martedì 30 marzo 2010

RIPETIZIONI


La sinistra ha riperso.
Capisco che la notizia inizi a sembrare un prestampato da distribuire dopo ogni elezione, ma questo è un dato di fatto inconfutabile anche per quanto riguarda le ultime elezioni, spero la cosa sia stata ampiamente metabolizzata.
Per non parlare del centrosinistra, cioè del PD.
Bersani deve aver fondato una corrente lisergica, visto che considera l'aver perso tre regioni "una crescita" dopo una campagna elettorale nella quale gli avversari hanno usato la strategia che i maggiori curatori d'immagine consultati dalla Casa Bianca definiscono "dog's enormous dick style".
Bersani ha definitivamente completato la sua trasformazione in un personaggio da fumetti di Topolino, diciamo un incrocio maldestro tra Rockerduck e Paperoga.
Di Pietro, invece, sta cercando di scrollarsi di dosso la caricatura di Yosemite "Baffo rosso" Sam, di sembrare un grande leader credibile e rassicurante: ebbene come al solito screditarlo per il linguaggio è la fesseria che basta ai tanti tonti utonti che si sdilinquiscono per Silvio.
Di Pietro è la faccia popolare del securitarismo cattocapitalista.
Spero possa bastare almeno a chi sappia decifrare l'oscura frase, anche se non mi pare poi così arcana.
Sta di fatto che cresce l'opposizione partecipativa dal basso internettiano grillotravagliesca nonchè violacea ed allo stesso modo l'opposizione istituzionale viene presa a sculacciate.
A sinistra non si è ancora capito come intercettare il fenomeno, un monito a chi ancora si chiede come hanno fatto a non intercettare Berlusconi quando ancora era possibile fermarlo e tutto questo perchè non c'è verso di presentare un unico partito di sinistra con una base di valori precisa e concretamente difesa nell'ambito della lotta politica. Valori. Fondamenti di pensiero. Certezze.
Macchè.
Siamo ancora a Vendola che sbanca in Puglia mentre D'Alema si ciocca i baffetti.
Siamo ancora agli ammicchi ai pestilenziali cattolici/moderati/borghesi che poi sono i soliti fascisti con manto d'agnello e pelle da tirannosauro.
Vedere la macchina di questa destra e di questa Chiesa in moto può e deve mettere innanzitutto in moto un meccanismo di vocazione identitaria a tutto ciò che è antitetico a questa cultura; non possono esserci neanche basi di dialogo con questa destra e con la sua opera di devastazione culturale operata nel paese, almeno non finchè questo centrosinistra non ritroverà un'identità forte, definita, incompromissoria sui temi che possono mettere alla prova l'identità storica della sinistra laica e libertaria.
E fa bene questa destra a negare il dialogo, a menare per il naso, a prendere per il culo.
Loro un'identità ce l'hanno. Repellente, ma ce l'hanno.
"Voi che cazzo siete?" è la didascalia ad ogni delirio berlusconico quando si riferisce agli avversari.
E quando dall'altra parte presenti un Bersani allora preferisci girarti e metterti a cantare "the answer my friend, is blowin' in the wind........"
Vorrei poi spiegare come in quanto astenuto mi sento vincitore morale di queste elezioni ma mi riservo un prossimo post.

domenica 28 marzo 2010

C'E' UN LAVORO DA FARE


"Il clima è quello che è"
Tranquillo Silvio, il clima è ottimo, sta tornando la primavera e sabato se non avessi dovuto stare dalle 9 di mattina alle 2 di notte esclusa pausa pasti al lavoro per il concerto di Povia (no, non ho potuto darmi malato) me ne sarei andato sugli scogli.
Sarebbe un'eresia mettersi la chitarra a tracolla e cominciare a cantare "The times they are a-changing" anche perchè altri Dylan a giro non se ne vedono quindi al momento "Kick out the jams" e "Revolution" (quella degli Spacemen 3) vanno ancora benissimo.
Andrebbe ripetuta come un mantra la frase per cui anche esautorando Silvio Berlusconi dal ruolo di Gran Buffone di Corte del sistema capitalista non abbiamo risolto altro che uno dei problemi strutturali di questo paese, e neanche il più grave.
Ad esempio, non si infierisce abbastanza sui casi di pedofilia da parte di appartenenti alla Chiesa Cattolica Romana, anche perchè limitare alla sola pedofilia le disfunzioni provocate dal micidiale mix fra l'abbandono mistico della ricerca spirituale e la naturale propensione dell'essere umano al contatto sessuale é quantomeno limitativo.
Questa setta non contempla nel comportamento dei suoi sacerdoti aspetti dell'individuo come l'innamoramento, la seduzione, l'abbandono e la gioia, il tormento e il dolore, il piacere dello scambio fra due persone e pretende di dettare ogni legge che regoli le attività su nominate basando il proprio potere spirituale su due affascinanti elementi: la costrizione ed il senso di colpa.

