domenica 10 luglio 2011

SE CAMBIA IL VENTO

Almeno una cosa, in questo tourbillon di eventi, é chiara.
Anzi più di una.
Però cominciamo a metterle in fila una alla volta.

Primo fatto incontrovertibile: Berlusconi non è stato ancora mandato in galera a calci nel culone flaccido per una semplice ragione: dietro di lui c'è il NULLA.
Non parlo dei suoi tirapiedi o dei celtipitechi della Lega. Perlamordiddio. Levate il collante del mostruoso conflitto d'interessi che tiene assieme quella banda di incapaci, ladri, mafiosi, zoccole, fascistelli da parata, leccaculi e arricchiti ignoranti come le capre di Castellina e vedrete che succede.
Anzi, cominciamo a vederlo.

Parlo di quegli altri. Quelli che si fanno chiamare opposizione.

E non ridete, cazzo.
Si fanno chiamare perdavvero così.
E smettete di ridere o continuo con estratti dell'autobiografia di Califano, perdio.

Comunque sapete di chi sto parlando.

Di quel partito che fino a pochi giorni dal Referendum ha fatto di tutto - esattamente come i governativi - per seppellire ogni informazione.
Poi (e qui c'è da gridare al Miracolo, al Fenomeno Paranormale, all'Esondazione dell'Ignoto nel Reale) qualcuno ha capito che aria tirava e così s'è vista una corsa affannatissima per montare sul carro a pochi giorni dalle consultazioni.
Una volta stabiliti i risultati hanno cercato pure di prendersi i meriti e tirato fuori il famoso manifesto della gonna fucsia che si alza titolato "cambia il vento".
E il primo effetto del vento che cambia s'è visto subito: difatti le municipalizzate dell'acqua in quota PD hanno subito aumentato i prezzi.
Ma poteva fermarsi qui l'irresistibile macchina da guerra? Seh.
Arriva l'occasione per disfarci finalmente di quell'indegno carrozzone costituito dalle Province.
Ce l'hanno nel programma da due anni, forse più. Il deputato IDV Donadi riesce a far mettere finalmente al voto l'agognato provvedimento, oltretutto con ottime probabilità di mandare sotto il governo e il PD che fa?
Si astiene in blocco.
Eh, beh. Il vento è cambiato.
Ma non basta. Arrivano le pietose giustificazioni. Roba che se ce li hai davanti ed hai un crick della Skoda Felicia in mano vai sicuro che passi un guaio in tribunale. Dice che hanno una loro proposta. Bravi. E quando la portate in aula, visto che la questione delle province l'avete nel programma da due anni?
Non è che state lì a grattarvi i coglioni pagati profumatamente dal Popolo Italiano e quando quasi per caso qualcuno fa quello che avreste dovuto fare voi vi svegliate di soprassalto chiedendo cappuccino e pezzo, dopodichè mandate tutto a puttane solo perché qualcuno s'è svegliato prima di voi?

Oppure.

Non è che la greppia delle Province vi fa tanto tanto comodo e la loro abolizione è stata messa nel programma tanto per riempire degli spazi vuoti che i vostri staff non sapevano come cazzo riempire?

Poi arriva il Norcino reggiano e dice che su questa questione bisogna evitare la demagogia.

Eh no. Non ci caschiamo più. Demagogia la mia Riverita Cappella Scenografata, dioporco.
Ma che, pensate davvero che i vostri elettori di riferimento siano privi di sinapsi come i berluscones?
Ma chi volete prendere per il culo, razza di corrotti, incapaci e collusi.
E' demagogia pretendere che facciate il vostro lavoro da 13.000 euro il mese, quando alle classi meno abbienti vengono ulteriormente addossati i costi delle vostre mafiate?

E poi.
E' cambiato il vento anche sulla NO-TAV dove vi siete distinti prima con l'avallo senza se e senza ma di quella tronfia ed inutile rotaia del cazzo, poi con il solito infame coro contro i "violenti", i "black bloc" e chi più ne vuole più ne metta.
Questo in una Regione, giova sottolinearlo, dove il Presidente (Cota) E' UN ABUSIVO
E si danno patenti di terroristi ai valligiani senza che l'opposizione faccia un plissé.
Date un'occhiata al post precedente e riparliamone.

Ecco, il problema è esattamente questo.

Se negli ultimi 15 anni il partito di riferimento del centrosinistauuuuurggh (e niente, non ce la faccio a scrivere sinistra) non avesse lavorato forsennatamente ed attivamente per rinsaldare il Buffo Omino di Arcore, invece di progettare un vero programma di alternativa così come chi - COL CAZZO - li dovrebbe votare giustamente pretenderebbe, il suddetto Buffo Omino sarebbe un Buffo Galeotto che tutt'al più potrebbe fare i suoi bunga bunga raccattando saponette nelle docce di San Vittore.
Perché ci sarebbe qualcuno che governerebbe in maniera almeno più decente di questa banda di manigoldi.
Invece il Nulla.
Pacati impiegati che straparlano con vocaboli quali "inaccettabile" ad ogni porcata dei berluscones per poi ripombare nel vuoto pneumatico dove si crogiolano fino alla successiva, identica pseudodichiarazione di non-intenti.
Leggasi: "Non siamo capaci di fare una O col culo, ma lo stipendio diocane se sappiamo prenderlo".
Pregate il vostro Iddio che il vento non cambi davvero, perché per ora è soffiato solo un refolo.
Perché se Berlusconi lo conosciamo e sappiamo che palata di sterco d'uomo è fin dalla sua discesa in campo, sappiamo pure chi siete voi. E non sia mai che questa classe politica non venga spazzata via tutta insieme, perché voi sarete i primi che verremo a cercare.

Coi nemici ci sono delle regole, quando questi perdono.
Con gli infami no.
Regolatevi.

