giovedì 10 settembre 2009

ABRUZZO: O QUANDO LE TRAGEDIE NON VENGONO MAI SOLE


La prossima volta che succederà una calamità naturale (tocchiamoci tutto quello che possiamo, ma rientra nella casistica normale il fatto che in Italia periodicamente questo possa succedere) i poveretti che la subiranno prendano adeguato insegnamento da quanto sta succedendo in Abruzzo.

Nei giorni immediatamente successivi alla tragedia abbiamo assistito ad una copertura mediatica degna dell'Apocalisse, con servizi che già allora, però, non lasciavano presagire niente di buono.

Forse qualcuno ha dimenticato, io no.

Non ho dimenticato la squallida fanfara con cui al TG1 hanno annunciato il picco di audience grazie ai servizi sull'Abruzzo.
Non ho dimenticato le inviate dei TG Mediaset andare a svegliare della povera gente che aveva appena perso tutto e stava bivaccando in macchina, puntare loro negli occhi un faro accecante e chiedere con tutta la naturalezza del mondo "Perchè siete in macchina?"
Non ho dimenticato quella pompinara (sì, perchè non vedo altre ragioni plausibili per cui un'individua così possa arrivare a fare servizi su un TG) che si è permessa di andare a rompere i coglioni ad un matrimonio pochissimo tempo dopo il terremoto con un'invasività ed un'arroganza degna di una selva di cazzotti nel viso e che ha trovato pure la faccia tosta di litigare con lo sposo che chiedeva un minimo di decoro.





Ho voluto postare un'altra volta questa raccolta di "perle" della nostra TV perchè mi piacerebbe chiedere ORA a questa spazzatura umana armata di microfoni e telecamere

DOVE CAZZO SIETE ORA?

Come state esercitando il vostro diritto di cronaca e dove state portando la vostra "solidarietà" ora che le bugie e la gestione da palazzinaro senza scrupoli del Buffone del Consiglio e del suo degno sodale Bertolaso ha provocato ai terremotati l'umiliazione di una seconda tragedia, che però sicuramente non potrà avere una copertura mediatica simile al terremoto perchè questa ha dei responsabili ben precisi ed individuabili.

Quale?

Innanzitutto lo smembramento scientifico di una comunità seguita dall'espropriazione e dall'allontanamento dei luoghi cari alle persone che fino a quel maledetto giorno costituivano il quotidiano della gente che ci viveva.
L'ingiustificata ed ingiustificabile adozione di misure restrittive tali per cui nelle tendopoli è proibita ogni attività di aggregazione e di scambio tra la popolazione, misure tipiche di chi è abituato a gestire con piglio fascistoide ogni faccenda che teme di non saper tenere sotto controllo.
I criteri con cui hanno destinato gli alloggi scatenando una, per loro provvidenziale guerra tra poveri.
Quelli, invece, con cui hanno deliberato il come, il dove ed il perchè costruire alloggi costosissimi piantati in mezzo alla struttura naturale del paesaggio compiendo uno scempio invece di scegliere soluzioni alternative meno costose e sicuramente più ergonomiche per i cittadini già provati da quell'immane tragedia.
Il perchè è facilmente intuibile visto che il paventare la corsa di ditte dalla dubbia reputazione alla "ricostruzione" (e togliere il "ri" è d'obbligo) risale al giorno dopo il terremoto.
Non ci si poteva sbagliare.
E, in base a questa poco edificante situazione cosa hanno fatto i nostri media, quelli che arrivavano fin dentro le macchine coi fari accecanti a porre domande più idiote di quelle che un Marzullo qualsiasi potesse mai concepire?

Hanno tolto la parola agli abruzzesi.

Almeno a quelli che potevano dire come stassero veramente le cose.

E allora ci si affida alla Rete; riporto per l'ennesima volta due blog, gestiti da due persone con due differenti convinzioni politiche, dai quali si evince che la seconda tragedia vissuta dagli abruzzesi è quella dell'intervento del governo e della sua inqualificabile informazione.



Per chi non lo avesse ancora fatto consiglio di prendersi una mezza giornata e leggerli entrambi molto attentamente. Molto ma molto attentamente.
E poi venitemi a dire se quello che ho scritto qui sopra sono cazzate.

Ma non fermiamoci, eh no.
Perchè c'è una terza tragedia. Forse la peggiore.
Anzi, sicuramente la peggiore.

