venerdì 30 luglio 2010

UOMINI D'ONORE


Alla fine dei giochi c'è voluto uno dei suoi, cioè luilì nella foto sopra a mettere nelle peste il buffo omino di Arcore.

Oh, tranquilli, se l'ha fatto dopo 15 anni di devota militanza significa che si sente il culo parato da merde altrettanto fetide rispetto a quelle che lo paravano a Berlusconi, ma tanto basti a dimostrare che i signori D'Alema & Veltroni, il signor Bersani & i suoi sostenitori e tutti coloro che per anni ci hanno fracassato i coglioni con il ritornello "demonizzare Berlusconi è fare il suo gioco", questi infami che hanno preso dal buffo omino di Arcore palate di soldi (vedi articolo sottostante "E manco ora gli viene un sospetto", ad esempio) per far finta di essere opposizione, e giova all'uopo ricordare che solo DUE elezioni fa il concorrente come candidato premier era
RUTELLI

tanto per mettere un bel fiocchino fuxia sul concetto, ora questi signori dovrebbero


LEVARSI DAI COGLIONI

e, magari, trovarsi un buon posto di lavoro in un call center, ad esempio.

La ex-sinistra più forte d'Europa solo 20 anni fa, sbertucciata da un postfascista.

E ancora hanno il coraggio di parlare.

Peggio, c'è ancora chi li sta a sentire.

Se avessero un quarto del senso dell'onore dei samurai giapponesi farebbero il rituale del seppuku mentre si sparano un colpo di pistola in testa mentre si buttano da 10 piani.

Se l'avessero.


giovedì 29 luglio 2010

INDUSTRIALI ORGOGLIO DELL'ITALIA (DI QUESTA)


Napoli, in manette per estorsione la presidente dei piccoli industriali

Arrestata a Napoli l'imprenditrice Olga Acanfora, di 53 anni, presidente del Gruppo piccola industria dell'Unione industriale di Napoli, per il reato di estorsione aggravata. L'ordinanza è stata eseguita nell'ambito delle indagini per l'omicidio del consigliere comunale di Castellammare di Stabia Luigi Tommasino, ucciso nel febbraio del 2009.

Il provvedimento è stato emesso su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia in quanto la Acanfora, con l'intermediazione di Tommasino, avrebbe tra la metà del 2008 e gli inizi del 2009 richiesto l'intervento del clan D'Alessandro per estorcere la riduzione dei costi di lavori professionali prestati alla sua azienda. All'Acanfora è contestata l'aggravante di aver favorito l'associazione cammorristica.



PENA CONSIGLIATA:


Contratto di tre mesi al carico e scarico delle pelli a Santa Croce sull'Arno 12 ore al giorno senza pausa pranzo.

Dopodichè se ti sei data da fare ti si prende fissa, altrimenti passi alla Lonzi metalli di Livorno a dividere l'alluminio dal ferro sui cumuli di rifiuti 12 ore al giorno senza pausa pranzo.

mercoledì 28 luglio 2010

DON ZAMBRAKER


Son proprio bellini i giovani del PD.

Ti si piantano davanti con la loro nenia del cambiamento a piccoli passi, del nuovo, del progetto, del "territorio" e tutto quel linguaggio buono per chi ha frequentato Veltroni e quasi quasi crede ancora in questo guazzabuglio osceno di riciclati, arrampicatori e sfigati.

Poi vedi il PD all'opera.

Ma non su scala nazionale, su quello che loro chiamano (puntualizzando ogni tre parole) IL TERRITORIO.

E allora, benvenuti a Zambra, comune di Pisa.
Già le notizie sono due: che Zambra esiste e che c'è una sezione del PD.

La cosa diventa meno ilare quando Don Zauker viene prima chiamato per una serata alla "Festa Democratica", e poi richiamato per la disdetta.


Preparate il sacchetto per il vomito.

martedì 27 luglio 2010

CI IMBAVAGLIANO O CI FACCIAMO IMBAVAGLIARE?


Magari passerà anche la legge che vorrebbe imbavagliare i blog, ma non è questo il problema.

Il problema è se i bloggers lasceranno che questa legge funzioni.

Mi spiego: la mia posizione è abbastanza chiara: questa legge è stata partorita da un manipolo di gente che non esito a definire delinquenti, in primis il sedicente presidente del consiglio.
Non ho tempo né voglia di star qui a magnificare le doti di Dell'Utri, Previti, Cosentino, Verdini
& c. nè voglia e tempo di disquisire sul fatto che tuttora c'è un timido tentativo di definire se e come Forza Italia sia nata da un patto fra mafia e politica e sulla pelle di Falcone e Borsellino.
Sono questioni che chiunque abbia seguito la scena politica degli ultimi vent'anni non ha bisogno di chiarire, gli effetti sono sotto gli occhi di chi ha vista per vedere.
Così come per le stragi di Stato.

Ora, che io debba farmi dire se posso o meno esprimere una libera opinione da questa gente qua è roba che non esiste al mondo, qui, fuori di qui e all'estero.

Quindi la reazione che mi auspico arrivi dalla blogsfera dovrebbe essere quella di non riconoscere questo governo come interlocutore.
In maniera compatta e monolitica.
Perché loro faranno tutto quello che gli permetteremo di fare e ci deve essere un limite a quello che questa gente può permettersi di fare.

