip adolescenziale per sentirci dire cose che starebbero bene in bocca ad un vecchio prete di provincia al secondo fiasco di grignolino.
La Meloni, forse, ignora che le norme di cui i giovani precari ed i disoccupati hanno bisogno sono proprio quelle per cui possano non aver più bisogno della borsetta di mammà, eppure sembrava una domanda così semplice. Quello di cui c'è bisogno non ha niente a che vedere con quello che questo governo di fascioclericali ha in mente, quello di cui c'è bisogno è che il modello familiare sia un modello ripensato alla radice, perchè così come stanno mettendo le cose lei ed i suoi degni compari fra poco la famiglia sarà una bomba ad orologeria destinata ad esplodere.
Ed i segnali ci sono tutti.
Ormai l'hanno quasi detto anche da Bruno Vespa, ma è bene ribadirlo:

(da Rainews24)

VIOLENZA IN FAMIGLIA LA PRIMA CAUSA DI MORTE PER LE DONNE

Non il cancro né gli incidenti stradali [né gli stupratori romeni]: è la violenza tra le mura domestiche la prima causa di morte o invalidità permanente delle donne tra i 14 e i 50 anni. Sempre più spesso la vittima vive sotto lo stesso tetto dell’autore della violenza.

La casa si conferma come il luogo meno sicuro: nel 53% dei casi infatti l’aggressore è il marito o il partner, seguono le donne che dichiarano di subire violenza dal proprio convivente (9%, dato che raggiunge il 15% nel caso di cittadini straniere), da parte del fidanzato ( 2%), mentre sono soltanto il 2% quelle che dichiarano di aver subito violenza o maltrattamenti da parte di uno sconosciuto.

Sono i dati risultanti dal bilancio sulla violenza alle donne preparato ogni anno dall’Istat, sulla base delle denunce e delle richieste di aiuto avanzate alle forze dell’Ordine (Polizia, Carabinieri), a medici e strutte di pronto soccorso degli ospedali, a centri antiviolenza e associazioni per la tutela delle donne (sportelli antiviolenza, Telefono rosa, consultori).

A questo tema è dedicato un seminario organizzato dalla commissione per le Pari opportunità della Provincia di Pescara dal titolo "La violenza nelle relazioni familiari: conoscere per intervenire", che si rivolge a quanti, nel mondo della giustizia e dell’ordine pubblico, della politica e dei servizi sociali, si occupa di queste tematiche.

L'istituzione familiare è ormai bombardata ed attaccata da tutti i fronti, schiacciata da un potere avido e corrotto che ha tolto risorse primarie finchè ha voluto, il diritto alla casa, al lavoro, il diritto di procreare consapevolmente, il diritto a costruire un futuro, ed ora continuano a basare la loro politica demagogica e populista su quell'istituzione che hanno consapevolmente e scientemente distrutto.
Questo alla Meloni nessuno l'ha fatto notare.
La famiglia è un feticcio inutile, preda di sciacalli che in suo nome perpetrano l'orrore della violenza e della disperazione, puntellando il clima da basso impero in cui sudditi senza più coscienza danzano adoranti ai piedi del Capo mentre questi brucia la città.

Eppure sono sicuro che di questo clima, di questa violenza, di questo sfacelo dell'istituzione famiglia i servi di questa accozzaglia di clericofascisti non ne sentono la minima responsabilità.

DICA PURE


Ormai basta attivarlo.
Non gli serve più nemmeno il microfono. Aprire il giornale ogni mattina è diventato un generico leggere bagatelle esistenzialiste dai vari angoli del pianeta ruotanti intorno all'ennesima roboante cazzata sparata da Silvio Berlusconi.
Non avevamo un idiota del genere al governo dai tempi di Caligola, con la differenza è che i cavalli se il secondo li faceva senatori, il primo li usa per i viaggi in Sicilia.
L'invito ai disoccupati a darsi da fare lo proietta prepotentemente tra quei governanti che verranno ricordati tra il generale scherno delle generazioni future nel caso il paese nei prossimi secoli si avviasse verso un regolare processo di civilizzazione.
Peccato si parlerà poco dei berlusconidi che lo hanno votato.
Perchè nelle varie epoche storiche l'assolutismo aveva creato delle categorie ben definite: padroni e servi. Vassalli, valvassori e valvassini e servi della gleba. Nobili e plebei. Padroni e schiavi. Periodicamente qualcuno, generalmente quelli della parte oppressa) si rivoltavano e succedeva qualche cambio di guardia, ma il novecento ha sancito la fine dell'influenza delle grandi monarchie e qualche popolino non l'ha ancora metabolizzata.
Ecco che in Italia, che sta lentamente rimuovendo anche la vergogna assoluta dell'8 settembre e passata la burrasca modernista, quell'Italia sodomita e masochista che ha un bisogno assoluto di adorare, venerare, pregare in ginocchio, sta ritrovando l'Uomo, il Condottiero, il Sanza Macchia et Sanza Paura, l'Uomo da cui farsi ingroppare madri, sorelle, figlie, zie, nonne e parenti prossime in nome della Famiglia, di Dio e della Patria (o Sacro Suolo, come preferite).
Questa Italia che si raccomanda in pieno Ventunesimo Secolo a Padre Pio, a San Gennaro, a San Carmine, alla Madonna di Lourdes, a quella di Loreto, a quella di Montenero, a quella di Medjugordje e quante cazzo di Madonne c'erano, quest'Italia raccomandata, falsa invalida, assunta in Comune o in Provincia per giocare a Spider, l'Italia vigliacchetta del "chi ha i soldi deve essere una persona rispettabile e non mi importa di come li ha fatti", l'Italia che non è ancora uscita dai suoi riti pagani, tutti inglobati e monopolizzati dalla Chiesa.
L'Italia che ha prodotto figli che non sanno un cazzo del passato e non si accorgeranno per un cazzo del futuro di merda che li aspetta, completamente in balìa di un disordine sociale o di un ordine prestabilito che non sapranno affrontare se non con due slogan per poi ripiombare nella frustrazione della loro monumentale ignoranza.
Questa Italia che dorme, narcotizzata anche e soprattutto per la tragedia di aver avuto una classe politica di centro e di sinistra talmente incapace ed inetta da dissipare un patrimonio di consenso mai visto nel mondo occidentale e permettendo il rifiorire di due categorie assolutamente incompatibili con una democrazia: i fascisti ed i preti.
Spero davvero che lo sfascio totale provocato da Veltroni con il suo PD sia il fondo del baratro e che, come si auspica anche dopo aver sentito l'intervento della giovane piddina postato qua sotto, Franceschini abbia il buon cuore di dare una cazzo di identità al partito, che è un partito potenzialmente accomunabile alla vecchia DC del centrosinistra, quella di Zaccagnini per intendersi.
Questa Italia che vota allegramente uno che ha la faccia di dire ai disoccupati, in questo periodo di "darsi da fare" invece di appenderlo per i piedi a Ponte Milvio non ha più un tessuto sociale adatto alla convivenza civile; sta dominando la vigliaccheria di chi cerca di arraffare quello che può o addirittura fuggire con tutta la cassa, sta dominando chi è disposto a trattare con qualsiasi mafia, lobby, congrega, gruppetto (anche di picchiatori fascisti, ovviamente) pur di tenere fra le mani il bottino. E questo comportamento lo hanno trasmesso a reti unificate per anni di modo che ora ci ritroviamo con mezza nazione narcotizzata da un'etica che non è un'etica ma il farsi semplicemente i cazzi propri con ogni mezzo necessario, al resto ci pensa il Padrone, l'Uomo Forte, Colui che può.
Forse quando a sinistra avranno finito di discutere sulle dinamiche contingenti nell'ottica di un'autocritica stabilita dalla piattaforma qualcuno spazzerà via almeno i cocci. Sapete, sono un inguaribile ottimista.

mercoledì 25 marzo 2009

BIMBE, NON VI MONTATE LA TESTA, PERO'........

Sì, ok, la Debora da Udine ha dimostrato una volta di più un'energia ed una chiarezza sconosciuta alla quasi totalità degli uomini, ma da maschio non posso non compensare la cosa chiedendomi quale sia l'origine del Mistero.

