sabato 31 ottobre 2009

IMPUTATI


Ah, ma mettetevi nei loro panni.

Dover combattere ogni giorno per i cittadini, in mezzo ad un vortice di drogati, delinquenti comuni, disagiati mentali, truffatori e chi più ne ha più ne metta: eroi che magari si fanno saltare in aria per proteggere il magistrato coraggioso che lotta contro la Mafia, eroi che ogni giorno garantiscono la sicurezza dei cittadini.

Ma se non bastasse il concetto ed il messaggio non è abbastanza chiaro allora giù film, fiction, telefilm come piovesse; quelli col Carabiniere-tengo-famiglia, col poliziotto scanzonato e pure parecchio fico, quelli simpatici e così umani, quelli che ogni padre darebbe in sposo alla figlia, addirittura le carabiniere femmine compunte ma comunque strafighe (Claudia Koll se non sbaglio è passata da Tinto Brass alla divisa in meno di un lustro).

Ok, raccontatela alla ciurmaglia italiota finchè vi crede.

Oggi il caso di Stefano Cucchi, ieri Federico Aldrovandi.

L'altro ieri; quante ne volete?

Toh, una a caso:

L'OMICIDIO DI MAURIZIO TORTORICI AD OPERA DELL'AGENTE DI POLIZIA FLAVIO PONTANARI

Dite che il 1993 è ormai preistoria?

Perlamordiddio, ecco qua pronta un'altra storiellina più recente:

BASTA DIGITARE "MARCELLO LONZI" SU GOOGLE

Serve altro? Non credo.
Perchè si potrebbe andare avanti, eccome. Da Franco Serantini a Giuseppe Pinelli in poi.

Vedete sempre le divise come tanti Montesano, Verdone, Gigi Proietti, Claudia Koll o Elisabetta Canalis?

Oppure siete tra quei garantisti che anche davanti a mattatoi come quello della Diaz trovano sempre e comunque una giustificazione?
In questo caso oltre al naturale ribrezzo che fate vi consiglio di chiudere qui la lettura perchè quello che scriverò non vi piacerà affatto.
E naturalmente mi sciacquo i coglioni coi vostri eventuali commenti che cancellerò seduta stante.

Partiamo dal presupposto inconfutabile che le cosiddette "Forze dell'Ordine" sono INNANZITUTTO uno strumento di repressione e che non hanno altro modus operandi che non sia quello che determinati "superiori" decidono in loro vece, e che questi "superiori" stanno col culo bene al caldo e, all'occorrenza, toglie loro fondi e mezzi e li prende pure per il culo chiamandoli "panzoni".
Cosicchè abbiamo nel nostro paese perfino la rappresentazione allucinante di un nutrito corteo di manifestanti appartenenti alle Forze dell'Ordine, malcacati dai media nazionali, che sfilano contro la politica di questo governo, nato anche ed in buona parte sotto la benedizione del ventre securitario del paese.
Che culo hanno, per lo meno non c'è pericolo che il corteo venga caricato, anche se nel caso la protesta si dovesse fare più viva ed incisiva non è escluso che

QUESTO GOVERNO

non provveda a mandare la propria personale task force per ricondurre alla ragione i riottosi colleghi. Già che Brunetta (è bastato Brunetta) gliel'ha cantata in si bemolle ("Non ci faremo intimidire", ergo tagli erano e tagli rimangono).

Parliamo di questo governo e di questa classe politica; che stiamo indagando, vedremo, si è colpevoli solo dopo la Cassazione, però insomma tanto santificare Falcone & Borsellino e poi ci sono AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAlti vertici delle Forze dell'Ordine che ho paura dovranno dare qualche spiegazione.

E non allo Stato che manda il conto da pagare alla famiglia di Emanuela Loi, la ragazza sarda che faceva parte della scorta di Borsellino e che la famiglia aveva voluto seppellire nella sua terra e quindi essere trasportata a casa in aereo.

Bensì a noi cittadini che gli paghiamo lo stipendio, mi pare giusto ricordarlo.

Allora, qual'è un messaggio che prescinda da un inutile scagnarata contro qualunque divisa per centrare una questione senza generalizzare alla cazzo di cane?

Uno è che questa società CIVILE composta di cittadini lavoratori e che conducono vite esemplari, molto più di svariati ominicchi in divisa con la brutta abitudine di non comportarsi secondo delle civili regole democratiche definite leggi, non desidera che strumenti repressivi senza controllo possano disporre delle vite delle persone a loro piacimento.

Un altro messaggio, più inquietante è che molti di questi cittadini non sono propriamente dei rincoglioniti e sa benissimo che i corpi delle Forze dell'Ordine sono plausibilmente più sani se lo Stato è sano.

Questo Stato, nel suo tessuto e nel suo scrivere le regole di fatto della democrazia, é sul corrotto andante vivace e direi anche allegro con brio, visti gli exploit dei nostri rappresentanti in Parlamento che l'Informazione Imposta (non è una tassa da pagare, tranquilli, però ci tocca lo stesso) si pregia di illustrarci con dovizia di particolari come mai in passato anche se lo scenario non ha subito poi molti cambiamenti da Romolo & Remo in poi.

Sta di fatto che il terzo, più importante messaggio è rivolto ad ogni italiano che abbia a cuore i valori della Libertà, della Democrazia e della Pace e col cor invitto nella feroce pugna mai abiurò il Tricolor, che sarà meglio che lassù si diano una regolata; se si vuole precipitare in uno Stato di Polizia c'è da versare tanto sangue e non necessariamente di soli civili.

Credo che la cosa sia risaputa da chiunque.

Non credo sia una scelta saggia per risolvere i problemi dell'Italia.
Chi ha vissuto anche solo da spettatore la stagione degli anni di piombo sa benissimo che non lo è.

E sa anche, prove alla mano, che lo Stato quando si tratta di fare del terrorismo dà dei punti a qualsiasi gruppo armato ponderabile; questo se si vuol essere superficiali e quasi faceti.
Però abbiamo una collezione di Misteri d'Italia che son lì, insieme a tutti i suoi morti, a bussare quotidianamente alle coscienze.

Sarebbe bene mettere un freno a certe velleità di certi personaggi che credono di muovere i fili di una nazione in tragico declino morale, etico, di credibilità internazionale, in gradualmente crescente crisi economica e sarebbe bene ristabilire certe priorità democratiche.

Una di queste è che un uomo in divisa che commette un reato è un imputato come gli altri.

Magari così quando vediamo stupratori uscire di galera candidi ed immacolati e ragazzi ammazzati per 20 grammi d'erba ci sentiamo più tranquilli.

Che ci facciano un pensierino, lassù.

martedì 27 ottobre 2009

CICCIOBELLO.


Berlusconi a mignotte, Marrazzo a trans.

E lui che fa?

Sceglie Casini.

Come al solito non ha capito un cazzo.

lunedì 26 ottobre 2009

GUILTY OF BEING WHITE





I'm sorry
For something I didn't do
Lynched somebody
But I don't know who
You blame me for slavery
A hundred years before I was born

GUILTY OF BEING WHITE

I'm a convict
(guilty)Of a racist crime
(guilty)I've only served
(guilty)19 years of my time

GUILTY OF BEING WHITE

(Minor threat)

Ian Mc Kaye scrisse questo testo all'epoca in cui militava nei Minor Threat in pieno stile hardcore, secco e stringato, a 19 anni. Il miglior atto d'accusa possibile contro quelle generalizzazioni che ci rendono noi individui immediatamente bersagli. Non servono troppi giri di parole, infatti, per descrivere il disagio di chi conserva una sua personale diversità rispetto alla visione ed alla percezione comune che si ha della categoria di cui si fa parte.
Nel caso del testo menzionato è l'urlo di un giovane bianco americano che no, non ci sta a prendersi sul groppone i misfatti dell'uomo bianco perpetrati attraverso i secoli.

Mi è venuto in mente questo testo, che ai tempi (era la prima metà degli anni '80) provocò non poche polemiche grazie anche alla "normale" ottusità dei politically correct a gettone che impestano il pianeta i quali non si lasciarono scappare l'occasione per tacciare i Minor Threat, Ian Mc Kaye e già che c'erano tutta la scena punk di Washington di razzismo.

Il perché è presto detto.

Sono un maschio eterosessuale bianco.

Categoria che comprende un discreto numero di teste di cazzo, ne convengo.
Basta dare una scorsa alle statistiche che indicano il livello di quanto la categoria sia responsabile, ad esempio, di violenze assurde, inumane e bestiali contro l'altro sesso.
Ma le statistiche sono numeri, mentre i responsabili hanno nome e cognome. Tutti quei maschi bianchi eterosessuali che picchiano le loro donne, molestano le figlie, scamazzano di legnate le ex, umiliano le mogli, vanno a trans senza guanto e poi tornano dalle compagne magari infettandole, perpetrano una mentalità sessista, machista, maschilista, oppressiva ed opprimente e qualsiasi altra nefandezza possibile, sembra incredibile ma hanno nome e cognome tutti, uno per uno.

Ora, che mi si possa credere o no, non ho mai neanche lontanamente agevolato questo genere di andazzo.
Neanche nei conviviali discorsi "tra uomini"; sarà che i miei trascorsi buddisti hanno instillato nel mio modo di vivere la consapevolezza che c'è un karma che si evolve attraverso pensieri, parole ed azioni ed ognuna ha un suo peso specifico nelle nostre vite.
Non ci trovo niente di divertente nel tirarlo fuori e fare a gara a chi l'ha più lungo. Mi rispecchio molto di più nei sottotraccia che si dedicano nel non agevolare certe mentalità concretamente, in silenzio e lavorando ai fianchi lo schifo che circola in certe teste; in fondo se si vuole un mondo migliore non c'è niente di meglio che usare le proprie caratteristiche e gettare quelle sul campo di battaglia.
Così leggo, ascolto e vedo considerazioni che pongono, in ragione di quanto detto, il maschio bianco eterosessuale in ottima posizione nella classifica degli orrori del pianeta.
Molto sintomatico, ad esempio, un ormai vecchio libro della transgender Helena Velena, alias Jumpy Valente, ex cantante dei Rafpunk, ex produttore discografico (la attack punk records che pubblicò il primo LP dei CCCP-Fedeli alla linea era roba sua) e personaggio attratto dalle mutazioni sia corporee che tecnologiche molto "avant" rispetto al resto dei suoi coetanei; il libro si chiama "Dal Cybersex al Transgender" ed il Maschio Bianco Eterosessuale ne esce demolito in ogni suo aspetto: patetico, goffo, gretto, superato, praticamente inutile.
Ma basta anche leggere un qualsiasi saggio, articolo, libello, elzeviro o blog che parli della donna, della sua condizione e delle problematiche ancora in piedi oggi, A.D. 2009, il maschio bianco eterosessuale (o maschio italiano, tanto siamo lì col conto) viene regolarmente scorticato fino a destrutturarne ogni caratteristica proponendola in un qualsiasi palco d'onore nella mostra degli orrori del pianeta.
Ovviamente senza fare nomi e cognomi.