Quindi per quanto mi riguarda quella legge non esiste, non è mai stata scritta e non entrerà mai in vigore.
Dirò di più, non riconosco a questo governo l'autorità di decidere cosa posso o non posso scrivere nel MIO blog né in quello di chiunque altro.

E' bello costruirsi leggi a proprio uso e consumo quando si è dei mafiosi delinquenti, purtroppo le persone oneste non hanno queste possibilità, ma lasciarsi impunemente imbavagliare da costoro significa diventarne complici, perché poi pretenderanno ancora di più ed allora sarà anche colpa nostra che non li abbiamo fermati prima.

E provatemi a dire che l'ho buttata di fuori.

domenica 25 luglio 2010

NON E' UN PAESE PER TESTIMONIAL


Cosa ne sarà dei contratti pubblicitari di Ferrara, Lippi, Buffon, Cannavaro & c. è un problema delle ditte che li hanno scelti, ma noi a Little Tony gli vogliamo benissimo quindi speriamo che la Danacol consideri questa quisquiglia un incidente di percorso.

Rimettiamo quindi allo spottone il compito di ribadire che Cuore Matto è ancora lì a combattere con noi contro il colesterolo in eccesso e per la libertà.
Forza Little Tony.

P.S. Naturalmente il Mago Afono non avrà mancato di fargli visita, attendo aggiornamenti.


sabato 24 luglio 2010

FOTOGRAFIE



Il mare non si tocca.

Interno del Teatro La Gran Guardia, chiuso dal 2004.


Manifestazione contro il rigassificatore OLT


Il teatro Goldoni di Livorno


Gipi e Daniele Caluri durante la presentazione di "La mia vita disegnata male" al Teatro Officina Refugio; la foto è sfocata e io cominciavo ad accusare il secondo "Violenza del proletariato" (vedi sotto)

Tommy, vignettista, disegnatore, pittore, fulminato ma bravissimo.



Da destra: Gipi, gloria pisana del fumetto, e Pippopenco gloria livornese del GranDucatoHardCore.



Daniele Caluri/Donzauker nel foyer del Teatro Officina Refugio




La bevanda giovane per i giovani.
E' paragonabile a una botta in testa mentre ti butti di carpiato dalla torretta del Sonnino.


AbiFonico, Tetano, Syd e Angelo mentre guardano con attenzione "Arrapaho", il capolavoro di Ciro Ippolito.
O forse stavamo missando il demo.



L'attore Marco Paolini nel piazzale del teatro dopo uno spettacolo.






Lindsay Kemp





COSA DOVREI RETTIFICARE?


Abbiate pazienza ma non capisco.

Secondo la legge che vorrebbero far passare in Parlamento i blogger hanno un obbligo di rettifica entro 48 ore.
Pena blablablablabla.

Allora cominciamo a mettere le cose in chiaro: questa è una legge nazista.
Liberticida.
Antidemocratica.

E concepita da dei grandissimi pezzi di merda.

Dei grandissimi pezzi di merda che fanno parte di un governo così corrotto che mi fa schifo il nominarne i componenti.

E quindi non vedo proprio cosa dovrei rettificare datosi che i suddetti signori rimangono comunque dei grandissimi pezzi di merda, che non riconosco a questo coacervo di cialtroni semianalfabeti nessun tipo di autorità, neanche quella di decidere in quale culo andare ogni volta che qualcuno ce li spedisce. Lo decido io e lo decide chi ce li manda.
Che io rettifichi o meno.

Sono pronto a ripetere ogni riga di questo blog in tribunale, non c'ho intestato manco il cellulare quindi voglio vedere cosa mi possono togliere.
Mi farò un pò di galera?
Pazienza.

Una cosa è sicura: sono pronto da subito a riprodurre ogni articolo di altri blog che dovessero venire denunciati, a parte quelli a sfondo razzista, sessista, fascista o inneggianti aa Lazio.

Coincidenza vorrebbe che i giovani livornesi dabbene sono già messi proprio come descrive Riccardo nel suo blog; hanno 3 argomenti 3 dai quali per smuoverli serve un corso di formazione della Regione: il MARE (ed annessi come l'abbronzatura, l'aperitivo dopo il mare, il costume, la crema protezione 15-50 & via dicendo), la PALESTRA (ed annessi come la corsa sul mare, il diametro della tartaruga, "o dammi un picchio sull'addominali", "e ora che ci s'ha un fìsio da bagnino dov'è finita la fava?"), e LE VACANZE (con annesse considerazioni sparse su TALLANDIA, ME'SSI'O, IBIZZA, A MARDIVE O A CANARIE).
Ah, dimenticavo: FEISBUC! Che raccoglie, congloba e smista i tre argomenti.

E non c'è nessun Grande Capo che li soffoca con un ber cuscinone.

Chiaramente è una generalizzazione semiseria, ma la distanza fra chi percepisce un problema reale per la libertà e chi scivola via i propri giorni con le solite coazioni a ripetere è diventata insostenibilmente chiara e difficilmente sanabile.

Ma questo credo sia un problema che riguarda ogni città.