Costrizione perché concepire l'atto sessuale al solo fine procreativo o comunque porre la procreazione come fine unico del coito è un'aberrazione che spoglia l'atto sessuale della sua componente più poetica, intensa ed appagante per i due esseri che decidono di scambiarsi energie sessuali da adulti sani e consenzienti: la trasmissione della carica adrenalinica fatta di attrazione, empatia, seduzione, movimento, poesia e, ovviamente, amore.
Ciò che ci si scambia durante un atto sessuale vive e sprizza la sua scintilla in un milione di attimi eterni per lanciarsi fra le energie di mille altri universi superando barriere di spazio e tempo, il tutto restando concentrato in un abbraccio post-coito.
Il senso di colpa è il loro millenario cavallo di battaglia.
Difatti per me è stato un cambio di prospettiva epocale l'aver scoperto un sacco di anni fa che non dovevo scusarmi proprio con nessuno, che non ho nessun cazzo di peccato originale ma semplicemente un sacco di debiti con lo Stato (e di quelli non ho colpa, dicono si nasca così, già con il debito bell'e pronto), che in conseguenza di questo non dovevo nè frustarmi nè cospargermi il capo di cenere, nè mettere il cilicio nè lavare i piedi a dodici deficienti e nessun'altra di quelle simpatiche manifestazioni di prostrazione all'Altissimo con le quali il cattolicesimo ha disumanizzato milioni e milioni di persone negli ultimi due millenni.
Cosa possano saperne di queste cose gente come Ratzinger e Ruini o come Bagnasco e Crociata è ancora, al momento, un mistero.
Cosa ne sanno invece il cospicuo numero di prelati che hanno contribuito all'educazione ed allo sviluppo sessuale di migliaia e migliaia di bambini è stato ampiamente descritto dalle cronache di questi giorni, se non fosse che l'argomento ha iniziato a scottare già da parecchio, l'ultima volta era stato il documentario "Sex Crimes and the Vatican" a scoperchiare il pentolone, ma la Chiesa aveva rintuzzato alla bell'e meglio finchè la quantità di scandali su entrambi gli emisferi del globo hanno raggiunto dimensioni più che preoccupanti.
Ora, che il problema della sessualità dei sacerdoti sia un argomento che potrebbe nuocere come nessun altro alla Chiesa è fuori di dubbio.
Sarebbe il caso, quindi, far maturare i tempi per cui si cominci anche a sapere quali soldi transitano dalla Banca Vaticana ed a che fine vengono usati, quali uomini del clero cattolico e loro devoti sodali hanno affari con uomini dello Stato, quali sono gli strumenti di pressione sulla politica da parte di organizzazioni come l'Opus Dei, insomma, sono un bel pò le cose che la Santa Sede avrebbe il dovere di spiegare ad un cittadino italiano che paga le tasse.
Se l'attitudine a coprire, nascondere, troncare e sopire, accentrare e gestire da dietro le porte di stanze dorate è quella che conosciamo tutto quello che possiamo dire è che c'è un grosso lavoro da fare.
Anzi, un grossissimo lavoro da fare.
Ma va fatto.

giovedì 25 marzo 2010

QUELLI DELLA DOPPIA MORALE


Riepiloghiamo: DIO non se la passa bene; i suoi rappresentanti sul pianeta Terra dopo un annetto e svariati mesi in cui vengono tirati per le sottane da tutta la libera informazione sbroccano e cercano di coprire con delle cazzate improponibili le pessime interpretazioni del detto "lasciate che i bimbi vengano a me" offerte in ogni angolo del globo.
Una di queste è stata

"Il problema della pedofilia non esiste solo nella Chiesa"

O bravi.
Solo che gli altri ambienti (quali poi) non pretendono di mettere bocca su ogni questione etica o morale di uno Stato laico e democratico (sì, vabbè) pur avendo sulla coscienza qualche migliaio di ragazzini molestati, magari su questioni come l'aborto anche perchè si scopre spudoratamente il giochino e si capisce perchè in Vaticano ci tengono così tanto al fatto che gli embrioni diventino poi pargoletti a tutti gli effetti. Certo però che congrega di porci schifosi. E questi vorrebbero dare ad intendere che le radici culturali dell'Europa le hanno costruite loro; no, grazie, siamo gente normale, NOI. Non frustrati sessuali pronti ad ogni abominio pur di far sgorgare la fonte dell'amore mentre rompete il cazzo al resto dell'umanità che vorrebbe farlo come gli si confà e l'Europa ha radici culturali ben più nobili delle vostre. Basta uscire dall'Italia per rendersene conto.

L'altra cazzata improponibile è presentare le istanze di chi chiede il conto di un numero così cospicuo di casi di molestie insabbiate per anni e anni come un attacco al Papa così come se attaccare il Papa sia un'eresia.
Sveglia, siamo nel 2010.
E sì, ce l'abbiamo proprio col Papa. Questo. E quelli precedenti, se proprio vogliamo andare sul preciso.
Perché il vizietto di ingroppare i giovinetti o comunque di dare loro il battesimo con un bell'aspersorio di ciccia voi tonaconi ce l'avete fin dalla notte dei tempi. Qui si tratta solo di mettervi nelle condizioni di capire che la pacchia sta per finire.
Ora, se la maniera di discolparsi del Vaticano è prendere posizione politica scendendo in campo con un avanzo di casino come Berlusconi per noi comuni mortali é estremamente semplice fare 2+2 e renderci conto con quale manica di delinquenti (e pure pedofili) abbiamo a che fare.

D'altra parte da una setta che adora almeno 15 Santi Prepuzi del loro Profeta sparsi per l'Europa ci si può aspettare questo ed altro.