(nella foto: il monumentale risultato della "fabbrica del Programma" del Partito Democratico)

giovedì 7 luglio 2011

MAZZETTA

Uno dei primi blog che ho iniziato a seguire.

So che é un giornalista free-lance ma nient'altro. Non vado a sfrucugliare nelle vite delle persone che stimo, visto che mi basta abbondantemente quello che da anni leggo sul suo blog.
Di sicuro é uno di cui fatico a non condividere anche le virgole.
Non so quanti followers abbia, nè quanto sia popolare nella blogsfera, mi permetto di segnalarlo però perchè quando qualcuno riesce a scrivere un post tanto vero quanto preciso e realista, che fotografa alla perfezione lo stato del dissenso in Italia, non posso che appaludire e condividere.
Il post lo linko qua sotto.

Mettetevi comodi.

E leggete QUA.

(nella gif animata: parodia di una manifestazione italiana)

mercoledì 6 luglio 2011

ZONE TEMPORANEAMENTE AUTONOME

"Questa volta però vengo come il Dioniso vittorioso che trasformerà il mondo in una vacanza... non che abbia molto tempo....."
(dall'ultima lettera di Friedrich Nietzsche a Cosima Wagner quando aveva già il cervello in via di frittura)


Certo che quanto si appresta a fare l'AGCOM mi fa incazzare.
Anche se i ritocchi alla normativa dovrebbero, a sentir loro, placare gli animi. Col cazzo.

Anche questa autorità (che tanto per cambiare non coincide con il termine "autorevolezza") non è nient'altro che un'appendice di maggiordomi al servizio di una casta politica odiata come nessuna dalla nascita della Repubblica Italiana.
E la gente della Rete ha fatto bene a muoversi, pure io ho messo la firma, per quanto la cinica disillusione che mi assale ogni volta che un organo di potere cerca di mettere lo scarpone sopra la libertà di espressione di questo paese del cazzo mi porta puntualmente a pensare che il disegno originale se non passa alla prima avrà una seconda occasione, una terza e via dicendo finché non sarà portato a compimento.

Ormai la volontà popolare è un ologramma che il potere plasma a suo uso e consumo.
Vedere quello che si definisce il principale partito d'opposizione inscenare un balletto ignominioso per le intelligenze dei cittadini come ha fatto in occasione dei referendum è roba da paese del Quarto Mondo, nel quale leggi come quella che l'AGCOM si appresta a mettere in pratica ci proiettano dritti come sparati da una bottiglia di spumante.
E quarto mondo lo siamo davvero, se consideriamo solo per un attimo quanta gente è pronta a rivotare questo governo. Gente per cui il termine "democrazia" significa "libertà di fare i cazzi propri in culo a chi si guadagna da vivere onestamente", cioè quello che dovrebbe essere il titolo dell'ultima manovra finanziaria.
Eppure se si andasse alle elezioni ora magari prenderebbero la scoppola ma qualche milionata di pronipoti neanderthaliani in stato regressivo li raccatterebbero lo stesso.

Anni fa (correva l'anno 1993) la Shake edizioni pubblicò un libro che aveva smosso in maniera abbastanza notevole il circuito della controcultura. Il libro esiste tuttora (ne ho una copia qui davanti) e si chiama T.A.Z. - Zone temporaneamente Autonome. L'autore si chiama Hakim Bey.
Non ho seguito poi molto gli sviluppi del dibattito nato intorno al libro anche perché certa intellighenzia controculturale mi provoca spesso l'istinto di mettere mano al Sempre Santo Subito Gaìno (ndr: il piede di porco tradotto in livornese) e spaccare qualche cranio. Quindi per quanto riguarda il contenuto il dibattito me lo sono fatto tra me e me e semmai lo posso allargare all'amico Syd MIGX che a suo tempo curò la traduzione italiana del testo e che tutto è fuori che un rappresentante dell'intellighenzia controculturale italiota.

Il succo del libello è questo: scordiamoci le zone permanenti da dove scambiarci idee, informazioni, lotte e passioni. Il futuro ci vedrà saltare da una zona all'altra, zone temporaneamente autonome o TAZ appunto, dove progettare, aggregare e lanciare il guanto di sfida. Per poi sparire e costruire una nuova TAZ una volta individuati.

La Rete non è più una TAZ da tempo.
Per questo delibere come quella che permetterebbe all'AGCOM di chiudere siti o cancellare contenuti sono all'atto pratico ridicole ed anacronistiche oltre che stupidamente liberticide.
Dicevo nel precedente post del bisogno di informazione e del "sentire" che la Rete ha scatenato in tanti cittadini i quali magari senza l'ausilio del mezzo informatico non avrebbero maturato così precisamente una coscienza partecipativa, culminata con un risultato agli ultimi referendum che perlomeno ha sancito il superamento del mezzo catodico e degli apparati di partito. Ma è solo un primo passo.

E' normale che il potere cerchi di mettere ogni sorta di ostacolo alla libera circolazione di informazioni nonché alla libera espressione dei cittadini. Mica crederete che questo sia davvero un paese democratico solo perché abbiamo MTV, possiamo vedere tette e culi a qualsiasi ora in televisione e possiamo votare un partito diverso da quelli che governano (anche se l'unico che mi viene in mente è il PCL di Ferrando, quindi il Nulla).
E' quindi altrettanto normale che la Zona Temporaneamente Autonoma che finora abbiamo usato stia stretta soprattutto a chi vuole usarla come contrapposizione etica e culturale a questo sistema. E non parlo solo di movimenti e antagonismi, ma anche di quei cittadini che si sono fracassati i coglioni di quella banda di delinquenti senza vergogna che occupa il Parlamento. E che dopo la manovra finanziaria hanno ulteriori argomenti per auspicare la sparizione di questa casta vergognosa.