ASCOLTARE

Non sarà certo Franceschini a convincermi a votare PD, figuriamoci.
Ma devo riconoscere che in confronto a Veltroni ha già fatto vedere ben altra stoffa di politico e di comunicatore; e questa, per uno come TopoGigio, è la bocciatura definitiva che dovrebbe convincerlo a togliersi veramente dalle palle ed andare in Africa come aveva promesso.
Questa ragazza di 38 anni sta mietendo ottimi consensi sul web grazie a questo intervento



Vediamo quanto resterà un episodio.

FUORI DALLE PALLE


Eravamo tutti in fibrillazione.
Un comizio di Mario Borghezio proprio davanti al Teatro Goldoni di Livorno; per gli smemorati da quel teatro partì, il 21 gennaio 1921, la scissionedel Partito Socialista italiano da cui nacque il Partito Comunista da lì a qualche centinaio di metri, nell'allora Teatro San Marco.
Livorno è una città fieramente antifascista, dalla forte anima popolare ed operaia, con un tessuto sociale che si è sempre riconosciuto nell'etica della solidarietà sociale ed è stata una roccaforte del PCI per tutti i 50 anni post-guerra, anche se la classe politica cittadina non ha mai espresso nomi da primo piano. Il Teatro Goldoni è un luogo prima di tutto simbolico per tutti coloro che in città si riconoscono nei valori della sinistra. E in città sono la stragrande maggioranza.
Che la Lega avesse scelto proprio la Piazza antistante il Teatro Goldoni per il comizio di Borghezio é quindi suonata come una provocazione, e di quelle con il carico da 11, seguita poi da dichiarazioni spavalde del fascista in camicia verde, ben deciso a profanare tanto luogo per ribadire il celodurismo leghista anche nella città più "rossa" d'Italia.
Ora si dà il caso che la città ha risposto.
Lo aveva già fatto la volta precedente quando, approfittando di uno spazio pubblico (la sala della Circoscrizione 2) concessogli dal sindaco Cosimi, aveva tenuto il suo incontro con uno sparuto drappello di destroidi locali; l'evento fu stato gestito in maniera demenziale: incontro in precedenza fissato alle 15 e spostato alle 17,30 permettendo così agli ultras livornesi, ben sostenuti da una folta rappresentanza di antagonisti ed antifascisti venuti anche da fuori città, di esprimere il proprio dissenso sulla presenza di un simile figuro in città.
Il risultato fu più o meno questo:




Io ero presente e posso dire che in quel frangente vidi diversi poliziotti feriti, ad uno prestai anche il fazzoletto per pulirsi una discreta abrasione ad una gamba provocata da una mattonata, e questo solo perchè si tratta pur sempre di un dipendente dello Stato stipendiato anche da me.
Borghezio ha comunque ritentato la fortuna, siamo in campagna elettorale per l'elezione del sindaco, a Livorno il centrodestra ha presentato Marco Taradash che aveva all'inizio dato il suo assenso all'iniziativa, il segretario locale della Lega Baggiani aveva iniziato la prima crociata mediatica prendendo a pretesto la ormai non più originale solfa del prodotto locale lanciando anatemi contro gli esercizi dove si spaccia kebab, ricevendo sonore pernacchie anche dai giovanissimi frequentatori dello struscio in centro, dopodichè è successo che i militanti che avevano messo su un gazebo venissero presi a male parole da una ragazza di poco più di vent'anni, subito denunciata insieme ad un signore sulla sessantina che chiedeva spiegazione di tanto zelo su una ragazza per due epiteti. Ma la mobilitazione è stata ancor più decisa in tutta la città, dall'area antagonista a quella della sinistra extraparlamentare (eh già, chissà che non gli faccia bene un pò di quarantena)anche perchè, nonostante sui nostri media la cosa non venga ricordata abbastanza, il signor Borghezio è questo qua:








e che in Germania, a Colonia, quando ha cercato di presenziare ad una manifestazione "anti-islamica" promossa dall'estrema destra è stato letteralmente cacciato a calci in culo dai cittadini scesi in piazza col sindaco per impedire quella pagliacciata, iniziativa impensabile per i garantisti del delirio di casa nostra, i quali evidentemente hanno memoria cortissima sugli effetti che certe idee hanno avuto sul nostro paese.
Purtroppo per i nostri affabulatori da due palle un soldo la gente sa informarsi meglio di quanto loro possono sperare.
L'intenzione, comunque, era chiara: una provocazione in perfetto stile fascista, studiata appositamente per creare una situazione di tensione nella quale magari qualche poliziotto avrebbe potuto vendicarsi delle botte prese la volta precedente.
Invece tutta la Livorno antifascista ha risposto da subito in maniera inequivocabile con questo comunicato che riprendo dal sito di Senza Soste:

Nessuno spazio per i provocatori fascisti

Borghezio verrà a Livorno a fare il comizio elettorale domenica 29 marzo alle 12 nella piazza davanti al Goldoni, ennesima provocazione di un provocatore professionista che pretende tolleranza dagli altri ma che ha fatto dell'intolleranza verso tutti coloro che non sono bianchi, padani e cristiani, l'oggetto dei suoi comizi.

Parliamoci chiaro: quella della venuta di Borghezio è una trappola e ne siamo ben coscienti. Siamo coscienti che la rivolta spontanea che portò alla cacciata di Borghezio 3 anni fa prese di sorpresa tutti mentre questa ci aspetteranno con reparti celere, telecamere e le denunce già pronte in un cassetto. Ci immaginiamo già le speculazioni di Taradash, il sensazionalismo dei giornali locali e nazionali, le parole dei detrattori della nostra città.

Allo stesso tempo però nessuno può permettere che un simile individuo, dal passato fascistissimo e dal presente mascherato del verde della Lega, possa scorrazzare liberamente nella nostra città, disprezzata da lui e dalla sua gente in quanto troppo popolata da comunisti "froci e amici degli islamici". Ora addirittura definisce brigatista chi lo vorrebbe contestare. Il nostro dissenso e quello di moltissima altra gente è legittimo, così come è legittima l'indignazione e la rabbia di chi non vuol far parlare un essere simile. La libertà di parola è patrimonio della gente comune, non di un europarlamentare xenofobo pagato da noi e cacciato dalla polizia di tutta europa.

E non ci vengano a fare la paternale sulla pubblicità gratuita che facciamo a questi personaggi perché se c'è qualcuno che ha sulla coscienza la pubblicità gratuita a questa gente sono proprio i quotidiani locali, in particolare il Corriere di Livorno, che dalle ronde alla torta concedono ogni giorno prime pagine a personaggi che in città non hanno nessun radicamento e nessun seguito (nemmeno elettorale).

Per questo pensiamo che la contestazione a Borghezio non debba essere un affare da militanti d'avanguardia ma una risposta popolare, di massa e intelligente che mostri a lui e ai suoi pochi seguaci che in questa città non è il benvenuto, ne' al Goldoni ne' altrove.

Da noi tutti il 29 marzo si aspettano la battaglia, tutti si aspettano il grande show della guerriglia. Non glielo daremo. La nostra battaglia è qui, tutti i gironi nella nostra città verso tutti quelli che si comportano da sciacalli, verso tutti i candidati a sindaco che pensano che far parlare Borghezio sia democrazia e che non muovono un dito per arginare la crisi.

Borghezio se ne andrà, i reparti celere anche. Tutti gli altri dovranno rimanere qui.

Anzi, a Borghezio facciamo una proposta che farà risparmiare un po' di soldi ai cittadini: invece della polizia chiamate le ronde a difendervi almeno ci dimostrate che servono a qualcosa.

Domenica 29 marzo, ritrovo ore 10.00 in Piazza Cavour

....CIRCONDIAMOLO....

Comitato Antifascista Livornese


Oggi è giunta la notizia della rinuncia.
Meglio così.

La frase "non condivido ciò che dici ma darò la mia vita affinchè tu possa dirlo" mi è sempre sembrata un'emerita cazzata. Ci sono idee che, per chi lotta per costruire un mondo più giusto in cui gli uomini possano vivere veramente liberi, non possono avere nè spazio nè cittadinanza. E vanno combattute, con ogni mezzo.
Oggi Livorno ha vinto: contro l'intolleranza fascista, razzista e xenofoba della Lega e del fascista Borghezio.
Niente Teatro Goldoni, o meglio il piazzale antistante.
Perchè se avesse voluto farlo dentro ci sarebbe stato un ulteriore problema: quale fosse però può saperlo solo chi mi conosce di persona.

