martedì 22 febbraio 2011

COME CRAXI

Potrebbe sembrare una lamentela oziosa quella di prendere atto di come siano cambiati i rapporti con le autorità e le cosiddette FF.OO. (no, non le Fiamme Oro, parlo delle forze dell'ordine), specialmente ora che nelle piazze del Nord Africa si ammazza gente come fossero zanzare, ma oggettivamente parlando credo proprio che la discussione abbia invece un senso.
Anzi, che abbia un suo perché proprio alla luce di quanto successo in Egitto prima ed in Libia ora (senza contare Yemen, Bahrein e chissà cos'altro dopo).
Lo spunto principale me lo ha dato QUESTO POST di Venturik che mi sono letto nella portineria del teatro mentre attendevo che lo spettacolo di ieri sera andasse in scena.
I vigili, la Polizia Municipale. Parliamone, anche se sull'analisi di Riccardo ci sarebbe ben poco da aggiungere.
Se ne deduce che è stato allargato il solco fra cittadini ed autorità, che ormai parlare di divise "al servizio del cittadino" con questo governo in carica suona come una pietosa presa per le natiche, che i cosiddetti municipali sono semplicemente gli ulteriori spremitori per le tasche disastrate dei cittadini, quando non gli inquisitori secondo leggi fatte apposta per trovare ad ogni giro di giostra la maniera di renderci la vita un inferno.

Provate ad avere il posto di lavoro in centro a Livorno, ad esempio.
ZTL, zona pedonale, zona a lettere, zona riservata ai falsi invalidi (sì, perchè dopo quello che ho visto i possessori di parcheggi privilegiati per disabili sono in buona percentuale disabili solo nell'arte del parcheggio), ma nessuna zona per chi in centro ci viene non per cazzeggiare o shoppettare ma a LAVORARE.
Parcheggi a pagamento che dopo 2 ore dovresti tornare fuori e rimettere altri 2 euro di parchimetro, oppure parcheggi custoditi che mi costerebbero 10 euro al giorno.
E di solito all'ora in cui stacco non c'è NESSUN mezzo pubblico che mi può riportare a casa (10 km dal centro).

Si capisce che ho un cospicuo numero di multe, e ok. Le pago e vado avanti, anche se per ora soluzioni al problema non ne trovo.
Però.

Quando si alzerà il primo refolo di vera rivolta, quando la gente comincerà ad andare in piazza incazzata come nel nord Africa, ecco, io quelli lì sono i primi che andrò a cercare, e potete metterci il timbro a secco che non sarò solo.

E già andata di lusso a quei municipali che l'estate scorsa volevano sequestrare con fare inutilmente protervo la merce dei senegalesi che stanno tranquillamente lungo il viale a mare senza importunare nessuno vendendo la solita merce che tutti i senegalesi di stanza qui a Livorno hanno da sempre.
Difatti i municipali vennero circondati da qualche decina di - teppisti? terroristi? delinquenti? - no, da cittadini, padri di famiglia, anziani e ragazzi.
E si sono presi anche qualche ceffone.
E gli è andata di lusso.
Avreste dovuto leggere l'articolo sul "Tirreno" traboccante di indignazione e scandalo. Come ci si permette di toccare un tutore dell'ordine.


Così come quando sono intervenuti durante la consueta occupazione di tre giorni da parte degli antagonisti della Fortezza Nuova a cavallo del primo maggio.
L'occupazione in genere è concordata con l'Amministrazione Comunale.
E i municipali vennero semplicemente a provocare.
E anche lì le hanno prese. Oh, qualche manata nel viso a fine propedeutico, niente di che.
Ma ormai ci siamo.
Hanno voluto i vigili militarizzati, le Equitalia & c.?
Bene, benzina sul fuoco che fra poco gli esploderà nel culo.

E uno dei perché é l'inutile protervia italiota grazie alla quale basta avere una mostrina ed una divisa per credere di potersi permettere qualsiasi mancanza di forma di rispetto, nonché traboccare di arroganza anche senza giustificazione.
E prima o poi, come la fisica quantistica insegna, qualcuno si fa girare violentemente le palle.
Allora diventa chiaro che ricorsi, petizioni, contestazioni etc. etc. non servono a nulla, quindi per forza di cose tocca andare allo scontro frontale.
Dicono che stiamo ancora troppo bene per arrivare a fare come in Maghreb e dintorni.
Io non la penso così.
Noi siamo un paese potenzialmente benestante e che la dignità del vivere la conosce, ci stiamo soltanto accorgendo increduli che vogliono togliercela.
Aspettate che si realizzi appieno quello che stanno combinando e vedrete che succederà.
E, bontà loro, i municipali sono una di quelle categorie che ce lo sta mostrando con encomiabile zelo.