Quindi credo sia arrivato il momento di iniziare a sondare il campo per stabilirsi in una prossima TAZ.
E ho come il sentore che questa sarà per le strade.
Lontani dagli occhi del potere, lontani dai suoi satelliti, dalle sue telecamere, dalle sue divise.
Perché, come spiega Bey, non stiamo organizzando una Rivoluzione ma uno stato di Insurrezione Permanente.
Eh sì, perché alle leve del Potere ci saranno pur sempre loro, ma sono loro che devono avere ancora e continuamente paura. Quella paura che fa loro partorire leggi da dittatura delle banane come quella contro cui si è rivoltato il popolo della Rete ieri sera.

Per questo le loro mosse mi fanno incazzare.
Ma non mi fanno assolutamente paura.

(P.S. In realtà "T.A.Z." spiega molto di più, partendo dalle imprese delle comunità pirate dei secoli scorsi, mescolando il sufismo con quello che Bey chiama "nomadismo psichico", tutta roba molto piacevole alla lettura ed ancor più affascinante se messa in pratica. Peccato che Bey venga perlopiù ricordato come il primo teorico dei Rave party, nate sì come T.A.Z. ma prontamente svilite da modaioli e deficienti assortiti. E da palate di musica di merda, aggiungerei).

lunedì 4 luglio 2011

NON LI VOGLIAMO

Che ci siano poteri più o meno forti dietro la TAV (che sia la Yakuza o Cecchi Gori poco importa) era cosa abbatanza plausibile.
Il giudice Imposimato parla di Piovra.
E vabbè, tanto la Polizia mena lo stesso. E tira gas proibiti. E si fanno un branco di male gli EROICI (leggere bene questo link, perché chi sono i nostri eroi è bene saperlo, tante volte l'informazione in rete non sia abbastanza) TUTORI DELL'ORDINE, quelli che tutta la frittura di paranza assisa in parlamento s'affanna a ricoprire di elogi e peana.

Ma che vadano a stroncarselo nel culo e io no.

Mi preme sottolineare che dopo il risultato referendario la sedicente opposizione ha definitivamente dato balta alle sinapsi, a partire dall'argomento lavoro.
Che gioia vedere la Camusso mettersi a ceccia con quei due valvassini di Bonanni e Angeletti. Ci mancava Santa Emma troneggiante e d'aura di luce splendente e benedicente e si poteva anche mettere il bricco del caffè.
Ora, mi domando se tutto questo accanirsi sulle quote rosa debba poi portare a ritrovarci donne che riescono nell'ardua impresa di farci cascare le palle ancora più fragorosamente degli uomini.
E porcoddio, voglio un segretario della CGIL trans.
Tanto peggio degli altri non può fare. Anzi, solo per il gusto di vedere l'espressione da tricheco di Bonanni ai tavoli delle trattative.

Il PD

scusate, che ne parlo a fare  (godete popolo)


anche perché s'è visto quanto si sono agitati per difendere il diritto alla libera espressione sancito dalla Costituzione e che la legge bavaglio sui siti che l'AGCOM (sì, proprio quell'organismo che dovrebbe vigilare ad esempio sul perché una rete abusiva come RETEQUATTRO ancora trasmette col suo direttore di telegiornale pappone e infame) potrebbe chiudere a suo piacimento.

Ma loro non sanno, come cantava Nada su testo di Piero Ciampi ("Confiteor", un capolavoro)

Non sanno che il cosiddetto "popolo della rete" ha innescato semplicemente quello che "la gente" tanto invocata dalla casta per legittimare le proprie delinquenze, vuole veramente per questo paese, dimenticando che più di un terzo del paese fra schedebianchenulleastenuti&c. più quelli che hanno votato partiti che non hanno raggiunto la soglia di sbarramento NON LI VUOLE.

Non sanno che oscurare un sito o un milione ormai non servirà più a un cazzo.

Che ormai circola un "sentire" e che questo, reprimendolo, non fa che rafforzarsi.

Il sentire che questa gente va mandata via. Che le Mafie si battono cacciando i loro referenti politici, il che equivale a dire che a questo giro ci vogliono tre ruspe, una a Palazzo Madama, una a Montecitorio e una a rincorrere il Buffo Omino di Arcore.
E poi mettere tutto in un bel compattatore.
Tanto non c'è neanche bisogno di fare la differenziata.
Per smaltire quei rifiuti si chiama Obama e gli si dice anche "Andate a dire in giro che ci avete liberato dai tedeschi, che avete deciso governi e protetto qualsiasi porcheria e poi ci lasciate in mano a 'sta banda di pestamerde? Ma andate a fà politica estera nel condominio di Via Speri a Shangai che magari lì fate meno danni!"

E le ruspe andranno avanti, perché la gente vuole sapere e vuole partecipare e soprattutto non vuole fare la fine del sorcio, come stanno ribadendo in Grecia, per colpa degli squali nascosti dietro gli sportelli delle banche, delle agenzie di riscossione, del fisco col fiasco e degli ormai irrinunciabili Poteri Forti, che altro non sono che quella banda di assassini affamapopoli che governano l'economia mondiale.
C'è una buona quantità di gente che vuole informarsi e poi confrontarsi e che una volta oscurato un sito andrà ad informarsi in altri modi, o addirittura riscendendo per strada a dire la sua.

Fateci caso, i difensori del Buffo Omino di Arcore invece stanno sempre più prendendo le sembianze di personaggi di una sit-com. Gente che se me la trovassi in casa chiamerei l'assistente sociale e anche il carroattrezzi.