Io però mi sarei anche rotto i coglioni.

Perché io che non ho mai messo una mano addosso ad una donna, che ho sempre rispettato le donne prima come esseri umani e poi come donne, che ho sempre cercato di fare del mio meglio affinché il mio relazionarmi con l'altro sesso fosse un motivo di crescita per la comunità in cui vivo non faccio statistica, e come me non fanno statistica tutti quelli come me, i quali potrei aver motivo di pensare siano un numero molto consistente. Molto. Anche di più.

Siamo persone normalissime, che lavorano e lottano ogni giorno con le proprie compagne, le proprie amiche e le proprie colleghe, che magari hanno tonnellate di ansie, complessi, insicurezze, dolori, retaggi ed implosioni; passiamo anche ore ad ascoltare, raccogliere sfoghi, pianti e deliri, diamo una parola nelle nostre possibilità, cerchiamo di trasmettere calore laddove è palese che questo è ciò di cui si sente il bisogno dall'altra persona, cerchiamo di dare forza, fiducia e speranza senza avere alcun patentino. E non facciamo statistica, non facciamo rumore, non facciamo proclami.
Neanche questo lo è.

Vorrei solo la si piantasse di generalizzare a cazzo.

Non sono neanche tra quelli sulla cui spalla le amiche vanno a piangere per poi uscire con l'Ale palestrato di turno, ho avuto poche donne ma rapporti molto lunghi ed intensi, sono ragionevolmente soddisfatto della mia vita sessuale ed ho ricevuto gratificanti attestati di stima dalle mie compagne. Cose che dico in quanto posizionato dietro ad un PC altrimenti le trasmetterei automaticamente a qualsiasi interlocutore e/o interlocutrice senza bisogno di entrare in merito.

Sono un maschio italiano, bianco ed eterosessuale e fiero di esserlo.

Perché ho un nome ed una storia.
E penso che se si vuole VERAMENTE iniziare a superare certe problematiche tra i sessi in un'epoca che ci sta fornendo i mezzi per farlo sarebbe CARINO piantarla con le generalizzazioni di categoria e di genere.
Probabilmente ce ne sono anche in questo blog, anche se ad esempio il voto porta automaticamente ad una assunzione di responsabilità, ad una chiamata di correo.
Ma d'ora in poi credo che farò un ottimo servizio a me stesso quando leggerò l'ennesima sparata col sale grosso sul maschio bianco italiano eterosessuale, sul suo dominio storico, iniquo ed ingiustificabile, sul suo belluino istinto di possessione, di oppressione e di violenza e mi incazzerò e l'unica considerazione che riterrò giusto fare a chi cercherà di mescolare me e tutti quelli come me in questa rannata di gente sarà un caldo invito a chiunque sia l'estensore dello scritto ad andare velocemente e senza biglietto

domenica 25 ottobre 2009

ROBA NOSTRA


Se Piero Marrazzo avesse da subito dichiarato: "è tutto vero, vado a trans, mi diverto un casino, mi piace e non ho alcuna intenzione di smettere di farlo" avrebbe avuto il plauso incondizionato e convinto del sottoscritto. Non tanto per i trans quanto per la schiettezza e l'onestà.

Ma si sa, lui è presidente della Regione Lazio, in provincia del Vaticano e quindi intrattenersi con dei femminoni dotati di nerchia è sinonimo di peccato mortale specialmente per una cricca che usa rivolgere le sue attenzioni su candidi esserini in età preadolescenziale o giù di lì oppure, tra quelli che ostentano una morale più alta, a proteggere gli autori delle attenzioni.

Le differenze sostanziali con il caso Berlusconi sono enormi, anche se occorre un minimo di attività cerebrale per vederli, quindi non stupisce che i prodi Gasparri & Capezzone si siano subito buttati a pesce sulla faccenda pretendendo "chiarimenti": il mononeuronico lustrascarpe del Mafioso e l'acciuffacazzi ex-radicale che salgono sul pulpito sono tra le cose più esilaranti viste in questa seconda Repubblica, potrebbero però far intercorrere il tempo necessario a farci riprendere dagli sganasciamenti delle esternazioni precedenti prima di partire con le successive roboanti cazzate dettate alle agenzie di stampa.

E' quasi avvilente dover specificare che Marrazzo non prometteva candidature, posti di favore, comparsate in TV e tutto quanto potesse agevolare i compagni/e di giochi; non organizzava festini in edifici governativi e non si serviva di loschi trafficanti in zoccole & cocaina.
Faceva sul suo. Punto.

Ho sentito qualche commento di "compagni" che si lamentavano del fatto di come i politici dell'opposizione si facciano beccare solo ed esclusivamente a trans, vedi anche Sircana.
Beh, che cazzo, non stiamo sempre qui a decantare la maggior apertura mentale e la versatilità politica della sinistra? Un pò di coerenza, per favore.
Sta difatto che Marrazzo si è autosospeso, mentre dall'altra parte c'era un Bondi che sbraitava in TV sulla "purezza" degli intenti del suo leader, una task force che si dimenava tra i termini "bufale" e "privacy" come se il formare carriere politiche, televisive e lavorative tra ruffiani e mignotte sia un normale metodo di governare un paese e una massa di capre che pur di difendere il proprio Signore dava sfoggio al più bieco machismo (tromba=fa bene; fine della discussione) o al più patetico vittimismo (è tutta una manovra).
Franceschini, invece, s'è subito schierato ed ha "consigliato" il povero Marrazzo di togliere il disturbo, quasi fossimo davvero in un paese normale.
L'elettorato piddino ha invece risposto facendo fondamentalmente spallucce: l'hanno beccato, si è dimesso, bravo 7+, ciao e avanti un altro.

Una riflessione: è ora di riprenderci quanto ci appartiene.

Questa destra e le sue icone si gingillano con festini a base di mignotte, coca (vedi Cosimo Mele), coca e trans (vedi Lapo Elkann), sbattono in posti che vanno dal deputato al ministro delle pupazze buone giusto a fare da ventriloquo e se ne fanno un vanto.

Non ci sto.

Le droghe, gli eccessi sessuali, lo scandagliare ogni forma di vizio, il confrontarsi anche materialmente su un bel letto ad acqua con ogni forma vivente provvista di organi sessuali umani, il feticismo in ogni sua forma (shiny, shiny boots of leather!), QUELLA E' ROBA NOSTRA!

Ci siamo beati per decine d'anni coi Lou Reed, i Rolling Stones, David Bowie e Iggy Pop che ci hanno cantato per anni le virtù della conoscenza degli anfratti oscuri dell'anima, tutta la beat generation che ci ha parlato di quanto sia necessario espandere le proprie percezioni, ci siamo nutriti di Jim Morrison, Jimi Hendrix, Led Zeppelin, Who, gente che si dava ad eccessi di ogni tipo e ora siamo qui a guardare questi satrapi rubarci anche i diritti sui vizi.
Eh no.
Qui vanno rimesse le cose a posto.

Visto che ora le icone dell'eccesso sono le Kate Moss, le Lindsay Lohan, le Amy Winehouse e qui l'appalto è in mano a politicuzzi di bassissima lega direi che è arrivato il momento di far vedere chi siamo.

Via dalle palle i bravi ragazzi veltroniani, i tessitori dalemiani, i politicamente corretti vendoliani, i duri e puri rifondaroli (ROTFLMAO).

Riportiamo un pò di sano terrore nell'agone politico e sociale.

Sesso, droga, violenza, poesia e amplificatori sul 10.

Hey ho, let's go.

sabato 24 ottobre 2009

L'ALTRO TERREMOTO


Forse qualche strampalato individuo vive ancora nella convinzione che Bruno Vespa sia un giornalista, visto che probabilmente ha anche assistito alla roboante cermonia della consegna delle case gentilmente pagate dalla Provincia Autonoma di Trento e dalla Croce Rossa, tra l'altro manco ringraziate dal buffo omarino messo da altri strampalati individui sulla poltrona di governo.
In Abruzzo, secondo la vulgata vespasiana, il governo sta facendo miracoli.

E di leccata in leccata e via sempre più leccando, lo sforzo del più grande Perseguitato dall'inflazione dopo il suo Signore e Padrone Silviolo (non sia mai che il servo si azzardi ad essere superiore al Padrone, neanche alla Playstation) ha fatto sì che larghi strati della popolazione rimangano convinti delle virtù salvifiche e taumaturgiche del buffo omarino il quale, non contento di essersi fatto bello esibendo donazioni altrui, è riuscito a fare più danni del terremoto stesso; e i danni si chiamano SMEMBRAMENTO DI UNA COMUNITA'.

Dal giorno del terremoto in poi ho seguito principalmente il blog di Anna Colasacco, Miss K per i bloggers, ed i racconti di ragazzi di Epicentro Solidale che sono andati a prestare manodopera e portare quanto raccolto qui in città; inoltre, visto che Miss K è "der communista" e quindi probabilmente faziosa e disfattista verso quanto il buffo omarino si è prodigato a fare per la gente d'Abruzzo sono andato a leggermi qualche articolo in qua e là per la Rete di altri giornalisti per vedere se le cose che Miss K riporta nel suo blog hanno un qualche fondamento.

Se mai ce ne fosse stato bisogno, eh.

Perchè quanto Miss K descrive trova puntuali conferme ad ogni verifica; anzi, chi è tornato da quei luoghi dopo aver portato il proprio contributo dipinge un quadro ancora più fosco.

Si può sindacare sull'utilità di spostare di decine di chilometri dai propri luoghi anziani, bambini, lavoratori.
Si può sindacare sulla "efficenza" della Protezione civile e sui suoi regolamenti da campo profughi e sui criteri di assegnazione e di spostamento delle persone.
Ma quando 4000 persone passeranno l'inverno in tenda c'è poco da ragionare.

Le soluzioni, le alternative a quanto non proposto ma imposto dal governo palazzinaro e mafioso hanno bellamente ignorato ogni istanza degli abruzzesi, a partire dall'imprenditoria locale e se qualcuno pensava che gli amici degli amici non si buttassero sulla torta legga pure QUI, QUI
e anche QUI per avere un'idea della trasparente condotta del governo, e QUI per avere la conferma che la frittata é servita.