Perchè il terremoto, le sue ferite, i suoi danni, i danni dell'irresponsabilità e dello squallore umano di certa informazione e la gestione ignobile del governo, pur nella loro drammatica dimostrazione di sfruttamento del dramma per convenienza ai fini del consenso non scalfiscono il carattere fiero e combattivo di chi il terremoto lo ha subito, una prova è la lettera al Presidente della Repubblica che comunque in occasione dell'ultima visita poco ci mancava che tirasse fuori cappellino a punta, trombetta e naso finto descrivendo con irresponsabile ottimismo una situazione che non esiste.
E se avesse visto solo quello che gli hanno voluto far vedere starebbe a lui stesso il pretendere di vedere non solo parzialmente la realtà e comunque di non mandare al Paese messaggi zuccherosi quando il fiele scorre ancora a fiumi.

Quello che invece è peggio del peggio - potevamo sbagliarci - è la immancabile squadriglia di cretini per i quali tutto ciò che è realtà è solo quanto passa in TV, e poi cosa pretendono questi terremotati, ma cosa hanno da lamentarsi che non gli va bene niente anche quando il governo del "fare" gli sta costruendo delle case già arredate e via dicendo.

Se volete un saggio dell'abiezione in cui questa gente sguazza aprite i commenti di un post a caso nel blog di Miss Kappa e buon divertimento. Scorrendoli troverete, oltre agli immancabili troll, puntuti e saccenti commentatori, quasi sempre rigorosamente anonimi, che oltre alle sguaiataggini di cui sopra, tipiche del cretino italiota che dalla sua poltrona dalla quale guarda il mondo pretende di pontificare su ogni scibile umano senza un briciolo di rispetto per le tragedie e le sofferenze altrui, troviamo inoltre l'immancabile categoria degli infami, guarda caso la principale fonte di ispirazione del giornalismo stampato di marca berlusconiana, che invia messaggi tesi ad inficiare la credibilità di chi scrive mettendoci la faccia attaccando su questioni personali ma evitando accuratamente di metterci la propria.
D'altra parte non tutti dispongono di un Feltri, di un Belpietro o di un Facci da taschino, cribbio.

Leggete pure, perchè è giusto vedere con i propri occhi a fronte di persone che hanno vissuto una catastrofe nella quale hanno perso casa, lavoro, affetti luoghi cari e tutte quelle cose che compongono un quotidiano costruito durante una vita c'è chi ha la faccia di infierire infamando e diffamando, di fare sfoggio della propria inutile, ignobile arroganza tipica dell'italiota convinto di avere titolo di parlare di cose che pensa di conoscere e di cui non sa un emerito cazzo.

Tanto per dare la misura di quale e quanto squallore umano stia scorrendo in questa penisola.

Questa gente probabilmente ha un lavoro, ha dei figli, ha una vita sociale (?), vota.

Niente di più facile che semini danni ogni giorno, per sè e per chi gli sta accanto.

E non può esimersi di aggiungersi alle tragedie che gli abruzzesi hanno sopportato e continuano a sopportare. Non a caso Berlusconi può continuare a sciacallare impunemente insieme ai suoi amici palazzinari mafiosi sulla pelle di questa gente.

Fateci caso: ogni tragedia ne porta invariabilmente altre concatenate tra loro, e gli italioti sono sempre e comunque la peggiore tra tutte, perchè ce li dobbiamo sorbire tutti, non solo i terremotati, e grazie a questa gente le tragedie si protraggono in un effetto domino senza una fine apparente se non quella costituita dalla forza di andare comunque avanti grazie alla propria forza ed al sostegno di coloro che, per fortuna, sono immuni dal virus dal quale gli italioti non si libereranno mai.

No, they can't.

mercoledì 9 settembre 2009

STRATEGIE


Quando si vuole attaccare un avversario politico è fondamentale stabilire una strategia, mi sembra ovvio.
Berlusconi, ad esempio, quando ha giubilato Giordano dal "Giornale" l'ha rimpiazzato pagandolo un fracco di soldi con Vittorio Feltri e non è bastato il tempo per cercare di spiegarsi la cifra percepita dal pitbull del premier che i motivi sono saltati fuori chiari e limpidi come la pipì di un neonato.