Ci sono momenti storici in cui, come negli anni '70, ci sono stati politici distintisi per un qualche merito, a prescindere da come la si pensi.
Ad Andreotti si deve riconoscere una straordinaria ghigna a lastrone di ghisa quando si trattava di esibirlo come Ministro degli Esteri.
Specialmente in Sicilia.
A Zaccagnini quell'aura da Alma Pater fatta di pacatezza e tormenti interiori (t'anto c'aveva delle ghigne a fiocina di nulla, accanto)
Ad Almirante l'eloquio ed una certa coerenza nel sostenere una parte uscita piuttosto malconcia dalla guerra.
A Pietro Longo la bruttezza troppo ostentata per essere vera. No, bimbi era veramente una brutta cosa






e qui è venuto bene.
Insomma, come un bignamino della memoria, il "sentire" del tempo.
Io son curioso di sapere che dirà il "sentire" della gente di questi qua correntemente al governo.
Di uno per uno.

E' una picchiata che prima o poi avrà le sue conseguenze.

Speriamo di non farci male in troppi.

Un saluto ed un grazie a tutti quelli che erano lassù a ricordarci in che mani siamo.


(Nella foto: Capitan Klutz, supereroe improbabilissimo dell'immenso Don Martin. Dice ci pensa lui)

lunedì 27 giugno 2011

VASCO IO NON CI CASCO

Vasco non ce la fa più.

Non è che la cosa mi sorprenda eh.
Conosco uno dei suoi backliner quindi come vanno le cose un minimo lo so.

L'unica cosa che mi da fastidio è questa attitudine da bifolchi che abbiamo sempre avuto al momento di confrontarci con una realtà appena appena più ampia di quella che ci dà il vivere all'interno dei nostri confini.

Il rocker.
Il maledetto.
Quello della vita spericolata.

Facciamosi a capire.
Ha scritto qualche buona canzone.
File under: MUSICA MELODICA ITALIANA.
Rock un paio di palle.

Invece cazzo che figata rock una canzone su un'adolescente che si sditalina dopo i compiti.
Che figata a Sanremo - MUAHAHAHAHA - fare il dissidente e cantare "Vita spericolata" che musicalmente sembra un pezzo di Gigi D'Alessio (no? arrangiatela a dovere e vedete se un qualsiasi neomelodico napoletano non ve la canta a puntino).
Chi parla di Vasco Rossi e lo accomuna al rock andrebbe preso a schiaffi con la merda in mano e chiuso in un campo di rieducazione maoista.

Non più di 10 giorni fa sono andato a Rho a vedere Iggy Pop. 64 anni, (When I'm sixtyfour, dice niente?).
Sticazzi.
Mike Watt al basso (praticamente DIO). Un batterista che poveraccio non pigliava un colpo manco a pigiarcelo.
Ma lui porcoddio PORCOddio PORCODDIO.
IL ROCK.
Contatto. Vuole i pischelli sul palco. Toccare. Saltare. Andare avanti col fiatone. Senza mollare un attimo.
Raw Power, Search and destroy, I wanna be your dog, Shake appeal.
No, dico.
64 anni e dopo una vita che se quella di Vasco è spericolata non saprei proprio dove andare a prendere il termine "estrema".

E mi venire a parlare di Vasco rocker.

Vasco è un cantautore italiano. Un buon cantautore italiano.
Il suo miglior pezzo: "Non siamo mica gli americani". Stupendo.
Poi un sacco di ammiccamenti alla vita da gaudente giovanotto pieno di vuoto ma con tanto sentimento chepperò vabbè checcifaccio con tutta 'sta robba che non so levarmi un dito dal culo perchè son Generale delle Sciustentruppen (trad, sempre strafatto di coca).

Cioè la condizione nella quale sono più o meno il 90% dei nostri giovinotti, arruolati e no.

Quindi il saluto a Vasco glielo faccio, ma saluto un buon esponente del panorama della musica leggera italiana, appena appena più agitata dello standard cantautorale ma da qui a parlare di rock ce ne passa.

E mi sa che gli voglio più bene io che la torma di fanzs adeguatamente imbelinati dalla favola del "maledetto" e dello "spericolato".
Si è limitato a dipingere i vostri vuoti, la vostra limitata capacità di combattere annegata negli eccessi senza senso di chi si sballa perchè "così si fa" e lo ha fatto meglio di chiunque altro.

Ma il rock è lotta. Il rock è scuotere le coscienze.
Il rock è stare sul palco a 64 anni e spaccare culi, ballare sudati a contatto con 4 pischelli tirati su dalle transenne.
Il rock é Keith Richards, Ian Mc Kaye, Lou Reed, gente che se vede un giornalista di Studio Aperto gli caga sul microfono.

Lasciamo perdere il rock quando si parla di Vasco.
Per favore.

(nella foto: Elio: un uomo, un eroe, un comunista, un rocker. Un giorno vi spiegherò perché)

domenica 26 giugno 2011

ANCH'IO CONOSCO GENTE CONTRONATURA

Francamente comincio a pensare che Livorno sia boicottata dagli organizzatori dei Gay Pride, visto che ce n'è uno al giorno e qua non se ne vede l'ombra.
E ppure, data la pervicacia con la quale l'attuale amministrazione sta facendo scappare le grandi manifestazioni vedi Italia Wave, chiudendo i posti dove si fa cultura (The Cage, Spazio Zero, Fuoricentro, CSOA Godzilla), ridotto Effetto Venezia ad una misera parata di banchetti multietnici, lasciato il poco rimasto in mano ai soliti pochi, ecco magari un gay pride sarebbe stata l'occasione per farsi una serata di ribotta anche per noi poveri etero livornesi costretti a zompettare fra un locale e l'altro per poi scansare le pattuglie con gli etilometri nel tragitto verso casa.
Ovviamente anch'io ho qualche amico di quelli che vengono definiti gay.
E alcuni sono pure delle memorabili teste di cazzo. Proprio come succede in tutte le altre categorie.