AVANTI COSI'


La Francia ha una lunga e tormentata storia riguardo le colonie e riguardo al colonialismo in genere: tra gli effetti collaterali positivi c'è stato quello di aver poi creato in patria una delle prime società multietniche europee, al pari dell'Olanda, altro paese dalla storia coloniale ricca e variegata. Come in tutte le oprressioni, quella francese non ha certo badato a mezzi, ma al popolo francese va riconosciuta una coscienza sociale e politica ampiamente superiore alla nostra, un maggior riguardo per le regole interne della democrazia ed un potente fronte di protesta quando si tratta di contrastare scelte governative non proprio popolari.
Scrivevo ieri della replica del Ministero degli Esteri francese al delirio del Cardinale Bagnasco, una replica pacata quanto ferma.
Oggi il fronte papale se ne esce in controreplica rincarando la dose di protervia ed arroganza fino a raggiungere un effetto che sa ormai di patetico. Non che la corte papale abbia qualche possibilità di ispirarmi pena o compassione, ma nella risposta c'è tutto l'armamentario cattolico di ignoranza, ipocrisia, falsità e disprezzo della verità che ne hanno da sempre contraddistinto la poco onorevole storia.
La parola "colonialisti" diretta ai francesi messa in bocca a degli zerbini vaticani suona seria e minacciosa quanto un suonatore solista di kazoo che intoni una marcia funebre.
I più grandi assassini di massa della Storia hanno la faccia di parlare di colonialismo: capirete che l'effetto comico è assicurato.
E lanciano il consueto monito a ditino alzato dicendo che non ci si può permettere di dare lezioni al Papa, a questo Papa. E qui si comincia a smascellare dalle risate.
Perchè questo Papa, come gli altri suoi predecessori, hanno un'autorità morale pari a zero presso milioni di italiani ma in numero ancora più enorme in percentuale non appena si mette piede fuori dallo stivale italiota; e per quanto riguarda le lezioni al Papa per questa immensa moltitudine di cittadini la lista di chi può dare lezioni al Papa è lunga quanto l'elenco telefonico di Pechino. Strano che la cosa non sia presa in considerazione dai Torquemada de "L'Avvenire", ma si sa che per un cattolico il rapporto con la realtà è una questione parecchio controversa.
La conclusione poi, con la solita ingerenza nelle leggi di Stato, critica nei confronti della politica assistenziale sull'interruzione di gravidanza, rischia di provocare uno tsunami di risate, pensando alla reazione che avranno i politici francesi alla proposta di social-card per le gestanti; l'elemosina, infatti, è notoriamente il mezzo perfetto col quale la Chiesa risolve i problemi delle masse proletarie.
Credo che sia l'ora per i francesi di rispondere con l'arma più letale: una composta indifferenza.
Quando l'avversario tocca il fondo del ridicolo meglio non infierire.

HEROES

Ora è un distinto signore di 62 anni, ha avuto un'infarto e riposa con la splendida moglie Imam da qualche parte in Svizzera.
Ha segnato non una ma più epoche, cambiando pelle ad ogni giro di boa, seminando canzoni stupende e liberando milioni di menti solitarie.
Per me, ora e sempre, una leggenda.

COME L'ARGENTINA? MAGARI.


Gli italiani che fischiarono l'inno nazionale argentino prima della finale dei mondiali di Roma saranno stati gli stessi poi uccellati dai bond Parmalat? Magari.
L'Argentina è stata una delle culle, dei punti d'approdo per migliaia e migliaia di nostri emigranti disperati in cerca di fortuna fin dal secolo scorso e noi demmo il via proprio in quella finale al tracollo etico che è poi sfociato nell'attuale repubblichetta cafona, ignorante, razzista, xenofoba e priva di senso morale di cui questo governo è il degno portabandiera.
Successivamente l'Argentina ha vissuto una gravissima crisi economica che ha rischiato di ridurre in rovina l'intero paese, ma evidentemente la forza di questo popolo conosce risorse a noi sconosciute. Pur non essendo parte del nuovo fronte bolivarista, sta coraggiosamente cercando di risollevarsi definitivamente scegliendo la via dei diritti e della laicità, anche se il lavoro da fare è veramente molto: direi che cominciando da queste notizie si può comunque arguire che passare avanti all'Italia in tema di rispetto dell'individuo è diventato talmente semplice che prossimamente potremmo ritrovarci a competere con la Corea del Nord in quanto a tutela delle libertà individuali.
E non metterei la mano sul fuoco su quale posizione.
P.S. Ed approvo incondizionatamente l'espulsione del vescovo negazionista dal paese avvenuta poche settimane fa. Certa immondizia si tiene rigorosamente fuori dall'uscio. Nei paesi civili, s'intende.

martedì 24 marzo 2009

ALLONSANFAN


No, dico, sennò sembra che Bagnasco rischia di diventare un interlocutore credibile.
I calci sui denti all'arrogantissima difesa delle castronerie papali sul preservativo non si sono fatti attendere; dalla Francia ha replicato nientemeno che il Ministero degli Esteri, notizia raccolta anche da "Repubblica" e che non macherà di provocare ulteriore irritazione in Vaticano. Le motivazioni del Ministero degli esteri francese mi paiono assolutamente chiare e condivisibili senonchè molto vicine alla scoperta dell'acqua calda, ma data la protervia dei tonacati in questo momento a noi poveri sudditi del governo clericofascista sembrano frasi rivoluzionarie.
Molto interessante seguire i commenti dei lettori; obiettivamente pur cercando di trovare stille di pensiero intelligente nelle difese dell'operato papale la ricerca è tuttora risultata vana.
Gli avremo anche soffiato la Coppa del Mondo di calcio ma ai cugini d'oltralpe comincio ad invidiare parecchie altre cose con le quali farei volentieri a cambio.

lunedì 23 marzo 2009

LE SCUSE DELLA CHIESA - L'UMILE VIGNAIUOLO ED I SUOI ALLIEVI


Come si può leggere in questo articolo pubblicato da "Repubblica", il Cardinale Bagnasco si è scusato con le nazioni civilizzate che avevano avuto parole di profonda perplessità riguardo le frasi del Papa sulla contraccezione, nello specifico dell'uso del profilattico nelle terre africane dove il virus HIV miete vittime in quantità intollerabile.
Scusa a modo loro, naturalmente.
Cioè, vogliono anche 10 euro di resto.
Brutta faccenda quando c'è una buona fetta di mondo civilizzato che nei fatti dell'Alto Magistero della Chiesa se ne batte allegramente i coglioni quando si tratta di rispetto nei confronti di chi la pensa in altri infiniti variegati e differenziati modi in cui la mente umana può concepire una vita di grande valore.
Brutta faccenda quando il numero di fedeli praticanti crolla di anno in anno, quando i nuovi movimenti religiosi fanno sempre più proseliti, quando l'inganno di chi è sempre stato tutt'uno coi grandi criminali della terra è parte imprescindibile della storia dell'Uomo, quando il germe dell'autoritarismo viene diffuso come un virus con i media perchè la Parola è ormai morta, seppellita da 2000 anni di falsità, ipocrisia e sete di potere, quando nella Parola non c'è più traccia di Amore le mura di Pietro cominciano ad incresparsi e dalle stanze vaticane la smania di conservare ciò che è uno dei più grandi, se non il più grande degli imperi terreni diventa astio, violenza, brama.
Il blog di Mazzetta contiene un ottimo articolo al riguardo ed aiuta in maniera decisa a capire perchè questa istituzione marcia e stantìa è il più funzionale strumento di sfruttamento e di oppressione mai concepito dalla mente dell'uomo. Fare stragi di massa e passare per benefattori dell'umanità non è riuscito neanche ad Adolf Hitler o a Josif Vissarianovich Djugasvili.
Si mettano l'anima in pace, non riuscirà mai anche a loro.