"La Repubblica" e "L'Unità" sono diretti da un buon direttore moderato (Ezio Mauro) e da una figlioccia della classe dirigente piddina dal buon piglio anche se un pò troppo brava ragazzina rispetto alle belve contro le quali si trova a combattere.
Però questo c'è.
Se non altro ci siamo liberati dalla pestilenziale presenza a "Liberazione" di Piero Sansonetti, tipico arredo da salotti in continua sfranellata con la peggior feccia destroide ed al quale andrà anche chiesto conto delle infami politiche redazionali portate avanti rispetto ai governi bolivaristi dell'America latina.
Bene quindi che se ne stia a dirigere un suo quotidiano (con quali soldi, visto che l'impresa di far fallire Liberazione gli era praticamente riuscita fino a quando qualcuno evidentemente s'è ricordato di appartenere ad un partito chiamato comunista e l'ha cacciato a calci nelle gengive) e continui a fare da arredo nei salotti televisivi.

Concita De Gregorio ha pensato bene, invece, di offrire spazio a Luigi De Magistris, il magistrato anche lui entrato in politica visto che il solo lavoro di magistrato onesto al momento garantisce solo insulti dalla destra ed un melmoso senso di intrighi fatti alle proprie spalle.

L'articolo di oggi del magistrato mi trova perfettamente, solarmente e scandalosamente d'accordo.

Anzi, dirò di più.

Se "Repubblica" e "L'Unità" volessero veramente fare il lavoro che i propri lettori auspicano direi che quanto esposto da De Magistris dovrebbe diventare la punta della campagna mediatica con la quale i due giornali cercano di contrastare la cappa di omertà, bugie ed infamie che la banda piduista-mafiosa dei berluscones ha fatto calare sui mezzi d'informazione.

Purtroppo invece di colpire al cuore siamo ancora ai calcetti nelle palle.
Difatti sui siti dei due quotidiani svettano trionfanti le "nuove" rivelazioni di Tarantini col solito contorno di bottanazze e politici tra i quali spunta ineluttabilmente la faina piddina di turno, tal Frisullo.

Parlavo di strategia: Concita De Gregorio ed Ezio Mauro sono due bravi giornalisti, almeno credo.
Quindi spero facciano in fretta a capire che la storia di Berlusconi-Papi-escort-coca e quant'altro può passare ad un profilo più basso e che i loro lettori sono pronti per raccogliere e trasformare in battaglia politica quanto De Magistris scrive nel suo articolo.

Siamo pronti a sostenere una battaglia che ci veda vicini a quei magistrati che indagano sulle affiliazioni mafiose e camorristiche dei rappresentanti di questo governo e che non siamo disposti a tollerare oltre uno Stato colluso con la Mafia; siamo vicini con qualsiasi mezzo necessario a coloro che vogliono definitivamente stoppare questa esclation mafioso-piduista che vuole toglierci libertà fondamentali conquistate anche col sangue da coloro che veramente hanno avuto il coraggio per conquistare questi diritti. Siamo pronti a mobilitarci, a scendere in piazza, ad affrontare qualunque ostacolo ora che la scuola ed il lavoro stanno accendendo i loro fuochi grazie alle politiche criminali di questo governo.

Vogliamo che il piduista mafioso sia smascherato ed è ora che chiunque gridi senza paura il suo sostegno a questi magistrati che devono sopportare anche le minacce per niente velate dell'omuncolo piazzato lì a realizzare il Sacro Verbo dettato da Licio Gelli.

Vogliamo che in tutta l'Unione Europea, in tutti gli stati civili, si sappia chi è quest'uomo. E che gli venga detto oggi, domani, dopodomani ed ogni cazzo di giorno che arriva in Terra, a nove colonne e in corpo 11.

Può darsi che a suon di inchieste venga fuori qualche nome della sedicente opposizione. Niente di più facile, dico io. E sarebbe il cacio sui maccheroni.
Non sia mai che in una botta sola riusciamo a toglierci dai coglioni anche una bella fetta di dirigenti politici che hanno ridotto la sinistra italiana, la più forte e partecipata del mondo occidentale, ad un cumulo di macerie trasportabili con un'Ape Piaggio e rinnovare finalmente e definitivamente un'opposizione che allo stato attuale fa più rabbia che spavento.

VECCHIO MIKE


Sono uno di quei 25 milioni di italiani che il giovedì sera stava incollato alla TV a guardare il Rischiatutto e sono anche uno di quei milioni di italiani cresciuti coi varietà ed i Sanremo (nonostante già a 10 anni comprassi Ciao 2001 e facevo la posta ai dischi di David Bowie e dei Led Zeppelin). Quindi ogni volta che devo accendere la TV non posso fare a meno di rimpiangere i personaggi che hanno fatto compagnia alla mia famiglia durante la mia adolescenza. Non ho mai avuto cuore di criticare i presentatori come quelli della foto qui sopra quando hanno fatto scelte diverse, come fecero Mike e Corrado, ad esempio.
Quella è gente che faceva il suo lavoro, e bene.
Molto, molto bene.
Quindi se un professionista come Mike Bongiorno, memoria storica dell'Italia televisiva si ritrova a raccontare cose come questa





significa che possiamo prepararci ad un mondo che ha dimenticato ogni forma di riconoscenza.

