Visualizzazione post con etichetta sinistra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sinistra. Mostra tutti i post

martedì 9 giugno 2009

IL SOL DEL TRAMONTO


Primo dato importante, anzi fondamentale: NON sono andati alle urne il 34,5% degli italiani.
Se aggiungiamo le schede bianche e quelle nulle, cioè quelle in cui dei buontemponi scrivono "Viva Stalin", "Dvx", "Curcio libero" o ricorrono alla solita fetta di salame o prosciutto accompagnandolo con "e adesso mangiate pure questa" si aggiunge un altro 6,38%.
Totale degli italiani che NON hanno votato questo Parlamento: 40,88%.
Ora se non altro sia da destra che da sinistra, tanto per cominciare quando per avallare i loro teoremi chiamano in causa "gli italiani" ci vadano cauti perchè stanno parlando di poco più di metà degli aventi diritto al voto. Gli altri, con tutta probabilità, non li ritiene credibili.
I non votanti sono il primo partito d'Italia, ed è un partito molto meno eterogeneo di quanto si voglia far credere.
I populisti oltranzisti ormai sono schierati con Lega e Di Pietro, guarda caso i due partiti che hanno motivo di ridere leggendo i risultati.
Il partito degli astensionisti attuale non può essere identificato perchè non è affatto vero che, ad esempio, la destra ha perso consenso a causa degli astenuti: sia alle precedenti politiche che a quelle del 2006 la percentuale dei votanti era molto più alta, intorno all'80%, e nel 2006 vinse Prodi mentre nel 2008 è tornato Papi ad allietarci la vita.
C'è un problema di legittimità, quindi. Ed è un dato poco rassicurante per i partiti, perchè c'è un ulteriore bacino elettorale possibile preda di formazioni proprio come Lega e Di Pietro se non dei partiti estremisti da entrambe le parti. Questo considerando che la posizione assunta dai due partiti che più hanno incrementato i voti porterà ad una radicalizzazione dello scontro politico e sarà utile, ad esempio, che la sinistra faccia un passo fondamentale e lo faccia al più presto.
Il primo passo dovrebbe essere quello di creare un unico partito di sinistra.
Il secondo quello di ricreare una rete di attività per ricominciare un radicamento nelle realtà che risentono maggiormente dell'avanzare di questa crisi economica.
Il terzo di rinnovarsi radicalmente nel linguaggio e nelle segreterie; questa classe dirigente è ancora improntata su modelli stantìi, che non riescono più ad appassionare la generazione attuale, non propone altro che un movimento sterile, lontano dal popolo che dicono di rappresentare; ed infatti, tra i ragazzini, essere "fasci" comincia ad essere una moda.
I richiami ad uscire dai salotti, di piantarla col radicalismo chic e vagamente molto spocchioso, il politically correct fatto alla cazzo di cane come al solito, il terzomondismo vago e senza una proposta che abbia un minimo di riscontro con la realtà, hanno allontanato l'elettorato che una volta garantiva forza ed argine contro lo strapotere di mafiosi, affaristi e criminali, perchè è proprio grazie alla forza del Partito Comunista negli anni '60 e '70 se non abbiamo ceduto alle tentazioni autoritarie che ampi settori della DC coltivava subdolamente e senza neanche vergognarsene troppo.
E' tempo di rendersi conto che si può parlare anche alla generazione attuale, perchè ci sono ragazzi di questa generazione che sono tutt'altro che dei rincoglioniti sbombati di ecstasy o con l'unico scopo nella vita che arrivare a fare il coglione in diretta nazionale su qualche reality.
Intanto l'ennesima martellata sui coglioni è ora lì, impietosa, coi numeri stampati in bella vista sul sito del Viminale. Ogni altro discorso sta a zero.
Via il fioretto e fuori il machete, quella italiana è stata la sinistra più forte e radicata d'Europa, nel resto del continente tira un'aria tutt'altro che fresca, l'altra congrega piazzata lì come un avvoltoio è la Chiesa Cattolica, non so se mi spiego, quindi spero che non si perda troppo tempo perchè degli italiani s'è perso non solo il voto a sinistra, ma la dignità del proprio lavoro, la sicurezza della propria casa e non per colpa degli extracomunitari ma per colpa delle banche, per ora uno come Antonio Di Pietro è nelle condizioni di poter dettare delle regole, la Lega non ne parliamo, questa sinistra tra scissioni, Sansonetti, Luxurie e miserie varie non conta più un fragoroso cazzo.
E' ora di svegliarsi, perchè certi errori la Storia non li perdona molto facilmente.