ANTROPOLOGIA DEL NUOVO MILLENNIO 1 - HOMO SAPIENS SAPIENS CON RISERVA



E ora qualcuno venga a dirmi che la colpa è del '68.

venerdì 20 marzo 2009

GUERRIGLIERI


Non ho mai avuto soverchie speranze riguardo il ministro Brunetta.
Figuriamoci.
Chi lo conosceva già nelle sue comparsate pre-ministeriali ricorderà un individuo sempre sull'orlo di un colpo apoplettico, gretto, intollerante e talmente sicuro delle sue minchiate da fare quasi pena, di quelli che mandi via con uno scappellotto dopo tre frasi pregandolo di andare a rompere i coglioni altrove.
Il suo mandato è iniziato dichiarando guerra ai fannulloni annidati nelle pubbliche amministrazioni, intento lodevole nelle intenzioni, pessimo nell'applicazione; le soluzioni del ministrello sono sembrate più una vendetta indiscriminata contro chi aveva ancora l'impudenza di avere un posto fisso più che un riassetto razionale della metodologia lavorativa nella pubblica amministrazione.
Ovviamente quando c'è stato da verificare quanto Brunetta fosse coerente con la sua crociata anti-spalletonde è saltato fuori che il ministro diserta molto spesso e molto volentieri le sedute parlamentari, quindi parlando di fancazzisti Brunetta dovrebbe parlare innanzitutto in prima persona. Ma stiamo parlando del Polo delle Libertà, quindi di cialtronaggine che diventa stile di vita. Niente di nuovo, quindi.
E nello stesso stile pidiellino si inquadra la dichiarazione del ministrello a proposito degli studenti dell'Onda che sarebbero "guerriglieri", frase corretta dopo poco con l'altrettanto elegante "ragazzini in cerca di sensazioni forti".
Al solito frasi cretine, dette da un ignorante che al pari dei suoi alleati di coalizione vede ogni forma di dissenso come un attentato terrorista alla sicurezza del paese, che nel caso della destra e dei suoi elettori sono gli interessi di Silvio Berlusconi e della bella gente che lo sostiene;
non riesco neanche più ad indignarmi, dai politici della attuale destra raramente si riscontrano frasi compatibili con un contesto democratico, ma questa italietta mediocre e pezzente che si fregia di aver mandato a governare simili caricature umane probabilmente della democrazia, dei diritti di chi non è d'accordo con un governo che verrà ricordato come la più grande sciagura capitata al BelPaese dall'Imperatore Romolo in poi, non gliene frega più niente.
L'italiota vuole ordine, disciplina, sottomissione al Capo e nel frattempo cercare di fregarsi più soldi possibili in modo di superare questa crisi, che a sentire Berlusconi riguarda pochi imbecilli colpevoli di non essere ottimisti sulle sua capacità di statista.
Solo grazie a questo un tentativo d'uomo come Brunetta può uscirsene con minchiate del genere e non venir buttato fuori a calci in culo dal governo, perchè si presume che questo sarebbe ciò che un governo serio dovrebbe fare.
Un governo serio.

mercoledì 18 marzo 2009

NON E' LA VIA


Diventa quasi avvilente commentare le parole del Papa a proposito dell'uso del preservativo come precauzione anti-AIDS.
Ossia, del non uso.
Io lo capisco a Ratzinger.
E' una rottura di palle infilarsi quel cappuccio, magari dopo una ricca ouverture di preliminari: fermarsi nel pieno di effusioni tra il petting spinto e la tenerezza infinita di due corpi che si stanno amando, aprire la stagnola, tirare fuori quel palloncino sgonfio ed infilarci il cazzo che sta fremendo per congiungersi alla persona con cui si sta condividendo una sana, felice e coinvolgente scopata; nevvero, Jo?
Vabbè, ma tu che ne sai.
E' anche altrettanto palloso per chi sta concedendo al suo corpo, ai propri sensi, alla propria libido, un sano e naturale sfogo magari assieme ad un'altra persona che si sta concedendo la medesima cosa. minchia se è palloso fermarsi ed infilarsi il preservativo.
Ma vabbè, tu che ne sai, Jo.
Senti, fai una cosa: se proprio la tua idea di sesso è così idilliacamente pura e scevra da artefizi umani atti a salvaguardare le possibilità di mescolamento di batteri e lo spreco di potenziali embrioni, chiediti come mai la Natura ha dimostrato tutt'altro fin dalla comparsa del'Uomo.
Chiediti cosa vuol dire poter provare attraverso il sesso la passione, la libido espressa nella sua piena libertà di espressione, la gioia di squassare il silenzio dell'anima con la carica dell'energia sessuale. Chiediti perchè l'uomo può, deve provare questo.
Chiediti che senso ha fare terrorismo psicologico laddove i morti di AIDS sono a milioni, dove un gesto palloso può salvare delle vite umane.
Ah, già, ma quelli non sono embrioni.
Eh, ma ci sono gli spermatozoi, magari già infetti, che possono, anzi per te devono diventare bambini, magari già condannati. Perchè è attraverso la sofferenza che si arriva al Regno di Dio.
Perchè dobbiamo scontare la colpa, nonostante ci ammorbiate con la storia di un povero cristo che si è fatto inchiodare per salvarci dai nostri peccati.
Però che ne sai tu del sesso, Jo?
Oddio, a te il sesso più che altro costa.
Hai dovuto risarcire qualche migliaio di famiglie perchè i tuoi rappresentanti in ogniddove si guardano bene dall'usare il preservativo quando si tratta di aver a che fare con qualche ragazzino, certo che ti danno retta in tutto e per tutto, eh? Che mariuoli.
Lo sai cosa?
Sono contento che ogni tuo intervento sia amplificato e diramato in ogni angolo del pianeta.
Francesi e tedeschi hanno trasalito, certo. Ma questa vergogna degli Stati a Sovranità Nazionale ha da finire prima o poi. E' scritto nella Bibbia.
Però cominciano a conoscere la vera natura della Chiesa.
E questo, perdio, è un bene.

SHIPBUILDING

E' una canzone stupenda.
Scritta da Elvis Costello e cantata da Robert Wyatt, ha come tema la guerra delle Falkland (o Malvinas) ma l'incedere jazzato e la levità della voce di Wyatt più che far vibrare la rabbia commuovono.
Semplicemente commuovono.

EVIDENZE


Non è passato molto tempo da quando dare dei fascisti alla coalizione della destra italiana era considerato estremista ed esageratamente ideologico. C'era anche chi insolentiva e sbeffeggiava gli "allarmisti a gettone", c'era chi continuava a sostenere la Santa Causa della guerra al comunismo ed in nome di questa minimizzare le pulsioni autoritarie delle squadre di governo guidate dal pessimo imprenditore milanese; l'imperativo, poi realizzato, era buttare fuori i comunisti dal parlamento.
Anche per Veltroni, vediamo di ricordarcelo.
Da un pò di tempo qualcuno ride un pò meno, qualcuno non sbeffeggia più.
Qualcun altro comincia allegramente a rimestare i fasti del Ventennio (vedi il quotidiano Libero), addirittura i giornaletti da ragazzine ornano le loro pagine, tra un consiglio su come sditalinarsi senza farlo sapere alla mamma ed un gossip su Alisa, con le foto di fieri fascistelli di fresco conio i quali mettono insieme dei discorsi da "undicenne neanche tanto sveglio" a vistosi tatuaggi fashion con l'immancabile iconografia nazifascista come marchio distintivo.
Qualcun altro si dà decisamente da fare, vedi le ultime aggressioni all'Università di Roma, vedi il gay disabile picchiato a Pordenone, vedi l'ormai quotidiana sequela di pestaggi ed aggressioni figlie della riabilitazione perpetrata subdolamente (per i più poveri di spirito, chi fosse questa gente una persona con più di 3 neuroni lo aveva capito fin dalla discesa in campo di Berlusconi) in modo di aver la propria Security direttamente nelle piazze, nelle scuole e nella vita sociale degli italiani, ben coadiuvati dai loro amichetti storici, che indossano ancora le divise blu solo perchè i fondi che il Governo elargisce loro per continuare il proprio lavoro bastano a stento a comprare i cenci per lucidare i manganelli. Con quasi 300 aggressioni fasciste in un anno il loro lavoro è snellito di parecchio, c'è da sostenere le piccole imprese e le agenzie di sicurezza che forniranno tutto il materiale umano possibile per le famigerate ronde, ben controllabili politicamente e radicabili sul territorio senza bisogno di costose sezioni.
I politici?

Eccoli qua.