Ma questo accanimento nel cercare di dimostrare quanto "i gay" siano contronatura perché "non possono formare una normale famiglia né avere figli" (il che porrebbe nel ghetto dei contronatura anche gli sterili ed i vasectomizzati, quindi), perché "non va bene" amare una persona del proprio sesso né - abominio - desiderare di farci semplicemente del sesso, che sono dei malati da curare o delle anomalie da sterminare, ecco io queste posizioni proprio non le capisco.
Anzi, mi sembrano proprio queste posizioni da cervelli contronatura.

Vado ad esplicare il perché.

Qualcuno cerchi di convincermi che non è l'amore l'espressione umana più alta. Più naturale. Più bella. Più nobile. Ma soprattutto che non è l'amore l'espressione umana che dovrebbe essere la Guida del Mondo.

Non ci riuscirete.

Se una persona ama, impara ad amare, sa amare, sta amando, sta cercando di capire come e quanto amare e come rivolgere il suo amore così in alto da farne beneficiare tutto il proprio ambiente, questa è una persona che sta dando uno squillo di tromba alla vera Rivoluzione.

Il fatto che, magari invece di trarre soddisfazione nell'infilare il pene A nella vagina B preferisca altre espressioni (mi viene in mente pareggiare le bollette di Equitalia della persona amata o prestarle la copia in vinile di "Marquee moon" dei Television o coivolgerla in un role playing ad oltranza nel quale vengono esplorate arti come il bondage ed il parkour da camera) non inficia il fatto che si tratta di una sano e gioioso scambio di energie positive fra adulti consenzienti.
Ho questa convinzione che l'amore sia sì l'esplorazione dell'essenza di un'altra persona ma anche la possibilità di proiettare le energie positive che il nostro amare ci dà nel quotidiano, sul lavoro, nelle altre relazioni.
E che la cosa trascenda ogni genere mi sembra un fatto ampiamente acclarato.

La regola dell'attrazione non la gestiamo razionalmente. E' nella nostra natura.
Ad esempio, quando passo dal lungomare personalmente vedendo le grazie delle giovani livornesi questa regola mi scatta almeno venti volte al minuto, dato conseguente al fatto che le ragazze livornesi sono - e di svariate incollature - le più belle d'Italia.
40 anni di sballottamento di ormoni comunque mi hanno dato un quadro piuttosto definito del genere di persona che può sollevare nel sottoscritto il coperchio del mio personale vaso di Pandora e che una volta aperto fa uscire fuori quel qualcosa che, appunto, chiamiamo amore ma che comprende anche attrazione, empatia, complicità e tutte quelle cose che si scatenano fra due persone oltre al rotolarsi vicendevolmente su qualche superficie non necessariamente orizzontale scambiandosi onde corporali e cerebrali che tanto fanno piangere il Papa.
Ed è bello sentire quanto queste sensazioni siano un tutt'uno con la Vita, l'Universo e Tutto Quanto.
Quindi non vedo cosa ci sia di sbagliato se, ad esempio, queste bellissime sensazioni vengano provate da un uomo verso un altro uomo o da una donna verso un'altra donna o da una qualsiasi forma di vita verso un'altra.
Di sbagliato vedo solo mettere paletti alla felicità di altre persone.

Ecco, chi si affanna a cercare di spiegare l'abominio costituito dall'amore di qualcuno verso una persona del proprio sesso, ma anche dall'attrazione, dall'empatia, dalla complicità e dall'istinto a rotolarsi vicendevolmente etc. etc., secondo me ha una gravissima disfunzione non tanto nei confronti di chi vorrebbe semplicemente amare ma nei confronti della Vita stessa.
In soldoni, sono contronatura.
Gente, brutta, cattiva e pericolosa.
Posso arrivare a capire chi vuole contrastare un'idea. Posso capire chi vuole contrastare un modello culturale.
Ma arrivare a cercare di negare l'amore significa essere gravemente malati.
Anzi, direi che cercare di negare l'attrazione, per quanto possa rivelarsi fallace e condizionata, è ugualmente contronatura.

Non oso pensare cosa possa esserci nella testa di qualcuno che vorrebbe imporre cosa dobbiamo amare e cosa no. Però sicuramente ne conosciamo gli effetti.
Pensate alle religioni. E dei loro portavoce in politica.
E stavolta non parlo soltanto della solita  bieca congrega chiamata Sacra Chiesa Cattolica Romana Football Club.
Degli "insegnamenti" scritti centinaia e centinaia di anni fa da gente probabilmente sociopatica e sicuramente orribilmente repressa a beneficio di pastori e pesciaioli di 2000 anni fa, oppure da invasati misogini per popoli chiamati alla guerra un giorno sì e l'altro pure, abilmente interpretabili per ogni evenienza grazie a metafore, parabole, sentenze e - soprattutto - l'ausilio di alteratori della mente sulla cui qualità non posso che rosicare fortemente pensando, ad esempio, a quanto doveva essere buono l'hashish prodotto in medio oriente ai tempi di Gesù.

Inutile rimarcare che centinaia e centinaia di anni dopo c'è ancora chi sceglie di essere guidato da questi "insegnamenti" nonostante la propagazione sia affidata a satrapi assetati di potere e danaro e la stragrande maggioranza dei "fedeli" non siano più pastori e pesciaioli (che anzi, attualmente risultano essere perlopiù atei e bestemmiatori) ma normalissimi individui del XXI secolo.
Ed è la visione distorta e contronatura di questa gente che ci ha messo nella merda. Perché alla fine, codificando l'amore in una sola ed unica forma (matrimonio uomo/donna) nega una varietà di forme dell'amore che l'individuo possiede nella sua essenza, nella sua Natura e che è un tutt'uno anch'esso con la Vita.
E' chi nega tutte le altre forme d'amore che deve superare un problema grave che ha nei confronti della Vita.
Anzi, direi di più.
Sono malati.
Da curare.
E qualcuno dovrebbe cominciare ad avere il coraggio di dirlo.