Ma ai Vespa ed ai Fede ed agli altri sguatteri del buffo omarino non è dato di dire questo e molto altro: nel blog di Anna potrete trovare servizi, testimonianze e documentazioni su quella che è la reale situazione abruzzese, nonchè quanto sia enorme il marchio della vergogna dei nostri organi d'informazione per la loro capacità di tacere sul dramma di una intera comunità; si sono privilegiati gli interessi di un governo palazzinaro e mafioso (ci tengo a ribadirlo) sciacallando su persone che hanno perso tutto; qui riporto, intanto, il comunicato apparso proprio sul blog di Miss K diramato proprio per informare sull'emergenza che le persone rimaste in tenda stanno vivendo ora che il freddo, quello vero, ha fatto la sua comparsa:

OTTOBRE 2009: ALL’AQUILA E’ EMERGENZA UMANITARIA

Facciamo appello a tutti coloro che in Italia hanno dimostrato sensibilità a quanto qui è successo e continua ad accadere.
A chi ha mantenuto alta l’attenzione sul dramma che ha colpito il nostro territorio e sulla gestione del post sisma.
Oggi, il 18 di ottobre, all’Aquila fa freddo. Siamo nella fase più drammatica, la notte già si sfiorano i -5°C ed andiamo incontro all’inverno, un inverno che sappiamo essere spietato.
Le soluzioni abitative, promesse per l’inizio dell’autunno, non ci sono. Circa 6000 persone sono ancora nelle tende.Meno di 2000 persone sono finora entrate negli alloggi del piano C.A.S.E o nei M.A.P.La maggior parte degli Aquilani sono sfollati altrove in attesa da mesi di rientrare.
Ora, con lo smantellamento delle tendopoli altre migliaia di persone sono state allontanate dalla città e mandate spesso in posti lontani e difficilmente raggiungibili.Noi, definiti “irriducibili”, siamo in realtà persone che (come tutti gli altri) lavorano in città, i nostri figli frequentano le scuole all’Aquila, molti non sono muniti di un mezzo di trasporto, altri possiedono terreni od animali a cui provvedere. Siamo persone che qui vogliono restare anche per partecipare alla ricostruzione della nostra città.Da oltre sei mesi viviamo in tenda, sopportando grandi sacrifici, ma con questo freddo rischiamo di non poter più sopravvivere.Se non accettiamo le destinazioni a cui siamo stati condannati (che sempre più spesso sono lontanissime) minacciano di toglierci acqua, luce, servizi.Oggi, più di ieri, abbiamo bisogno della vostra solidarietà.Gli enti locali e la Protezione Civile ci hanno abbandonati. Secondo le ultime notizie che ci giungono i moduli abitativi removibili che stiamo richiedendo a gran voce da maggio, forse (ma forse) arriveranno tra 45 giorni.Oggi invece abbiamo bisogno di roulotte, camper o container abitabili e stufe per poter assicurare una minima sopravvivenza. Visto che le nostre richieste alla Protezione Civile e al Comune non sono prese in minima considerazione chiediamo a tutti i cittadini italiani un ulteriore sforzo di solidarietà.E abbiamo anche bisogno di non sentirci soli.Per questo vi chiediamo di organizzare dei presidi nelle piazze delle città italiane per SABATO 24 OTTOBRE portando nel cuore delle vostre città delle tende per esprimere concretamente solidarietà a noi 6000 persone che viviamo ancora nelle tende ad oltre sei mesi dal sisma.Un altra emergenza è cominciata oggi. Non dettata da catastrofi naturali ma dalla stessa gestione del post sisma, da chi questa gestione l’ha portata avanti sulla testa e sulla pelle delle popolazioni colpite.
Alcuni abitanti delle tendopoli sotto zero.

Per donazioni e contatti:
emergenzaottobre2009@gmail.com
339.19 32 618 - 347. 03 43 505

per ulteriori informazioni aggiungo il mio numero
348. 30 55 965


Se potete diffondetelo, per questi cittadini, donne, anziani e comunque vittime del sisma e del malgoverno non ci sono nè speciali su Porta a Porta nè il conforto di una delle squinziette mandate a da Fede a chiedere "come si sente?".

venerdì 23 ottobre 2009

DIRITTI E ROVESCI


Ormai la notizia ha già qualche giorno, ma dubito che verrà metabolizzata tanto presto.

La firma sul contratto dei metalmeccanici è l'ultima delle infamità che CISL e UIL hanno perpetrato ai danni dei lavoratori e dico l'ultima perché senza neanche andare tanto lontano le due confederazioni sindacali hanno già da un pò imparato l'arte di fare lingua in bocca con Confindustria e con questo governo.

Due le riflessioni: nel Piano di Rinascita Democratica si teorizzava chiaramente la rottura dell'unità sindacale, fino all'isolamento totale dei sindacati di sinistra: ora, inutile accampare le colpe (enormi, imperdonabili e degne di una resa dei conti al momento giusto) della CGIL in fatto di politiche sul lavoro negli ultimi 25 anni: chi lavora sa benissimo che certa imprenditoria non si accontenta mai e che qualsiasi accordo serve solo ad essere messo in discussione alla tornata successiva.
Hanno avuto la flessibilità, hanno avuto il precariato, hanno ottenuto di mettere migliaia di famiglie sul lastrico, ma non gli basta. Vogliono anche prendere per il culo.
E grazie alla compiacente collaborazione di Bonanni ed Angeletti la missione si è presto compiuta.
Il Piano di Gelli continua imperterrito a realizzarsi mentre "gli operai che votano Lega" e "gli operai che votano Berlusconi" forse, ma dico forse, cominceranno ad interrogarsi; capisco che sbraitare contro i comunisti è una moda che non passerà mai, ma si capisce che scegliere di leccare le briciole pestate dal pavimento che i padroni lasciano cadere per sbaglio può essere un esercizio eccitante per chi, preso atto della propria natura di pezzente, ama esibirsi in queste manifestazioni di dignità umana; purtroppo c'è un vasto bacino d'utenza tra gli operai che alla dignità ci tiene e non vede con molto favore le evoluzioni dei colleghi.

E qui passiamo alla seconda riflessione: come condurre le lotte da ora in poi. La CGIL è di gran lunga il sindacato col maggior numero di iscritti; questo è UN punto di partenza; gli altri sono le RSU, i COBAS, gli altri sindacati di base. Sembra fantascienza ma ci sono tutte le condizioni, specialmente di questi tempi, per rilanciare una lotta durissima che isoli completamente CISL e UIL almeno fino a quando non rinnegheranno quella firma, cosa che si guarderanno bene dal fare; d'altra parte perchè irritare Berlusconi che tanto ha fatto per far avere loro una cenetta squisita nella quale hanno potuto gettare le basi della sublime inculata a freddo con la sabbia che gli operai si preparano a ricevere grazie a questo fantastico accordo?
Ed a questo punto la parola deve passare agli operai; passare ad un sistema in cui le condizioni le detta la base non è utopia; la CGIL ha tra le sue colpe quella di aver perso completamente di vista la questione della vivibilità del lavoro: incidenti e morti come piovesse, stipendi da fame, precariato, fabbriche che chiudono o delocalizzano come si stesse giocando a Monopoli: poche palle, è tornata la stagione in cui bisogna esporsi, duramente e senza remore, ad ogni costo e con ogni mezzo; la CGIL ha il dovere di guardare a sinistra, abbassare la testa e dialogare coi sindacati di base per riproporre una strategia di lotta adeguata; in ballo ci sono migliaia, milioni di famiglie che rischiano di poter mangiare solo alle mense della Caritas. Quelle rassegnate. Quelle non rassegnate invece possono diventare un problema.

Anzi, IL problema.

Altro che quei deficenti dei gruppi di Facebook.

domenica 18 ottobre 2009

QUESTA NON E' DESTRA


Magari grazie al servizio sul giudice Mesiano qualcuno ha aperto gli occhi.
C'è una gamma di opzioni nell'essere di destra: liberali, conservatori, oltranzisti, fascisti, capitalisti, autoritari, potrei andare avanti per avariati MB.

I berlusconisti sono una setta a sè.

E non parlo di Berlusconi e dei suoi scherani, troppo comodo. Loro sono soltanto un'emanazione di qualcosa che esiste nella mente di certa gente.

Il La Russa che si mette a dare del pedofilo a uno che nemmeno conosce solo perchè sta facendo quello che è un diritto inalienabile di qualsiasi cittadino di un paese libero; la Santanchè che si precipita a dettare un comunicato secondo il quale la moglie di Berlusconi ha un'amante; Belpietro che ingrassa tre chili perchè Sircana ha abbordato un trans e difende col coltello tra i denti il suo Padrone che fa scorazzare escort per Palazzo Grazioli; Feltri ed i suoi dossier; Betulla che indica, se possibile, di mettere un gay nel centro del mirino; Gasparri nella sua manifestazione dell'es; questa non è destra.


Bossi che si pulisce il culo col tricolore e giura di difendere la Costituzione; Calderoli che infama Alberto Sordi appena morto; Borghezio che informa l'estrema destra francese cosa la lega è in realtà; Salvini e i suoi cori su Napoli; Quagliariello che urla "Assassini!" in Parlamento; Strano e la sua mortadella; la Carlucci e la sua splendida corrispondenza con il Prof. Majani; la Gelmini ed il voto di religione obbligatorio;
questa non è destra.

Sembra di voler infierire, perchè poi il piagnisteo di certi Spett.li elettori di questa destra sul fatto che "quelli di sinistra credono di essere superiori" sembra abbia addirittura la possibilità di esser preso per una legittima rimostranza.
Certa gente è schifata, scansata, messa nella lista degli indesiderati da chiunque, dagli stessi compagni di scuderia ai quali rimangono sfumate rimembranze di cosa significhi essere una persona civile, dalle persone con un minimo di amor proprio.
Sono quel genere di persone che trasudano marcio, ignoranza ed ipocrisia.
Quel genere di persone che sono perfettamente descritte da Erich Fromm in "Fuga dalla libertà", incapaci di gestire delle scelte proprie e quindi impaurite, terrorizzate dall'eventualità che la società possa diventare più giusta e più libera: il nulla che i demiurghi del potere sanno benissimo come trasformare in odio non saprebbe più come esprimersi, il panico sarebbe totale.

Questi governanti guidati da Silviolo si è preso l'onore di rappresentarli.
E li rappresentano benissimo: ladri, bugiardi, infami, spie, arrampicatori, ipocriti, cafoni, vigliacchi, refrattari a qualunque cosa puzzi di collettivo, rumorosi e rancorosi e soprattutto pronti a vendere il culo per due lire: il proprio e quello delle figlie, al primo Grande Fratello di passaggio.