In questi giorni è stato presentato il nuovo soggetto politico "Sinistra e Libertà"; chiedo a Vendola, Francescato & c. se il nome presupponga una separazione tra i due termini, perchè la cosa non si capisce. Comunque secondo loro la ricetta per unire la sinistra passa da ex-rifondaroli fuoriusciti, ex-comunistitaliani fuoriusciti, socialisti europeisti non si sa se eredi di Boselli o anticipatori di Bobo Craxi, la costola rotta piddina di Sinistra Democratica ed i Verdi, la formazione col più sciagurato coefficente di distanza tra il potenziale bacino elettorale e la fragorosa incapacità politica di chi li ha guidati da 20 anni a questa parte.
Ora, questi vorrebbero essere il baluardo di sinistra contro quelli di cui ho parlato sopra.
Non mi pare giusto, nè elegante spernacchiare un così nobile tentativo al primo anelito di esistenza, quindi mi limiterò a sentirmi molto perplesso da coloro che invece di sbattersi per conquistare una leadership reale sull'arcipelago della sinistra italiana portandi idee, forza passione e un contatto reale con la realtà dei lavoratori e di coloro che stanno pagando questa crisi voluta da un capitalismo avido e gretto come chi pretende di elevarlo a Religione, prendono i loro ciottolini e se ne vanno a fare un partito tutto suo. Nella sinistra italiana il Male Assoluto si chiama frazionismo. Ma il ruolo della sinistra in Italia è e deve essere uno, difendere i diritti di chi lavora dallo sfruttamento endemico di questo sistema, in modo che il benessere prodotto sia distribuito in modo equo e soprattutto in modo che chi lavora possa avere una vita dignitosa, una casa, un progetto. Il crollo della sinistra dallo sfaldamento del PCI in poi, ha visto una perdita di questi diritti che ha avuto un corso sinistramente parallelo. Una sinistra che difende dei privilegi conquistati con l'appoggio di componenti di questo Parlamento (giunte locali, sindacati e potrei andare avanti per un bel pò), è una sinistra che non risolverà uno dei propri problemi che sia uno.
Vediamo all'opera questa Sinistra e Libertà, e vediamo pure l'altra coalizione, i rimasti Rifondaroli ed i rimasti Comunistitaliani.

Il fegato di votarli non credo di averlo ancora.

lunedì 16 marzo 2009

CATTOCOMICI


E' più forte di loro.
Si credono persone civilizzate, magari hanno pure titoli di studio, magari insegnano nelle Università.
Come Bernardo Razzotti, docente ordinario di filosofia morale all’università D’Annunzio Chieti-Pescara.
Però non si sa in base a quale tara mentale (oppure si sa benissimo, ma c'è una tale ampissima scelta su cui ponderare che ci concediamo ugualmente il beneficio del dubbio) ogni tanto devono tirare non una cazzata, ma LA CAZZATA.
Ed il dott. Bernardo Razzotti, intervistato da un quotidiano locale, ne elargisce in quantità e qualità decisamente degne di nota anche per un cattolico.
Riprendo la notizia dal sito dell'UAAR e prontamente cito le perle di questo genio dell'etica:

“dichiarare che Dio non esiste lede la dignità di quanti ritengono che Dio esiste… tutti i popoli hanno sempre avuto la fede in Dio … e l’uomo è soggetto naturaliter di religiosità”

Naturalmente sarei felice di ledere la dignità di chiunque si sentisse offeso dal mio ateismo, agnosticismo o di qualsiasi altra carenza di dedizione al culto di un Dio, visto che la frase é il solito patetico tentativo di stampo tipicamente cattolico di togliere dignità ad una opinione legittima quanto quella di chi dichiara di credere reclamando la propria assoluta verità come unico metro di dialogo, infarcendo il tutto col rituale insopportabile vittimismo falso ed ipocrita, del quale i cattolici possono a pieno titolo reclamare ogni diritto d'autore possibile.
Vediamo poi che, con la solita arroganza mista ad ignoranza dell'uomo di fede, dimentica interi emisferi che compongono il pianeta Terra e nello specifico tutti i popoli che hanno conosciuto la millenaria dottrina buddista e che l'hanno abbracciata.
E la dottrina buddista di ogni scuola ed ordine non prevede la presenza di un Dio.
Con l'ultima frase dà all'ateo praticamente del soggetto contronatura.
Ma si sa, la Natura i cattolici l'hanno reinventata tante e tali volte che ormai non riescono a sviluppare un pensiero comprendente che la Natura non è solo cosa loro ma di tutti, quindi è ovvio che il delirio sorga spontaneo e fiorito come una serra di tulipani.
Letta questa prima frase ho comunque riconosciuto quanto è vero che le radici culturali cattoliche esistono e sono degnamente rappresentate, d'altra parte con menti così aperte assise sulle cattedre delle nostre università c'è poco da usare il linguaggio subliminale.
Ma andiamo avanti, perchè evidentemente il Razzotti era in vena di omaggi per qualunque mente libera: commentando la frase che l'UAAR aveva scelto per i suoi ateobus dichiara garrulo:
“l’ateo in senso stretto non esiste … l’ateo è colui che trovandosi insoddisfatto del Dio a cui è stato educato va alla ricerca di un Dio diverso da quello della tradizione”.
Il Magnifico Docente ignora quindi che probabilmente c'è chi smette di cercare un Dio (un Dio che qui ti impongono ancora dalla nascita) e, molto più umilmente inizia a cercare se stesso e qualche volta succede che trovi proprio quello che cercava.
Successe, ad esempio, a tal Gautama Siddharta, principe del clan degli Shakya, nella lontana India qualche migliaio di anni fa. Ed è successo a tantissimi non credenti, anche senza l'aiuto di una religione. Gente che ha ricercato semplicemente la Pace tra i popoli, unendo e non dividendo, accettando ogni credo senza abbracciarne uno solo, gente che ha lottato per sè e per gli altri che riusciva ad abbracciare, anche uomini comuni che serenamente sono diventati pilastri per molti suoi simili con il semplice esempio del proprio coraggio, a prescindere da quale ideale seguissero o perseguissero.
Queste persone ottuse, che cercano di imporre un Potere sul genere umano che non avranno mai, sono l'archetipo perfetto di quel gregge tristemente noto devoto ad una Chiesa che non ha mai abbandonato l'idea di restaurare il suo regno di terrore dove la Colpa e la Condanna regnano sovrane a mantenere la Pax Papale.
Il mio percorso spirituale è stato intenso, lungo e profondo, e nonostante abbia maturato alcune convinzioni rispetto la Natura Umana, o meglio sulla Natura in generale, sono convinto che il nostro passaggio terreno sia soprattutto un'occasione di ricerca, di lotta e di domande che fatalmente potrebbero non avere risposta in questa vita. Quello che si può evincere scorrendo la giovane Storia dell'Uomo sul pianeta Terra è che se è vero che un Dio ha creato una cosa così infinitamente vasta come l'Universo per lasciare poi qualche miliardo di deficenti a scannarsi in suo nome sopra un minuscolo pianeta di uno sperduto sistema solare, questo Dio deve avere qualche problema.
Probabilmente c'è chi ha troppo bisogno di un Dio per poter nascondere a se stesso la sua resa incondizionata verso la propria anima, ma non sono completamente convinto che un Dio possa vivere al di fuori della mente che l'ha creato. Detto ciò, comprendo come il viaggio interiore verso un'Entità Divina sia uno dei bagagli che rendono una persona più ricca e, probabilmente più felice; c'è però chi decide di smettere di cercare un Dio quando si riesce a percepire che la Vita è un'insieme di relazioni che ci legano ad ogni presenza dell'Universo, e che questo è in continuo mutamento, e che le nostre vite sono una parte di questo cambiamento.
Ogni grande Religione si fa passare per Rivelata, quando di Rivelazioni ne abbiamo fin troppe, tanto che qualcuno sarebbe portato a pensare ad un Dio bi o tripolare, è solo che non riesco più a concepire come una persona, presumo stimata, riesca a venir fuori con delle stronzate così abnormi ed avere la faccia di tornare ad insegnare il giorno dopo.
Ma in quanto a faccia tosta i cattolici sono ancora capaci di fare miracoli, 2009 anni dopo il loro fondatore.

ANEST-ETICA


Leggete, leggete con calma questo articolo tratto da Giornalismo Partecipativo:

VATICANO. NASCERE SENZA PECCATO ORIGINALE.

Leggete pure quanto siano schifosamente arroganti i "difensori" della Vita, quanto la loro visione non ammetta repliche a costo di venir paragonati ai peggiori pazzi assassini, leggete quanto la battaglia dei feticisti dell'embrione rischia di disumanizzarci, di renderci non più padroni neanche della scelta di procreare, leggete quanto questi pazzi cerchino di strutturare la società secondo il volere di un Dio che è solo il loro.
Leggete per essere consapevoli di quanto sia necessario uscire allo scoperto una volta per tutte ed urlare il nostro anticlericalismo, il nostro anticattolicesimo, urlare quanto a questa Chiesa disumana, anacronistica ed autoritaria non va più dato alcuno spazio al di fuori dei propri seguaci, così come dovrebbe esser fatto con tutti i culti.
Alla faccia di quelli che dicono (Ratzinger compreso) che la Chiesa non interferisce con le leggi degli Stati Sovrani.