Perché un'umanità sana non è quella che si accoppia e procrea, ma quella che ama.
Poi, eventualmente, se lo desidera, si accoppia e procrea. Oppure no. Perché non è quello il punto.

E questi qua, accecati dall'odio per la libertà di amare e dalla loro sete di potere, l'Amore si rifiutano categoricamente di sapere cosa sia, perché non c'è cosa che possa spaventare il Potere più dell'Amore.

(nella foto: "Ebbene sì, sono malato. Tanto. Qui dentro.")

martedì 14 giugno 2011

SENZA NOME

Siamo ancora un paese dove i rappresentanti del governo all'indomani di una roncolata nelle gengive hanno la faccia di cercare di farsi passare quasi per vincitori, vedi ieri quel fardone di casino vestito a festa della Santanché; ormai dovrebbe partire il classico coro "scemi, scemi" ogni volta che aprono bocca, col cazzo che sciupo le monetine.

C'è un fondo di Lidia Ravera che parla di "popolo senza nome".
E che questo "popolo senza nome" ha deciso di far sentire la propria voce, decidendo il risultato del Referendum.
Non so se l'osservazione può apparire capziosa, ma questo "popolo senza nome" è il secondo partito d'Italia a tutti i giri elettorali e mi risulta strano che soltanto quando le voci "istituzionali" dell'opposizione istituzionale se ne accorgono e quando questi è messo in condizione di poter dire una parola chiara, questo popolo abbia un riscontro mediatico.

Quel popolo la propria voce la sta usando da anni, non facendosi rappresentare da questa classe politica e scegliendo di non votare nessuno dei partiti che si presentano alle elezioni.

Guardatevi le percentuali di astensione, bianche, nulle, invalidate e graffitate.
Mai andati sotto il 30%. Siamo una potenza.

Allora, al di là delle sofisticate analisi di mezzibusti, politicanti, sondaggisti, figurine e portieri del Benevento la realtà è che l'unico messaggio incontrovertibilmente chiaro dato dalle ultime due consultazioni elettorali é.

VI DOVETE LEVARE DAI COGLIONI.

Ma non solo questo governo di pagliacci, tutti. Opposizione compresa.
Perché é ora di cominciare a fare due conti. Il Buffo Omino di Arcore comincia a sentire sul collo il fiato della Storia. Ma ai suoi sodali travestiti da oppositori non penso vada riservato un trattamento migliore.

Senza andare troppo lontano a cercare finanziamenti Fininvest al giornalino dell'area migliorista del PCI (alla cui testa c'era un certo Giorgio Napolitano), o bicamerali-burletta che hanno di fatto rafforzato in modo decisivo il Buffo Omino, o Veltroni (basta la parola): vorrei far notare al gaudente popolo del referendum che il signor Bersani, prima di fiutare l'aria che tirava, pontificava di privatizzazione dell'acqua col suo solito pacato eloquio da parroco brillo di Sangiovese.




Che la corrente dei nuclearisti nel PD è tutt'altro che sparuta, che al concerto del Primo Maggio gli artisti hanno dovuto firmare una liberatoria affinché non pronunciassero discorsi in cui si facesse riferimento ai referendum, che la RAI (cioè il servizio pubblico pagato dagli utenti) ha conclamatamente  ed ignobilmente sabotato questi referendum senza che nessuna delle bocche ad idrovora in quota PD si sentisse in dovere di fare alcunché. Che i messaggi arrivati dai media di fonte PD vedono le solite trite richieste di dimissioni alle quali perfino il Berlusconi attuale risponde a pernacchie mentre prima D'Alema si stizzisce perché c'è chi vorrebbe elezioni subito ("primitivismo politico" dice), poi un'altro figurino piddino di cui ho rimosso il nome ieri in TV che ha la faccia di affermare che "Berlusconi deve governare fino al 2013 perché deve arrivarci logorato". Non da voi, sicuro.

E' un dato di fatto che questi qua non rappresentano nessuno se non il giro di interessi delle loro cricche.
E' un dato di fatto che gli interessi di questa gente e delle loro cricche non coincidono MAI con quelli dei cittadini.
In tema di energia, in tema di lavoro, in tema di servizi, in tema di politiche sociali.

Allora se veramente il popolo senza nome può avere una voce, e se quando questa voce si alza immediatamente altro popolo si aggrega perché ha finito di tapparsi il naso e finalmente vuole urlare, è il momento di prendere il coraggio a quattro mani e dire a questi signori che devono andarsene. E pagare il conto.
I Berlusconi, i Tremonti, gli Alfano, i La Russa, i Gasparri e tutto il circo Mediaset
ma anche
i D'Alema, i Veltroni, le Finocchiaro, i Letta e i Bersani.
Via. Raus. A lavorare.
Proprio ora che la sedicente opposizione sta già guardando voluttuosamente quelle poltrone su cui sono seduti i culi dei servi del Buffo Omino di Arcore.

Non serve un comitato d'affari che ne sostituisce un altro.
Questo non è il momento di sedersi a festeggiare, è il momento di urlare più forte.

mercoledì 8 giugno 2011

PRECARI DI TESTA

Una disamina sul rapporto del Censis che ha scandagliato le abitudini degli italiani l'ha già fatta Will sul suo blog ma anch'io sono rimasto molto incuriosito dai risultati, che definirei alquanto ottimistici.

Riassumo in breve:
l'85% degli italiani ritiene di essere l'arbitro unico dei propri comportamenti.

Ora resta da capire come mai i tribunali sono costantemente sommersi di cause, civili e penali visto che ognuno ritiene di essere giudice di se stesso.
Mi ricorda qualcuno. Qualcuno molto in alto ma molto basso, in tutti i sensi.