Quello di cui è difficile capacitarsi è come mai i (sì, lo dico ma non mi prendo nessuna responsabilità) LEADERS (ecco l'ho detto) della fu sinistra leggi D'Alema e Veltroni hanno smantellato la sinistra per rincorrere 'sta spazzatura umana qua.
L'unica risposta è che quei due (leggi i due leaders) sono due testicoli con gli orecchi.

La congrega più criminale della Storia dell'Uomo, antidemocratica, assolutista, dalle cui banche passa il sudicio più sudicio che si possa immaginare, da sempre e per sempre sostenitrice dei peggiori assassini e dei peggiori tiranni e questi due imbecilli pretendono di portarceli in casa travestiti da Binetti.
Non c'è inferno abbastanza terribile per voi, sappiatelo.

Sta di fatto che perfino la stampa di sinistra ogni giorno non manca di megafonare le veline vaticane quando il miglior servizio etico, sociale, culturale ed antropologico che potrebbero fare sarebbe quello di confinare le quotidiane bolle papali a pagina 27 nei riquadri della sezione "spettacoli".
Allora vedremo come andrà a finire, perchè tanto del marcio che vediamo nel berlusconismo ha come mentori proprio questi signori in tonaca ed aspersorio.
Da 2000 anni.
Poi esibitevi pure in sontuosi distinguo, ma prima chiedetevi con calma perché il merdaio che abbiamo in Italia gli altri paesi d'Europa con cui abbiamo condiviso due millenni di storia non ce l'hanno. Chiedetevi perché "il mio regno non è di questo mondo" è una frase evidentemente così elastica che si fatica a vederne l'estensione.
E chiedetevi se non sia finalmente l'ora di farla finita con questi parassiti ed iniziare a costruire un paese civile dove superstizioni, amici immaginari e culti esoterici di ogni tipo sono sottoposti alla legge comune e non ad una autorità sporca dell'innocenza di migliaia di bambini e che vorrebbe imporre la propria schifosa doppia morale a chi della loro morale non ne sente nessun bisogno avendo avuto altri e ben più qualificati Maestri.
Che non portavano tonache, naturalmente.

domenica 21 marzo 2010

LA PIAZZA E LA PAURA


C'ero anch'io a manifestare, oggi.
Mica per altro, 2000 persone (io, il Tore e Massi il bimbo della Egle secondo la questura) a brontolare contro il rigassificatore OLT. Che non sarà questa manifestazione a fermare.
Così come la manifestazione di sabato scorso del popolo viola non fermerà la banda di delinquenti al governo, così come la manifestazione di Libera oggi a Milano non fermerà le mafie e così come la manifestazione contro la privatizzazione dell'acqua non fermerà i piani di chi ha deciso diversamente.
Cioè, sono andato ad una manifestazione ben sapendo di quanto ormai le manifestazioni, TUTTE le manifestazioni siano inutili. Pleonastiche. Vane. Buone solo per i fotografi della questura per individuare soggetti da individuare.
Levatevi dalla testa che una manifestazione di massa riesca a spostare uno solo ed in maniera anche infinitesimale gli equilibri che sono decisi altrove, da gente il cui mandato riscosso grazie a qualche punto di percentuale li fa sentire legittimati a fare il cazzo che gli pare senza se e senza ma.

Dimostratemi che non è così se ne siete capaci.
E non lo siete.
Lo so.

Quanto alla manifestazione del PdL di oggi il mio interesse per cosa avessero da dire o da fare da quelle parti è scandalosamente vicino allo zero.
Quella gente - un milionehehehehehe, lo ha detto Berlusconi il giorno prima - non deve raccontarmi niente, non ha da dirmi niente, non mi serve a niente, non ha titolo per relazionarsi con me in niente e per niente.
Non me ne batte il cazzo delle loro individualità, delle loro storie e dei loro propositi se poi tutto quello che sanno esprimere è andare in piazza perché chiamati da uno come Berlusconi.
Non me ne batte il cazzo di 150.000 pezzi di merda - tanti sembra fossero in realtà. Se per davvero fosse passato un bombardiere iraniano ed avesse sganciato tanto fosforo bianco da lasciare in Piazza San Giovanni una manciata di calzini puzzolenti sarei stato fra quelli che ci avrebbe brindato su.
E non me ne fotte un cazzo se qualcuno dice che così semino odio. Mica faccio parte del Partito dell'Amore, io. L'unica cosa che so che il LORO amore non è quello che io chiamo amore.
E un dato di fatto è comunque certo. Le manifestazioni di piazza hanno fatto il loro tempo.

Servono solo per dati statistici da dare in pasto ai media i quali poi li rileggono come cazzo gli pare. Anzi, mi spingerei ancora più in là. Sono sostanzialmente dannose. Perchè non danno mai un'esatta misura del malcontento che vorrebbero rappresentare; un pò perchè tanti cittadini che brontolano e si incazzano vengono poi risucchiati dall'indolenza e dalla postura homersimpsoniana dell'italiota medio, un pò perchè queste tranquille, festose e gioviali manifestazioni di piazza al potere fanno lo stesso effetto - come si dice da queste parti - del cazzo alle vecchie.

Cosa si dovrebbe fare.
Pensateci un secondo.
Il potere di questo esecutivo deriva da una semplice arma: la paura.
Paura delle tasse, paura dello straniero, paura dei comunisti, paura dei magistrati, paura, paura e ancora paura.