Quello che vorrei fosse chiaro è che quando si alza a certi livelli la tensione sociale bisogna stare molto attenti nel calcolare a cosa si va incontro.
E l'impressione è che l'Italia sia una polveriera come e quanto la Tunisia, l'Egitto e la Libia, più lenta a carburare.
Solo che qua - ed è lì che sbaglia - il nostro Buffo Omino di Arcore pensa che Piazzale Loreto sia un incidente del passato.
Povero illuso.
Io però rimango dell'avviso che preferirei tenerlo in vita mentre il suo impero gli si sgretola davanti e tenerlo pedissequamente informato sul come e sul perché. Vivo e rosicante.
Tanto, come Ben Alì e Mubarak, questi come devono lasciare le leve di comando si ammalano o schiantano addirittura senza far sprecare pallottole.
Son fatti così, se non comandano si sentono morire.
Come Craxi.

Lasciamoli lavorare, quindi, si stanno scavando la fossa con le proprie mani.

sabato 19 febbraio 2011

NE HO FATTO UN ALTRO

Il simbolo massonico nella colonna a destra è il logo del gruppo musicale di cui faccio parte.
La scritta "punk is whatever you make out of it" é un link che porta al blog del gruppo.

Abbiamo preferito una piattaforma blog alla pagina su facebook perché nonostante ci siamo formati due anni fa abbiamo una storia e, speriamo, un futuro e preferiamo raccontare piuttosto che fare vetrina.
Ci sono delle canzoni, alcune in versione definitiva, altre in versione demo, canzoni di gruppi dei quali abbiamo fatto parte anni addietro, foto, aggiornamenti, storie ed altro che si aggiungerà man mano che andremo avanti.
Intorno ad una band musicale girano un sacco di cose, che hanno tutte come filo conduttore la musica; visto che di appassionati ce ne sono fortunatamente ancora, espongo al pubblico ludibrio quanto stiamo realizzando.
Dopo che alcuni di noi erano fermi da quasi vent'anni.

Via via spunterà qualche faccia nota, o almeno non sconosciuta.
E comunque per ora ci accontentiamo di questo blog per presentarci e vedere che succede.
Non aggiungo altro, il resto é e sarà lì.
Scusate l'automarchetta e chi ha voglia ci faccia pure un salto.
Oh, è solo rock 'n roll.

giovedì 17 febbraio 2011

PIDDISMI

Per pubblicare un commento sul sito dell'Unità devo accedere a Facebook.

Allora non hanno capito veramente un cazzo.
Ma veramente un cazzo.

Ne prendo atto.
Anche se trattandosi di piddini la cosa risulta un tantino scontata.

Peccato perché commentare il proclama di quell'infame vigliacco di Pansa (titolo: " Quasi quasi voto Berlusconi") sarebbe stato un piacere.

mercoledì 16 febbraio 2011

DOPO

Esplode in un tripudio di titoli e foto di corredo col Buffo Omino di Arcore in posa corrucciata, la gioia liberatoria dei giornali-canaglia di sinistra grazie al rito immediato col quale si processerà l'uomo più potente ed allo stesso tempo ridicolo d'Italia.

Cioè, roba che andava fatta come minimo venti anni fa chiedendo semplicemente al signor Berlusconi Silvio fu Luigi come avesse fatto i soldi.

C'è chi si accontenta lo stesso anche se nel frattempo il Buffo Omino ha avuto il tempo di fare dei danni che manco la somma dei tifoni degli ultimi 50 anni avrebbero potuto sognarsi di fare.

Fra poco ci sarà la resa dei conti.
O almeno così dovrebbe essere.

Perché una volta cacciato l'omino c'è tutta una schiera di cortigiani, ruffiani, lecchini, prezzolati e merdaglia simile che vorrà continuare a tenere la testina a giro facendo finta di pararsi dietro il solito "eseguivo gli ordini".
Difatti la vera occasione per il paese Italia dovrebbe esser rappresentata dalla possibilità di dimostrare al mondo, per una volta nella Storia, di non essere un paese che offre sempre e comunque la scappatoia ai suddetti lecchini, ruffiani, cortigiani etc.etc. di ripresentarsi col vestitino nuovo sul piedistallo a fare marameo al popolo bue con una nuova veste e nuove ottime prebende.

Non è questione di trasformismo, è questione di dignità di un paese.
Siamo un popolo che oltre a non imparare dai propri errori li ripete con slancio creativo trovando ogni volta la maniera di sbalordire anche le più scafate dittature dinastiche ancora in auge per la disinvoltura con cui danno a bere al popolo le più mirabolanti cazzate semplicemente cambiandosi lo stemmino sulla giacca.

D'altra parte da un popolo capace di cominciare una guerra da una parte e finirla dall'altra mi pare il minimo.
E' già tanto se De Gasperi non ha chiesto la restituzione dell'Istria e della Dalmazia nonché l'annessione del canton Ticino come danni di guerra, perché siamo anche di quelli che poi vogliono anche cento lire di resto.

Insomma, tutta quella marmaglia che ancora si affanna a propagare il Verbo del padrone, quest'omino ridicolo e buffonesco grazie al quale siamo diventati la barzelletta del mondo, dove li mettiamo?