O forse è proprio perché ognuno pensa di essere giudice unico delle proprie cazzate che serve qualcun altro che intanto stabilisca chi è il giudice.
E questo in un paese che sta facendo dell'interpretazione legislativa un'arte trasformista da far invidia a Lon Chaney, a meno che una delle parti non si chiami Gerit Equitalia e l'altra sia un poveraccio.
(mi si perdonino i continui riferimenti agli strozzini di Stato, non devo loro un euro al momento, ma parimenti se i loro numi tutelari ed i loro esattori venissero spianati da una raffica di napalm  farei ugualmente carosello con la mia auto in Piazza della Repubblica a tutto clacson per tre giorni e potete giurarci che avrei un discreto seguito).

Per farla breve l'85% degli italiani pensa di essere Berlusconi.
Con la sottile differenza che rispetto al Buffo Omino di Arcore non contano un cazzo.
E questo già da un minimo la misura di quali ometti ridicoli stiamo parlando.

Dice poi che la trasgressione nel divertimento è ammessa soprattutto tra i più giovani (44,8%).
Merda.
Rispetto alla percentuale di Sticazzi sunnominata siamo a livelli di vergogna assoluta.
Che vuol dire, intanto, trasgressione?
Bere chinotto? Farsi dei bei tapironti a due cartine lunghe? Farsi le seghe col dito in culo?
Il Censis non lo dice. E immagino i nostri ggiovani cosa abbiano inteso per "trasgressione, almeno considerando che per una buona fetta é assolutamente normale sbriciolarsi le narici o sbombolarsi di pasticche (sorry, non sopporto nè cocaina - una vera droga da stronzi - nè le pasticche, il miglior viatico per continuare poi a finirsi di psicofarmaci per limitare almeno i danni, che comunque volenti o nolenti sono irreversibili).
Insomma, vai a sapere.

Dice poi che quando è necessario bisogna difendersi da sé, anche con le cattive maniere (48,6% e si sale al 61,3 nelle grandi città).
Gli altri, suppongo, hanno la scorta.

Oppure confidano nelle Forze dell'Ordine.
O nei tribunali.
O nella Giustizia Divina.
O in Capitan Findus.

Va da sé che solo gli ultimi hanno ancora un qualche contatto con il mondo reale.

Per raggiungere i propri fini, dice poi, è bene accettare dei compromessi (46,4%).
Ma cosa mi si dice mai. Nel paese di Machiavelli (sì, grazie, abbastanza).

Poi dice che si può essere buoni cattolici anche senza tener conto della morale della Chiesa in materia di sessualità (63,5%).
Beh, vanno capiti.
Non a tutti piacciono i ragazzini.
Lo so che è una battuta scontatissima, ma una volta tanto potrebbero essere le zecche in tonaca ad essere meno scontate.
Comunque se ancora qualcuno avesse dei dubbi sulla doppia morale dei fans dell'Amico Immaginario eccoli serviti.

In compenso sono in crescita i comportamenti aggressivi: fra il 2005 ed il 2009 +35,3% fra minacce ed ingiurie (e qui però va considerato se sono rivolte agli stronzi appartenenti alle categorie precedenti, al che la percentuale sarebbe da ritenersi vergognosamente bassa), lesioni e percosse +26,5% cioè oltre a quelle normalmente somministrate negli anni precedenti.
Reati sessuali +26,3%.
I soliti buontemponi daranno certamente la colpa alla crescente incidenza degli extracomunitari.
Io sono più propenso a dare la colpa alla crescente stronzaggine degli italiani, viste le abitudini del maschio bianco, latino e cattolico e, dato che non ho la minima voglia di spulciare altre statistiche oltre a quelle che ho già letto da tempo aspetto qualcuno che mi smentisca.
Lo so, mi piace vincere facile.

Poi l'Uovo di Colombo.
Quello che Will nel suo blog mette in primo piano.

Dal 2001 al 2009 c'è un lievissimo +114,2% di aumento del consumo di antidepressivi.

Ma allora?

Non sarà mica che i Giudici del Proprio Destino, i moralisti a un tanto l'etto, gli spaccascoregge maneschi e violenti che per 20 anni si sono fatti incantare da un  venditore di acqua colorata spacciata per Pozione della Felicità siano in realtà niente più e niente meno che degli ometti di merda? Degli asini che si credono leoni ma che una volta davanti allo specchio delle proprie responsabilità vanno in pezzi come un puzzle da 600 pezzi colpito da una pallonata?

Sia chiaro che non considero l'uso degli antidepressivi prerogativa dei soli omini di merda sunnominati.
Ma il dato dimostra che siamo inseriti in un ingranaggio, un sistema che i nostri italianuzzi ex-fieri conquistatori del Mondo, Santi, Poeti e Navigatori non ce la fanno a sostenere.
Non gliela fanno proprio.

E allora paura.
Paura che della gente dalla pelle scura, povera, zozza ma con degli obiettivi precisi e soprattutto per niente depressa ci faccia un culo grande come il Traforo del Frejus.

Comincio a pensare che questa paura cominci ad avere i suoi perché.
Ma, detto fra noi, se il peggio succedesse potrei solo chiosare con il più classico dei

SE LA SONO CERCATA.

Per conto mio cambierebbe poco.

Fra il combattere degli zozzi presunti cattolici dalla doppia morale, voraci come piranha ed egoisti come Inzaghi sotto porta, ed il combattere qualsiasi altra categoria con la solita brama di potere, sempre dall'altra parte della barricata mi toccherà stare.

E fiero di starci.

domenica 5 giugno 2011

FAMIGLIE CRISTIANE

L'anatema di Stramalidetto XIV contro le coppie di fatto non ci coglie impreparati, sebbene ogni volta che l'Umile Vignaiuolo dà aria alle carie la raffica di stronzate che ne esce lascia sempre con un vorticoso movimento rotatorio dei testicoli tanto da consigliare l'astensione per ogni gentile signora che nell'immediato avesse intenzione di cimentarsi in un sontuoso pompino pena un raffreddore da fieno.