Ecco, sarebbe il caso di cominciare a ritornargliene un pò indietro.
Cominciare a fargli sentire la paura.
Paura di perdere quelle poltrone, e anche qualcos'altro.
Ma che dico paura, terrore.
Il Popolo Sovrano che riprende il suo scettro. Questo è quello che gli incuterà il Terrore.
Non 200.000 volenterosi vestiti di viola.
Dobbiamo rimandare la paura al destinatario, altrimenti non leveremo le gambe da questa pagliacciata italiana che, a questo punto, ha sinceramente stufato.
Dobbiamo farli sentire in pericolo. Dobbiamo ricordargli quanto sia caduca la brama di potere di fronte ad altre e più alte manifestazioni della volontà.
Ad ogni costo e con ogni mezzo.
Comunque ecco alcune foto che ho scattato oggi:







Il delfino mascotte della manifestazione durante la concentrazione davanti al Comune.




C'erano anche loro, a ricordare la strage di Viareggio.



Dal fondo del corteo, covo dei facinorosi.



A metà corteo.



Ugo, un boxer albino deluso dal fatto di non aver trovato 4 gatti come gli avevano promesso.

lunedì 15 marzo 2010

LA VITA SENZA LA TELEVISIONE


"Televison/the drug of the nation/breeding ignorance/feeding radiation"
(Disposable heroes of Hiphoprisy)

Non so se vi è mai capitato di avere il televisore rotto.
Oppure siete stati qualche giorno fuori casa e non avete potuto scandire la vostra giornata con l'ausilio della scatola parlante.
Non so a voi, ma a me basta un giorno e la non-esistenza della televisione diventa subito un dettaglio trascurabile delle mie giornate. Non parliamo poi da quando c'è internet.

Ovviamente in casa mia la televisione c'è: un MIVAR ultramaggiorenne che il negoziante di elettrodomestici ci ha regalato quando il precedente televisore ha fatto crack.
Siccome quando mi sono separato sono tornato alla casa madre cioè dalla Sora Clara, se passo un pomeriggio a casa posso regolarmente buttare l'occhio su quanto viene trasmesso nel palinsesto pomeridiano visto che mia madre, 73 anni, lascia regolarmente acceso mentre trottola per casa affaccendata e l'unica cosa che posso dire al riguardo é che evidentemente chi non ha mai avuto l'onore di ripassarsi quali siano i programmi propinati agli italiani al pomeriggio non può rendersi conto del fatto che il vero scempio della cultura, della coscienza civile, dell'educazione, del semplice saper stare al mondo questa destra l'ha compiuto grazie ai palinsesti pomeridiani delle televisioni nazionali.

Il peggio del peggio del marciume morale italiota sparato a tutta forza nelle case degli italiani ogni giorno: inutile descrivere le miserabili rappresentazioni antropologiche che è possibile ammirare in programmi dove oltre alla tragedia di dover assistere a storie tarocche dove dei figuranti tarocchi fingono di essere a scelta: madre& figlia, suocera&nuora, amica&ex-amica, fidanzato&fidanzata e via dicendo, sottoponendo le proprie ragioni ad un pubblico ululante di scarti di salone di parrucchiere il quale riesce di rado a superare il livello della conversazione e/o del confronto delle ragioni dei contendenti oltre quello di una gabbia di scimmie urlatrici dove abbiano gettato inavvertitamente una banana. Una.
E i luoghi comuni razzisti, sessisti e xenofobi sparsi a piene mani mascherati dal solito cattolico buonsenso, e quindi dal bigottismo più intollerante e retrogrado, le scene umanamente avvilenti dove perfetti esemplari di cinquantenni per le quali ogni speranza di rivedere un cazzo funzionante si affievolisce di giorno in giorno si ergono a dispensatrici di regole morali & di buon costume propinando delle cazzate a propulsione fotonica in un crescendo rossiniano i contendenti dell'arena sembra che ad un certo punto preferirebbero scappare ed andare a risolvere le loro questioni altrove piuttosto che restare alla mercè di quelle belve scatenate sedute fra il pubblico.

Oppure c'è "La vita in diretta", riduzione televisiva del sempre insuperato "Cronaca Vera", dove tra miracoli, tragedie, conversioni, perversioni, schiaffi
e diti nel culo si proietta l'immagine dell'italietta borghesuccia, timorata di Dio, casa, Chiesa & famiglia e prona a qualsiasi evenienza.
Oppure, andando nel fatato mondo di Mediaset, c'è "Uomini e donne", un programma sul quale, perdonatemi, non sento neanche l'utilità e l'esigenza di
sciupare un commento.
Questo tutti i giorni.
Tutti i cazzo di giorni che Cristo, Manitù, Zoroastro o chicazzaltri manda per la terra.