I Gasparri. I La Russa. I Capezzone. I Bondi. I Brunetta. Le Santanché. I Feltri. I Lupi. I Belpietro. I Porro. I Sallusti. E più giù, scendendo nelle viscere del pianeta, i Quagliariello, gli Stracquadanio, le Santelli, le Bernini, le Prestigiacomo, i Masi, i Minzolini, i Paragone, insomma tutto quel serraglio di tentativi di individuo che strillano a pro di un simile buffone assiso da 15 anni nei gangli vitali della nazione col solo merito di aver dato mano a qualsiasi banda di criminali della penisola, non vorrete mica continuare a goderveli in cinemascope, 3D e sensorround, ANCORA, dopo quello che hanno fatto agli italiani onesti?

Voi che dite?
Spariranno in silenzio, muti e costipati, o saremo costretti a descriverne ancora le infami gesta, magari con la spillettina recante un bel ramoscello d'ulivo sulla giacca?
O magari recitar tonitruanti invettive con il logo del Terzo Polo proiettato dietro di loro?

Intanto aspettiamo di vedere SE il buffo omino verrà messo da parte.

Poi comincerà la comica finale.

Ci gioco 3 euro a 4,25 alla SNAI.

(nella foto: provate un pò a riciclare questi)

lunedì 14 febbraio 2011

UNA GIORNATA IN MEZZO ALLE DONNE

Casi della vita.

Fuori, in tante piazze d'Italia una milionata di persone sfila in nome delle donne e per le donne - lasciamo perdere le reazioni del Partito dell'ammore e dei suoi sostenitori (grazie Mazzetta) , rimarcarne lo squallore umano è ormai un mero esercizio stilistico - il sottoscritto ha lavorato 13 ore in occasione di una maratona di danza durante la quale mi sono visto sfilare circa 400 fra ballerini e ballerine, con una percentuale per le seconde vicino al 90% comprese fra i 6 ed i 25 anni.
Sicché ho visto donne tutto il giorno.
E come sono belle. Tutte.
Dalle pulcine di 6 anni coi costumini schierate vicino alle quinte che si guardano intorno come se fossero capitate in un mondo incantato e che quando passa qualche rude macchinista si fanno da parte come se stesse passando l'orco a quelle svezzate che sgambettano con fiero cipiglio e fare professionale e che quando passa loro accanto qualche rude macchinista si fanno da parte come se stesse passando un orco.

D'altra parte coi visi che abbiamo come dar loro torto.

Però siamo lì per loro ed al loro servizio e per quanto mi riguarda è molto emozionante prendersi cura di queste ragazze assicurando loro che la loro esibizione, la loro festa, la loro emozione sia qualcosa di speciale e che alla fine - com'è stato - tutti vadano via raggianti e felici.

In un simile contesto non ho avuto che flebili eco dall'esterno riguardo alla manifestazione di ieri, anche perché c'è un pò di sovraffollamento ultimamente, visto che sabato avevano sfilato in 500 per il boicottaggio ad Israele e io comincio a non capirci più una sega su quando si scende in piazza e con chi e per cosa.
Già tengo a malapena il ritmo del lavoro.

Comunque, a quanto pare, la mia città non ha fatto bella figura e la cosa non mi ha affatto sorpreso, perché chi ha il mito della Livorno rossa e rivoluzionaria sarà bene che cominci a svegliarsi a modino, chiedere cappuccino e pezzo e tornare nel mondo reale.
C'è un bel manipolo di attivisti, è vero, abbiamo una controinformazione cittadina grazie ai ragazzi di Senza Soste davanti alla quale è d'obbligo togliersi il cappello, ma la sensazione di essere in un fortino anche dentro la propria città c'è ed è molto, molto acuta.

Comunque se i berluscones si sono irritati é un buon segno, comunque la si giri.

Se una miracolata come la Gelmini ci pregia dell'ennesima esibizione di buffonaggine e cialtroneria per noi tutti è un punto in più in classifica; è ora, anzi, che parlino, si esprimano, vomitino tutta la loro bile da servi quali sono, a maggior ragione ora che il loro ducetto traballa.
Vogliamo sentir loro perdere il fiato nel declamare la propria ignoranza, il proprio squallore umano, la propria miserabile condizione di condannati al Brutto, come il link al blog di Mazzetta che ho messo sopra ci mostra in tutto il suo orrore.

Davanti alla gioia scintillante delle centinaia di ragazze ansiose di danzare che ho visto ieri non c'era traccia, di questa brutta gente, proprio come, spero, nelle piazze di ieri.
Perché se c'erano, potevano solo vergognarsi di sè stessi. Ammesso che siano ancora capaci di provare vergogna.

(Nella foto: Non ho bisogno di 5 Dita, me ne basterebbe una)

venerdì 11 febbraio 2011

SE NON ORA QUANDO? FACCIAMO LUNEDI.

Domani non andrò a nessuna manifestazione.
Il motivo è molto terra-terra: sono a lavorare. 8/13 e 17/24 se va bene sennò oltre.