mercoledì 11 marzo 2009

PER FAVORE SPARITE


Non sono tra quelli che ritengono il dirsi comunista un feticcio irrinunciabile.
Anzi, francamente non me ne frega un cazzo.
A maggior ragione guardando il percorso politico di quei partiti che ancora si definiscono tali.
Se i comunisti sono loro, bene, io sicuramente sono qualcos'altro.
E neanche la falce & martello per me è un feticcio irrinunciabile.
Sta di fatto che sarei ben felice di votare un partito di sinistra guidato in maniera forte, che sappia riscoprire il potere dell'aggregazione, della difesa dei valori libertari, della mobilitazione popolare contro chi cerca di imporre un modello marcio, apportatore di grandi profitti per pochi satrapi sfruttando le vite e le energie di chi lavora, e sto parlando ovviamente del modello capitalista; sarei ben felice di votare un partito di sinistra che sappia riportare alla gente una coscienza orgogliosamente laica, che riesca a trasmettere lo spirito di tolleranza ma allo stesso tempo di saper mettere gli adeguati paletti alle congreghe che cercano di imporre un credo anche nelle scelte etiche, politiche e sociali di chi un credo non ce l'ha, non lo vuole e non intende cercarlo oltre, e sto parlando ovviamente delle gerarchie religiose; sarei ben felice di votare un partito di sinistra che sappia ricreare un polo di aggregazione che sia un baluardo di difesa contro la straripante arroganza di chi ha voluto creare la categoria dei precari, di chi ha come unico credo il profitto, di chi manipola il consenso occupando tutti i media, di chi permette il riapparire come legittimate idee nefaste come quella fascista, che chiunque sappia leggere un libro di storia sa come ha portato l'Italia alla rovina ed alla perdita della propria indipendenza; la base militare americana a 200 metri da casa mia è lì a ricordarmelo ogni giorno. Senza contare l'averci portato in casa come esercito occupante le belve naziste.
Sarei ben felice di votare un partito di sinistra che sappia tornare a parlare nei luoghi di lavoro, alle persone, che sappia tornare a lottare accanto a chi lavora riunendo una grande base popolare sotto il vessillo della giustizia sociale, della possibilità di poter vivere dignitosamente a chi passa 8 ore al giorno a lavorare, che lotti per garantire un futuro e non la paura del futuro, che sappia contrastare le politiche criminali del capitalismo facendosi sentire accanto a chi lavora, e non me ne può fregar di meno se invece di una falce e martello è rappresentata da una chiave a brugola e da un transpallet (buona fortuna a chi volesse tentare di disegnare un logo simile).
A maggior ragione ora (ma l'intuizione secondo me i politici di sinistra avrebbero dovuto averla fin dall'era di Tangentopoli) che la frittata è quasi fatta e Berlusconi tenta di spogliare dei propri diritti addirittura i deputati del Parlamento servirebbe una coalizione di sinistra decisa, dinamica e di lotta, di durissima lotta, che sappia riaggregare, unire, che sappia far rinascere la passione per la libertà, per la partecipazione e per il riscatto sociale.

UN partito di sinistra.
UNO, CAZZO.

Avulso dal carrierismo e dal protagonismo, sprezzante verso il facile compromesso di convenienza, irremovibile tanto sui diritti di chi lavora quanto nel combattere parassiti e scansafatiche di ogni classe e censo.
Bene, tutta questa pappardella per commentare il fatto che a sinistra non hanno ancora capito un cazzo di quello che dovrebbe essere il contributo della sinsitra nell'Italia attuale.
Non hanno capito un cazzo perchè anche col rischio di sparire dal Parlamento europeo dopo essere spariti da quello italiano i dirigenti della sinistra italiana continuano la loro corsa al primato di martellate sui coglioni indoor, dopo quello già stabilito all'aperto.
Le liste per le europee sono due: una con Rifondazione e Comunisti Italiani, l'altra comprende verdi, socialisti ed il nuovo soggetto politico guidato da Vendola.
Tutto ciò mentre Berlusconi continua a rincoglionire il già abbondantemente rincoglionito popolo italiota, mentre un sacrestano come Franceschini dimostra in DUE (2) giorni di leadership di essere più credibile del golden boy dell'ex-PCI Veltroni, mentre l'opposizione più credibile è guidata da un ex-poliziotto (Di Pietro), un comico (Grillo) ed un cronista giudiziario (Travaglio).