ANIMAL COLLECTIVE - dal vivo, Viper theater Firenze


Resistenze preconcette verso i concerti live dove a suonare non sono i classici strumenti musicali ma campionatori, nastri e altre diavolerie elettroniche ne ho ancora, ci mancherebbe. Certo il fatto di essere cresciuto guardando musicisti che dal vivo grondavano sudore ha il suo peso, senonchè sono arrivato al Viper theater di Firenze (veramente un ottimo posto per la musica dal vivo) fiducioso ed anzi quasi sicuro di assistere ad un bel concerto. Gli Animal collective sono un trio dove a condurre le danze sono però i due talentuosi genietti psicoelettronici, Avery Tare e Panda Bear (titolare di un album solo, "Person pitch", raccomandatissimo agli amanti della psichedelia più soft).
Oltre a non venirne deluso il trio ha superato le più rosee aspettative sciorinando un mix psicoestatico di suggestioni pinkfloydiane con sprazzi di folk elettronico, alternando tempi danzabili a corpo libero con momenti catartici da trip estraniante condendo il tutto con un light show fluorescente e minimale, a parte un grande globo posto sopra le teste dei nostri sul quale scorrevano ora giochi di luce ora immagini. Neanche troppe concessioni all'ultimo disco, molte variazioni sui temi dei pezzi più conosciuti (saccheggiato soprattutto "Sung tongs" di due anni fa), molta energia e voglia di coinvolgere, gli Animal collective confermano di essere gruppo capace e diretto, magicamente fruibile sia alle ultime generazioni in cerca di buoni stimoli per viaggi interiori che alle vecchie attaccate all'approccio dei Pink Floyd post-barrettiani.
Promossi a pieni voti.

mercoledì 11 marzo 2009

PER FAVORE SPARITE


Non sono tra quelli che ritengono il dirsi comunista un feticcio irrinunciabile.
Anzi, francamente non me ne frega un cazzo.
A maggior ragione guardando il percorso politico di quei partiti che ancora si definiscono tali.
Se i comunisti sono loro, bene, io sicuramente sono qualcos'altro.
E neanche la falce & martello per me è un feticcio irrinunciabile.
Sta di fatto che sarei ben felice di votare un partito di sinistra guidato in maniera forte, che sappia riscoprire il potere dell'aggregazione, della difesa dei valori libertari, della mobilitazione popolare contro chi cerca di imporre un modello marcio, apportatore di grandi profitti per pochi satrapi sfruttando le vite e le energie di chi lavora, e sto parlando ovviamente del modello capitalista; sarei ben felice di votare un partito di sinistra che sappia riportare alla gente una coscienza orgogliosamente laica, che riesca a trasmettere lo spirito di tolleranza ma allo stesso tempo di saper mettere gli adeguati paletti alle congreghe che cercano di imporre un credo anche nelle scelte etiche, politiche e sociali di chi un credo non ce l'ha, non lo vuole e non intende cercarlo oltre, e sto parlando ovviamente delle gerarchie religiose; sarei ben felice di votare un partito di sinistra che sappia ricreare un polo di aggregazione che sia un baluardo di difesa contro la straripante arroganza di chi ha voluto creare la categoria dei precari, di chi ha come unico credo il profitto, di chi manipola il consenso occupando tutti i media, di chi permette il riapparire come legittimate idee nefaste come quella fascista, che chiunque sappia leggere un libro di storia sa come ha portato l'Italia alla rovina ed alla perdita della propria indipendenza; la base militare americana a 200 metri da casa mia è lì a ricordarmelo ogni giorno. Senza contare l'averci portato in casa come esercito occupante le belve naziste.
Sarei ben felice di votare un partito di sinistra che sappia tornare a parlare nei luoghi di lavoro, alle persone, che sappia tornare a lottare accanto a chi lavora riunendo una grande base popolare sotto il vessillo della giustizia sociale, della possibilità di poter vivere dignitosamente a chi passa 8 ore al giorno a lavorare, che lotti per garantire un futuro e non la paura del futuro, che sappia contrastare le politiche criminali del capitalismo facendosi sentire accanto a chi lavora, e non me ne può fregar di meno se invece di una falce e martello è rappresentata da una chiave a brugola e da un transpallet (buona fortuna a chi volesse tentare di disegnare un logo simile).
A maggior ragione ora (ma l'intuizione secondo me i politici di sinistra avrebbero dovuto averla fin dall'era di Tangentopoli) che la frittata è quasi fatta e Berlusconi tenta di spogliare dei propri diritti addirittura i deputati del Parlamento servirebbe una coalizione di sinistra decisa, dinamica e di lotta, di durissima lotta, che sappia riaggregare, unire, che sappia far rinascere la passione per la libertà, per la partecipazione e per il riscatto sociale.

UN partito di sinistra.
UNO, CAZZO.

Avulso dal carrierismo e dal protagonismo, sprezzante verso il facile compromesso di convenienza, irremovibile tanto sui diritti di chi lavora quanto nel combattere parassiti e scansafatiche di ogni classe e censo.
Bene, tutta questa pappardella per commentare il fatto che a sinistra non hanno ancora capito un cazzo di quello che dovrebbe essere il contributo della sinsitra nell'Italia attuale.
Non hanno capito un cazzo perchè anche col rischio di sparire dal Parlamento europeo dopo essere spariti da quello italiano i dirigenti della sinistra italiana continuano la loro corsa al primato di martellate sui coglioni indoor, dopo quello già stabilito all'aperto.
Le liste per le europee sono due: una con Rifondazione e Comunisti Italiani, l'altra comprende verdi, socialisti ed il nuovo soggetto politico guidato da Vendola.
Tutto ciò mentre Berlusconi continua a rincoglionire il già abbondantemente rincoglionito popolo italiota, mentre un sacrestano come Franceschini dimostra in DUE (2) giorni di leadership di essere più credibile del golden boy dell'ex-PCI Veltroni, mentre l'opposizione più credibile è guidata da un ex-poliziotto (Di Pietro), un comico (Grillo) ed un cronista giudiziario (Travaglio).

Sul perchè non siano riusciti a comporre una lista unitaria e fermamente decisa a difendere le ragioni degli elettori di sinistra possono esserci milioni di ragioni, delle quali comunque nessuna può legittimare l'ennesima prova di incapacità e di cialtroneria politica dei dirigenti di sinistra.
Forse nessun sondaggio ha spiegato a costoro il perchè delle percentuali altissime degli astensionisti (il primo partito italiano, il più eterogeneo ma anche il più cosciente) o forse c'è ancora qualche briciola da raccattare dal Grande Piatto nel quale i privilegiati della politica si abbuffano senza ritegno alle spalle di chi li paga.

Meritano di sparire.

Solo dopo, forse potrò sperare di rivedere un partito di sinistra con le caratteristiche che ho elencato sopra.