Non si capisce innanzitutto da dove una banda di pedofili e segaioli tragga l'autorità per sentenziare su scibili che li riguardano quanto la corretta accordatura della chitarra di André Segovia né quanto ci riguardi a noi il fatto che qualche milione di gente che parla con un amico immaginario gli dia pure retta. Cazzi loro.

C'è un post di qualche tempo fa scritto dall'amica Minerva Jones riguardo il concetto di famiglia e le trasformazioni che l'epoca sta apportando a questa struttura che sempre più sta mostrando la propria inadeguatezza a reggere da sola il tessuto connettivo sociale attuale. I concetti espressi possono apparire rivoluzionari anche a chi non sia attualmente coinvolto in beghe legali con ex-mogli, assistenti sociali e legislazioni in merito che a mio parere sono state scritte da un tossicomane in scimmia pesante e che andrebbero assolutamente cambiate, ma questo è un altro discorso.

Quello che appare ridicolo, se non fosse patetico, è questo continuo richiamo alla "famiglia" come nucleo imprescindibile di una società mentre è proprio il concetto di famiglia così come le zecche in tonaca ed i loro sgherri cercano di imporre quello dal quale è diventato assolutamente necessario affrancarsi se vogliamo vedere veramente crescere questa società.
Non si vede infatti ragione per cui, ad esempio, una coppia di precari (ma anche una coppia dove uno solo dei genitori ha un lavoro precario) debba andare a complicarsi ulteriormente la vita andando a certificare legalmente e con tutte le conseguenze immaginabili in caso di separazione, un'unione che nel caso rimanesse semplicemente una convivenza avrebbe sicuramente una minore incidenza nella vita dei due individui che formano una coppia sotto ogni aspetto.

Se due persone vogliono formare un nucleo familiare basato sull'amore non hanno certo bisogno di imbarcarsi in avventure nelle quali una firma comporta il sottostare a leggi idiote ed anacronistiche.
E comunque resta un problema di coscienza: c'è gente che si sposa in Chiesa altrimenti i genitori non cacciano i soldi per comprare l'appartamento (visti coi miei occhi), ma fondamentalmente i moniti di Stramalidetto XIV hanno nei fatti l'incidenza di una scoreggia in mezzo al tifone Katrina.

Anche perché.

Il loro è un concetto di famiglia piuttosto curioso.

Leggiamo, ad esempio, come nella Chiesa si faccia elegantemente orecchi da mercante riguardo la vicenda delle "Maddalene" irlandesi e cioè di donne letteralmente imprigionate, vessate, torturate e spesso stuprate che venivano impiegate nelle lavanderie di ben quattro ordini religiosi di stanza nella simpatica penisola.
Una brutta storia sulla quale la Chiesa non ha mai ritenuto opportuno, come suo costume, prendersi le proprie responsabilità.
Stiamo parlando di stupri, di torture e di sequestri di persona, non di brodo di fagioli.
Non credo che a gente del genere affiderei il compito di sentenziare su alcunché, ma si sa, gli umani non hanno tutti una capacità di intendere e volere così definita. Almeno non tutti.
Eppure quello che, quando è commesso da un tunisino arrapato per il nostro popolino giustificherebbe la pena di morte, viene accolto dalle turbe quasi con sospetto.
Proprio come è successo quando si è cominciato seriamente a sollevare il problema delle violenze pedofile tra le fila delle zecche in tonaca, obbligando l'Umile Vignaiuolo ad una presa di posizione un tantinello diversa da quella espressa qualche anno fa nel suo breve trattato "Crimen Solicitationis".
Naturalmente a questo cambio di rotta ci abbiamo creduto, così come crediamo fermamente che le mucche normanne producono chinotto.

D'altra parte basti vedere quale sia la posizione della Chiesa nei confronti delle donne che regolarmente subiscono dai loro amorevoli mariti botte, sevizie e stupri (perchè, per quanto mi riguarda, un rapporto non consenziente è SEMPRE E COMUNQUE uno STUPRO).

Se vogliamo chiamare col proprio nome questa gente cerchiamo quindi di non girarci d'intorno.
Sono CRIMINALI. Niente di più e niente di meno.
Non vedo perché chi indossava una divisa nazista venisse considerato comunque un nazista, mentre chi indossa una tonaca venga considerato a priori una persona degna di rispetto sebbene sia agli ordini di cotanti delinquenti; delinquenti e pure impuniti.

Forse è proprio l'impunità il fattore che affascina decisivamente una discreta fetta di italiani dei quali non mi onoro manco per il cazzo di condividere la cittadinanza.
Sennò non avremmo ancora sulla sedia di Presidente del Consiglio la macchietta umana che abbiamo.

E' piuttosto sintomatico comunque che la Chiesa dimentichi puntualmente di porre accenti sulla conditio sine qua non che dovrebbe cementare ogni unione, di fatto o di fatti, in Chiesa o nei Palazzi Comunali o nelle Sale del Regno dei Testimoni di Geova: l'Amore ed il rispetto per la persona.
Condizioni che quando vengono meno ci chiedono di sopportare con cristiana rassegnazione.
Col cazzo.

Parlino per i loro fans, i Papa-boys, le beghine, le prefiche e quelli che senza il loro amico immaginario non trovano un senso nella vita.

Per conto mio mantengo la mia libertà di scegliere come ed in che forma creare il mio giro di affetti che chiamo "famiglia", sperando che le zecche in tonaca non ne rosichino troppo, chè la deforestazione comincia ad essere un problema assai grave.
(foto Archivio famiglia Pezzi)