Ce ne sarebbe già abbastanza per piazzare qualche tonnellata di nitroglicerina sotto le antenne di RAI e Mediaset sparse per la nazione.
Specialmente in considerazione del fatto che qua si paga un canone di cui beneficia una televisione pubblica, non una parte politica.
La violenza di cui sento di essere vittima è quella di un sistema invasivo, arrogante ma soprattutto esclusivo.
Che non ammette deviazioni nè alternative.
Alternative che, guarda caso, esisterebbero.
Basta vedere cosa ha significato internet per il mondo dell'informazione e come qui in Italia la fatica ad accettare questo mezzo sia stata, ed è ancora,
ENORME.
Qualche giorno fa, mi pare su La7, il famigerato Romani, quello che vorrebbe scrivere la legge-bavaglio per la Rete, è stato fulminato da una domanda
del giornalista Beppe Severgnini, una domanda semplicissima: "ma lei sa cos'è twitter?". Pausa, paura e sconcerto. No, non lo sapeva.
Ma brutta testa di cazzo, te e chi ti c'ha messo, cosa vuoi fare te???? Una legge sulla Rete?
Via, al gulag. Pala & piccone. Miniera. Piattaforma petrolifera. Dove ti pare, basta che ti levi dai coglioni.
E' mai possibile che ogni deficiente piazzato lì dal buffo omino di Arcore si senta in dovere prima di tutto di avvilire l'appartenenza alla razza umana della coorte berlusconiana, naturalmente a scapito di tutto il paese?
Ma soprattutto.
Dopo quanto uscito fuori dalle intercettazioni pubblicate su Berlusconi, Minzolini, Masi & c. decenza imporrebbe che TUTTI venissero dimissionati
a calcagnate a partire da prima di subito.
Macché.
Il testa-a-ginocchio messo lì a fare il direttore del TG1 va a fare la vittima in prime-time.
I carlini del boss hanno la faccia di dire che il boss ha tutto il diritto di non gradire il programma di Santoro, evitando accuratamente di spiegare con
quale diritto 5 milioni di italiani dovrebbero quindi vedere cosa piace al boss invece di guardare il programma che piace a loro e per il quale pagano
il canone.
Col commento di Bossi ("giusto spegnere programmi di bassa qualità") mi ci sciacquo i coglioni stasera quando mi cambio le mutande.
Il miracolato dal Dio degli Ictus (nessuna speranza invece per i suoi seguaci nessuno escluso) non ha titolo per mettere bocca sulla qualità di alcunchè.
Che pensi alle sue paresi, quella del viso e quella al cervello che lo perseguita da quando è nato.

Il punto però è che a fronte del crollo degli ascolti, della protesta di milioni di cittadini, di firme, sit-in e quant'altro, la RAI ha deciso di non riaprire un bel nulla.

Il succo di questa democraziahahahahaha sta proprio qui.
Protestare pure. Da qui nessuno si muove. Da qui nessuno si sposta.
La vostra democrazia godetevela nelle brochure dei Consulenti Globali di Programma Italia.

Il regime berlusconiano, comunque sembra sia arrivato nella parabola discendente.

Cominciamo a fare i conti perbene.
Non sia mai che un altro Togliatti di questa minchia se ne venga fuori, dopo, con amnistie o porcherie del genere.

Comunque il mio esperimento che consiste nel tenere i canali RAI e Mediaset rigorosamente spenti, di guardare a tavola solo i notoziari delle TV locali ("per vedè se hanno beccato qualcuno che si conosce" dice un mio amico) e per il resto usare la Rete ha dato come risultato che la vita è sicuramente migliore. Provateci. E nel frattempo provate a figurarvi le facce di certi signori se cominciassero a constatare che le persone stanno riscoprendo la vita senza la televisione.

giovedì 11 marzo 2010

UNA PESSIMA FICTION CHIAMATA ITALIA


A volte vien da chiedersi se non sia tutta una fiction.

Ieri l'ennesima puntata e l'ennesima presa per il culo nei confronti degli italiani da parte degli attori di questo circo: stavolta abbiamo assistito alla replica della sceneggiata in cui il Leader smaschera l'infame complotto degli avversari politici tuonando imperioso dal palco dove sono asserragliati i suoi scherani, mentre il solito contestatore/agitatore cerca di interrompere la festosa cerimonia ma che viene preso letteralmente di peso nientemeno che dal Ministro della Difesa e allontanato.

Il casting è perfettamente riuscito. Il contestatore è il solito sfigato segaligno ed emaciato, denti in fuori e pelatina incipiente, al cui cospetto il virile La Russa, ghigno feroce e modi arditamente spicci, risaltava proprio come il Guardiano Invalicabile manco fosse il Cannavaro dei tempi d'oro.

Oh, mai che si presenti qualche nerboruto energumeno o uno di quei fighetti palestrati (ce ne sono anche a sinistra, chevvicredete) che se tantotanto La Russa azzardava una mossa il primo gli avrebbe cambiato i connotati con un nocchino e se toccava il secondo mezzo elettorato pidiellino femminile avrebbe strappato la tessera seduta stante.

Questo è quanto è stato dato da bere agli italioti catodizzati ieri sera.

Poco importa che ieri Berlusconi si sia esibito, da sfrontato mentitore quale è sempre stato, in un rutilante crescendo di puttanate al termine del quale l'opzione più cauta avrebbe dovuto essere avvolgerlo in una camicia di forza, mentre quella più ragionevole sarebbe stata quella di ripassare la sala al fosforo bianco.
Poco importa che gli imbrattacarte al suo soldo siano passati nel giro di due giorni dagli alti lai contro i "polli delle libertà" alla chiamata alle armi contro comunisti e magistrati così come vuole il Padrone, poco importa che le infamità partorite dai due quotidiani-foxy si siano rivelate, tanto per cambiare, due bufale colossali che solo degli infami di professione potevano concepire.
Parlo della giudice ritratta con il quadro del Che, posato in terra e messo per orizzontale rivelatosi poi un quadro appartenente ad un collega che non aveva finito di traslocare e dell'accusa da parte del "Giornale" ad una delle giudici di essere una collaboratrice di Radio Radicale, quando la collaborazione si scopre essere una registrazione di un processo presieduto dalla giudice stessa e trasmesso, come spesso succede, dall'emittente.