PRETI




Cattolici, una garanzia.
Stavolta è una sentenza della Cassazione che ha aggirato la libertà d'espressione di blog e forum, sequestrandoli.
Il motivo? Hanno parlato di quanto una ben conosciuta categoria, quella dei preti, si diletti con un consistente numero di praticanti nell'arte della molestia sessuale verso dei ragazzini.
Quello che è uscito fuori, mediaticamente parlando, dopo la divulgazione dell'inchiesta "Sex crimes and the Vatican" e soprattutto dopo l'enorme quantità di denaro che la Chiesa americana ha dovuto tirar fuori per risarcire le vittime dei vizietti dei loro prelati è stato semplicemente l'acclarare una realtà già conosciuta da un discreto numero di persone, ed altrettanto nascosta da altre; nascosta soprattutto dai vertici della Chiesa Cattolica, la quale si profonde in contrite scuse solo quando i casi sono stati così abnormemente chiari da non aver altra via d'uscita. Altrimenti, zitti e buci, si cambia parrocchia, una tiratina d'orecchi e via verso nuove avventure.
Nei blog e nei forum dove se ne è discusso è calata la mannaia della Cassazione, grazie ad una denuncia di Don Fortunato Di Noto, il prete che si fregia di essere uno dei paladini della lotta alla pedofilia. E che però vidi fregiarsi di una figura barbina una volta messo al fianco di Don Fisichella nella celeberrima puntata di "Anno zero" durante la quale venne mostrato "Sex crimes and the Vatican". E dico barbina per non dire di peggio; anche i preti impegnati in "lotte" (virgolettato) dalle nobili intenzioni, evidentemente, hanno i loro puntuali distinguo quando si toccano gli amichetti.
Ed infatti secondo Don Di Solito Noto i blog e i forum incriminati hanno "offeso il comune sentimento religioso", quindi vanno chiusi.
E la Cassazione, pur riconoscendo la caratteristica peculiare dei blog e dei forum incriminati, ha anche riconosciuto l'offesa a cui Di Solito Noto ha fatto riferimento, quindi via al sequestro.
Ora, punto primo: la lotta alla pedofilia non è un'esclusiva competenza del prete catanese, almeno così mi risulta. E di come e qualmente ci sia un consistente numero di prelati dediti al sollazzo sessuale con ragazzini/e questo è argomento che riguarda tutti, non solo i dipendenti del Papa; visto quanto ci costano, anche a noi laici, mi sembrerebbe il minimo almeno poter commentare dei comportamenti criminali da parte di questa casta, la quale non perde occasione per dare lezioni di etica a laici, atei, agnostici e senzadio vari. Ma ecco che quando si tratta di rendere conto delle proprie porcherie anche i sedicenti preti coraggiosi tornano ad essere i veri cattolici DOCG, DOP, certificati ISO 900. Censurare, chiudere, sequestrare, mettere a tacere. Questo è l'unico modo che hanno per cercare di nascondere quello che sono: una setta che protegge dei pedofili. E che riconosce allo Stato il diritto di perseguire penalmente questi criminali solo quando i casi sono clamorosi ed indifendibili.
Sul "comune sentimento religioso" se ne potrebbe discutere; ma quale comune sentimento religioso è quello che si offende mettendo a nudo dei fatti acclarati, alcuni dei quali già condannati in sede giudiziaria, quale comune sentimento religioso è quello che preclude a dei cittadini che contribuiscono sostanziosamente a versare fiumi di denaro nelle casse vaticane di discutere sulle porcate di questi parassiti? Quale sentimento religioso comune è quello che nega una presa di coscienza comune su un fenomeno che riguarda milioni di bambini?
Si fidi la Cassazione: c'è un comune sentimento laico che non solo è quotidianamente offeso dalla categoria dei religiosi; offeso con arroganza e protervia, offeso con la loro fetida ipocrisia, con il loro "comune sentimento protettivo" verso questi maiali.
Si fidi la Cassazione: un prete che ha veramente a cuore la lotta alla pedofilia non cerca di censurare in nome di un "sentimento religioso" che riguarda una piccolissima percentuale di persone rispetto al comune sentimento che vorrebbe almeno veder sottoposti alla Legge dello Stato chiunque molesti dei ragazzi plagiati da una sedicente autorità spirituale e comunque ha tutto il diritto di discuterne, parlarne e trarne conclusioni.
Quello riconosciuto dai giudici è un sentimento religioso schifoso col quale, si fidi la Cassazione, nessun cittadino onesto vuole avere a che fare.

lunedì 9 marzo 2009

CAPTAIN BEEFHEART



Chissà quanti giovanotti aspiranti musicisti o aspiranti cantanti l'hanno mai ascoltato.
Una perfetta rappresentazione di come per un periodo assolutamente irripetibile l'industria discografica ha saputo diffondere su larga scala la musica di veri e propri geni; oggi Capitan Cuoredibue probabilmente troverebbe difficoltà a recuperare un contratto indie. Forse esagero. Forse no.
Fortunatamente in culo alla marea di plastica con cui vorrebbero sommergerci siamo ancora in tempo nel raccomandare ai ricercatori di emozioni deviate, devianti e deviatrici una scorsa alla sua ampia discografia, a partire da "Mirror man", all'epico "Trout mask replica" al corrosivo "Lick my decals off, baby".

I miei rispetti, capitano

UNA CRETINA NELLA RETE


Se volessimo usare un'icona a dimostrazione del fatto che non sempre una donna che arriva a ricoprire cariche pubbliche sia necessariamente una buona cosa, Gabriella Carlucci non avrebbe rivali.
Le sue imprese nel mondo della politica vanno dal "lei non sa chi sono io" dopo aver compiuto infrazioni stradali giusto appropriate al suo quoziente intellettivo, alle figure di merda rimediate quando si è voluta occupare di scienza, quando si è piccata di mettere alla gogna un luminare del calibro di Luciano Majani ricevendo pernacchie sia dal mondo scientifico che nel suo blog, collezionando una serie impressionante di commenti dopo i quali ogni persona provvista di un minimo di amor proprio si sarebbe ritirata in un qualsiasi eremo per il resto della propria vita.

Potete leggere l'esilarante carteggio QUI (Grazie a Senbee's blog per averlo raccolto).

Con gli elementi a disposizione ed aver concluso che evidentemente il quoziente intellettivo della Carlucci è pari a quello di uno scaldabagno spento, mi tocca di leggere che la tipa in questione ha addirittura presentato un progetto di legge per regolare la rete, giusto qui.
E non poteva che essere una cagata.

Il bello è che la deputata invoca norme contro la pedofilia nella sua accorata presentazione del ddl senza in realtà farne la minima menzione in tutto il progetto di legge; ma figuriamoci se lo stile da mistificatori, bugiardi e sciacalli che è il marchio di fabbrica di questa destra poteva esimersi, pur usando una cretina del calibro della Carlucci, di usare un reato tanto tragico pur di cercare di rendere bevibile l'ennesimo assalto alla libertà d'espressione.

Ripeto: da questo governo mi aspetto ormai il peggio di tutto.
Ora è con i loro elettori che vanno fatti i conti.

domenica 8 marzo 2009

8 MARZO


Sono un maschio italiano.

Sono istintivamente attratto dalle donne in cui riconosco fascino, eleganza e fermi principi.

Non ho considerazioni particolari da fare sul ruolo attuale della donna nell'ottica dello sviluppo della vita umana e del suo senso, credo che il rispetto reciproco sia la base del convivere globalmente inteso Vittorio Feltri escluso, naturalmente.

Le donne sono pronte, le donne ci salveranno da un'altra dittatura.

Cerchiamo piuttosto noi uomini di sentirci degni di certe donne.

sabato 7 marzo 2009

MOSTRI


Il sonno della ragione produce mostri.

Dal blog di Mazzetta un preciso articolo:

FANATISMO CATTOLICO CONTRO UNA BAMBINA STUPRATA

Niente di nuova sotto la cupola, ma una volta in più giova ricordare di quali mostri stiamo parlando. quelli di cui il Partito Democratico non riesce proprio a fare a meno.

(nella foto: uno dei degni rappresentanti della setta Cattolica, Don Gelmini)

venerdì 6 marzo 2009

FA GIA' CALDO


All'Università di Pisa arriva marcello Pera.
Per chi non se lo ricordasse è il capobranco dei fondamentalisti cattolici prestati alla politica, uno di quei democristofascisti cattolici pieni di fervore nel sostenere che in quanto italiani dobbiamo tenerci l'imprimatur di Santa Madre Chiesa nel DNA.