E' vero che ogni distinzione tra destra e sinistra oggi non ha più senso: chi governa oggi è semplicemente il riflesso antitetico di tutto ciò che l'uomo ha cercato di costruire per creare società migliori, giuste e pacifiche.
E la pacificazione, per gli adoratori di Silviolo, significa potere assoluto al loro Dio.
E persecuzioni crudeli per coloro che non hanno intenzione di adorarlo e per quelle categorie che puntualmente vengono messe all'indice come fattore di disordine sociale; in quest'ottica si può interpretare l'enormità della sciagurata prestazione dell'opposizione in occasione del voto sulla legge anti-omofobia, che è il sintomo neanche più eclatante di quanto i cosiddetti "riformisti" e la loro ansia di inglobare cani, porci e soprattutto iene, hanno costruito un impianto politico perfettamente funzionale alle esigenze di questi governanti.

Intanto CISL e UIL firmano un accordo separato dalla CGIL che rappresenta una conclamata azione di tradimento e di infamia. Se non avete ancora letto le cifre dell'accordo vi consiglio di farlo; come ho ripetuto in un altra occasione, se a Lama tirarono biglie di ferro con Bonanni ed Angeletti sarebbe legittimo il ricorso alle armi non convenzionali, visto che si sono accollati la responsabilità dell'ulteriore impoverimento di qualche milione di famiglie, dei pianti e della disperazione di chi comincia a tremare già il 15 del mese.
Hanno fatto la fila per potersi presentare dal Vincitore col culo ben unto di vasellina e finalmente sono stati ricevuti ed accontentati.
Ed ora, mi raccomando fate sventolare le bandiere di CISL e UIL quando vi dovrete arrampicare sui tetti, sulle gru, sulle torrette; ma ricordatevi che il loro scopo è portare anche voi davanti a Sua Grazia Eminentissima il Dio del Profitto, col culo lubrificato a festa.

Questa non è destra, è una pulizia etnica contro la pace sociale, il ritorno ad una società medioevale in tempi moderni, con una concezione tribale della società dove signori arroccati in castelli ologrammici dispongono e comandano a loro piacimento, lasciando il popolo entro un piccolo recinto dove dimenarsi, e se fanno troppo casino c'è la repressione immediata, l'additamento al pubblico ludibrio, il rogo civile.

Questa non è destra, smettiamola di dar loro una qualsiasi connotazione politica: è una setta che raccoglie chiunque sia terrorizzato dalla libertà, ed in nome di questa paura è disposto a qualsiasi infamia pur di ostacolare la costruzione di una società più libera.

Ladri, bugiardi, infami, spie, arrampicatori, ipocriti, cafoni, vigliacchi, refrattari a qualunque cosa puzzi di collettivo, rumorosi e rancorosi e soprattutto pronti a vendere il culo per due lire: il proprio e quello delle figlie, al primo Grande Fratello di passaggio.

La fotografia di questo governo e di coloro che lo sostengono è questa.
Altro che destra.

mercoledì 14 ottobre 2009

BEATI I CIECHI PERCHE' CI SENTIRANNO



Avete presente il sito del Comitato Promotore del Nobel a Silviolo?

Bene, un docente in master di comunicazione e marketing ha messo su un sito per promuovere la Beatificazione del leader del PdL.

Quello che è successo è descritto QUI.

Spero che gli italiani momentaneamente sani di mente capiscano l'antifona: c'è un bel pezzo di popolo che sta aspettando con ansia di mettersi sotto il bastone del nuovo ducetto. Sta anelando il manganello. Prega per sentire il tacco dello stivale sulla tempia. Brama l'asta della Bandiera infilata su per il culo.

Vedete che poi uno si sente anche quasi razzista, anche se non c'entra nulla il colore della pelle.

Qui c'è un problema: c'è gente ferma a concezioni tribali oggi, nel 2009 dopo migliaia di anni in cui filosofi, sofisti, teologi, tuttologi, cardiologi ed oftalmologi hanno consegnato all'uomo tonnellate di tomi al fine di espandere il sapere, la conoscenza e con queste la Pace.

Poi ti ritrovi con 30.000 coglioni che pagherebbero per Silviolo Beato.

Intanto Leonardo Da Vinci sta pogando nella tomba.

ANATEMA SUGLI EMPI


Se un qualsiasi essere umano afferma oggi, in Italia A.D.2009, che il mettere nella stessa categoria glbt, anziani, disabili e donne è sintomo di arretratezza e di volgarità culturale rischia di essere preso per scemo. Anche tanti finti "progressisti" declamano quasi gorgheggiando la loro assoluta volontà di lottare per i diritti di ................(riempire a piacere) per poi precipitare nel burrone della discriminazione alla prima curva dialettica.

I diritti imparati dalle citazioni sentite a voce o lette dai magazine dei quotidiani, quando va bene.

Lottare per la dignità dell'individuo, dell'essere umano, della forma di vita manifesta che fa parte del nostro ambiente e tenere ben presente questo punto. Sembra un'impresa titanica per i maitre a penser che scorazzano per il belpaese.

I gay sono individui che preferiscono la compagnia del proprio stesso sesso. E la cosa sembra disturbare enormemente una gran quantità di persone.
Le lesbiche sono individui di sesso femminile che amano la compagnia di altri individui di sesso femminile. La cosa sembra disturbare un pò meno gente, ma sempre una gran quantità.

Se si comincia a porre la domanda su come definire un individuo di sesso maschile che si sente donna, si atteggia da donna e si veste da donna ed ama la compagnia di un altro individuo di sesso maschile con le stesse identiche caratteristiche, al lettore medio di Libero (ad esempio) prendete pure carta e penna perchè il vostro dizionario di insulti, male parole e dispregiativi ha ottime possibilità di arricchirsi.
Eppure esistono comportamenti sessuali del genere e c'è chi, grazie ad un parametro di "normalità" molto opinabile è molto disturbato da questa cosa.

Oppure si potrebbe considerare il caso di un individuo di sesso femminile che ama accompagnarsi ad un individuo di sesso maschile ma con sessualità femminile.
Ed ugualmente c'è chi troverebbe la cosa altamente disturbante.

Esiste addirittura gente che non pone nessuna pregiudiziale sul sesso dell'altro individuo/a e semplicemente adora la compagnia. E con ampia facoltà di versatilità sessuale.

Meraviglioso.
Maledetto me e quando sono nato etero.
Invece qualcuno ne è altamente disturbato.

E via dicendo.

Ora, gli altamente disturbati possono cominciare a rilassarsi leggendo quanto segue:

Le suddette categorie non esercitano il proprio diritto al piacere suonandovi al campanello di casa e pretendendo di fare i propri comodi nel vostro letto.
(Pausa, gli altamente disturbati possono respirare profondamente e riprendersi dalla sorpresa)

Sono semplicemente esseri umani che, se lasciati liberi, respirano, lavorano, creano, vivono, amano e pagano le tasse (gli imprenditori gay padani sono pregati di mettersi in regola, non mi piace fare figure di merda).
Se perseguitati fanno quello che fanno tutti i perseguitati: soffrono.
E soffrono perchè viene negato loro il diritto fondamentale di ogni essere vivente: esistere.

Quindi vorrei chiedere agli altamente disturbati se il punto è che soffrite se non potete far soffrire qualcuno negandogli il diritto ad esistere.

Beh, siete delle belle merde.

Negare ad una persona la possibilità di vivere la propria esistenza manifestando liberamente la propria essenza di essere umano significa condannare un proprio simile all'infelicità perenne, alla separazione dai suoi simili, alla categorizzazione ed alla ghettizzazione.

Chiaro che il tutto viene considerato invece "normale" da una società che alleva stupratori e violenti con puntualità e ritmi che se applicati alle nostre fabbriche porterebbero il PIL a livelli stratosferici.
Padri, fidanzati, ex, parenti, conoscenti o non conoscenti: fate per un attimo mente locale sulle cifre che indicano il livello della violenza tra uomini e donne nelle nostre bianche, cattoliche e patriottiche famiglie.

E provate a chiedervi se questo è "normale".

Provate a chiedervi il perchè l'educazione sessuale è tuttora un tabù infrangibile come la testa di Gasparri.

La scusa "perchè c'è il Vaticano" non è completamente esatta. Abbiamo sì un retaggio maledettamente pesante, ma anche chi ha lottato per liberare la propria sessualità ha incontrato dei problemi.

Cattiva educazione sessuale, identità negate, confini da rompere non sapendo cosa può aspettarci perchè tutto è ancora tenuto avvolto in una nebbia di falsi valori, altre catene che si sono aggiunte a quelle esistenti.

Maschilismo che quando si afferma è violento e quando viene messo in discussione provoca crisi di identità dalle quale si esce più devastati e violenti di prima, femminismo intransigente e cieco che concentra poi il valore esclusivamente sul sè e sul corpo dimenticando che uomo e donna sono due complementi non tanto sessuali quanto di condivisione di un ambiente chiamato pianeta Terra e che presuppone un lavoro congiunto per raggiungere il risultato di una continua evoluzione in positivo della qualità della vita del pianeta.

Oppure, di contro, la rivolta contro se stesse di coloro che liberano il potere del proprio corpo usandolo a pro di quel maschilismo voyeurista che tanto ha fatto la fortuna di individui che ben conosciamo visto che governano e promulgano leggi.
Maschilismo che ancora preclude possibilità di creare e procreare imponendo strutture sociali impossibili per una donna che vuole esercitare il diritto di essere madre (sapere che per qualcuno l'essere madre, lavoratrice magari precaria e moglie o compagna può costituire motivo di felicità mi fa molto riflettere sulla Legge Basaglia, ma d'altra parte la felicità ha una componente di soggettività, potrebbe essere un mio problema non comprenderlo).

Ricapitombolando: c'è una società le cui leggi scritte e non determinano la discriminazione di un altissimo numero di esseri umani in quanto questi sono considerati diversi.

E' questa la malattia.

Dalla quale non sono immune: davanti ad un transessuale non ho nessuna reazione, è un individuo come me.
Invece se qualcuno mi si presenta e mi dice "sono di Comunione e Liberazione" non riesco a trattenere una smorfia di compassione.

"Mamma mia come sta messo questo" mi dico.

E non dovrei.
E' un essere umano.
Almeno, credo.

P.S. Ammetto che la canzone "gelato al cioccolato, dolce un pò salato" scritta da Cristiano Malgioglio dopo un suo viaggio a Cuba rientra tra le manifestazioni della sessualità di cui potrei vivere anche senza. Ma non mi disturba altamente, sia chiaro.

martedì 13 ottobre 2009

TATTICA, STRATEGIA, ABNEGAZIONE E FORZA


Ultimamente non sono stato a molte manifestazioni.