Quindi dovrò accontentarmi di godere delle acrobazie di questa compagnia che va in scena per l'appunto domani sera:



Ci sono compagnie di danza davanti alle quali anche i profani come il sottoscritto non possono far altro che togliersi il cappello (anzi l'elmetto viste le nuove norme sulla sicurezza) e ringraziare commosso dello spettacolo offerto.
Ho avuto, tra gli altri, modo di vedere per due volte la compagnia Kataklò,



 nonché per tre volte i Momix di Moses Pendleton,




che sono completamente diversi nel messaggio, ma che danno la stessa sensazione straniante dell'immensità delle variabili che il corpo umano può esprimere per trasmettere la Bellezza.
In questi spettacoli le luci hanno un ruolo sicuramente suggestivo e di complemento fondamentale ma non riescono mai a togliere l'attenzione primaria nei confronti del corpo umano ed alle evoluzioni di queste meraviglie della natura che sintetizzano alla perfezione danza, arte ginnica ed espressività corporale.
Spesso dalle quinte ci ritroviamo danzatori e danzatrici che escono dal loro quadro e stazionano in quinta mentre attendono di rientrare: li osservi mentre si ricaricano per due minuti, ansimanti, sudati, immobili con l'occhio fisso alla scena occupata da altri e sembra di veder personificato l'albatross così come lo descrive Baudelaire.


(questa l'ho fatta durante lo spettacolo dell'Aterballetto di Reggio Emilia, altri "mostri" assolutamente da non perdere se vengono dalle vostre parti)

E poi vedi questi ragazzi che ripartono e cominciano letteralmente a volare ed a fare traiettorie che rimane difficile seguire anche solo col pensiero. Solo che dopo un pò dentro, senti anche tu il movimento che va in sincronia con quello collettivo di chi sta danzando e senti cosa può comunicare chi sta danzando.

Prima e dopo lo spettacolo questi ragazzi li incontri al bar del teatro o ai camerini e non hanno proprio le facce da reality Endemol.
Hanno facce pulite e segnate da tanto durissimo lavoro, da ore e ore estenuanti di prove, di allenamenti, di studio delle coreografie. Segnate anche dalla gioia di poter danzare e di contribuire ad uno spettacolo bellissimo che regala emozioni completamente diverse da quelle che possono venir trasmesse da un tubo catodico.
Non credo di poter descrivere a parole la sensazione di fierezza, dignità ma anche gentilezza e cordialità che ad esempio sanno trasmettere le ragazze delle compagnie di danza più quotate. Non hanno minimamente il piglio delle ragazze in cerca di riflettori facili, nè atteggiamenti da personaggio, né la squittente vacuità trasmessa dalle loro colleghe televisive. Questo sul lavoro, poi nel privato faranno "icchèvogliono", come dice il mio capo; ora chiaramente penserete che farò una comparazione fra "artiste" e "veline", "amici" o roba del genere.
Nah.
Non è nè pertinente nè serio.
Oltretutto ho lavorato per un anno nello stesso teatro del coreografo Garrison,  al Belsito di Roma e l'americano é persona che sa perfettamente fare il suo lavoro, il problema in quei contesti non è certo chi insegna a danzare, è l'uso e lo spirito con cui si avvicinano dei ragazzi alla danza che é completamente differente.
Dico solo che ammazzando il teatro si uccide anche questa possibilità per noi, per il nostro corpo e per il nostro spirito: quella di ammirare dal vivo uno spettacolo in cui con l'ausilio della danza e di qualche luce, ci viene donato un qualcosa che il nostro corpo sente ma non riesce ad esprimere, e queste compagnie lo fanno al nostro posto.
E alla fine di questi spettacoli lo sentiamo bene che non é stata una danza fine a se stessa e che qualcosa ci ha lasciato.
E' stata solo questione di lasciarlo entrare.



(ancora Aterballetto)

mercoledì 9 febbraio 2011

lunedì 7 febbraio 2011

VIOLA DI VERGOGNA



Gli studenti, dopo l'ormai famosa manifestazione del 14 dicembre, non ritennero opportuno esprimersi in prese di distanza da "i violenti, facinorosi che hanno messo Roma a ferro & fuoco etc.etc.", mettendoci la faccia con un ragazzino davanti a La Russa (e Casini e Di Pietro) durante una puntata di "Anno Zero" facendolo discretamente andare fuori di brocca.

(no, il filmato non ce lo metto perché vedere un MANTENUTO di questo governo fare certe scene fa solo tristezza)

Il Popolo Viola, dopo quattro gollettoni con i celerini ha ritenuto opportuno non solo prendere le distanze e dissociarsi dai "violenti, facinorosi etc, etc" ma schierarsi a fianco della Polizia e auspicare denunce e, magari, arresti.

Ho un solo dubbio:
Lo striscione "POPOLO VIOLA DI VERGOGNA" come lo faccio, di tela o di stoffa?