Vabbè, chiudo con una clamorosa automarchetta:
il mio gruppo comincia a pubblicare, intanto ci sono due pezzi sulla pagina di myspace che potete ascoltare e poi venire qui a prendermi per il culo: fanno parte di un demo di 10 pezzi che distribuiamo rigorosamente a mano a chiunque ce lo chieda; sono venuti a darci una mano due leggende come Dome la Muerte (ex- Cheetah Chrome Motherfuckers, ex- Not Moving ed ex marito della Mariella, una delle più belle donne che abbia mai visto in vita mia) e Syd Migx che dei CCM era il cantante. Ovviamente non cantiamo di far l'amore in tutti i laghi o amenità del genere.

I pezzi li trovate qui mentre dal vivo andremo su un palco senza rettificare il 10 settembre al Grapejuce Reloaded Festival di Livorno e poi vedremo.

giovedì 22 luglio 2010

E MANCO ORA GLI VIENE UN SOSPETTO


Passi dal libro "Il baratto - Berlusconi e la finta sinistra dagli anni '80' ad oggi" - di Michele De Lucia - Kaos edizioni



Ad aprile del 1985 esce a Milano il primo numero de Il Moderno, mensile (poi settimanale) della cor­rente “migliorista” del Pci (cioè la destra tecnocratica e filo-craxiana del partito, guidata da Giorgio Na­politano). Animato da Gianni Cervetti... all’insegna dello slogan “l’innovazione nella società, nell’econo­mia, nella cultura” (p. 104).


Intanto a Milano il numero di febbraio 1986 de Il Moderno (il mensile della corrente “migliorista” del Pci) scrive che “la rivoluzione Berlusconi [è] di gran lunga la più importante, cui ancora qualcuno si o­stina a non portare il rispetto che merita per essere stato il principale agente i modernizzazione, nelle aziende, nelle agenzie, nei media concorrenti. Una rivoluzione che ha trasformato Milano in capitale te­levisiva e che ha fatto nascere, oltre a una cultura pubblicitaria nuova, mille strutture e capacità pro­duttive” (p. 115).



Il numero di aprile 1987 del mensile comunista Il Moderno esce con un’intera pagina pubblicitaria della Fininvest. È la prima di una lunga serie di inserzioni pubblicitarie dalla misteriosa utilità per l’in­serzionista, dato che il giornale è semi-clandestino e vende meno di 500 copie... Intanto uno dei fondato­ri del Moderno, l’onorevole Gianni Cervetti, alla metà di aprile è di nuovo a Mosca... E il 18 aprile l’a­genzia Ansa da Mosca informa che in Urss, insieme al compagno Cervetti, c’è anche Canale 5... (pp 126 - 127).



Nello stesso mese di febbraio 1988 la destra del Pci, attraverso Il Moderno, difende il monopolio priva­to Fininvest polemizzando col compagno Veltroni... Poi il giornale della destra comunista inneggia al miracolo imprenditoriale di Berlusconi, proiettato anche all’estero (pp 136 - 137).



A giugno 1989 il settimanale comunista Il Moderno pubblica un megaservizio su Giocare al calcio a Milano. Con un panegirico sul Berlusconi miracoloso presidente milanista che “ha cambiato tutto: ades­so la sua squadra è una vera e propria azienda,” e così via. Il giornale della corrente di destra del Pci è ormai un bollettino della Fininvest, e le pagine di pubblicità comprate dal gruppo berlusconiano ormai non si contano (p. 148).


Nel numero di fine settembre del 1989, Il Moderno pubblica l’inserto Milanesi a Mosca. Dall’ecologia agli spot nella città di Gorbaciov. Il settimanale della corrente di destra del Pci inneggia ancora e sem­pre al magico Berlusconi, stavolta capace di “mostrare ai sovietici cos’è la pubblicità” (pp 152 - 153).

Nell’inchiesta Mani pulite, al capitolo relativo alle “tangenti rosse,” ci sono il periodico Il Moderno e la Fininvest, nonché il compagno Cervetti (p. 185).

Il 9 marzo 1995 (governo Dini succeduto al primo governo Berlusconi, fatto cadere dalla Lega Nord, nota nostra) l’ex comunista Giorgio Napolitano, già leader della corrente “migliorista” capeggiata a Mi­lano da Gianni Cervetti, viene eletto presidente della Commissione per il riordino del sistema radiotele­visivo (p. 195).



Allora, elettori del PD, bisogna farvi anche il disegnino?

lunedì 19 luglio 2010

CI RISIAMO


(AGI) - Roma, 19 lug. - "Non mi appassiona affatto, in una fase cosi' difficile e delicata, che si riaprano discussioni su primarie e leadership e quant'altro.

Difatti di cosa ha bisogno la sinistra in questo momento?

Di un cono gelato?



Ad essere sincero la considero un'esercitazione tanto fastidiosa quanto inutile. La posizione del PdCI deriva da una priorita': mandare via Berlusconi per il bene del Paese.


Se non sbaglio eravate fra quelli che non avrebbero dovuto farcelo arrivare


Per mandarlo via occorre un'unita' vera, una autentica solidarieta' tra le forze del centrosinistra e anche, cosa che non guasta mai, un po' di autocritica su alcune scelte ed atteggiamenti del passato.


Perlamordiddio, mica abbiamo altri vent'anni di tempo!