O che Berlusconi, ça va sans dir, è un uomo di merda.

(Voce dal fondo: "La seconda che hai detto!")

martedì 8 settembre 2009

IL CREPUSCOLO DEGLI DEI






Sarà il tempo, sarà quel refolo di rinfresco che preannuncia la fine dell'estate, sarà che i proclami del Sultano d'Italia si fanno ogni giorno più patetici e grotteschi ma ho come la sensazione che tra non molto tempo avremo una politica MORTA.

Già ora lo stato non è eccellente, l'autunno rischia di trovare masse sempre più enormi di lavoratori lasciati praticamente a se stessi in situazioni a dir poco tragiche e la scuola pubblica lasciata sola sotto le picconate della Gelmini, i gruppi intolleranti sempre più arroganti ed invasivi contro qualsiasi cosa ricordi loro che c'è una cultura libertaria.

Ho la netta sensazione che dovremo prepararci ad uno scontro, anche se non so di quale natura e quanto violento.
Ma in questo momento vorrei, per un attimo, puntare definitivamente il dito contro alcuni personaggi, perchè almeno qualcuno sappia che c'è chi si ricorderà di loro, qualunque sia l'evolversi di questa maledetta situazione. Questi personaggi sono colpevoli e complici dell'imbarbarimento e del declino strutturale di una terra che da sempre offre al mondo persone straordinarie, maestri d'arte, di cultura, di pensiero; persobaggi straordinari in ogni campo dello scibile umano, ne fanno testo i premi Nobel vinti da italiani praticamente in ogni sezione più volte, persone straordinarie anche nello sport, attività che richiede dedizione, sacrificio e talento.
Grazie a questi personaggi stiamo diventando un paese di merda.
L'ultimo nostro Premio Nobel è stato Dario Fo, prontamente infamato da quella schiera di bertucce adoranti del Mandrillo di Arcore, quindi si potrebbe dire un altro punto d'onore per l'artista milanese.
Le Olimpiadi di Pechino ed i mondiali di atletica hanno visto soprattutto lo sfacelo delle nostre federazioni sportive (a parte il nuoto), tenute su da un piccolo gruppo di atleti eccezionali con un desolante vuoto intorno.
La nostra immagine all'estero è ormai quella di un paese di rincoglioniti da un venditore di pentole che s'è accaparrato l'ormai totalità dell'informazione televisiva e che dai suoi giornali manda messaggi mafiosi ad oppositori, contestatori e dissidenti.
E la precarietà e la disoccupazione salgono, così come la disperazione di chi perde ogni giorno di più la possibilità di vivere una vita decente con uno stipendio decente.

Ovvio che prima o poi qualcosa si romperà di brutto.

Chi sono questi personaggi sui quali voglio puntare il dito?
Eccoveli qua.



















Ora qualche buontempone avrà da ridire: ma come, non è la destra che sta distruggendo la democrazia, l'Unità Nazionale, la libertà di stampa etc.etc. etc.

Credo che farò meglio a spiegarmi.
La democrazia è un sistema di pesi e contrappesi e le libertà che la Costituzione e le leggi democratiche garantiscono ai cittadini sono sottoposte alla vigilanza ed alla contrapposizione delle parti che rappresentano le anime del popolo elettore.

Chi sia Berlusconi non lo abbiamo scoperto al tempo della sua "discesa in campo" del '94.
Almeno chi non andava in giro con occhi ed orecchie foderati di mortadella; ed a maggior ragione chi fosse Berlusconi lo sapevano benissimo i nostri rappresentanti politici in Parlamento.

Sapevano benissimo che Berlusconi era l'esecutore materiale di un disegno nato con la Loggia Propaganda 2 e ben descritto dal Piano di Rinascita Nazionale e che per realizzarsi avrebbe avuto l'appoggio delle varie branche della criminalità organizzata con Cosa Nostra in prima fila.

Sapevano benissimo che il permettere a questo personaggio di appropriarsi dei mezzi di informazione scavalcando passo dopo passo leggi e regole avrebbe portato alla degenerazione di cui ora vediamo soltanto i primi effetti, ma che erano facilmente preventivabili visto che quando si concentra troppo potere in un solo ambito il sistema dei pesi e dei contrappesi smette di funzionare.