Qui non c'entra più neanche la malafede.

Questi, come ho più volte sottolineato, sono dei delinquenti che stanno affilando gli artigli visto che ormai ben più della metà del popolo italiano è ormai pronto a mandarli a cagare per sempre.

E questo, tante volte qualcuno non lo ricordasse, potrebbe spalancare cancelli non precisamente di perla al buffo omino di Arcore.

Ma c'è un problema più grande, un problema che si chiama opposizione.
Chi ha voglia di scandagliare le ragioni per cui l'atteggiamento del centrosinistra è acclaratamente connivente può farlo andando a leggersi un libro già segnalato sui commenti di questo blog, il quale racconta cose ben lungi dall'essere fantascientifiche e che anzi ricompongono tutti i pezzi mancanti nell'orrido puzzle che è ormai diventata la politica italiana.

D'altra parte difficile sostenere tesi differenti da quelle presentate nel libro dopo aver assistito allo smembramento scientifico della sinistra più forte presente in Europa, smembramento che ha come responsabili il gatto e la volpe, cioè Veltroni e D'Alema.
Che Berlusconi abbia versato nelle casse del partito di questi due signori tanti, tanti e poi tanti soldi era questione sulla quale non avevo dubbi. E non avevo dubbi neanche sulla contropartita offerta, datosi che il famoso intervento di Violante che citava il "patto" era già altamente chiarificatore in merito.

E ci fosse mai una volta che si smentiscano.
Prendete ieri.
Berlusconi smatta in diretta con delle panzane improponibili, ma dettate con fiero cipiglio e puntuta serietà. Il solito show da pagliaccio al quale ci ha abituati, con la solita sequela di insulti, infamità e proterva ipocrisia.
Bene, riguardatevi o rileggete la risposta di Bersani.
Primo elemento di scandalo: nessuna difesa dei radicali. Cioè gli alleati con i quali rischia suo malgrado di vincere le elezioni regionali del Lazio.
Secondo elemento di scandalo: nessun cenno alle prove conclamate delle menzogne di Berlusconi: il rapporto dei Carabinieri presenti al momento della presentazione delle liste, le scuse farfugliate dai suoi immediatamente dopo il pasticcio, i video che circolano in rete.
Altre reazioni: ah, sì.
Nel frattempo si son fatti scippare l'articolo 18.

Ora, vedo chiamate alle armi al voto da parte di chi vuole giustamente mandare a casa (io direi in galera) il buffo omino di Arcore, ma forse ci dimentichiamo in quali condizioni sociali, economiche ed etiche sta messo questo paese.
E' di oggi una sentenza che permette di espellere clandestini che magari hanno anche figli che frequentano le scuole. E questa è una barbarie che no, non mi fa vergognare di essere italiano ma mi fa vergognare di appartenere ad una nazione che permette certe aberrazioni.

E' palese che questo centrosinistra è completamente, tragicamente, disperatamente inadatto non solo a governare ma perfino a proporsi come opposizione.

Quindi chi vuole votare vada pure.
C'è Rifondazione Comunista, c'è Sinistra Ecologia e Libertà, c'è il PCL di Ferrando, pare che Diliberto non sia morto, anche se segnali di vita non se ne vedono, insomma vedete un pò voi.

Ma per quanto mi riguarda la manifestazione di sabato sarebbe una marcia Viola su Roma.
Altrimenti sarà la solita abbaiata alla luna.

mercoledì 10 marzo 2010

GUARDA CHI ECCO


Me li ero quasi scordati, i Verdi.

Liberatisi della pestilenziale presenza di Pecoraro Scanio, diretti da un'incisiva e nuova segreteria sotto la guida di.....aspetta, quellaaaa.....bionda? Castana? Dài quella che si chiama.....

(pausa per andare su Google, quando sono ignorante lo faccio vedere sono uno onesto, IO)

Pare ci sia un esecutivo nazionale il cui presidente sia Angelo Bonelli. Ok.

Non ricordo se sono ancora nell'ultima manifestazione terrena di Sinistra e Libertà, comunque resta un partito dalla connotazione quantomeno curiosa in quanto sono entrati nell'immaginario collettivo come "quelli che dicono sempre NO mentre in realtà si sono ridotti in quello stato per aver detto troppe volte SI'.

Fra gente che fa a gollettoni e manate con se stessa e cerca di trascinare in rissa tutto il paese e gente che vede tutto questo casino con gli occhi di quello a cui stanno disturbando la pennichella delle 3 (il Bersani di oggi è stato strepitoso nell'interpretazione), c'è anche chi, in piccolo oscuro angolo di mondo, si toglie dal gioco.

Dici: bella gara, già erano in due e non si sapeva chi dei due fosse quello che votava qualcos'altro, però leggendo le motivazioni finalmente ho letto qualcosa di EDUCATIVO.
La questione non è di poco conto: questo territorio, la Toscana, sta diventando un deposito di porcherie e Livorno è il terminale della pattumiera.
Direte, guarda che tutta Italia è in questa situazione se non peggio.
Sì, ma queste sono elezioni regionali, nelle quali le formazioni politiche devono esprimersi a seconda delle esigenze della regione che amministrano.
E piantatela con queste manfrine del cazzo o perdo il filo.