La cosa piu' urgente per il centrosinistra e' un programma possibile e realistico, in cui non si giochi al piu' uno, con ogni singola forza alla ricerca spasmodica della visibilita', ma si analizzino con attenzione i guasti e i disagi della societa' e si cerchino le misure piu' adeguate per porvi rimedio.


E cominciamo lunedì.


Sono convinto che i punti essenziali siano il ritorno alla legalita' e il lavoro.


Lei mi dice?!


C'e' molto da fare perche' il berlusconismo ha compiuto danni spaventosi nella condizione ed addirittura nelle coscienze dei cittadini. E allora basta con i protagonismi. Il popolo del centrosinistra ne ha visti anche troppi e non ne puo' piu'".


Non ne possiamo più, è vero.

Dei discorsi che danno una spolverata all'ovvio con la speranza di renderlo brillante.

Perchè il "popolo della sinistra" non esiste più. C'è un popolo incazzato a morte con voi che avete assistito inerti a questo sfascio senza mantenere un legame solido con operai, studenti, precari, disoccupati, donne, lgbtq e tutto l'arcipelago di elettori in cerca d'autore che la destra "moderata" vi porterà via senza fare nessuna fatica.


NON MERITATE ALTRE OPPORTUNITA'

SONO 20 ANNI CHE NON MUOVETE IL CULO E NON FATE ALTRO CHE DISCORSI!

SONO 20 ANNI CHE QUESTI DELINQUENTI IMPERVERSANO MENTRE PROPRIO VOI AVETE FRAMMENTATO LA SINISTRA FINO A FARLA USCIRE DAL PARLAMENTO!


A CASA!


E' quanto scrive Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI, sul suo profilo Facebook.(AGI)

IL GRASSETTO E' MIO ED E' DIRETTO A TUTTI I LEADERHEHEHEHEHEHE DELLA SINISTRA DEGLI ULTIMI 20 ANNI.

E NOI ANCORA A CONFONDERCI COI RAZZINGHER

Dateci Colui che porta la Verità!!




domenica 18 luglio 2010

LA GUERRA DEI FESSI






Si fa per ragionare, ma non è certo la sequela di femminicidi che imperversa nelle cronache che mi farà cambiare idea.

L'identificare gli "uomini" di quest'epoca con gente mentalmente e profondamente disturbata, con poveri bambinoni mai cresciuti incapaci di gestire il normalissimo fatto che una donna ne abbia le ovaie piene di coglionazzi per i quali non è ancora chiaro il concetto che nessuna persona può essere proprietà di un'altra persona ed in special modo di un coglionazzo bambinone mai cresciuto, beh mi fa andare il sangue al cervello come poche altre cose.

Come quando vedo ripetersi pedissequamente lo stereotipo del maschio fragrantemente metrosexual adatto solo a spegnere i bruciori di clitoride delle coglionazze alla "sex in the city", una serie televisiva che fa e farà danni quanto il cattolicesimo. Non ci trovo niente di divertente in quel guazzabuglio di luoghi comuni per molluschi/e metropolitani, solo un perpetrarsi di merdate ad uso del pubblico televisivo il quale poi si ritroverà allucinato nel constatare quanto la realtà sia distante da quei modelli, a meno che non si tenti di ricreare lo stesso ambiente in scala amatriciana con i risultati che si possono immaginare.

E lo stesso vale per le donne.
Chiunque cerchi di spiegarmi che le "donne" sono una categoria ben definita grazie al possesso del famoso sorriso verticale lo aspetto a tavola in modo che mi spieghi cosa cazzo possano avere in comune, tanto per fare un esempio, queste signore qua:






Tina Modotti






Come, non la conoscete? Vabbè, non vi siete persi nulla.



Invece se non conoscete questa qui vi consiglio di seguirne le epiche gesta fin dalla sua candidatura a vicepresidente degli Stati Uniti (forse il fattore decisivo per la vittoria di Obama)



Questa è Rosa Parks, invece.










Lei, invece, no.

E potrei continuare per un bel pò.

Voglio dire, alla base di ogni individuo c'è un percorso ed una storia personale fatta di scelte.

Scelte di insorgenza e scelte di rassegnazione. Ma non solo. Si sceglie di essere vittime o carnefici, perchè anche le donne sanno, giustamente, esserlo come 'sta signora qua:






la quale, dopo un passato da vittima, decise che diventare carnefice poteva essere assai più divertente.
Anche se la signora in questione, tal Leonarda Cianciulli, non faceva distinzioni di sorta quanto a vittime ed il suo movente era teneramente materno, anche se dubito che le sue vittime abbiano apprezzato.

Dov'è il punto?

Il punto è che a mio parere c'è un errore di categorizzazioni.

E le categorie, ahimè, non sono solo due, gli uomini e le donne.
Anzi, perpetrando questo stereotipo non credo che i passi avanti che verranno fatti comunque ne traggano giovamento.
Io 'ste distinzioni le lascerei ai cattolici, ai religiosi in genere, ai deboli ed a coloro che stanno in coppia sulla sdraio ben assestata sotto l'ombrellone, lui con la "Gazzetta dello sport" e lei con "Chi".