Quindi perchè? Perchè è stato permesso a Berlusconi di arrivare a guidare il paese con un conflitto d'interessi che non ha eguali nel mondo civile? E noi, siamo ancora un paese civile?

La risposta è che quelli di cui ho messo sopra le foto hanno preferito un patto scellerato fatto sulla pelle di milioni di cittadini, di lavoratori e di elettori, patto da cui sono usciti con tutte le ossa rotte, e con l'Italia ridotta nello stato in cui ogni cittadino democratico può vedere. E piangere.

Chi aveva il mandato di fare da contrappeso alla destra populista la quale dopo la stagione delle stragi di stato ha avuto modo di infilarsi nel pertugio lasciato aperto dalla corruzione dei vecchi partiti di potere, ha disatteso al suo dovere per mantenere quelle briciole di potere conquistate grazie al voto di milioni di lavoratori e di cittadini di sinistra.

C'è chi denuncia questo fin dai primi anni '80.

C'è chi non ha mai voluto ascoltare.

Fra poco, su questi schermi, la resa dei conti.

WIPERS - YOUTH OF AMERICA

A volte la fortuna di alcuni gruppi musicali arriva grazie ad altri gruppi che magari reinterpretano un loro brano, è una legge dello spettacolo normalissima e vale ancor di più per i musicisti.

I Nirvana, ad esempio, hanno interpretato brani di gruppi semisconosciuti ponendoli all'attenzione del grande pubblico, ad esempio i Vaselines dei quali coverizzarono la celebre "Molly's lips".
Tra i loro lati B, outtakes ed inediti (oppure sul loro "Incesticide") spiccava un pezzo che all'epoca catturò l'attenzione di molti fans del gruppo di Kurt Cobain il cui titolo era "D-7", un pezzo molto, ma molto bello che dopo un inizio sussurrato cresceva d'intensità mirabilmente orchestrato dalla disperata voce di Kurt.
L'autore era Greg Sage, leader degli Wipers; un gruppo ampiamente sottostimato prima dell'avvento del ciclone Seattle e rivalutato proprio grazie ai continui e deferenti attestati di stima dei musicisti dell'onda grunge.
E ne avevano ben donde. Gli Wipers sono un gruppo solido, senza alcun fronzolo ma guidati da un talento cristallino ed ammaliante come quello di Greg Sage e l'ascolto di uno qualsiasi dei loro dischi può tranquillamente fugare ogni dubbio sul perchè di tanti riconoscimenti da parte di colleghi più famosi che alle costruzioni armoniche degli Wipers devono qualcosa di più di un semplice grazie.

"Youth of America", cupo ed inquietante è il mio preferito tra i lavori degli Wipers, questa è la title-track.


E VOI PENSATE DI AVERE DEI PROBLEMI


Dopo l'attacco a Fini eseguito dal sicario Feltri provate a pensare cosa sta passando quest'uomo.

lunedì 7 settembre 2009

L'ARMATA BRANCALEONE CONTRO LO NERO PERIGLIO


Ormai quando faccio il giro dei siti di informazione devo solo tirare ad indovinare quale altra merdata è uscita dalla testa di Berlusconi o di qualche suo scherano, e di solito basta leggere tra i titoli di testa.

Credo sia assodato che questo pataccaro fascista e mafioso vada cacciato a calci in culo il prima possibile ed i suoi elettori sbattuti in un campo di rieducazione maoista per i prossimi quindici anni, purtroppo la realtà è un'altra e da buon anarcopragmatico devo necessariamente tenere di conto di alcune cose:

- L'opposizione non esiste
- La sinistra esiste solo nei Movimenti e politicamente conta quanto il due di coppe quando regna denari.
- Al momento Grillo e Di Pietro hanno fatto le uniche formazioni aggregative che hanno avuto una crescita di consensi. Un poliziotto ed un comico. Nemmeno nei film di Totò s'è vista una cosa del genere.
- Il PD (il partito dalla inguaribile sindrome da sdoppiamento, triplicamentoed a volte tetraplicamento della personalità) sta rompendo i coglioni da tre mesi con il congresso senza aver preso

UNA


iniziativa che sia


UNA

mentre dal governo si procede allegramente allo smantellamento della democrazia.

Intanto il 19 settembre in Piazza del Popolo a Roma ci sarà una manifestazione in difesa della libertà di stampa.