Parliamo di ambiente e di diritti, due capisaldi della cultura di sinistra sui quali sia l'Ulivo che il PD hanno operato violenza reiterata & selvaggia. Si boccia una politica che in Toscana, ma soprattutto a livello nazionale laddove il Partito è stato chiamato ad esprimere posizione, è nient'altro che una versione cloroformizzata e democristianizzata del liberismo berlusconiano, inseguendo la pancia della parte meno sana del paese ma facendo la figura di quello che voleva vendere ghiaccioli agli esquimesi.

E' ora che qualcuno dica che non ci sta più.
Che questa non è sinistra, non ha quei valori, non ha quegli argomenti, non ha quegli ideali, a dire il vero non ha un cazzo, ma questo alla fine finisce per essere un dettaglio.
Sarebbe un bel messaggio: una sinistra vera saprebbe da dove ricominciare: proprio da quei temi sui quali il PD fonda la sua legittimazione come prima opposizione alle destre e che ha tradito.
Dignità, diritti, tutela del territorio, tutela delle persone.

Come diciamo da queste parti, vado in culo ai verdi e a chi sono, ma se iniziasse uno strano effetto domino comincerei a sperare per lo meno di rivedere un'opposizione parlamentare che mi dia più l'impressione dei 300 di Leonida alle Termopili piuttosto che gli 8000 soldati di terracotta dello Xian.

IO LO SO COME VA A FINIRE


I radicali manderanno Tinto Brass a ballare nudo e con un joint in bocca in Piazza San Pietro per protestare contro l'ingerenza del Vaticano nella vita politica l'ultimo giorno della campagna elettorale.

Gli elettori del PD andranno talmente in palla per cercare di capire che cazzo sta succedendo che si scorderanno di andare a votare.

Gli elettori del PdL ci andranno invece.
In ritardo e con un panino in mano.

I radicali nel frattempo pretenderanno un decreto interpretativo al fine di far eleggere, al posto della Bonino, Adriano Sofri minacciando uno sciopero della fame collettivo se Napolitano dovesse rifiutarsi di metterci il timbro.

La Polverini verrà avvistata furente in cerca di "quer disgrazziato che s'è 'nguattato er mociovileda" in previsione della dura giornata di lavoro nella ditta "La Fulgida s.r.m.l." che la aspetta già dal lunedì successivo.

Alemanno il giorno delle elezioni va a vedè aa partita daa Lazzio.

Aa Lazzio ggioca a Livorno.

Alemanno nun viene.

David Lynch annuncia l'uscita del suo prossimo film.

Gabriella Carlucci querela l'estensore di questo blog per aver interrotto comunicati d'interesse pubblico per divulgare notizie contrarie alla teoria creazionista.

I Radicali convocheranno una conferenza stampa per smentire l'esistenza di Bersani.

L'ufficio stampa di Bersani confermerà nel giro di 10 minuti.


La Regione Lazio verrà affidata a Lotito previo decreto interpretativo del TAR daa Lazzio.
Telegrammi di congratulazioni arriveranno seduta stante dal Sindaco di Roma Alemanno e dagli Oliver Onions.

La Polverini sarà cooptata da una delle cooperative nere che operano nella capitale come donna delle pulizie degli studi Mediaset al Palatino.

I Radicali si dichiareranno soddisfatti della prova di forza offerta in difesa della democrazia e della libertà d'espressione e convocheranno una conferenza stampa nella quale dichiareranno la loro adesione al Partito Transnazionale Musulmano.

D'Alema romperà il suo silenzio per pronunciare la solita sferzante battuta che otterrà il solito effetto detto della "scorreggia nel Simoun"

Io c'avrò una fava come una zampa di tavolino.

lunedì 8 marzo 2010

ODIO I LUNEDI'


Non è giusto.

Uno impiega una domenica intera a rimettersi a posto le palle, cadute e ruzzolate qualche metro sul pavimento di mattonelle lavorate dopo il teatrino del decreto salvaliste, e subito di lunedì mattina Napo le fa ricascare e riruzzolare immediatamente.

Avete presente quando vorreste rispondere così di getto che vi rimangono in canna 4-5 o 7 risposte tutte diverse fra loro e tutte aventi come concetto fondamentale "Ma sei scemo?" ma a causa di tale improvviso ingorgo rimanete muti con la bocca aperta dalla quale escono solo degli "m-m-m-ha-ha"?
Ecco.
Poi però ci si accorge che davanti a tanto involontario umorismo si nasconde il più bieco disprezzo per quelle persone che chiedendo il rispetto delle regole si sono sentite defraudate della democrazia anche grazie alla sua firmetta.
Perché il dire che "in una democrazia rispettabile non servono atti di coraggio" o significa ammettere esplicitamente di essersi cagato nel perizoma o che secondo lui questa sarebbe una democrazia rispettabile.

In ogni caso scusate, vado a vedere se le palle mi son ruzzolate fuori sul terrazzo.

(Nella foto: il Compagno Nedo Falorni della sezione di Salviano-La Leccia alla notizia che anche il Presidente della Repubnblica ci piglia per le mele)

domenica 7 marzo 2010

DECRETO INTERPRETATIVO POPOLARE


E ora si sono incazzati tutti.
Ma proprio tutti.
C'è mancato poco che si incazzasse anche il PD.