Rimane difficile pensare che, ad esempio, ci piacerebbe avere accanto una persona versatile, sicura, educata ma decisa, rispettosa e divertente e un altro mezzo Gb di piacevolezze e non UNA DONNA; anche perchè la suddetta meravigliosa persona per qualcuno potrebbe essere del suo stesso sesso, potrebbe altresì trovarcisi divinamente e nessuno al di fuori dei religiosi e di qualche altra creatura mentalmente disturbata avrebbe da ridire.

C'è invece chi vorrebbe una serva sottomessa, possibilmente disposta a fare da sacco da boxe e che tiri su una nidiata di figli mentre tiene la casa pulita e soprattutto che faccia trovare la cena pronta.
E c'è chi addirittura non concepisce il fatto che questa tipologia di donna ad un certo punto decida che quando è troppo è troppo e levi le tende.

Ripeto: questo genere di individualità necessita di cure appropriate.
Anche drastiche. Subito. Non c'è tempo di cambiare la società, almeno QUESTA società. Perché uno dei problemi, ad esempio, sono alcune delle signore sopra raffigurate. Ai più vispi ed alle più vispe il compito di indovinare quali.
E, naturalmente, il concetto patriarcale tramandato nei secoli dei secoli che sembra ancora troppo trave portante di ogni attività umana, mentre è proprio la mancanza di ricerca di una alternativa che lega la moltitudine a questo modello; io con una partner (essendo eterosessuale capita sia sempre una donna) cerco armonia.

Armonia nel rispetto delle proprie diversità.
Armonia nello scoprire i cambiamenti del corpo e del desiderio.
Armonia nel rispetto di ciò che ci circonda e nel rispetto dei propri obiettivi personali.

Se la cosa funziona si va avanti, se non funziona si continua ognuno per la sua strada, per quanto doloroso e frustrante possa essere.

Ma le deviazioni che un tipo di società come questa sparge a piene mani lasciano il segno coi suoi messaggi con cui ci bombardano a tappeto, alternando la famiglia Mulino Bianco al puttanaio più viscido, laido ed ipocrita tipo quello allestito dalla parte "migliore" della nostra classe politica, come se il pensare se stessi e scoprirsi umani e pieni di potenzialità sia il peccato più lurido che possiamo commettere.

Ma attenzione, il "mea culpa, mea maxima culpa" che ti insegnano a declamare fin da piccolo per quanto mi riguarda se lo possono ficcare su per il culo. Ho fatto dei peccati che probabilmente non sono molto originali, ma sono i miei. E non quelli di qualcun altro. Non ho un cazzo da espiare, meno che mai dal momento che SCELGO (e c'è un momento in cui si fa questa scelta) di vivere sforzandomi di essere una persona migliore. E libera.

Il ragazzino che parte dal Ciad e arriva in Francia a vendere aggeggi cinesi per strada ha fatto una scelta.
La ragazza che scende dalle montagne del trentino e va a studiare a Roma ha fatto una scelta, così come il ragazzino di Caltanissetta che se ne va in Germania a fare il cameriere.
C'è chi sceglie di imbracciare un arma e fare un macello, con una divisa o meno.
C'è chi sceglie di cambiare sesso.
C'è chi sceglie di restare ultras della Lazio a vita.

Il primo passo di una rivoluzione comincia la mattina davanti allo specchio appena svegli, per dirla con Bob Mould.
Se c'è un problema di leggi che NON tutelano abbastanza la donna dalle aggressioni di individui più forti, più cattivi e che traggono piacere dal loro terrore e dalla loro sofferenza, devono essere le persone che hanno scelto di essere libere a combattere per questo. Non le sole donne.
Il farlo, per noi uomini del popolo, significa cominciare a scardinare certi nostri comportamenti.
Non parlare in un modo di fronte ad una donna ed in un altro quando non c'è, ad esempio.
Usare il frasario ed il battutario maschilista senza porre sempre la figura femminile in un contesto sessista di inferiorità e sottomissione.
Si può almeno lavorare su certi piccoli comportamenti quotidiani semplicemente prendendo come centro il rispetto dell'individuo.
Poi, ovvio, certe persone il rispetto se lo fanno togliere vedi alcune delle signore sopra raffigurate.
Ai più vispi ed alle più vispe l'indovinare quali.
Ma a quel punto non è più una questione di sessismo.
Se dico "quella pompinara della Santanchè" affermo una figura allegorica di una stronza fascista china a bocca aperta, che appena la stacca dal manganello (credo che metaforicamente la signora lo veda in cotal guisa, eddài) la usa per ribadire le sue puttanate su qualsiasi scibile.
Non vedo che differenza ci sia con quel culostrappato di Capezzone.
Ah già, è una battuta omofoba?
Ma stiamo scherzando?
A parte che Capezzone tanto straight non è (e sono cazzi suoi) ma lo stesso epiteto lo posso indirizzare, forse anche a maggior ragione, al poliziotto municipale che mi fa la multa.
Perchè so che se glielo dico si incazza.
Capezzone magari no.

E' un'epoca che necessita di cambiamenti che non siano indotti da questa classe dominante.
E' già successo e credo sia il caso che succeda ancora; i "padroni" maschilisti e sessisti che pensano di essere i depositari unici della vita delle donne che - ahiloro - se li accollano manifestano un grado di violenza che ORA viene visto come un problema sociale.
Prima mica era tanto così.
Ed in ragione di questo diventano più violenti e cattivi.
Adesso è il momento di fare un altro passo avanti, scegliendo di diventare persone umane e libere, anche in questo merdaio che è l'Italia del 2010.
Non donne o uomini ma individui liberi da questo modello infame che ha dato i risultati che ha dato, con la benedizione di Gesù, Padre Pio, Maometto (nò, nu'o mette ciò er ciclo!), Geova, Manitù e Gigi D'Alessio.