Non sarebbe una brutta cosa trovarci lì tutti. Precari, operai, antifascisti, bloggers e chiunque abbia voglia di far capire all'Untuoso che il tempo sta per scadere.

Prendere a pretesto la manifestazione della FNSI (che non sono affatto amici miei) e dar vita ad una aggregazione antiberlusconiana di proporzioni mai viste nella storia della Repubblica.
Così, tanto per dargli un'assaggio dell'aria che sta per cominciare a tirare per lui e la sua banda.

Salvo comunicazioni lavorative all'ultimo istante io ci sarò armato di videocamera e cellulare.
Non mi sogno neanche di fare appelli o chiamate alle armi, dobbiamo iniziare proprio da questo a vedere quanto ognuno di noi, individualmente, ha a cuore la democrazia.

Vedremo se siamo ancora in tempo a consegnare l'avviso di sfratto a questa banda di delinquenti o rimarremo un'armata brancaleone in attesa de lo Santo Zenone che, vista la ignava dose di cazzonaggine della banda, li salva da morte certa e li porta con sè a lo Santo Sepolcro.

domenica 6 settembre 2009

DOPO DI ME IL PEDILUVIO


Uno dei giornali sotto tiro del nostro ingiovibile premier, L'Unità, se ne esce con un articolo della direttrice Concita De Gregorio nel quale si può leggere chiaro e tondo e senza giri di parole che per governare è indispensabile l'appoggio del Vaticano.
Si prefigura uno scenario da Grande Centro in via di costruzione sotto l'amorevole cura dei vescovi ed annessi e connessi.

Di sicuro la Chiesa non starà lì a mugugnare senza poi alzare un dito, cioè la strategia comunemente e puntualmente usata dall'opposizione politica, ora che il birillo Boffo è stato spazzato via dal sicario Feltri; la Chiesa è permalosa e vendicativa. Hanno 2000 anni di intrighi di potere nel DNA e se tanto mi dà tanto i sicari dei vescovi stanno già lustrando i coltelli col Duraglit.
Detto ciò siamo al punto che una consistente parte di popolazione probabilmente vedrebbe una nuova DC o comunque un nuovo grande partito di centro-centrodestra come l'unica panacea possibile contro la degenerazione squallida e greve a cui Berlusconi ha condannato l'immagine del nostro paese; andate su un qualsiasi forum che parli di politica: se interviene un berlusconiano l'effetto è immancabilmente quello dell'irruzione ad un elegante cocktail party pieno di strafighe di uno zotico in mutande Cagi e canottiera con un cartone di Tavernello in mano e una forma di pecorino sotto il braccio che, tra un rutto ed una scoreggia, insulta i presenti e se ne va grattandosi il culo. Perchè se c'è una cosa acclarata è che l'elettore medio berlusconiano anche se lo ricopri di capi firmati farà sempre l'impressione del maiale vestito a festa.
Niente a che fare con i cupi e dimessi maggioranti silenziosi democristiani che davanti ti riempivano di calde e rasserenanti parole incomprensibili e dietro ti stantuffavano tre metri di fava ricoperta di carta vetrata. La Chiesa ormai non tollera più di avere inquilini impresentabili tra gli elettori del proprio schieramento di riferimento ed in tutto ciò il mite e saggio Pierferdinando Casini, che ha traghettato coerentemente l'area cattolica fuori dal disastro DC prima appoggiando Berlusconi poi smarcandosi abilmente sulla fascia in attesa del passaggio illuminante dei vescovi ora starà fregandosi le mani e quant'altro.

Quindi lo scenario che la De Gregorio propone è tutt'altro che fantascientifico.
Anzi, prevedo transumanze progressive ed inarrestabili anche dal PD, un partito che campa ancora sulla tradizione del PCI rinnegata in modo infame, che si sta progressivamente liquefacendo e che in caso di entrata in campo di un grande Centro evaporerà definitivamente lasciando rimpianti assai lievi tra gli elettori italiani e nessuno tra quelli di sinistra.

Dire invece cosa sta facendo nel frattempo la sinistra è impresa ardua e risposte che presupporrebbero almeno l'esistenza di un montepremi piuttosto cospicuo.

In questo gioco al massacro che coinvolge tutte le aree progressiste ma che ora sta toccando ogni area politica se ci sarà un "vento divino" che spazzi via veramente tutto, spero sia quello che porti via tutta la dirigenza della sinistra italiana attuale.

L'altra parte, tra equilibrismi e riciclaggi, farà quello che ha sempre fatto e stavolta il paese rischia di ritrovarsi senza difesa, quella che una volta era rappresentata dal PCI.