Stiamo ai fatti.
I buontemponi che credono di indorare la pillola dicendo che non si può privare del voto milioni di elettori evidentemente hanno della democrazia la stessa interpretazione che Berlusconi ha dato al termine "libertà".
Perché seguendo il loro stesso metro di giudizio domani posso compilarmi la mia lista di candidati, scriverla dietro lo scontrino col quale ho acquistato un pacco di preservativi, presentarla quando cazzo mi pare, attaccare i manifesti sopra quelli dei miei avversari, far saltare le antenne Raiset col tritolo, infamare i candidati degli altri partiti (no, di quello non c'è bisogno, sanno farlo benissimo da soli) e sbraitare fino a due minuti prima dell'apertura delle urne facendo comizi in ogni dove.
Perché non è giusto che coloro che voterebbero la mia lista siano privati del diritto di voto.

Napolitano ha fatto una cosa che non ha NESSUNA giustificazione; ma ovviamente il solo Di Pietro è stato lasciato solo a dare la corretta interpretazione dei fatti.
Di Pietro ed il suo partito di questurini devono per l'ennesima volta fare la figura degli eversori quando la decenza e la dignità imporrebbe a tutto il resto dell'arco parlamentare, fino alla più alta istituzione, le dimissioni immediate per indegnità morale.
Le giustificazioni di Napo sono francamente improponibili almeno nei confronti di quei cittadini maldisposti verso quella pratica splendidamente in voga presso la classe politica chiamata presa per il culo.
Aveva paura delle ritorsioni della destra?
Chi è il capo delle Forze Armate?
Chi è che sa benissimo che i rapporti di forza nelle strade e nelle piazze non sono precisamente a favore delle destre?
Chi è che ha, oltre al ruolo di presenziare, visitare e borbottare fragorose ovvietà quello di garantire la Costituzione e la Democrazia?
No, la risposta non è "Mio zio Oreste".
Ci pensi su, Napo. Perchè stavolta la ggente s'è incazzata, e di brutto.
E c'è un'altra notizia per Napo, per Bersani e per il buffo omino di Arcore.
Questa è ggente fuori dal controllo dei partiti. Non tutta, ma c'è. E' in mezzo al popolo viola, in mezzo ai grillini, in mezzo alle agende rosse, in mezzo agli studenti, in mezzo ai precari, in mezzo ai disoccupati e in mezzo a chi sa che se non è disoccupato oggi potrebbe esserlo domani.
Una parte potrebbe essere tra quella che non ha votato, o i cui partiti sono rimasti fuori dal Parlamento, il terzo partito d'Italia, forse il secondo, forse in questo momento il primo.
Può darsi che questa gente faccia meno paura a Napo di quanta ne faccia questa destra, ma sbaglia.
Perché qua non si pretende il 6 politico, né il miglioramento della qualità del caffè delle macchinette negli uffici pubblici ma democrazia e rispetto delle regole.
Ed è questa la vera tragedia di un paese ridicolo.
Ridicolo perchè ha passato 15 anni vedendo crescere il Mostro antidemocratico di un omuncolo che grazie a soldi che ancora deve dimostrare da dove provenissero, amicizie mafiose ed un totale disprezzo delle regole democratiche, aiutato in questo da un'opposizione il cui unico termine che mi viene è INFAME. Infame perché visto che in quel lasso di tempo in cui ha riscosso la disperata fiducia accordatagli da quella parte di cittadini ben consci di cosa rappresentasse Berlusconi in termini di deriva antidemocratica si sono adoperati per tenere ben in salute tutto l'apparato del suo avversario politico, privilegi e interessi multipli compresi.
E in questi 15 anni quanti anatemi contro gli "antiberlusconisti" portatori d'odio, foraggiatori di voti per il "partito dell'ammmore", alleati delle destre vestiti da rivoluzionari.
Loro, invece, pompieri in servizio permanente effettivo, responsabili, pacati, tessitori di trame politiche di cui ne è andata a segno solo una, l'isolamento delle sinistre e il ritiro di Prodi, adesso dovrebbero rispondere di quanto hanno contribuito a creare: una falsa democrazia dove una coalizione di umanoidi con vocazione autoritaria ed il quoziente intellettivo di un capibara strafatto di crack si sente in dovere di rigirare ogni regola così come meglio li aggrada e col pacifico consenso del Presidente della Repubblica. Tanto si sa da che parte sta, diceva il buffo omino di Arcore poco tempo fa. E s'è visto, vai.

E la tragedia di un paese ridicolo si sta consumando portando in piazze reali e virtuali milioni di persone che stanno dicendo che è arrivato il momento di dire BASTA.
Chiedendo democrazia e legalità. Proprio quello che col voto questa classe politica sarebbe chiamata a garantire.
In tutte quelle aggregazioni spontanee di viola, agende rosse, grillini, antagonisti, comunisti, lavoratori, disoccupati e preoccupati ce n'è una buona percentuale che non deve rispondere di nulla ai partiti.

Ora c'è solo da andare fino in fondo.
Fino ad un decreto interpretativo popolare del quale il primo sintomo potrebbe essere una legnata storica in questa tornata elettorale ai due partiti che, come dice Travaglio, hanno privatizzato la democrazia.

Una postilla breve per la cricca vaticana.
Complimenti.
Pavidi, ipocriti e falsi come un rigore per la Juventus ieri, oggi e domani.
Una garanzia.
Pensino alle loro voci dentro e fuori dal coro, và.

(Nella foto: in esclusiva la foto che sta ritardando la beatificazione di Papa Wojtyla)