Abbiamo tutti da guadagnarci, alla fine.

Chiudo 'sto delirio e mi faccio un trombone, và.


(In cima: l'articolo più idiota del secolo. A fiducia)

mercoledì 14 luglio 2010

A LAVORARE D'ESTATE


Si suda.

Bella scoperta, eh.

Però dai tempi in cui ho passato l'estate a spalare melme 8 ore al giorno su un nastro trasportatore con 35 gradi a picco sul cranio va decisamente meglio, e di certo non per merito di un boom economico o di qualche raccomandazione. Quelli come me le raccomandazioni non le avranno mai, un pò perché non sono incline ad accettarle, un pò perché non conosco un cazzo di nessuno che possa propormele.

Nel teatro dove attualmente lavoro ci sono entrato iniziando a scaricare bilici di scenografie con una cooperativa di facchinaggio per eventi spettacolari al teatro La Gran Guardia, ora chiuso e dismesso nonché in attesa di riconversione all'attuale toponomastica cittadina, una niù taun del cazzo che oltretutto sta progressivamente perdendo le sue caratteristiche fondamentali, quelle del borgo popolare solidale e caratteristico se non architettonicamente almeno umanamente.
Ma non è questo l'argomento, l'argomento è il lavoro d'estate.

Insomma, fa un caldo boia.
La falegnameria del teatro è calda ma si sopravvive; sul palco c'è l'aria condizionata accesa: ogni pomeriggio o quasi il Maestro Lindsay Kemp tiene il suo laboratorio teatrale e a 70 e passa anni suonati merita pure qualche agio.
Solo che a noi fare avant'e indrè fra palco e falegnameria provoca escursioni termiche continue per cui a fine turno è assolutamente necessario un Negroni. O un gin tonic. O una Red Bull con la vodka.
La stagione teatrale è finita e quindi siamo in piena dismissione: via quinte, fondali, soffitti, americane, PVC, tappeti, sedie, leggìi, motori, trucco & parrucche, costumi, luci e quant'altro.
Poi si chiude e speriamo bene per la prossima stagione.

Premesso: in questi ultimi giorni di contratto non si arricciolano i picconi, come si dice qua.
Il passo è felpato, quasi impercettibile; verso le 11 cominciano i primi segni di trascinamento, dopo la colazione. La ricreazione consiste nel piantarsi una mezz'ora (tanta è la pausa) fuori dal bar in 4 o 5 e controllare il traffico bevendo una spuma bionda.
Per traffico si intende le spose che fanno passerella in un punto strategico del centro in piena mattinata; non ammetto repliche all'assunto che a Livorno ci sono le donne più belle d'Italia.
Dico ciò senza enfasi partigiana, datosi poi che non sono livornese di nascita, ma ho girato quanto basta e il paragone con qualsiasi altra città non si pone proprio.
L'importante è che non aprano bocca.

Il dialetto livornese, se parlato in modo sguaiato, è di una grevità assoluta.
Niente a che vedere con il bergamasco o il massese o il ciociaro, che per uno straniero resteranno sempre e comunque incomprensibili.
No, il livornese è anche abbastanza comprensibile se parlato correttamente e senza aprire le "a" e le "e" come se fossero le vele della Vespucci.
E quando un gioiello di ragazza dai boccoli d'oro e le fattezze selvatiche di mille incroci di mille porti di mare, la pelle liscia ed abbronzata e le dita affusolate e curatissime apre bocca e si esibisce in qualche perla di saggezza con il linguaggio di un portuale incazzato, generalmente ho bisogno di un periodo di due settimane per venir scongelato.

E ultimamente la cosa sta assumendo frequenze preoccupanti.

E' opinione comune che le livornesi se la tirino in ragione della consapevolezza di quanto ho affermato sopra: non è vero. Sono bensì circospette e sospettose perché vogliono prima accertarsi se esistono i presupposti per un dialogo empirico ed intellettualmente soddisfacente ed appagante.
Il compagno Jesup non potrà che convenirne.

Sta di fatto che il "passo" di metà mattinata all'angolo fra Via Magenta e Via Ernesto Rossi mette in discreta agitazione i miei colleghi single.
Io di solito partecipo, invece, alla Corsa al Giornale.

E' uno sport che necessita di tattica, strategia, abnegazione e forza e consiste nel riuscire a leggere la copia del giornale del bar prima di finire la colazione.
Quando c'è la categoria "vecchietto pensionato che non c'ha da fare un cazzo tutto il giorno e invece di comprarselo fa il giro dei bar e si legge tutta un'edicola" è una guerra persa in partenza.

Alla Baracchina Bianca, uno dei bar sul lungomare più frequentato da questa tipologia, l'attore Paolo Migone, anch'egli frequentatore del posto, ha fatto mettere un cartello con su scritto: "CHI TIENE IL GIORNALE PER PIU' DI 10 MINUTI E' PREGATO DI LEGGERLO A VOCE ALTA".