(nella foto: meglio la Viola del popolo che il popolo viola)

IL PIU' GRANDE

Maneggiava le parole come fossero attrezzi da giocoliere; le sue macchiette ed i suoi personaggi sono arrivati fino a noi grazie ad una vera e propria folla di grandi artisti che gli sono debitori e che potevano rendergli adeguato omaggio solo esibendo un grandissimo talento.
Petrolini è stato riproposto da gente del calibro di Alberto Sordi, Alvaro Vitali (interprete di un rimarchevole "Giggi il bullo"), l'appena scomparso Mario Scaccia, Fiorenzo Fiorentini, Enrico Montesano, Gigi Proietti, ma Petrolini era Petrolini, inarrivabile inventore di visi, smorfie, espressioni e sguardi come di battute apparentemente innocue che nascondevano neanche tanto velatamente una "satira efferata" assolutamente sconosciuta agli autori odierni, posto che il teatro satirico esista ancora (nel cartellone del teatro dove lavoro per quest'anno non ce n'è traccia, sono gradite segnalazioni).

La battuta più famosa per la quale è ricordato è comunque quella detta su un palco la sera stessa dopo aver ricevuto una onoreficenza dal Duce: "Questa medaglia me l'ha data il Duce e io me ne fregio!".
Ed è una battuta che solo Petrolini poteva permettersi.
In tutti i sensi.

Se qualcuno ancora non ha avuto modo di verificarne la grandezza si guardi pure questi due capolavori, due personaggi che sono ancora avanti anni luce rispetto all'attuale rappresentazione satirica della realtà, che stagna e langue non perché i bersagli (ad esempio quelli politici) l'hanno superata ma semplicemente perché l'aridità inventiva che permea questo paese in piena decadenza ha fatto tabula rasa di quella componente fondamentale chiamata talento.

Ci rimane qualche artista valido ed intelligente, vedi Antonio Albanese, ma poco altro anzi quasi niente.
Dico solo che per questa stagione teatrale l'unico nome che mi ha entusiasmato per il solo fatto di poterci lavorare è quello di Paolo Poli, uno dei pochi veri geni teatrali italiani che ancora possiamo ammirare.

E allora per ricordarci di quali vertici siamo stati capaci sulle assi di un palco date un'occhiata a questi due capolavori:





venerdì 4 febbraio 2011

SEGA NORD

Loro sono quelli che scattano come pitbull impazziti quando qualcuno fa presente che sarebbe il caso togliere i crocefissi dalle aule scolastiche.

Loro sono quelli che combattono per salvare i "valori cristiani" in occidente.

Loro sono quelli capaci di togliere da mangiare ad una bambina di 4 anni

Loro sono quelli che ci hanno frantumato i coglioni con Roma Ladrona e stavano per licenziare una riforma federalista che ci avrebbe ulteriormente scamazzato di tasse.

Loro sono quelli che dicono in netta crescita fra gli operai.

A me fanno ridere quelli che fanno i presidi contro le sedi di Forza Nuova e poi lasciano circolare impunemente queste merde.

Mi vedo costretto a ripubblicare il filmato di una delle ultime manifestazioni a cui ho partecipato, tante volte qualcuno sia provvidenzialmente preso da spirito di emulazione:
(n.d.r. tanta bava poi sulla poca democraticità dei contestatori nei giorni successivi, ma intanto quando due anni dopo Borghezio ha cercato di tornare é stato stoppato dal Questore).


giovedì 3 febbraio 2011

NOI SEMO NOI

Il componente laico leghista del CSM Brigandì strilla di aver subito una "perquisizione corporale"  datosi che sarebbe stato lui a passare alle comari del "Giornale" lo sgub delle effusioni della Bocassini con un giornalista di sinistra.

Porello.

E' incredibile come i berluscones prendano la palla al balzo ogni volta che c'è da fare manfrine sulle quali fino al giorno prima, nel caso riguardassero un comune cittadino, ci sarebbero andati di standing ovation.
Ci aveva provato la giornalista Anna Maria Greco, cioè la penna che ha trasferito sul "Giornale" il caso, salvo il giorno stesso, intervistata alla radio (Radio24) ammetteva che i Carabinieri che hanno effettuato la perquisizione sono stati "gentilissimi e misurati".

Tanto per rimarcare che il concetto di dignità da quelle parti è stato probabilmente imbarcato su una astronave e fatto sperdere in qualche sistema solare lontano anni luce.

Chi non può andare a frignare per cose che accadono normalmente a qualsiasi cittadino sospettato anche di possedere una canna di plasticone è Joy, la ragazza nigeriana che aveva denunciato di essere stata violentata nel CIE (cioè nel lager di stato, come provvidenzialmente lo chiama chi ha anche una minima idea di cosa si tratta), la quale ha visto assolvere la persona da lei denunciata, l'ispettore di polizia Vittorio Addesso, contro il quale ora la ragazza nigeriana può sperare di ottenere giustizia solo riuscendo a mettersi in contatto con qualche maestro voodoo.

"C'era 'na vorta 'na banda de delinquenti
che affacciata dar palazzo
diceva: noi semo noi
e voi nun sète un cazzo"

E pensare che per la tanto osannata Costituzione pure uno sarebbe troppo.