Sul perchè non siano riusciti a comporre una lista unitaria e fermamente decisa a difendere le ragioni degli elettori di sinistra possono esserci milioni di ragioni, delle quali comunque nessuna può legittimare l'ennesima prova di incapacità e di cialtroneria politica dei dirigenti di sinistra.
Forse nessun sondaggio ha spiegato a costoro il perchè delle percentuali altissime degli astensionisti (il primo partito italiano, il più eterogeneo ma anche il più cosciente) o forse c'è ancora qualche briciola da raccattare dal Grande Piatto nel quale i privilegiati della politica si abbuffano senza ritegno alle spalle di chi li paga.

Meritano di sparire.

Solo dopo, forse potrò sperare di rivedere un partito di sinistra con le caratteristiche che ho elencato sopra.

venerdì 6 febbraio 2009

ORA HANNO PAURA


Si fa un giro in rete per vedere come l'utenza ha preso questa giornata convulsa, lo scontro tra Quirinale e governo, il decreto sicurezza, la riforma della giustizia e insomma, quello che il governo FASCISTA guidato da Silvio Berlusconi ed i suoi scendiletto guidati da Veltroni hanno preparato per gli italiani, già esaltati per l'assalto alla scuola pubblica, il mantenimento delle 67 (woah) "nuove tasse" di Prodi, il precariato impazzante e l'ombra della teocrazia vaticana usata come scudo ad una politica oscurantista ed autoritaria che si allunga sempre più pericolosamente sulla democrazia.

E' un coro da tragedia greca, naturalmente.
Il cittadino onesto e lavoratore si indigna, scrive ottimi articoli nei quali esemplifica correttamente ed in maniera chiara ed onesta le ragioni del suo disagio, invoca moti di piazza, si dichiara stufo e poi........

E poi a chi si rivolge?
A Veltroni?
Dai, scherzavo.
No, qualcuno lo fa davvero?
Ma no, sarà qualche situazionista in vena di gesti dimostrativi.
Allora alla sinistra.
E a chi? Sinistra Critica? Il partito di Ferrando? Rifondazione Vendoliana o quella di Ferrero? Lotta Comunista? I disobbedienti? Bòtta Continua?

Può essere indicativo il fatto che Di Pietro è in pole position tra gli oppositori (MA ANCHE tra quelli che non fanno parte del PdL) alle prossime elezioni?
Può esserlo, ma gli unici che ancora non hanno capito la situazione fanno i politici e stanno a sinistra.
Da parte mia non vedo alternative a questa situazione se non quella di:
-sciogliere tutti i partitini della sinistra, da Rifondazione in giù, esautorare tutta la vecchia classe politica dei partiti di sinistra da Bertinotti, Ferrero e Diliberto in giù, prendere le redini di tutto l'arcipelago della sinistra con un gruppo dirigente formato da giovani e sostenuto da chi vuole, pretende, una sinistra unita.
-chiamare a raccolta CGIL, Cobas, la sinistra del PD (ammesso che esista, magari per qualcuno c'è), Di Pietro, i grilletti (intesi come fans di Grillo) e tutte le forze libertarie, laiche e di sinistra.
- Presentare UN UNICO, SOLO PARTITO DI SINISTRA.
- E FERMARE IMMEDIATAMENTE IL PAESE con uno sciopero generale. Tutti.

Contro il governo, contro la Chiesa, contro Veltroni, contro questa gente che rappresenta ormai una parte infinitesimale di questo paese, che non rappresenta chi questo paese lo manda avanti come i cittadini stranieri extracomunitari, contro una politica che non rappresenta più le esigenze dei cittadini, contro quei cittadini privi di ogni senso del vivere civile che pur di non pagare due lire di tasse hanno messo il paese in mano ad una banda di fascisti mafiosi ed affaristi.

Non scendere in piazza, semplicemente FERMARSI.

E questo dovrebbe essere il primo passo.
Col secondo queste pseudoistituzioni dovranno passare dal fastidio alla paura.
Quella paura con la quale cercano di governare e che gli deve essere assolutamente ritorta contro.

venerdì 30 gennaio 2009

QUATTROPERCENTO


Insomma, sono andati a contestare Veltroni.