Ho qualche dissenso strategico con il Movimento antagonista anche se riconosco loro la funzione di unico vero baluardo antifascista rimasto in piedi, quindi pur essendo un individualista piccoso e caciarone spesso mi ritrovo alle loro iniziative, soprattutto se c'è da mostrare alle controparti che non solo i soliti sempre presenti che la pensano diversamente e che, comunque vada, non sono soli.

Quindi ieri a pranzo, quando un amico mi ha avvertito che ci sarebbe stato un presidio davanti alla Questura per manifestare solidarietà a tre ragazzi di Livorno prelevati da un'assemblea regionale sul tema delle ronde in un Circolo ARCI e portati in Questura accusati della devastazione di una Casa Pound pochi metri più avanti avvenuta tre ore prima, come "persone informate sui fatti" prima, poi indagati e quindi arrestati, sono andato appena uscito da lavorare.

Probabilmente il pensare che dopo aver devastato un circolo come Casa Pound e poi starsene beatamente a pochi metri in assemblea potrebbe rientrare nel sistema di pensiero di chi si sente ben coperto o comunque impunito. Vabbé, prendiamola per una battuta.

Certe pratiche cominciano ad avere qualche lustro per non essere tranquillamente riconoscibili: intanto metti dentro qualche aspirante facinoroso, qualche schiaffo quando va bene, poi in assenza di prove e di sussistenza di violazione di leggi antiterrorismo si torna fuori con qualche livido. E' giusto, non è giusto, la questione è che si sa. Punto. Rovesciare delle responsabilità su chi è già di per se esposto per il suo attivismo è come giocare a scacchi usando i carri armati invece dei pedoni. Facile.

Sta di fatto che quando si è convinti che una cosa non è giusta stare zitti non è il miglior metodo per far sentire le proprie ragioni, quindi una volta raggiunto il presidio davanti alla Questura ho constatato che le presenze erano oltre ogni mia aspettativa. Presenti anche personalità della politica cittadina, in testa Rifondazione e Sinistra Critica.

I ragazzi hanno mostrato degli striscioni davanti alle TV locali prontamente intervenute, quindi è partito un corteo che ha attraversato Via Grande per poi terminare in Comune, doce si stava svolgendo il consiglio comunale.

Lì è uscito prontamente un consigliere del PdL che ha iniziato a riprendere col telefonino i manifestanti.

Ora, della attuale squadra della DIGOS di Livorno, per quel che ho visto, si può dire tutto ed il suo contrario ma non che siano dei provocatori. Ogni volta che ho partecipato a qualche manifestazione hanno sempre tenuto d'occhio le situazioni senza scaldare gli animi con interventi fuori misura, e visto che i visi sono sempre i soliti mi sembra onesto ammettere questo fatto.
Il consigliere pidiellino Romiti, invece, armato di telefonino che zoommava sulle facce dei manifestanti, oltre ad essere agente della Polizia di Stato, ha deliberatamente cercato lo scontro.

Tanto per essere onesti.

Sta di fatto che s'è preso qualche spintone dopodiché Digos e Polizia Municipale hanno riportato un minimo di calma, anche se ormai l'obiettivo era entrare in Consiglio e richiedere una presa di posizione del Sindaco Cosimi visto che il PD pistoiese ha avuto la splendida idea di manifestare solidarietà a Casa Pound.
L'irruzione è durata pochi minuti dopodichè il Sindaco è uscito ed ha ricevuto qualcuno dei ragazzi del Movimento mentre in Consiglio si svolgeva lo spettacolo degli sbraitamenti pidiellini per via della lesa maestà territoriale del Consiglio Comunale, invero molto divertente.

Adesso attendiamo: il presidio si è ripetuto oggi, per il momento potete guardare il video girato ieri e lo svolgersi degli eventi in questi due articoli realizzati dai ragazzi di Senza Soste:










Ora, credo che ormai l'articolo che vieta l'apologia di fascismo sia stato messo definitivamente in naftalina, ciò comporta che lo scontro sociale è andato su altri livelli, ora che certe istituzioni si comportano conclamatamente come fiancheggiatrici di revanscismi antidemocratici, allegramente ed alla luce del sole.

Non ho, per conto mio, altre ricette per coloro che ancora cercano una soluzione politica, se non quella di compattare subito ed in maniera decisa tutte le forze della sinistra in un unico soggetto politico granitico e che riporti la sinistra in forze là dove dovrebbe stare, tra il popolo.

Sulla capacità delle dirigenze dei vari schieramenti, da SL a RC e via dicendo di realizzare in breve questo semplicissimo esercizio di tattica, strategia, abnegazione e forza ognuno faccia le sue considerazioni.
Dai precedenti post dovrebbe essere chiaro come la penso (risata lugubre).

domenica 11 ottobre 2009

CHI E' STUFO DI COSA


Uolter era da Fazio. Ultimamente scorazza a presentare il suo libro intitolato "Noi" (verrebbe da dire "voi chi?") e tralasciando le altre amenità ha dichiarato quanto segue:

"In Italia c'è una maggioranza civile che si è stufata di Berlusconi e delle sue urla, di un certo grillismo e dipietrismo, una maggioranza che vorrebbe una normale dialettica democratica". Lo ha detto Walter Veltroni, ospite di Che tempo che fa. Berlusconi dice "'io sono quello che ha governato più di tutti'. Bene e allora risponda di come sta il paese", ha incalzato Veltroni aggiungendo che "a destra c'è una babele di linguaggi che però stanno insieme perché c'è un dominus che è Berlusconi, ma non fanno nulla che cambia il paese. Quindi dico basta insulti, il premier si occupi dei problemi reali del paese, e questo dovrebbe fare anche il centrosinistra".

La summa di quanto e come e perchè VELTRONI NON HA CAPITO UNA SEGA DELL'ITALIA, direi.

E' vero, siamo stufi.
Purtroppo, Uolter, nessuna delle ragioni che elenchi rientra tra quelle per cui siamo stufi.
L'Italia deve diventare un paese civile perchè attualmente non lo è e non di certo per colpa dei grillismi e dei dipietrismi.
Non è un paese civile perchè è un paese corrotto.

Guarda , Uolter, te lo riscrivo in grassetto così comprendi meglio: CORROTTO.

E' un paese in cui se si fa parte di una delle svariate ed invariabili cosche organizzate si vive nell'affanno di procurarsi ancor più potere di quello che già si ha e direi che in questo Berlusconi ne è un esempio che definirei in inglese: gorgeous.
E' un paese nel quale si rimette in bilico l'equilibrio tra potere politico e potere giudiziario, l'anticamera della dittatura, solo per tutelare gli interessi di un criminale.
E' un paese dove il lavoratore è ridotto a riscuotere stipendi da fame in condizioni che per essere testimoniate bastano le statistiche sui morti sul lavoro.
E' un paese dove le risorse storicamente nobili sono trattate come un disturbo: l'arte, il territorio, il turismo, la ricerca.
Tutte risorse che l'attuale classe politica dominante sta letteralmente distruggendo.

Perchè questo è un paese CORROTTO.

E c'è una parte del paese che lo urla. E lo urlerà finchè qualcuno non si deciderà a fare qualcosa di concreto. Perchè è stufa di gente che tratta i problemi del paese come cosucce secondarie di cui occuparsi mentre si governa o mentre ci si accanna per un posto di segretario di un partito che non riesce a fare un minimo di opposizione credibile.
Non so di quale maggioranza parli Veltroni; forse è quella maggioranza che s'è dipinto nella sua testa quando ha fondato il PD e che s'è rivelato essere inesistente e fanfarona, incapace di comprendere sia la portata eversiva del progetto P2L che la richiesta di giustizia sociale del popolo della sinistra.
Ma si sa Veltroni da che parte sta.

In un mondo fatato dove ci si dice "buongiorno" coi fiori in mano e la scopa in culo.

Siamo stufi, incazzati, incattiviti e pronti alla lotta perchè un delinquente governa l'Italia sostenuto non da elettori ma da complici e/o delinquenti della sua risma; siamo stufi perchè nell'Italia democristiana con un lavoro si campava, mentre nell'Italia berlusconiana non bastano i lavori di marito e moglie; siamo stufi perchè, alla fine, dei coglioni che si autoproclamano "opposizione" evaporano quando sono chiamati a fare il loro dovere; siamo stufi perchè se il diritto al lavoro passa per le lotte sui tetti e sui presidi per strada vuol dire che il diritto al lavoro interessa ormai solo a chi lavora, per gli altri esiste solo il diritto allo sfruttamento in funzione del profitto.

Perchè l'Italia è un paese CORROTTO.

E se per te l'Italia civile è quella che vuole che Berlusconi governi e risolva i problemi del paese, che sia o meno "maggioranza", visto che Berlusconi è proprio grazie ad una di queste "maggioranze" che sta lì dov'è, significa che secondo te il nocciolo della questione è che un criminale padrone dei mezzi di comunicazione ha diritto comunque a governare nonostante dopo quanto emerso le dimissioni sarebbero state come minimo un atto dovuto.

Uolter, continua a scrivere; dell'Italia e della politica non ci hai capito un cazzo.

sabato 10 ottobre 2009

HOW MUCH LONGER?


Scusate ma a me non viene manco più da ridere.

Il miglior Presidente del Consiglio in 150 anni di Storia nonché il più perseguitato del mondo, con addirittura un manipolo di seguaci pervicacemente immolati nell'impresa di fargli consegnare il Premio Nobel per la Pace.

No, non ci trovo più un cazzo di niente da ridere.

E non trovo neanche più niente da ridere sui suoi elettori, che si vuol far intendere siano il 70% degli italiani.

Vediamo intanto se sulla base di un semplice ragionamento logico questa cosa ha il diritto di stare in piedi: Il Popolo delle Libertà ha preso alle ultime politiche il 38,174% al Senato ed il 37,388% alla Camera, la Lega l'8,06% al Senato e l'8,297% alla Camera.

Siamo piuttosto lontani dal 50%, e sto parlando di percentuali di votanti, quindi senza contare chi non ha nemmeno provato a turarsi il naso ed è andato tre metri nel culo col riporto di sei alla classe politica in attività nel suo intero. E sto parlando di un buon 20% degli aventi diritto, che sommati a coloro che hanno manifestato il loro disagio attraverso schede bianche o nulle raggiungono un ulteriore 25% circa.

Questo basta e avanza a generare il legittimo sospetto che l'affermare che il 70% DEGLI ITALIANI sta con Berlusconi è una STRONZATA GALATTICA e che il fatto che nessuno delle opposizioni salti su a farlo notare (politici, stampa e media inclusi) è piuttosto sintomatico del livello di rincoglionimento generale che tutto permea e tutto avvolge.