(nella foto: perchè non c'abbiamo pensato prima? Far cadere un governo con la sola energia della mente, cazzo!!)

mercoledì 2 febbraio 2011

#jan25 E' UN MASSACRO

E' massacro.

Sto seguendo su twitter tramite l'ormai famoso feed #jan25 quello che sta accadendo in Egitto.
E' già stato caricato qualche filmato su youtube,uno è quello qui sotto.

Dalle testimonianze di chi era a Tahir square quelli che sembravano dimostranti pro-Mubarak si sono poi rivelati poliziotti del regime mischiati con carcerati che sono stati tirati fuori dalle prigioni, armati, pagati e mandati a massacrare la folla.

Alcuni poliziotti travestiti da manifestanti sono stati bloccati e riconosciuti, gli è stato tolto il tesserino in modo da dimostrare chi fossero in realtà




il museo egizio è stato attaccato e - sembra - sta bruciando.
I poliziotti e la polizia segreta di Mubarak hanno prelevato i cittadini che presidiavano le strade per proteggere i dimostranti e li hanno caricati su dei furgoni.
La polizia inoltre toglie benzina dai mezzi e attacca i dimostranti chiusi in Tahir square con bottiglie molotov.
In altre città i dimostranti vengono attaccati con cavalli e cammelli.
Si spara e si muore, i feriti in meno di due ore sono più di 500, impossibile per ora contare i morti.
Col calare delle tenebre le luci di piazza Tahir sono state spente e la gente è bloccata nella piazza controllata dai poliziotti fedeli al regime.
Dell'esercito nessuna traccia.
Si teme un bagno di sangue.

Mubarak non sta massacrando solo il suo popolo, sta massacrando l'Egitto.

Mubarak dal quale il Buffo Omino di Arcore pretendeva andassimo a lezione di democrazia.

Mubarak che, come dice Frattini, "non si può rovesciare con la forza un governo democratico".

Ora ce la siamo fatta un'idea di cosa ci aspetta o bisogna ricorrere ai disegnini?

MILLE TRIBU' NESSUNA COMUNITA'

E insomma pure la piccola Noemi aveva il suo guiderdone. Ma guarda un pò.

Bonfici a svariati zeri mandati direttamente alla maitresse, ops, la mamma.
Due donne. E, ovviamente, il problema é il vecchio satiro kativo.

Peccato che il vecchio satiro kativo sia IL problema già dal decreto Craxi e che quando in quell'occasione qualche sparuto gruppo di scalmanati in quel decreto aveva già visto l'orrore che ne sarebbe seguito le forze politiche istituzionali, opposizione compresa, mancava solo che invocassero la deportazione con TSO obbligatorio per i sacrileghi oppositori dell SS. e Veneratissimo Libero Mercato.

Ed il decreto Craxi è roba del 20 ottobre 1984.
Qualcosa come 26 anni 3 mesi e qualche giorno fa.

Dopo 26 anni, 3 mesi e 4 giorni gli italiani si sono organizzati da par loro rispetto all'avvento di un coso buffo che forte di intrecci con il peggio del peggio della feccia reperibile sul territorio nazionale s'è via via rafforzato ed incollato là dove dovrebbero esserci cariche istituzionali che agiscono nell'interesse del popolo italiano.

E se s'è rafforzato una ragione c'è.

Come c'è anche una ragione se negli altri paesi europei un simile figuro non ha attecchito, anzi, laddove c'ha provato è stato accompagnato alla porta per gli orecchi e rimandato da dove era venuto con un semplice calcio in culo (Francia e Spagna, ad esempio, dove avranno tanti difetti ma sanno ancora riconoscere un imprenditore da un mafiosetto cialtrone).

Gli italiani che non hanno gradito stanno scervellandosi su come levarselo di torno ma ciò che sembrava il satori adeguato finora s'è sempre rivelato un fiasco desolante, e questo per una ragione molto semplice.

L'italiano probabilmente dovrà snaturare se stesso e la sua storia per superare il concetto tribale di comunità che si porta appresso da secoli.
Per tribale intendo l'incapacità dell'italiano di riuscire ad andare oltre un ragionamento che non rispecchi esclusivamente le due-tre necessità primarie della sua tribù, guardando al resto del mondo con l'esclusivo ausilio del paraocchi che queste necessità costituiscono e quindi ha avuto buon gioco l'ascesa di un capotribù che ha usato proprio quegli slogan capaci di attecchire presso chi, ragionando con la stessa metrica di chi vive in un villaggio di capanne di fango arroccato su una collina, s'è visto arrivare il ricco forestiero con il sacchetto di perline colorate.
E questo non riguarda solo chi al messaggio del Buffo Omino di Arcore ha abboccato come un crognolo ma (e soprattutto) chi ha riconosciuto l'inganno che il buffo omino portava con sè.

Il punto a cui siamo arrivati, però, è un punto di non ritorno.