Tanto per specificare a che livello di disperazione ti portano.

Oppure c'è la signora con la borsa della spesa che si ferma a prendere il caffè con l'amica, prende il giornale, legge UNA notizia e la commenta soavemente per mezz'ora con la comare continuando a tenere il giornale in mano senza prestargli la minima attenzione.

Durante la lettura si crea un giro in cerchi concentrici sempre più piccoli verso il lettore da parte degli avventori del bar che intanto sgranocchiano brioche e tramezzini nervosamente; quando è palese che il lettore sta avvicinandosi all'ultima pagina i cerchi si fanno sempre più stretti ed il lettore ha come la sensazione di essere assediato da un nemico invisibile.
Quando all'ultima pagina alza gli occhi ha davanti una muta di dobermann a digiuno da un mese davanti ad un unico, piccolo barattolo di Ciappi.

E' lì che viene fuori il carattere, la velocità, la presenza, la concentrazione ed il genio strategico.

Io di solito comincio a discutere con qualcuno su un fatto di cronaca a caso, accaloro artificiosamente il discorso, coinvolgo più avventori possibili senza perdere la posizione (ricordarsi dei cerchi) e poi, nel momento fatale pretendo il giornale per leggere la conferma di quanto ho affermato fino a quel momento a voce riguardo alla notizia discussa.
Funziona sempre.

Il clima di smobilitazione è comunque proiettato al futuro immediato: quelli come me, durante la chiusura del teatro, vanno a cercarsi da lavorare altrove per brevi periodi: quest'anno sarà veramente dura, visto lo stato in cui versa l'intero mondo dello spettacolo. C'è il pericolo di restare due, tre mesi senza stipendio. L'intera stagione teatrale slitterà di un mese, ce l'hanno già detto.

Forse arriverà qualche set cinematografico, forse capiterà qualche altro lavoro con altri operatori dello spettacolo con cui ho già avuto a che fare.

Intanto fa un caldo boia, fra tre giorni mi scade l'ultimo contratto della stagione e finalmente me ne potrò anch'io andare qualche giorno al mare.

Se nel frattempo cadesse il governo mandatemi un sms.

martedì 13 luglio 2010

DIAMOCI UN TAGLIO


Tanto per chiarire chi difendono i signori di cui al precedente post:

il Presidente del Consiglio Mafiusconi sbraita contro chi vuol toccare l'Onorato Cosentino, nella fattispecie quel covo di rivoluzionari denominato "finiani", che in realtà è un distaccamento camuffato del Partito Comunista Marxista Leninista bolognese e che ha studiato questa strategia per decenni, coltivando falsi ex-fascisti allenati a fare il saluto romano ("Ciao Prodi!" rispondeva l'astuto Fini nei primi anni '80, poi gli hanno spiegato che il boiardo democristiano per il momento non c'entrava nulla).
In questa democrazia si decidono alleanze, manovre e traffici a casa di un maggiordomo che conduce da anni un varietà televisivo che qualcuno si ostina a chiamare "d'informazione"; al desco, immancabile, anche un porporato carrozzato Bertone. Dicono faccia pendant con i velluti che ricoprono le sedie.
Ma non solo.
Se avete qualche minuto vi consiglio, nel caso non l'abbiate già fatto, di guardarvi quest'ottimo riassunto dell'ineffabile Travaglio, uno che non amo affatto viste certe sue posizioni specialmente in politica estera ma che quando c'è da fare il riassunto degli intrighi che ci fanno tranquillamente sotto il naso è semplicemente imbattibile. D'altra parte è un cronista giudiziario. Il migliore.






Direi che il quadretto è quantomeno repellente, specie per chi di questi tempi sta facendo fantasmagorici esercizi di contorsionismo per arrivare alla fine del mese.

Ed è grazie a questi signori ed al miscuglio letale di delinquenti e decerebrati che li ha votati, grazie alla ossequiosa e non troppo invadente servitù mascherata da opposizione che siamo al punto in cui siamo. Punto che non necessariamente è lo zenit della faccenda.

Ad esempio, mi piacerebbe ascoltare qualche testimonianza di chi ha avuto a che fare con le cosiddette "autorità locali", sia di destra che piddine (che, mica vorrete che li chiami "sinistra"?).

Cricche.
E non di quelli che servono a sollevare le automobili per cambiare una ruota.
Gruppi di potere, non partiti.
Che devono sempre rendere conto a qualcuno.
Ai comitati d'affari ai quali sono legati, alle consorterie più o meno segrete, ai soliti "amici degli amici".

Cosa abbia a che fare tutto ciò con la democrazia non c'è un cane che sappia spiegarlo in maniera convincente.
C'è una Costituzione, ancora.
Basterebbe quella per fare piazza pulita.

Se qualche ragazzetto è anche solo sospettato di attività che tramano contro lo Stato Democratico viene immediatamente sbattuto dentro una cella, poi si vedrà.

Queste cricche e chi legifera in loro favore, invece, vengono lasciati liberi di continuare i loro traffici nonchè di mandare i loro donzelli a manganellare operai, terremotati, studenti, donne vecchi e quant'altro.

E giù con leggi-bavaglio, distruzione sistematica della scuola pubblica, del patrimonio artistico e culturale, ma soprattutto delle nostre vite.
Ci hanno serenamente portato a non poterci permettere più una famiglia.