Dire che il 70% NON sta con Berlusconi è assai più realistico ed aderente alla realtà.

Il problema, ad ora, è che questo eventuale 70% degli italiani che NON sta con Berlusconi non ha referente politico. E quindi si preferisce non confutare la STRONZATA GALATTICA sunnominata piuttosto che svelare in tutta la sua cruda realtà la criminale connivenza che le forze della sedicente opposizione ha scentemente perpetrato attraverso passi semplici e chiaramente individuabili da chiunque abbia un minimo di capacità cognitive: fatto fuori Prodi, l'unico capace di battere alle elezioni Silviolo, è nato un PD che ha svolto funzioni da finta opposizione finché finalmente qualcuno non ha deciso di fare opposizione sul serio insieme a (rullo di tamburi) 1) DI PIETRO: cioè un uomo di destra. 2) Repubblica, cioè De Benedetti, colui che ancora può sperare di far pagare il conto a Silviolo. 3) Grillo & Travaglio, un comico ed un cronista giudiziario figlio di Montanelli, quindi figlio della destra liberale. 4) I movimenti, la sinistra a sinistra della sinistra radicale comunemente intesa che in realtà è un paravento mediatico. I Movimenti sono le aggregazioni di popolo che non abbassa la testa. Quello che scende in iazza, manifesta e prende le legnate: i NO-TAV, i NO DAL MOLIN, i NO GLOBAL, i comitati che sembrano scaraventarsi su muri di gomma come in Abruzzo tra i terremotati che hanno capito il giogo (non il gioco, per la precisione) che questo governo vuole mettere sulla testa di tutti noi, quelli che salgono sulle gru e sui tetti per il posto di lavoro, quelli che si mettono in gioco (ora sì) per evitare il giogo; ed in quei momenti vedi come i partiti brillino per la loro assenza.

Su 4 elementi di opposizione 2 sono conclamatamente di destra. 3 sono un supporto al capitalismo.

Uno (i movimenti) è l'espressione più concreta di quel popolo che ancora resiste in nome di un ideale autenticamente socialista (o comunista, usate il termine che vi pare per i distinguo oggi A.D. 2009 spazio a chi ha voglia) e sta ricominciando ad ingrossare le piazze.

Il popolo che NON vuole Berlusconi è la maggioranza ma NON VOGLIONO che assuma una forma autenticamente visibile nel suo intero.

Credo fermamente che bisogna partire da qui. Nella coscienza di ognuno, nel pensiero di ognuno, nel cuore di ognuno.


Stiamo facendoci governare da un ologramma, cerchiamo di rendercene conto.


(Nella foto: libera metafora, oggi sono in buona)

giovedì 8 ottobre 2009

VOLERE E' POTERE


Abbiamo capito.

Berlusconi è un corruttore, ma siamo in un paese dove la corruzione è regola.
Berlusconi è mafioso, ma d'altra parte chi vuole governare deve "convivere" con la Mafia. Come ha fatto la DC. Come hanno fatto gli americani.
Berlusconi usa tutti i trucchi possibili per frodare lo Stato e con questi ha costruito le sue fortune così come tanti italiani fondano il proprio benessere sulle stesse basi.

Ora, si potrebbe avere un governo che rifiuta ogni tipo di convivenza con la Mafia, che rifiuta la corruzione come regola, i trucchi a scapito dei cittadini per aumentare le proprie fortune e la propria influenza?
Non è fantascienza. Si può. Con il solo strumento delle Leggi.
Hanno funzionato col terrorismo, possono funzionare con le organizzazioni criminali di ogni risma.

Basta applicarle.

C'è qualcuno che ha la volontà di realizzare questo?
C'è qualcuno che ha la volontà di far ritornare allo Stato un capitale inimmaginabile di cui sarebbe legittimo proprietario legiferando in modo da tagliare le gambe a qualsiasi industria criminale?

Sia chiaro che sono perfettamente a conoscenza delle conseguenze di simili azioni di governo.
D'altra parte nessun paese è diventato veramente libero distribuendo confetti.

Ma è il dubbio che nell'agone politico ci sia la volontà di FARE veramente qualcosa al riguardo che mi porta a porre la questione.
Vabbè, qualcosa di più di un dubbio.

Soprattutto quando entra in gioco la volontà popolare.

mercoledì 7 ottobre 2009

LA CITTA' ROSSA


Caspiterina, poffarre e poffarbacco!!!! Sì, ho capito c'è la sentenza della Corte Costituzionale, ma ho ricominciato a lavorare da due giorni - sfavillante contratto di 24 giorni - e già ci piombano addosso i primi guai (vabbè, qualcuno scoprirà dove lavoro, pazienza) anche se gli orchestrali sono considerati da noi maestranze dei maestosi cacacazzo, escluse le arpiste che sono gli esseri più celestiali apparsi sul globo.
Stiamo aspettando che il Sindaco firmi la nomina del nuovo (o vecchio) Presidente della Fondazione, non c'è ancora il cartellone della stagione e noi stiamo lavorando grazie alla lungimiranza del nostro direttore tecnico, anche se la precedente sospensione dei contratti m'ha fottuto 300 euro e quindi ho le palle girate come mai. Per ora gli spettacoli concordati li portiamo avanti in 6, il direttore agli allestimenti, 4 precari e il portinaio. Spero non ci sia un'Aida in vista altrimenti vendo la schiena alla Protezione Civile.
Oh, sto scherzando. Ho spalato per 6 mesi in raffineria robaccia da versare negli impianti addetti alla liquefazione del bitume e della paraffina quindi non mi farebbe paura neanche un concerto degli U2.
E sennò, poi, questi italiani di sinistra fannulloni 'moriammazzati eccheccazzo.

Approposito:

la raffineria ENI - L'ENI vuole vendere, arriva QUESTO QUA e pensa di raccattarla con due spiccioli, magari facendo quello che va molto in voga tra gli speculatori della sua risma: rivendersela a pezzi e mandare in mezzo alla strada un migliaio di famiglie in breve tempo.
Gli operai piantano le tende all'ingresso e fermano tutto.
Panico.
Se si ferma una raffineria circola meno benzina e carburante vario.
Parte il tavolo di trattativa, una delegazione comprendente i sindacati, il sindaco di Livorno e quello di Collesalvetti, il presidente della Provincia.
Vengono stabilite delle regole per la vendita.
QUESTO QUA (è il solito link) sembra fuori. Non tratta più l'acquisto.
Da lì in poi i due quotidiani locali decidono di mandarci al manicomio: sulle locandine Klesh fa tutto ed il suo contrario. Viene il sospetto che in realtà stia trattando il Livorno calcio.
Spinelli prende subito la sua calcolatrice tascabile, finchè qualcuno non gli spiega che la notizia è priva di fondamento.
Ad ora ENI non vende, almeno finchè non si presenta qualcuno con i requisiti stabiliti tra tutta quella popò di gente calata a Roma a trattare con Scajola.
Qui, si comportano tutti come se stiano subodorando un'inculata a secco con la sabbia ma non capiscono da dove arrivi.


Intanto la Sinistra che si muove porta 3000 studenti in piazza e nel frattempo Rifondazione Comunista fa una delle cose che la sinistra fa quando fa la sinistra: OCCUPA.

Rifondazione da queste parti viaggia sul 20% ed ha perso molti consensi dalle ultime elezioni (Bertinotti e l'Arcobaleno non li ha digeriti quasi nessuno) quindi PROBABILMENTE ha capito che è l'ora di darsi una mossa.
Ci terrei a sottolineare che ad occupare la ex-scuola è stata è stata Rifondazione, un partito, e non i centri sociali o gli antagonisti, che comunque denunciano la situazione di degrado e speculazione dei quartieri periferici ed hanno anche loro più volte manifestato ed occupato (ad es3empio gli ex cinema e teatri Odeon e Gran Guardia).

Probabilmente in molte realtà d'Italia sembrerebbe incomprensibile vedere RC fare una cosa del genere, specialmente ora che le sue percentuali si avviano verso il basso a velocità siderale.

Eppure hanno il sostegno non solo del quartiere ma della stragrande maggioranza della città.
E' questo che rende una lotta vincente.
Non aspettare l'elettore ma compiere azioni precise, chiare e coraggiose.

Di oggi la notizia che un'altra grande compagnia lascia la banchina del Porto e si trasferisce a Carrara, meno costosa. Altro lavoro che se ne va.

Intanto altre fabbriche sfornano disoccupati ed altre ancora attendono una trattativa seria per riaprire ed intanto la città solidarizza (anche se più posti di quelli non ce n'era).

Vabbè, Oscar Wilde diceva che siamo tutti nella merda ma alcuni di noi guardano le stelle.

Potrebbe essere pure vero.


P.S. Il verdetto della Corte Costituzionale? Nyah. Silviolo ostenta sicurezza ma sta per esplodere. Bondi è vicino al suicidio. Let's have fun che fra un pò saranno cazzi.

P.P.S. Come livornese ribadisco l'orgoglio di avere in città un'organo di informazione indipendente come SenzaSoste , che esce anche in cartaceo periodicamente ed è a offerta libera. Giornale e sito sono uno dei fiori all'occhiello di Livorno. Dateci un'occhiata ogni tanto.

domenica 4 ottobre 2009

LIBERTA' DI STAMPA E NECROSI DELLA SINISTRA


Ordunque secondo le illuminate considerazioni di alcuni andare alla manifestazione di sabato in Piazza del Popolo sarebbe stata una legittimazione verso le elìte che finora hanno contribuito allo sfascio dell'informazione reale, una casta che richiama all'adunata in difesa di privilegi propri e che quando c'è da mettere nero su bianco le istanze dei lavoratori si chiudono a riccio in un tragico snobismo proprio di chi guarda, appunto, da una posizione di privilegio.
Ergo, non sono compagnucci nostri e quindi affanculo, se Berlusconi vi fa un mazzo tanto fa bene.
Ci sono i precari, le fabbriche che chiudono o delocalizzano, i morti sul lavoro, i nuovi poveri, sfrattati e disoccupati, c'è clientelismo e corruzione a livelli da tardo impero democristiano, Mafie che scorrazzano quasi fosse il paese di Bengodi e quindi non si vede perchè bisogna andare a dare manforte a poteri che attraverso le lotte di questa categoria di privilegiati cercano solo di perpetrare se stessi.

E il discorso potrebbe anche filare.

Poi uno riflette un attimo e guarda come è ridotta attualmente la sinistra in Italia.