Perché è vero che il regime instaurato dai mentori del Buffo Omino di Arcore contiene in sè il peggio del DNA italiota e ne ha fatto la sua bandiera, ma a questo punto si tratta di decidere come invertire il percorso ed iniziare una GUERRA definitiva verso non tanto Berlusconi e la sua truppa di servi sfigati, ma di quel sistema di pensiero che ne costituisce il terreno sul quale la macelleria sociale in atto ha potuto crescere ed arrivare al punto in cui siamo.
E nulla lascia presagire che ci sia una fine a breve, Berlusconi o no.

Ho usato il termine "guerra" perché a mio modesto avviso non siamo più nelle condizioni di non accorgerci della foresta per colpa degli alberi e concentrare tutti  gli sforzi sul mausoleo di Arcore può essere redditizio solo in un caso: scendere in strada a milionate, andarlo a prendere e cacciarlo da Palazzo Grazioli, Montecitorio, Costa Smeralda, Antigua insomma da dove vi pare, chiudere al gabbio lui ed i suoi servi e buttare via la chiave.

Poi venga pure Obama a trattare.

Ma di quelli che lo hanno votato e continuerebbero a votarlo, quelli che credono davvero che ci sia una persecuzione giudiziaria in atto, quelli che godono solo nel vedere quanto è ricco il nostro premier, quanto tromba il nostro premier, quanto lusso e quanta pheega fa girare il nostro premier, quanto è bravo a fare affari con Putin, Gheddafi e personcine ammodo del genere, di quelli che ne facciamo?
Visto che i campi di rieducazione maoisti qua non si possono fare anche solo per il fatto che ci vorrebbe mezzo stivale solo per contenerli, urge intanto andare a vedere dov'è il problema, e quello della pheega è un problema.
Un grosso problema.

Cominciamo col dire che gli italiani sono dei repressi ed il coro di approvazione dei berluscones alle performances del capo ne è una prova lampante.
Anche a me piace la pheega ma mica faccio tutto 'sto casino.
Nè ho bisogno di andare a giro ad urlarlo col megafono nel caso qualcuno non l'avesse capito.
Ammettiamolo una volta per tutte e beviamoci sopra.
E non potrebbe essere altrimenti dopo svariati secoli nei quali l'Unica Legge la stabilivano dei non trombanti in pubblico (mentre nel loro privato nessuno, dai 5 ai 500 anni, uomo o donna, era al sicuro).
E allora dovremmo deciderci una volta per tutte ad iniziare a coalizzare chi della doppia morale cattolica, nel suo percorso umano, spirituale, familiare, lavorativo e complessivo, sa di poterne fare a meno.
Anzi, sa che negando alla Chiesa qualsiasi autorevolezza e qualsiasi autorità, non ha che da guadagnarci.

Invece no.
L'opposizione ufficiale, anzi, non riesce a staccarsi dalle sottane di Santa Madre Chiesa, dalle sue menzogne, dalla sua schifosa connivenza fatta di una realpolitik capace di appoggiare i più turpi abomini salvo strillare per reato di lesa maestà quando gli si ricorda che il messaggio che dovrebbero portare parlava di tutt'altro.
E per rincorrere le sottane della Chiesa ha mandato letteralmente a puttane 40 anni di patrimonio di lotte e di conquiste che la sinistra post-conflitto era riuscita a conquistare.

Mi chiedevo in più post a cosa cazzo servissero 6 partiti di sinistra o presunta tale dei quali 5 fuori dall'arco costituzionale. Ecco, se vogliamo dare una definizione di concetto tribale della società direi che questo è un esempio più che calzante.
E sul quale il substrato "qulturale" di cui i berlusconi si nutrono cresce più rigoglioso che mai.
Se poi a questo concetto tribale assommiamo voglia di protagonismo, cazzonaggine, stupidità congenita, spocchia e presa di distanza da quello che è il sentimento che si respira per le strade e sui posti di lavoro ecco qua il piatto servito.

E allora la guerra bisogna iniziare a farla porta a porta.
Riconoscere i simboli del potere ed identificarli, dare loro un nome, uno per uno.

E la pheega, quella rappresentata dalle Minetti, dalle Santanché, dalle Gelmini & Carfagna, dalle famiglie Letizia, ecco, questo é un problema.
Proprio come quello degli operai che votano Lega.

Me ne batto i coglioni se questo è un aspetto e non la problematica globale del sessismo.
E' però uno dei suoi concimi più formidabili.

L'uso del corpo, la violazione dell'intimità concessa esclusivamente a fini di potere, la smania di apparire, il fine di ingrassare il conto in banca proprio e della propria tribù.
Su questa forma mentis, che non ha scoperto di certo il Buffo Omino di Arcore, ci si costruiscono imperi.
E ci sono donne che scelgono di assecondare questo disegno.
Sovvertire questo ordine è possibile solo con una azione condivisa di uomini e donne che non accettano questa logica.
Ma pensare che ci sia una intera categoria di innocenti, che il problema sia solo ed unicamente la struttura del sistema quando questo è già monoliticamente assiso sul trono e conta milioni di devoti e devote pronte a difenderlo a qualsiasi costo, questa beh, è la maniera migliore di prendersi a roncolate nei coglioni.