Pensateci bene: il PCI si scioglie, nascono non due, non tre ma quattro partiti: il PdS, i Comunisti Italiani di Cossutta, il PdCI e Rifondazione Comunista. Attualmente, dopo una ricomposizione (Cossutta tornò all'ovile per poi sparire definitivamente per raggiunti limiti di età) e altre scissioni, ultima quella di Vendola, abbiamo solo nell'arcipelago dei partiti extraparlamentari, Sinistra Democratica, il PdCI di Diliberto, Rifondazione, il Partito Comunista dei Lavoratori, Sinistra Critica e l'ultima pensata di Vendola. Totale:6.
Come dire: Proletari di tutto il mondo dividetevi per sei col resto di due.

Ora, dopo un percorso storico che dovrebbe far porre a queste dirigenze non una ma qualche milione di domande, non si trova di meglio che andare a domandare a Veltroni. Come dire, vado a chiedere perchè sono piena di lividi a quello che m'ha menato.

La cosa esilarante è che a passare all'incasso da tutto ciò sarà Antonio Di Pietro, mentre dopo le europee sarà possibile che altre 12 scissioni circa portino alla sinistra almeno 3 nuovi militanti, sperando nel sol dell'Avvenire e nel la dell'Osservatore Romano.

giovedì 8 gennaio 2009

COMICHE FINALI?


PREMESSA:
A Livorno esistono due quotidiani, Il Tirreno ed il Corriere di Livorno, con caratteristiche differenti ma con la stessa impronta localista, soggetta ai venti ed ai capricci di chi opera sul territorio (politici, imprenditori ma più spesso mezze figure dalla statura etica praticamente nulla); me ne faccio tranquillamente una ragione, comunque. Esiste però un'altra realtà nell'ambito della carta stampata, un giornale autofinanziato creato e voluto all'interno dell'ambito antagonista e che si preoccupa di descrivere quelle realtà difficilmente rintracciabili sui due quotidiani locali istituzionalmente riconosciuti. Nonostante le mie posizioni abbiano parecchi e piuttosto fermi distinguo rispetto alle posizioni di certa area antagonista, il "terzo incomodo" per quanto mi riguarda è sicuramente un motivo di orgoglio per la città e per chi concepisce ancora la stampa come strumento di informazione scollegato dai vari poteri e subpoteri ormai padroni anche delle virgole di quella casta impresentabile costituita dal 98% del giornalismo di questo paese, locale e non. Mi riprometto comunque di parlare più precisamente di questo giornale periodico ed autogestito in uno dei prossimi post; intanto segnalo la versione sul web di
Senza Soste, che poi sarebbe il giornale in questione, sulla quale si possono leggere gli articoli dai quali questo post vuole trarre spunto:

Liberazione, la comica finale

e

Ormai Liberazione é...brodo di Fagioli

Leggerli è stato un vero e proprio rito liberatorio danzante, un pò perchè queste comiche sono la naturale conseguenza di un processo che viene da lontano e che ha come causa la progressiva perdita di contatto con la realtà non solo delle dirigenze dei partiti di sinistra da vent'anni (e coda) a questa parte, ma anche e soprattutto da parte delle maggioranza di quella cosa chiamata "base". L'attivismo fattosi via via sempre più mediatico più che sociale, l'approccio ai conflitti di classe sempre più malleabili e sempre meno votati allo scontro proprio mentre perdita di potere d'acquisto degli stipendi, precariato, berlusconizzazione dei mezzi d'informazione e disinvoltura nella gestione dell'economia nazionale montavano come onde minacciose sui lavoratori del paese; le frammentazioni sulla cui utilità ci si interrogherà forse un giorno ma mai troppo tardi (a cosa cazzo servono emanazioni ologrammiche come il PdCi di Diliberto oppure, buona ultima, Sinistra Democratica? A un cazzo, e se qualcuno vorrebbe convincermi del contrario si faccia pure avanti), leaders preoccupatissimi della propria immagine e solennemente impotenti su qualsiasi problematica che riguardi la propria base, base d'altronde affannosamente impegnata a cercare il simbolino con falce e martello ma pienamente assorbita dal malcostume etico e culturale nel quale l'italietta di Berlusconi sguazza come un maiale nel castro da quando il ducetto di Arcore e chi per lui ha deciso che dovevamo diventare una repubblica di rincoglioniti.
Gli innocenti, quindi, se ci sono non sono all'interno dei partiti della sinistra, siano essi dirigenti e/o militanti (o militonti, a mio avviso più appropriato).
Non so in quale democrazia europea un'area come la sinistra italiana riuscirebbe a disperdere un capitale politico ed umano come ha fatto quella italiana in modo tanto cialtrone ed autolesionista, ma ho paura che gli orfani del PCI abbiano compiuto un'impresa storica. Una volta persa l'autorità centralista del Partito é partita l'orgia di politicanti attenti alle alleanze, ai poteri locali, ai giochi di corrente e tutto l'armamentario schifoso del politichese made in Italy di memoria democristiana, esploso come un'atomica ad effetto prolungato e le pecore preoccupate solo di fare muro contro la destra si sono ritrovate con tutti i lupi del circondario all'interno del loro stesso recinto.
Che vengano, i signori, a parlarmi ora di autocritica. Cosa tra l'altro difficile visto che la situazione è ancora in sospeso con nuovi aspiranti leaderini che scalpitano (vedi Vendola) e vecchi Comandanti stracotti e che hanno consumato il culo sui divani di Vespa che agitano ancora le loro armate. La parola, ora, spetta agli elettori, almeno quelli che hanno un fegato di titanio anodizzato e quindi capaci di concepire un soggetto politico di sinistra che spazzi via questi traditori del popolo lavoratore; c'è bisogno di forza, carattere, determinazione e consapevolezza per riprendere in mano le fila di un'area politica indispensabile al paese ora come non mai. E ce ne vuole per contrastare questa destra lanciata verso un fine conosciutissimo e descritto in maniera lampante nel Piano di Rinascita Democratica di Licio Gelli, quello a cui hanno concesso una tribuna televisiva mentre per gli ex-terroristi anche una cattedra universitaria dalla quale raccontare la propria storia e la propria disillusione costituisce un pericolo intollerabile.
Gli argomenti per spazzare via l'attuale "opposizione" per crearne una nuova dalla base autenticamente popolare e concentrata sulle lotte per i diritti di chi lavora creascono di giorno in giorno, vedremo se l'occasione di azzerare questo sfacelo verrà colta.

