
Non sono un fine analista politico, pensavo però che gli ultimi svolgimenti in quel castro di maiali che è diventato il Parlamento italiano fossero un chiaro segno che l'enfasi data al risultato della Lega serviva a mascherare il fatto che il PdL comincia a perdere colpi davvero.
Francamente il fatto se si scinderanno o meno non rientra fra i miei interessi attuali visto che in caso di elezioni conto di ripetere la vittoriosa performance fatta alle regionali, ma resta il fatto ancor più assodato che l'opposizione continua nella sua incessante dissenteria di voti; e il PD perde consensi a suon di intere categorie.
La ragione, se mai ce ne fosse bisogno di ribadirlo, è la sua politica amorfa e priva di ogni contenuto identitario che potesse rimandare ad un partito di lotta, la scellerata gestione dei poteri locali e la delirante corsa all'elettorato moderato quando ci sono già due campioni di rappresentanza come l'UDC e il PdL.
L'ultima categoria che sembra pronta per il salto della quaglia è quella dei trans.
E a mio avviso la cosa ha una certa importanza.
Vediamo che succede: intanto questa settimana c'è stato, proprio a Livorno, il raduno nazionale Trans; Livorno è una delle città più omofobe d'Italia, nonostante non succedano mai episodi di violenza o di discriminazione conclamata, ma posso asserire con una certa sicurezza che terzi e quarti sessi non sono visti con molta simpatia. Retaggio veterocomunista, credo.
Il congresso si è svolto a Villa Morazzana, non esattamente al centro della città (eufemismo) e l'unica eco che ha avuto in città è stata grazie all'intervento di quel volpone di Don Medori, parroco molto in vista in città e noto per le sue posizioni molto nette in materia politica.
Il parroco di S. Andrea si è fiondato a bomba fra le pecorelle con cristiano fervore lanciando dalle colonne del "Tirreno" lo slogan "basta con le discriminazioni".
Passato il conato di riso compulsivo mi sono chiesto chi. delle autorità cittadine laiche e di sinistra abbia fatto la sua passerella. Niuno, pare.
E comunque quanto avessero da dire avevo avuto modo di ascoltarlo qualche settimana fa in quanto invitato ad un talk show al Teatro delle Commedie diretto da Paolo Ruffini.
Tranquilli, non sono diventato famoso, ero solo invitato come musicista della scena indipendente locale insieme a quel mago di Simone Luti, un grande bassista blues. Con noi due interpreti di "Amici", altri personaggi dello spettacolo locali e Regina, la trans che da anni dirige le notti di Torre del Lago per il popolo GLBT.
Alla fine dello show proprio Regina, chiaccherando nel foyer, esprimeva la volontà di trattare ed avvicinarsi alle amministrazioni di destra proprio perchè delusa ed avvilita da quanto passato fidandosi delle amministrazioni del segno opposto.
Le trans ed il popolo GLBT in genere li ho sempre consdiderati una grande forza rivoluzionaria, una compagnia imprescindibile con la quale unirsi e lottare per cambiare la società.
Si tratta di individui che lottano per vedersi riconoscere una dignità umana, per cambiare regole e diritti che sono negati da forze antistoriche, antisociali e direi antiumane per chiudere il cerchio.
Il perché di tanta difficoltà nell'unire certe forze rimarrà per me sempre un mistero.
Come rimarrà sempre un mistero la tiepidezza con cui forze laiche e libertarie non riescono a stabilire una strategia comune col mondo GLBT tanto da far compiere ad alcuni la scelta di andare fra le braccia di questa destra.
E' certamente un fatto che amareggia vedere, ad esempio, fulgidi esempi di integrazione come Platinette o Alfonso Signorini, ai quali non va certo messa sulle spalle la responsabilità di condurre una lotta per una piena integrazione dei generi, così come non va messa sulle spalle di Luxuria o di altri rappresentanti del mondo dello spettacolo, ma il balletto della stessa Luxuria, ora in odore Finiano dopo la comparsata nelle liste di Rifondazione, gli squittìi della Gardini nei cessi del Parlamento, le puntuali grezzate della Santanché e il trionfo nell'Isola dei famosi col plauso di quella mignotta (quella sì, vera e con un buco così) di Sansonetti, è sintomatico di un venticello molto pericoloso per la sinistra, per l'associazionismo legato al mondo GLBT, ma che rischia davvero di dare più frutti di quanti ne abbiano avuti fidandosi della sinistra.
Insomma, parliamo di una delle categorie che dovrebbe essere protagonista del blocco sociale che potrebbe veramente lottare con profitto per cambiare questa società attuale, quella che esplode in salamelecchi al Papa che copre decenni di vergogne ai danni di bambini, che nega un piatto di pasta a delle creature se i genitori non sono in pari con la retta, quella della fabbrica di suicidi nei carceri e via dicendo tutto quanto ben sappiamo.
E invece c'è da stabilire se è stata questa sinistra a far scappare anche loro o se nel mondo GLBT sta succedendo qualcosa di molto strano.
Io propendo per la prima ipotesi.
E quando si tratta di danni da attribuire a Veltroni e D'Alema si va sempre sul sicuro.