Poi si chiede: ma sarà colpa di Berlusconi, del suo terribile potere mediatico? Della connivenza di quelle elìte che oggi manifestano in piazza del Popolo? Del complotto PippoPlutoMassonico? Dei Venusiani Revisionisti?

E, finito di riflettere attraverso il semplice ripercorrere il cammino della sinistra negli ultimi 20 anni si risponde: NO, niente di tutto questo.
La colpa è solo ed esclusivamente della sinistra stessa. E non sto parlando del PD, che quelli son democristiani nell'animo e senza neanche la minima capacità di costruire un'identità plausibile presso il proprio elettorato. Sto parlando della sinistra-sinistra, quella che si erge a paladina del popolo ma cade puntualmente e tragicamente in mano alla solita fucina di inarrivabili teste di cazzo che spuntano come folletti ogni volta che ci sarebbe da stabilire una strategia utile a togliere la sinistra dall'impasse autoreferenziale ed elitaria (quella sì ma non diteglielo, la loro elìte è un'elìte "diversa", eccheccazzo).

In realtà le ragioni per cui andare in piazza sabato erano ben più di una; il fronte dell'opposizione a questo regimetto da parata è in continua espansione ed in questa situazione si inserisce la crisi ormai endemica del Partito Democratico, ben descritta dalla figura da peracottari esibita durante le due votazioni alla Camera sullo scudo fiscale. Se si fa un minimo di attenzione alle reazioni dei cittadini espresse in giro per la rete si vedrà che molti di coloro che hanno espresso il loro schifo per il comportamento dei deputati piddini hanno manifestato l'intenzione di passare al voto per Di Pietro. In piazza hanno inoltre parlato gente come Saviano, Marcorè e Moretti, che non fanno parte del mondo della politica e però hanno un contatto ed un ascendente verso la piazza tale da togliere ogni dubbio riguardo alla radice popolare della folla dei 300.000 cittadini intervenuti.

Ora, saremmo molto grati di capire se queste menti illuminate che hanno voluto partecipare ad un evento così elitario quanti cittadini avrebbero saputo concentrare in piazza se una manifestazione per la libertà d'informazione (e cazzo se ne avrebbero bisogno) l'avessero organizzata loro.
E' chiaro che se il cittadino sente l'esigenza di essere presente ad un evento che sia funzionale a dare un'indicazione al paese di un grande disagio verso una delle colonne portanti della democrazia chi è veramente all'opposizione ha, tra le tante opzioni, presentarsi anch'egli in piazza e COMUNICARE con gli "utilizzatori finali" della politica, cioè i cittadini stessi.
Quelli che sono lì non per la FNSI o per "Repubblica" o per "L'Unità", ma perchè sentono la loro libertà minacciata dalla destra.
Perchè sono queste le occasioni in cui è possibile comunicare con il popolo anche presentando le proprie eccezioni, per puntualizzare l'esigenza di una stampa veramente libera e non asservita alle esigenze di comodo. Nessuna legittimazione quindi, ma un'azione critica e tesa anche a dimostrare che la fetta di cittadini che intende scuotere le elìte borghesi che ora si sentono minacciate c'è, cammina accanto al popolo, si muove ed informa proprio quando il fronte antiberlusconiano si raduna per contarsi.
Magari ci sarebbe stata l'occasione per avere un proprio rappresentante sul palco per esporre le problematiche più profonde che hanno portato all'esigenza di questa manifestazione, prima fra tutte la correttezza nei confronti delle lotte che nascono dal basso, l'acquiescenza verso quelle figure politiche che hanno sfasciato la sinistra italiana, insomma una corposa e possente presenza della sinistra movimentista avrebbe costituito un ulteriore passo avanti nella creazione di un fronte unitario, solo se qualcuno dei fini strateghi che hanno guidato tutti i movimenti di opposizione ad oggi avesse avuto la volontà di fare dei passi avanti in questo senso.

Bisogna invece constatare che siamo ancora alla logica dei compagnucci della parrocchietta.

Siamo ancora al punto in cui gli errori che hanno portato all'attuale situazione non hanno insegnato un grosso, enorme, turgido cazzo.

Forse qualcuno dei Benaltristi di sinistra pensa che per recuperare dignità ed elettorato sia sufficiente continuare a latrare dai propri gruppetti da prefisso telefonico, che prima o poi qualcuno si accorgerà di loro.
Ma non si stanno accorgendo che il popolo, i lavoratori, i cittadini che non necessariamente indossano una tuta per lavorare, sono comunque persone che desiderano ripristinare una democrazia normale e se i messaggi forti arrivano da altre parti mai e poi mai questi avranno cuore di seguire chi sta ritirato e stizzito nei propri appartamenti per non sfilare accanto a una casta che non sente ideologicamente schierata a regola d'arte.

Difatti il cittadino dovrebbe seguire coloro che hanno fatto della sinistra un accrocchio mal congegnato di partitini, gruppetti e movimenti non di rado in lotta fra loro su questioni epocali come l'uso del dito in culo durante la masturbazione.

Il messaggio che arriva da Piazza del Popolo è chiaro. Se ci si aspettava l'inizio di una lotta che finalmente avrebbe riportato sul tavolo la costruzione di un movimento più ampio e più incisivo, nonché numericamente importante, che presupponesse il tentativo di riportare una sinistra unita e forte come fulcro del disagio verso il governo delle destre ci si metta l'anima in pace, NON stanno lavorando per noi.
L'attitudine elitista, quella sì assai presente in quantità industriale in certa sinistra, porta puntualmente ad evitare il confronto diretto sulla piazza quando questa non è direttamente gestita da loro stessi in modo assolutamente autoreferenziale; non capire che sviluppare l'attitudine al confronto non significa cedere o compromettersi ma al contrario aprire a ragioni più vaste una aggregazione di cittadini che, rimasti delusi e schifati dall'ondivaga politica del PD si sono buttati fra le braccia dei Grillo e dei Di Pietro. Un comico ed un poliziotto.
Evitare questo confronto significa ragionare per logiche di classe da dopoguerra, ne fa testo la manifestazione dei precari della scuola svoltasi separatamente e privata della propria visibilità e, visto che l'argomento era l'informazione, a sbugiardare le menzogne di Gelmini e Tremonti come sta troppo timidamente facendo una parte minorotaria della stampa nazionale, un intervento davanti ad una platea del genere sarebbe stato ben più incisivo.
Chiaramente FNSI permettendo ma sarebbe stato curioso sapere se e quali passi siano stati fatti per realizzare un'eventualità del genere.
Io dico pochi.

La questione della libertà di stampa, inoltre coinvolge direttamente le lotte operaie in corso, visto che di appoggio da parte dell'informazione contraria al regime ne occorrerà parecchia sia ora che in futuro, quindi mi sembrava evidente l'esigenza di creare un canale o almeno di iniziare un lavoro più profondo di collegamenti fra tutto l'arcipelago del dissenso. O Saviano non è abbastanza comunista né abbastanza marxista per essere degno di un confronto.

Spero di vedere in futuro segnali positivi in qualche senso, diversamente la condanna a sparire dalla Storia è dietro l'angolo.
Per essere sostituiti da un comico ed un poliziotto.

Ma finchè si continuerà ad usare la strategia di aspettare che i cittadini vengano a noi come pargoletti desiderosi del Kinder Bueno invece di muovere il culo e mescolarsi con coloro che si aggregano con quei numeri su temi come gli spazi di libertà e l'informazione al punto in cui siamo ho la sensazione che non si farà nessun passo avanti, laddove il regimetto di Berlusconi i suoi passi continua a farli con le proprie truppe da sbarco, i Minzolini alla direzione del TG nazionale, i Vespa ed i Feltri.

Tanto vi dovevo.

venerdì 2 ottobre 2009

LETTERA APERTA



Ai signori:

ILEANA ARGENTIN
PAOLA BINETTI
GINO BUCCHINO
ANGELO CAPODICASA
ENZO CARRA
LUCIA COLDURELLI
STEFANO ESPOSITO
GIUSEPPE FIORONI
ANTONIO GAGLIONI
DARIO GINEFRA
ORIANO GIOVANNELLI
GERO GRASSI
ANTONIO LA FORGIA
LINDA LANZILLOTTA
MARIANNA MADIA
MARGHERITA MASTROMAURO
GIOVANNA MELANDRI
LAPO PISTELLI
MASSIMO POMPILI
FABIO PORTA
GIACOMO PORTAS

Cari signori e signore,
innanzitutto vi invito a dare una scorsa ai commenti presenti sul sito de "L'Unità" riguardo alla notizia dell'approvazione dello scudo fiscale avvenuta alla Camera anche grazie alla vostra assenza.
Fortunatamente non sono tra coloro che vi ha votati, ma sono tra coloro per cui il vostro partito ha scientemente lavorato fin dalla sua fase costituente affinchè non fosse rappresentato in sede parlamentare.
Devo dire che ogni giorno che passa risulta sempre più chiaro il perché.

Chi vi parla svolge un lavoro che fino a neanche dieci anni fa garantiva un sostentamento decente, la possibilità di avere una casa, pensare ad avere dei figli, costruire qualcosa per cui lottare per sè, per gli altri, per una società migliore.
Oggi tutto questo non è possibile.
Rientro al lavoro martedì prossimo dopo due mesi di stop. Due mesi senza stipendio.
Come sempre avrò un contratto a chiamata, di un mese circa, e che mi sarà rinnovato dopo un numero indefinito di giorni di stop (in genere 4 o 5). E posso ritenermi fortunato.
Se ho la febbre a 37/38 vado a lavorare, se ho la schiena piegata in due per l'accumulo di sforzi anomali mi faccio una pera di Voltaren e vado a lavorare, ma non perchè il contratto non preveda la retribuzione dei giorni di malattia, tutt'altro. Vado a lavorare perchè se non vado a lavorare la mia assenza ricade sui miei compagni di lavoro, sul meccanismo organizzativo, sulle persone che coordinano, sugli utenti.
Non dico questo per essere preso ad esempio, dico questo perchè per me è UNA COSA NORMALE.

Voi eravate chiamati a

SPINGERE UN FOTTUTO BOTTONE DEL CAZZO

non solo per il dovere di svolgere l'attività profumatamente pagata che avete conquistato non coi voti dei cittadini ma grazie alle manovre delle segreterie di partito, visto che non abbiamo più neanche la possibilità di esprimere preferenze precise, ma soprattutto per rispetto di coloro che vanno ogni giorno a lavorare onestamente e che pagano fino all'ultimo centesimo di tasse; coloro che in pratica stanno reggendo coi fili l'economia del paese.
Avevate quindi un obbligo non solo con i vostri elettori, ma con tutto l'elettorato che ritiene questa nuova genialata del ministro Tremonti, l'ennesima presa per il culo verso la gente onesta e l'ennesimo regalo alla criminalità organizzata.
Un obbligo di fronte alle persone oneste, che vi abbiano votato o meno.