Quello che è successo lo potete leggere

QUI

E da qui si deduce quanto questo governo stia lavorando alacremente per riportarci ad una nuova stagione di piombo.
A questo punto chi se la sente di moderare la rabbia di chi vorrebbe iniziare a controbattere a quest'offensiva fascista nel modo che merita è bravo.
Aspetto solo le lagne dei media quando qualche divisa blu si farà la bua; anche se dalla lettura dell'articolo si evince che il capo della Digos, o il Questore di Pisa o chi comunque ha progettato questa simpaticissima giornata di alta tensione di sicuro starebbe più appropriatamente a fare un bel 6-2 in raffineria.
Devo anche rimarcare che fra poco ci sarà modo di vedere alla prova (nuovamente) il Questore di Livorno Zito, persona che da quando ha preso l'incarico che attualmente ricopre ha dimolto migliorato il clima con le frange più agitate nell'emisfero politico cittadino rispetto al predecessore; sembra che il leghista Borghezio abbia intenzione di fare visita alla cittadina labronica, dopo che anche grazie ad una gestione demenziale da parte del Comune di Livorno, erano successi tafferugli non di poco conto. Ma le autorità preposte all'ordine pubblico della mia città a mio avviso sono il male minore di Livorno; se si considera la situazione lasciata dal suo predecessore posso dire che il dott. Zito merita rispetto e comprensione (che con la categoria in questione a volte necessita di svariati anni di pratica Zen) personalmente ho anche avuto modo di vedere al lavoro il capo della Digos di Livorno, durante un presidio contro la presentazione di un libro scritto da certo Carioti (prontamente riscomparso nell'oblìo) in cui tentava una rivalutazione dei "ragazzi di Salò".
E devo dire con sincerità che è persona che, pur nel suo ruolo, mi ha favorevolmente colpito, e non con una manganellata. Forse sarà stata la situazione contingente molto più calma, ma l'impressione è stata quella di chi è conscio del suo ruolo di tutore del mantenimento dell'ordine pubblico. Punto. Per una parte e per l'altra. L'ordine pubblico comprende le ragioni di tutti. E' una regola che se puntualmente osservata eviterebbe non dico il 100%, ma una percentuale abnorme di scontri e conseguenti reazioni a catena, sia immediate che nell'ottica del clima sociale.
Purtroppo certe teste decidono che è ora che qualcuno si faccia veramente male, e seguendo l'ordine del gioco, questo puntualmente succede sia da una parte che dall'altra.
E' un pò di tempo che chi manifesta, dissente, eccepisce, puntualizza o semplicemente non è d'accordo viene ferito, manganellato, picchiato, umiliato, anche torturato (vedi sentenza su Genova).

Se si vuole far maturare un clima per cui si comincino a far male entrambe le parti direi che a Pisa sono sulla strada giusta.

Non é una minaccia, è una legge di Natura.

mercoledì 4 marzo 2009

1 SETTEMBRE 1939

1 SETTEMBRE 1939 di W.H.AUDEN
Siedo in una delle bettole
della Cinquantaduesima strada
incerto e spaventato
vedendo scadere le astute speranze
d’un decennio basso e disonesto:
onde di rabbia e di paura
circolano per le luminose
e oscurate contrade della terra,
ossessionando le nostre vite private;
l’indicibile odore della morte
offende la notte di settembre.

Le ricerche degli esperti possono
riesumare intera l’offesa
che da Lutero ad oggi
ha fatto impazzire una cultura,
scoprire quello che successe a Linz,
quale immensa illusione ha creato
un dio psicopatico:
io e il pubblico sappiamo
quel che i bambini imparano a scuola,
coloro a cui male è fatto,
male faranno in cambio.

L’esule Tucidide sapeva
tutto quello che può dire un discorso
sulla Democrazia,
e quello che fanno i dittatori,
l’antiquato ciarpame che raccontano
a un apatico sepolcro;
egli analizzò tutto nel suo libro,
la ragione messa al bando,
il dolore che plasma l’abitudine,
il cattivo governo e il cordoglio:
tutto questo ci è inflitto un’altra volta.

In quest’aria neutrale
dove ciechi grattacieli usano
tutta la loro altezza a proclamare
la forza dell’Uomo Collettivo,
ogni lingua versa a gara
la sua scusa vana:
ma chi può vivere a lungo
in un sogno euforico;
essi guardano fuori dallo specchio
la faccia dell’imperialismo
e il torto intrenazionale.

Le facce lungo il bancone
s’aggrappano al loro giorno medio:
le luci non devono mai spegnersi,
la musica deve sempre andare,
tutte le convenzioni cospirano
perchè questa fortezza assuma
l’arredamento di casa;
perchè non vediamo dove stiamo,
persi in un mondo stregato,
bambini spaventati dalla notte
che mai felici sono stati o buoni.

Le idiozie di partito più vacue
che gridano le Persone Importanti
non sono radicali come il nostro
desiderio:quel che il folle Nijinsky
ha scritto su Diaghilev
vale per il cuore di tutti;
chè ogni donna e ogni uomo
nutre nelle fibre l’errore
di bramare quel che non può avere,
non l’amore universale,
ma d’avere per sè solo ogni amore.

Dal buio conservatore
gli ottusi pendolari entrano
nella vita etica,
ripetendo il voto mattutino:
” Sarò fedele a mia moglie,
mi concentrerò di più sul lavoro”,
e i governanti impotenti si svegliano
riprendendo il loro gioco obbligato:
chi può liberarli adesso,
chi può arrivare ai sordi,
chi può parlare per i muti?

Tutto quello che ho è una voce
per svelare la bugia nascosta,
la bugia romantica ch’è nel cervello
del sensuale uomo della strada
e la bugia dell’Autorità
i cui edifici frugano il cielo:
non c’è una cosa chiamata Stato
e nessuno esiste da solo;
la fame non lascia scelta
al cittadino nè alla polizia;
dobbiamo amarci l’un l’altro o morire.

Senza difesa il nostro mondo
giace sotto la notte attonito;
eppure, accesi ovunque,
ironici punti di luce
lampeggiano là dove i Giusti
si scambiano i loro messaggi:
oh, che io possa, composto come loro
d’Eros e di polvere,
assediato dalla medesima
negazione e disperazione,
mostrare una fiamma affermativa.

La traduzione è ad opera di Nicola Gardini ed è tratta da Viadellebelledonne

September 1, 1939

September 1, 1939 -
September 1, 1939
by W. H. Auden

I sit in one of the dives
On Fifty-second Street
Uncertain and afraid
As the clever hopes expire
Of a low dishonest decade:
Waves of anger and fear
Circulate over the bright
And darkened lands of the earth,
Obsessing our private lives;
The unmentionable odour of death
Offends the September night.

Accurate scholarship can
Unearth the whole offence
From Luther until now
That has driven a culture mad,
Find what occurred at Linz,
What huge imago made
A psychopathic god:
I and the public know
What all schoolchildren learn,
Those to whom evil is done
Do evil in return.

Exiled Thucydides knew
All that a speech can say
About Democracy,
And what dictators do,
The elderly rubbish they talk
To an apathetic grave;
Analysed all in his book,
The enlightenment driven away,
The habit-forming pain,
Mismanagement and grief:
We must suffer them all again.

Into this neutral air
Where blind skyscrapers use
Their full height to proclaim
The strength of Collective Man,
Each language pours its vain
Competitive excuse:
But who can live for long
In an euphoric dream;
Out of the mirror they stare,
Imperialism's face
And the international wrong.

Faces along the bar
Cling to their average day:
The lights must never go out,
The music must always play,
All the conventions conspire
To make this fort assume
The furniture of home;
Lest we should see where we are,
Lost in a haunted wood,
Children afraid of the night
Who have never been happy or good.

The windiest militant trash
Important Persons shout
Is not so crude as our wish:
What mad Nijinsky wrote
About Diaghilev
Is true of the normal heart;
For the error bred in the bone
Of each woman and each man
Craves what it cannot have,
Not universal love
But to be loved alone.

From the conservative dark
Into the ethical life
The dense commuters come,
Repeating their morning vow;
"I will be true to the wife,
I'll concentrate more on my work,"
And helpless governors wake
To resume their compulsory game:
Who can release them now,
Who can reach the deaf,
Who can speak for the dumb?

All I have is a voice
To undo the folded lie,
The romantic lie in the brain
Of the sensual man-in-the-street
And the lie of Authority
Whose buildings grope the sky:
There is no such thing as the State
And no one exists alone;
Hunger allows no choice
To the citizen or the police;
We must love one another or die.

Defenceless under the night
Our world in stupor lies;
Yet, dotted everywhere,
Ironic points of light
Flash out wherever the Just
Exchange their messages:
May I, composed like them
Of Eros and of dust,
Beleaguered by the same
Negation and despair,
Show an affirming flame.



lunedì 2 marzo 2009

EELS

Se amate il pop e non conoscete gli Eels cercate di colmare immediatamente la lacuna. Mark Oliver Everett, signore e padrone del gruppo, ha un talento gentile, pericoloso e folgorante e tra i suoi album alcuni hanno il potere di commuovere e di regalare sprazzi di gioia nel medesimo accordo. "Electroshock blues" è il disco col quale li ho conosciuti ed adottati da subito, ma "Beautiful freak", "Daisies of the galaxy" e "Blinking lights and other revelations" hanno compiuto la Rivelazione.
Lasciarsi trasportare dalla soave tristezza degli Eels è un modo per ricordarsi che la musica pop attuale è qualcosa di molto oltre tutti gli X-Factor del mondo.