Mio padre ha tirato su due figli cominciando come trasportatore per un magazzino di elettrodomestici.
Ora con un lavoro come quello non ti mantieni neanche da solo.
Prima un metalmeccanico poteva tirar su dignitosamente una famiglia, far studiare i figli, sperare di dar loro una vita ancora migliore.
Ora può solo sperare di arrivare alla fine del mese senza che l'ufficiale giudiziario arrivi a pignorare qualcosa.
E destra, centro e sinistra hanno accompagnato questa discesa agli inferi lasciando gli italiani con un bel telefonino nuovo nuovo in mano e un palo grande quanto la torretta principale della raffineria ENI piantato nello sfintere, con la buona compagnia dei sindacati confederali.

Allo stesso livello di questi liquami in doppiopetto metterei senza meno la cricca vaticana.
Presente in ogni consiglio d'amministrazione di ogni banca, presente ad ogni convivio dove si intrecciano delinquenti vestiti da politici e politici vestiti da delinquenti con contorno di cortigiani, troie e cocainomani.
Il loro livello morale, se non bastasse il comportamento tenuto al momento in cui si è deciso di mettere in pubblico la loro passione per giovin virgulti dall'età preadolescenziale in su e che, se possibile, ha fatto ancor più schifo dei reati commessi sui bambini, leggete pure qui per quale reato hanno chiesto il diritto all'extraterritorialità e quindi di non essere giudicati da un tribunale italiano.

Personalmente sento di dover alle gerarchie vaticane un caloroso grazie per rendere così facile il lavoro delle coscienze libere nel definirli, o almeno nello sbizzarrirsi per trovare un epiteto confacente alla loro caratura etica.

Per questo direi che il primo lavoro da fare è mettersi nella condizione mentale di darci un taglio con questa gente.
Non riconoscere più loro nessuna autorità e nessun diritto verso di noi.

Non rappresentano la maggioranza degli italiani, numeri alla mano.
Non rappresentano la parte sana ed onesta del paese.
Non rappresentano la Costiutuzione Italiana.

E' ora di darci un taglio definitivamente e cominciare da subito.
Non riconoscerli più come interlocutori in una democrazia che hanno tradito, svilito, mistificato e che stanno crecando definitivamente di uccidere.

Non c'è più nessun dialogo da tenere, se mai c'è stato (no, non c'è stato).
Nè conquesti signori, nè coi loro complici, quelli che li hanno votati.

Ognuno di noi può portare un contributo fondamentale affinchè questo schifo abbia fine.
Basta fare un breve excursus su quali sono le nostre qualità e le nostre caratteristiche migliori e mettersi al lavoro facendo leva su di loro.

A meno che il vostro talento migliore non si esplichi in attività delinquenziali.
Allora continuate pure a sostenere questa gente, come non detto.

Nel nome di "eroi" come Mangano o come quest'ometto qua sotto.






E ci sono andato leggero.

lunedì 12 luglio 2010

MANGANELLI ROTTI


Girano su alcuni blog riferimenti ai "morti di Reggio Emilia", ne ho già visti due o tre.

Il messaggio è abbastanza chiaro, ancorchè invece subliminale per l'attuale generazione ventenne che dei morti di Reggio Emilia non ne sa una sega e probabilmente non ambisce a saperne oltre.

Allora proverò a mandarne uno più chiaro prendendo spunto dalla solita infame buffonata partorita dalla DIGOS per cercare di salvare la faccia dopo aver manganellato i terremotati aquilani.
Scusate se insisto ma il fatto è il perfetto esempio di cosa siano le tanto declamate "Forze dell'Ordine" continuamente dipinte in TV come una fucina di eroi dal cuore buono, sempre pronti ad accorrere in difesa del più debole.

I più deboli in questo caso hanno subito delle agghiaccianti prese per il culo mentre il buffo omino di Arcore ed i suoi sodali spartivano, tramavano e ammassavano, il Bertolaso si beccava la sua casetta grazie ai buoni uffici di un cardinale (sì, quelli vestiti di porpora), i signori del mattone sghignazzavano sui trecento morti, cricche e cricchette organizzavano le fondamenta della nuova costituzione e Moccia preparava il suo nuovo libro.

Chiedere conto di questo in faccia a lor signori provoca la pronta reazione dei solerti tutori dell'ordine.
Che non sono lì a difendere i più deboli e meno che mai l'ordinamento democratico.
Son lì per difendere questa manica di delinquenti ben incollati alle loro poltrone.

Per quanto riguarda il loro rapporto con i semplici cittadini chiedere alle famiglie Aldrovandi, Giuliani, Uva, Lonzi e via dicendo.

Alla equazione mistificata dal poema di Pasolini Poliziotto=Figlio del popolo continuino pure a crederci i soliti polli.
Io, come cittadino, non mi sento tutelato da queste forze dell'ordine, non mi sento tutelato da chi le guida e meno che mai dal governo che queste forze dell'ordine proteggono.

Quindi, se dovrò scendere in piazza per difendere un mio diritto, il mio lavoro, la mia gente, la mia famiglia so già che mi dovrò difendere anche fisicamente da gente armata e in divisa.

E mi comporterò di conseguenza.

E non solo io, potete contarci.