Perchè poi ci venite, e di corsa, a chiedere il voto e la fiducia dei cittadini e dei lavoratori.

Oggi i cittadini ed i lavoratori sanno dove hanno riposto questa fiducia.
E vorrei che i vostri nomi vengano stampati a caratteri cubitali sulle prime pagine dell'Unità, di Repubblica, del Manifesto, del Fatto Quotidiano, di tutta la stampa che non faccia riferimento a Berlusconi affinchè si sappia che al momento del dunque, in un momento importantissimo per la vita politica e sociale di questo paese, in un momento in cui domani ci si appresta a manifestare per quei refoli di democrazia rimasti, in un momento in cui la disoccupazione e la precarietà stanno minando la base sociale ed il vivere civile del paese, al momento in cui avreste potuto almeno in parte giustificare la vostra presenza in Parlamento, voi AVETE TRADITO.

Peggio, avete fornito a questa destra autoritaria ed antidemocratica, collusa con le cosche criminali ed indegna di rappresentare un paese civile, l'ennesima scialuppa di salvataggio.

Non me ne frega un cazzo se "io ero malato" o qualsiasi altra stronzata possiate inventarvi per giustificare un'assenza decisiva in un momento in cui almeno potevate dimostrare rispetto a chi sta cercando di arrivare a fine mese onestamente.
Siamo stanchi dei vostri aiuti al centrodestra.
Il popolo che dite di rappresentare lo trovate sul forum dell'Unità e vi sta facendo un culo così.

Con questa vostra abile mossa perderete centinaia di migliaia di voti, garantito.

Non importa quanto si sia cercato di essere virtuosi e credibili in passato (e già credibili lo eravate pochissimo): basta una sola azione per far cadere la maschera e svelare chi siete.


Ai Franceschini, ai Bersani ed ai loro mentori D'Alema e Veltroni, ai Fassini e alle Finocchiaro sento di dire che da parte mia vedo una sola soluzione: sciogliete il partito e confluite nell'UDC.

Se avete una dignità è l'unica cosa che potete fare per giustificare la vostra azione politica post PCI.
Andate con Casini a parlare di dialogo tra riformisti e cattolici, di convergenze sui temi, di politiche sul lavoro affidate agli Ichino, di temi etici e antitetici, di cosa vi pare, ma come diciamo dalle nostre parti:

FATE FESTA.

Se Berlusconi ha portato ai minimi storici la dignità del nostro paese non è necessario che l'opposizione cerchi di superarlo anche in questo; anzi, SOLO in questo.

Saluti.

L'ITALIA INDIRETTA,


La manifestazione per la libertà di stampa di domani é oggettivamente un'occasione.

Silviolo non poteva esimersi di dare il suo illuminato parere e quel dire "E' una farsa" dovrebbe rassicurare ogni libero pensatore sul fatto che a maggior ragione questa manifestazione è cosa buona e giusta, e comunque siamo ancora una spanna sopra la tragedia che il suo governo perpetra quotidianamente sulle spalle degli italiani onesti.

I suoi servi, poi, stanno raggiungendo picchi di servilismo, di mancanza di dignità non tanto professionale quanto umana, che per quanto mi riguarda hanno raggiunto un punto di non ritorno.
Abbassarsi ai livelli di un berluscones qualsiasi significa aver rinunciato a qualsiasi forma di convivenza civile e democratica; provo a mettermi nella testa di qualcuno che è fermamente convinto che lo scudo fiscale sia un'ottima trovata per risanare il bilancio dello Stato: impossibile.
Sapere cosa comporta per chi lavora l'agevolare il passaggio - non il rientro - di capitali accumulati grazie ad attività criminali in un paese in cui la criminalità organizzata scorazza allegramente ormai su tutto il territorio mentre quello che vedo intorno a me è gente che si fa un culo tanto per uno stipendio da fame non può assolutamente concepire di dare legittimità alcuna ad un governo che se ne esce con una pensata del genere.

A scanso di equivoci quindi preciso che quando parlo dell'attuale governo parto dal presupposto che sto parlando di DELINQUENTI, di gente priva di ogni scrupolo morale e che chiunque li abbia votati è da mettere sul loro stesso livello. Non dò neanche il beneficio del dubbio per la buonafede.
Anzi, Chi l'ha votati in buonafede dovrebbe essere privato immediatamente del diritto di voto.

Cerco di mettermi nella testa di uno dei suoi servetti che allietano le serate televisive in occasione dei talk-show tanto invisi a Silviolo e che sciorinano una filza di programmi "di sinistra" per confutare la convinzione che l'informazione è libera: "Anno Zero", "Ballarò" (dove in ogni puntata c'è qualche rappresentante governativo libero di sbavare), "Primo piano" (che va in onda quando normalmente le persone sono sotto le coperte in piena fase REM), e le new entries "Parla con me" (che è un programma d'intrattenimento di seconda serata) e addirittura il povero Fazio, colpevole di ospitare la Litizzetto e forse di essere fazioso nella misura in cui Vespa è vesposo e Magalli è magalloso ma che per il resto è talmente sottotono e di basso profilo quando intervista qualcuno da lasciar pensare che l'interlocutore stia parlando da solo.

Eccola qua la TV in mano alle sinistre.
Quella TV che, secondo loro dimostra che la libertà di informazione esiste e per meglio sottolinearne l'esistenza ne chiedono la chiusura un giorno sì e l'altro anche.
Della serie: abbiamo la faccia come un culo sporco di merda di una settimana e non ce ne vergognamo.

Vediamo con cosa risponde la TV che, secondo la destra, dovrebbe rappresentare un servizio pubblico pagato coi soldi degli italiani in fatto di informazione.
Porta a porta, il programma che va in onda 4 giorni la settimana e che, già che stiamo parlando di facce a culo, il TG2 di ieri ha osato definire "neutrale".
Ora, di solito se qualcuno vuole prendermi per il culo così sfacciatamente e sta in piedi di fronte a me posso cambiare la sua postura e renderlo orizzontale in un secondo con un calcio nelle palle, non ci vedo niente di male. Ma questi si permettono di dire una stronzata del genere proprio nel

TELEGIORNALE

Cioè il programma televisivo dove la maggioranza degli italiani prendono la loro dose di notizie ogni giorno ed ogni sera. Il fulcro dell'informazione nazionale.
In un paese dove l'emittenza privata è condizionata dal fatto che il proprietario delle 3 (TRE) reti di maggior ascolto hanno anche la maggior raccolta pubblicitaria dato che sia le reti che la maggior agenzia pubblicitaria sono controllate, guarda caso, dal Presidente del Consiglio (macchè voo dico affà) abbiamo anche i due principali telegiornali pubblici completamente zerbinati alle volontà del Presidente del Consiglio, e nel caso di RAI 1 in maniera così spudoratamente servile da chiedersi se questo è un telegiornale del servizio pubblico o uno spot per il PdL, basti vedere come è gestito l'ormai tristemente noto "panino", cioè dichiarazione - replica - controreplica dove l'opposizione sta puntualmente in mezzo e ne viene fatta uscire puntualmente a pezzi.
Sui TG di Mediaset calo un tendone pietoso, non ho sacchetti di carta a tiro.
Non sono servizio pubblico, ma fate un rapido percorso ragionato e cercate di scoprire chi è che alla fine paga la pubblicità dalla quale le reti Mediaset sono invase senza che nessuno si sia mai preoccupato di far rispettare un tetto decente. O meglio senza che nessuno abbia mai VOLUTO.

Ma ora fate attenzione: c'è il pomeriggio.

Nel pomeriggio la gente che lavora, per l'appunto, lavora.
Chi ha fatto un notturno o un 6-2 riposa.
E quindi chi guarda la televisione? La risposta è nel palinsesto.

Guardatevi per una settimana "L'Italia in diretta" o "Festa italiana".
E poi ditemi se al confronto "Cronaca Vera" non diventa un sobrio ed elegante manuale di bon-ton.

Non credo sia possibile concepire miglior veicolo per sedimentare quelle mentalità di cui il berlusconismo si nutre e che a sua volta ritorna al mittente debitamente ampliate, ingigantite ed impacchettate a dovere per i futuri elettori.
L'esaltazione ipocrita dei "valori di famiglia" e del più volgare pietismo nazionalpopolare coincide con quanto questo governo vorrebbe instillare a forza nelle menti degli italiani ed i pomeriggi della TV pubblica sono esclusivamente appannaggio di questi programmi neanche tanto subliminali e che, tra beghe tarocche tra figli&genitori, suocera&nuora, fratelli&sorelle, exmariti&exmogli, è lì che si consuma il massacro dei cervelli meno dotati e meno inclini al pensiero individuale.

Fermiamoci qui, per il momento.
Due programmi di intrattenimento, uno di seconda serata ed uno all'ora di cene la domenica che solo delle facce a culo come quelle dei berluscones puà tacciare di faziosità, due programmi d'approfondimento dove regna il contraddittorio, un altro trasmesso per i pipistrelli.
E poi c'è RAI 3. I cui TG , va detto sono piuttosto stringati e di basso profilo, ma ormai la vulgata di TeleKabul (quanta idiozia e malafede siamo capaci di produrre in Italia?) nonostante Curzi sia stato probabilmente il miglior uomo di televisione degli ultimi 30 anni, va portata avanti, pena la mancanza di argomenti.

Contrapposti a ciò abbiamo i due TG nazionali delle due reti ammiraglie, i pomeriggi, i reality (altro ottimo veicolo per lobotomizzare menti poco sveglie) e la pestilenziale presenza di Vespa che allieta la settimana.

Per nessuno di questi programmi è mai stata invocata censura o qualsivoglia provvedimento, mentre l'attacco sistematico ad un pugno di programmi non dico "non allineati" ma che il 64% degli italiani che non ha votato Berlusconi può guardare senza rischiare conati di vomito è l'unica costante dell'azione di governo nei confronti dell'informazione televisiva.

Per chi auspicherebbe la meravigliosa ipotesi che i partiti ed i loro rappresentanti in Parlamento stassero

FUORI DAI COGLIONI

nella TV pubblica è abbastanza non solo per giustificare la manifestazione di domani, ma un'azione diretta affinchè questo processo abbia immediatamente inizio.
Che sia un inizio di una vera presa di coscienza di coloro che hanno ormai smascherato la natura antidemocratica e profondamente antitaliana di questo governo e di una buona fetta dell'opposizione attuale. Le condizioni ci sono. Tutte.