A quanto pare ammettere questa cosa fa male. Peccato scoprire che non è solo il maschio l'unico responsabile di secoli e secoli di sfruttamento, di sopraffazioni, di violenze.
Peccato, eh.

Però a 'sto punto non sarà mica l'ora di piantarla con rivendicazioni tribali?
Sarà mica l'ora invece di avviare rivendicazioni condivise basate su dei valori e cominciare ad attaccare ad alzo zero dei bersagli ben precisi, uno per uno, senza risparmio e senza sconti?
Qua gli innocenti non esistono, pochi cazzi.
Siamo in un regime patriarcale, oligarchico, autoritario, sessista e mistificatore.
Ma disponiamo di mezzi per capire.
Libri, giornali, internet, Cronaca Vera e tanta altra di quella roba che fino soltanto a 20 anni fa potevamo sognarcela.
Non ci sono più scuse.

Quello che va scardinato è questo approccio - ripeto - prettamente tribale di concepire l'aggregarsi di individui che qui in Italia sembra diventato il nostro marchio e la nostra dannazione.
E sarebbe il caso se tutti, individualmente, cominciassimo a capire cosa c'è che non va dentro di noi, dove è che smettiamo di essere comunità e restiamo attaccati alla nostra tribù.
Pensate a cosa provereste se nella lotta contro questa deriva apparentemente inarrestabile, invece di ritrovarci sempre coi soliti con i quali ce la cantiamo e ce la suoniamo con le bandierine tutte uguali ci ritrovassimo con semplici individui a cui non serve e non è necessario chiedere razza, religione, orientamento sessuale, genere, mod. 740 e CV ma che hanno semplicemente ucciso l'italiota da tribù dentro di sè..

Fino a quel momento buon Berlusconi e buona Santanchè a tutti.

(nella foto: il Ragionier Costanzo & famiglia)

martedì 1 febbraio 2011

CHIARO, LIMPIDO, RECOARO

L'ultima volta che ho votato credo sia stata una croce sul simbolo di Democrazia Proletaria, ero molto giovane ed ero convinto che Capanna ci avrebbe portato dal '68 direttamente al 69, mentre come vediamo siamo arrivati ad un 48 (si prega chi gioca questi tre numeri e vince di versare almeno un 10% al sottoscritto).

Ora, può succedere che ci siano nuove elezioni.
Dico, può succedere ma anche no.

E se non succede sarà perché forse c'è un'opposizione decisa a scardinare finalmente dalle vite degli italiani un modello che ci sta facendo diventare lo zimbello del resto del mondo?
Suvvia.

Oggi il chierichetto pisano nonché nEpote del dioscuro del Buffo Omino di Arcore Gianni Letta, cioè Enrico, ci propina l'ennesimo piano strategico del maggior (sob) partito di opposizione.

Governo con Maroni premier ma anche Tremonti.

Ora, alle uscite a membro di Dogo argentino della classe dirigente piddina  ci siamo abituati, appena un esponente PD dice qualcosa che abbia senso per l'elettorato che vorrebbero rappresentare l'asse terrestre registra dei piccoli spostamenti e sul mare di fronte al moletto del Sonnino appaiono branzini da 6 chili, il punto è un altro.

Parlo all'elettore medio PD.
Quello che ogni tre parole ci infila i termini "progetto" e "territorio".

Quant'era alto il seggiolone dal quale siete caduti da piccoli?
No, scusate. Troppo aggressivo.

Mettiamola così: visto che sareste disposti ad appoggiare un governo del genere possiamo di grazia sapere che fine faranno le vostre belle parole su precariato, lavoro, temi etici, diritti civili ed altri 7.977 argomenti sui quali siete riusciti a dire e non dire tutto ed il contrario di tutto?

E con quale faccia vi presentate a dei cittadini con un QI superiore a quello di una barbecue spento spiegando di essere l'alternativa a Berlusconi?

Come pensate di spiegare al popolo come mai una mattina s'alza D'Alema e ci dà la ricetta perfetta e la mattina dopo la spiega Bersani e però bisogna mettere dieci milioni di firme perchè le crocette sul voto non le hanno capite, poi c'è Veltroni che agita le manine e vuole che andiamo in piazza perché su due elezioni lui ha perso meglio di tutti (devo dire che c'è del genio in quell'uomo) e ora arriva il pisano più molesto dai tempi di Barbana (ex giocatore del Pisa che segnò il gol decisivo dell'ultima vittoria dei bifolchi a Livorno) a scegliere addirittura il candidato premier che ci tolga non dalle performance da privè da retrobottega del norcino del presidente del consiglio ma da un macello economico e sociale che sta colpendo a sale grosso il cuore di tutta la nazione.

Ecco, quello che vorrei sapere è come pensate di schivare le mattonate che giustamente vi verranno recapitate in risposta?

(Nella foto: Molotov, proposto alla presidenza del consiglio in un governo di ampia coalizione da Fassino, fino a che ha annuciato triste a "Il Riformista": "Mi dicono che non sta bene".