venerdì 12 dicembre 2008

ALTRO CHE L'UOMO NUOVO


Chissà se Giovanni Lindo Cristiano Ferretti era serio quando declamava queste parole. Il Comunismo doveva formare l'Uomo Nuovo, dal 1991 l'appalto è andato ad una non ben identificata "sinistra", dal 1998 ogni militante ha finalmente capito che ci si può tranquillamente continuare a fare le seghe con la destra. Dalle seghe siamo passati a farci dei veri e propri gangbang, con la destra. Quella politica, intendo. Una cosa è certa, per trovare l'Uomo Nuovo bisogna ricorrere ai deliri lisergici di Liberazione che saluta il Compagno/a Vladimir Luxuria conquistatore di una sperduta punta di un'isola dove periodicamente scaricano personaggi del gran carrozzone pseudovip proposti in varie epoche quindi ripresentati in versione Robinson Crosuè rimediando debiti paragoni con Paolo Villaggio piuttosto che con il celeberrimo protagonista del libro di Stevenson. Essere di sinistra non è mai stato facile; significa scegliere di avere nemici più potenti di te ed avere come compagni di lotte quasi altrettante teste di cazzo. Chi ha fatto il '68 insieme a Ferrara, Liguori, D'Alema, Sofri e Veltroni dovrebbe vergognarsi; chi ha fatto il 69 con Emma Bonino anche. La grande famiglia del comunismo ha prodotto un numero incalcolabile di gruppi e gruppuscoli ognuno col suo limitato perchè, ma determinatissimi a combattere per la propria identità tanto da provocare lo stesso fenomeno nel grande monolite, il Partitone, la Chiesa, l'Icona di ogni centralismo. PDS, DS, PD, manca la combinazione PS ma, a parte il copyright detenuto dalla Pubblica Sicurezza il nuovo corso riformista vorrà senz'altro evitare ogni possibile riferimento alla parola "socialista", che già Bonaiuti ha ricominciato a dare del "marxista-leninista" al povero Walter, che però anche lui dare dell'irresponsabile al Sommo Silvio eccerto che poi lui si adonta e poi coi suoi ciottolini ci vuole giocare solo lui. Il problema è che i ciottolini saremmo noi italiani, compresi quelli che il giorno delle elezioni si auguravano che tutta l'Italia venisse sommersa da una coltre di gas lisergico esilarante e che gli italiani avrebbero votato in massa per Donatella Versace come premier, anche solo per vedere la faccia di Napolitano al momento di darle l'incarico. Quanto sia difficile essere di sinistra, comunque, lo dimostra questo pregevole articolo del Professor Gennaro Carotenuto sul "Manifesto" a 50 euro.
Quando a sinistra si prendono certe decisioni si rimane con la sensazione che queste non vengano da partorite da decenni di lotte e battaglie ma da decenni di canne e qualche acido smaltito male.
Attualmente la stampa di sinistra mette in campo "Liberazione", "Il Manifesto" e, dai sù mettiamocelo, "L'Unità"; giornali, a parte l'ultimo, con tirature da fanzine del Fan Club di Jimmy il Fenomeno e che ad ogni soverchiante difficoltà economica rispondono con l'ultraliberista metodo di fare i prezzi come cazzo gli pare (il Manifesto) agitando l'attentato alla libertà di stampa oppure licenziando (Liberazione) ricordandoci che la lotta di classe sì, ma a casa vostra che qui si sporca il tappeto. Ogni tanto viene ancora il volontario volenteroso che porta direttamente al mio uscio la copia di "Lotta comunista" ed io, commosso, gli lascio puntualmente la "sottoscrizione" ricevendo puntualmente l'invito a presntarmi alla riunione giorno X ora Y dalla quale sono sicuro uscirei dopo 5 minuti brandendo una motosega grondante sangue e brandelli di carne umana ridendo come un pazzo; non per volere male ma ho avuto un approccio abbastanza esaudiente negli anni della contestazione studentesca fine '70 ed al tempo la mia giovane età mi impediva di dissentire in modo grandguignolesco così come mi viene d'istinto quando vedo la stupidità umana deragliare in modo tanto osceno. E' certamente lodevole pensare che il mondo possa cambiare anche se da quarant'anni per riunirsi basta l'antibagno del "Bar Veloce", la problematica si acuisce quando se ad esempio si è in 6 si passa la metà del tempo a mettere d'accordo le 3 correnti interne su chi debba andare ad ordinare i ponci. Ma sto divagando. Sto invece convincendomi che la nascita del PD sia stata la più grande fortuna possibile per la sinistra italiana. In un colpo solo ci siamo ritrovati fuori dai coglioni i cattolici, i riformisti, i rutelliani e Fabio Mussi. Per non parlare di Veltroni. Adesso si può fare un nuovo, grande, unico, partito di sinistra! Cioè. Si potrebbe. A giudicare dall'attività di questa sinistra, alla quale non è bastato l'eroico sacrificio del Prode Capitan Fausto che è stato per mesi praticamente incollato alla sedia di Porta a Porta per Pvopagave il Vevbo, sembra che Ferrero stia conquistando posizioni su Lamberto Sposini e se fa il bravo gli faranno fare il commentatore dell'Isola dei Famosi, argomento ora centrale del dibattito politico a sinistra, dibattito che rischia di incanalarsi in più ampio dibattito il quale probabilmente produrrà un documento programmatico nel quale si spiegherà come e qualmente i reality sono un formidabile elemento di propaganda per le masse e che si prenderà in esame di mandarci anche Caruso sperando di riaverlo indietro almeno in spirito. Sparito Diliberto dalle TV dopo che rivoltò Berlusconi come un calzino durante la campagna elettorale vinta poi da Prodi, non sembra esserci una classe politica capace di realizzare una strategia, una linea ed un programma per una grande nuova coalizione progressista e di sinistra. Le maschere sono quelle incancrenite dalle poltrone di Montecitorio e di Palazzo Madama, dall'assenza sistematica di ogni contatto con le realtà sociali che dicono di rappresentare. La lotta politica è uno scontro di risiko dove ci sono da conquistare potentati economici, mantenere enti, congreghe, comitati d'affari, niente di nuovo sin da quando la Democrazia Cristiana governava imperturbabile coi suoi padrini arcaici, bastava sapere in quale squadra giocare: Massoneria, Opus Dei, Rotary, Lions, Confindustria, Camorra, Mafia, 'ndrangheta, Stidda, Sacra Corona Unita, Polizia Municipale, Guardia di Finanza, Carabinieri, Esercito, Guardie Forestali, Carabinieri Sommozzatori, Palombari ciclisti e la nostra sanguisuga preferita, la Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Chi sostiene che sia cambiato qualcosa deve essere parecchio convincente. Altro che l'Uomo Nuovo.