E allora saranno veramente cazzi.

giovedì 3 settembre 2009

LA DOMANDA FONDAMENTALE


Il ducetto di Arcore alza il tiro e litiga con chiunque osi interloquire con lui, e questo è un buon segno.
Chi si agita tra querele e tribunali evidentemente non si sente tanto al sicuro.

Fa piangere invece, e come poteva essere diversamente, la nostra opposizione.
Ora che si prepara a far fronte all'attacco della libertà di stampa si spera che una consistente parte del paese che si è limitata a gurdare le evoluzioni del pluriprescritto a capo del governo inizi a fare parte da protagonista piuttosto che buttare lì le solite invettive sui forum; ora che stranamente è un pò di tempo che Berlusconi non esibisce sondaggi (e nemmeno Repubblica, caso ancora più strano).

Le dieci domande + 10 di Repubblica hanno dato la stura alla peggior performance dei destroidi, che per DNA e per eredità morale hanno dalla loro quelle doti innate di ipocrisia, leccaculismo, delazione e messaggistica mafiosa. Così intanto hanno cominciato a sbranarsi fra loro, nel mentre il loro Padrone chiede risarcimenti milionari a L'Unità e Repubblica per aver avuto delle opinioni.

Il fatto che il Presidente del Consiglio abbia un comportamento sessuale da satrapo ed un sistema di reclutamento di ragazzotte pronte ad aprire qualsiasi buco a disposizione con l'anelito di un posto calcolabile fino a Ministro della Repubblica secondo il Buffone che ci governa, è una questione di privacy.

Sì, col cazzo. Ma i berluscones non hanno i mezzi cerebrali per discernere i cazzi del loro Padrone da quelli dei cittadini della Repubblica, ed in special modo di quel 60 e passa per cento che non li ha votati.

E allora sarebbe il caso di andare direttamente alla radice della questione.

Se proprio campagna di stampa deve essere vedrei con estremo favore quella finalizzata ad una sola, martellante, tranciante domanda:

COME LI HAI FATTI I SOLDI?

Ecco quale domanda dovrebbe essere posta a questo aborto della democrazia tutti i giorni, a nove colonne e per almeno le prime tre pagine di tutti i quotidiani che hanno a cuore la loro libertà di stampa.

Cerchiamo di capirci: l'origine delle fortune di Berlusconi è già a disposizione di chi si volesse sobbarcare della lettura di alcuni dei libri che giornalisti come Marco Travaglio hanno già dato alle stampe e che sono già costati a Berlusconi svariati euro in cause da lui intentate per diffamazione e regolarmente perse.

Sarebbe quindi l'ora di ribadire quanto quest'uomo è arrivato laddove una manica di deficenti l'ha messo usando sistemi CRIMINALI.

Può essersi salvato il culo grazie a leggi compiacenti fatte da sè, dalla ignavia e dalla compiacenza di un'opposizione imbelle e composta per la stragrande maggioranza da incapaci e da spocchiosi imbecilli che strategicamente possono tenere il confronto giusto con un tacchino ubriaco.

Ma la cosa che deve esser chiara fin dall'inizio è che sull'origine delle sue fortune e sulle sue manovre finanziarie, sul modo grazie al quale ha praticamente messo le mani sui gangli vitali dell'informazione, deve risponderne al Popolo Italiano, non a quella massa di lobotomizzati, di ipocriti e ladri che lo vota.

Giunti a questo punto pretendiamo di sapere perchè quell'uomo è arrivato lì, chi ha permesso che ci restasse e chi l'ha aiutato.
Lo so che i più avveduti sanno queste cose da anni, ma io vorrei leggerle a DIECI colonne su "Repubblica" su "L'Unità" su "La Stampa" e quasi quasi anche sul Corriere.

Tutti i giorni, a martello.

Deve essere messo in chiaro davanti a tutta l'Italia che Berlusconi è un politico che non avrebbe nessun diritto di governare un paese democratico, deve essere messo in chiaro ed urlato da tutte le piazze che non accettiamo un criminale a capo del governo.

Guarda caso le uniche domande al riguardo, ben circostanziate ed ancor meglio poste, le fece "La Padania" tramite la penna di Max Parisi, al quale auguro ora di non trovarsi dentro un pilone di cemento.
Dovettero dar veramente noia se poco dopo l'armata di Bossi traslocò in casa Berlusconi con tanto di figlioli e animali di famiglia al seguito.

Ora che per tante famiglie inizia il vero morso della crisi sarebbe interessante far sapere con dovizia di particolari chi è l'uomo che la sta gestendo.

Chissà che qualcuno non ricominci a far lavorare le sinapsi.

martedì 1 settembre 2009

SOLUZIONI SENZA RISPOSTA


La butto lì.

Si potrebbe sconfiggere Berlusconi in pochissimo tempo e con pochissime mosse?

Prima mossa: coalizzare tutti partiti a sinistra del PD in una unica formazione laica e socialista.
Non è fondamentale la falce ed il martello: se il popolo italiano ha ancora paura del babau dopo 60 anni e più di democrazia basta darglielo coi fatti.

D'altra parte se la nostra democrazia è malata non è certo colpa dei comunisti, almeno quelli che continuano a definirsi tali senza nessun tipo di sgomento. E la cosa dovrebbe essere ormai chiara a tutti.

Aprire ai movimenti con una serie di iniziative a respiro nazionale su tre temi: lavoro, donne e identità.

Sul lavoro c'è assoluta urgenza di dare voce a tutta la potenza da fuoco che l'arcipelago della sinistra è in grado di offrire in tema di lotte per i diritti. Quindi iniziare una presenza continua, assidua e costante nei luoghi di lavoro. Aprire centinaia, migliaia di sportelli per il lavoratore, dove si può avere ogni tipo di assistenza per chi sente il tocco letale di questa crisi, dall'assistenza legale a quella sindacale se possibile al di fuori del giogo della triplice, anche per mandare un segnale forte a queste sigle che sono ormai diventate semplici passacarte di Confindustria.

Un servizio che, se all'inizio sarà uno sforzo incredibile, potrebbe avere un ritorno adeguato in tempi brevi.

Sulle donne c'è da agire subito per riparare ai danni epocali provocati dal berlusconismo e dalla cultura infamante che ha riportato l'Italia ai tempi del Mesozoico.
Su questo è necessario coinvolgere quello che è rimasto il patrimonio ancora più affidabile della sinistra, quello artistico. Proprio per fare da perfetto contraltare allo sbracamento voyeuristico e misogino che contraddistingue la destra.

L'identità è quella laica, antifascista e socialista, quella da riprendere inmano con orgoglio ricordando quanto ha significato per il benessere del Paese l'avere avuto una base di sinistra onesta, votata alla lotta per i diritti, lavoratrice e non lavativa e che ha sempre preteso giustizia sociale e non squallide manfrine mafiose.

Se una bandiera ci deve essere, che abbia una storia gloriosa, non l' avvilente coacervo di compromessi che caratterizza questo PD.

Ora, qualcuno mi dica se di prim'acchito trova un nome, anche uno solo, in grado di guidare con forza e determinazione una simile formazione. Uno che abbia la tempra e la granitica risolutezza nell'affermare i propri valori che avevano che so, i Pajetta o i Pertini. La capacità di sentire la voce del suo popolo che aveva Berlinguer. Ma soprattutto la capacità di non piegarsi mai in nome di compromessi che stringerebbero la corda al collo da subito, con aree dalle quali storicamente la sinistra è antitetica come quella cattolica.

Il voto della gente si conquista con le azioni, non con gli inciuci, quindi se ancora la sinistra è interessata ad invertire l'imbarbarimento politico, sociale e culturale in atto deve semplicemente tirare fuori unita tutte le sue forze e subito.

La prima azione da fare dovrebbe essere una mobilitazione popolare che comprenda il contributo di ogni singolo italiano che ha finalmente capito che tutto il sistema che c'è dietro Berlusconi ed il suo governo, compresi i suoi comportamenti, non sono compatibili con una democrazia moderna ed iniziare una campagna nazionale per chiedere immediatamente le sue dimissioni.

Ci vergognamo di un presidente del consiglio come lui.
E la cosa deve essere estremamente chiara.
Vogliamo una democrazia vera.
Vogliamo una stampa libera.
Vogliamo una televisione che sia veramente di tutti.
Vogliamo che la politica tolga le sue mani dal servizio pubblico d'informazione e che regoli in senso veramente liberale il sistema delle frequenze radiotelevisive.


Ed inoltre vogliamo che sia fatta veramente luce sull'origine delle fortune di quest'uomo e di chi politicamente gli ha permesso di creare un'oligarchia televisiva ed un partito-fantoccio col quale ha avvelenato gli ultimi 15 anni della vita del nostro paese.

Finora quelli che hanno contribuito ad anestetizzare le masse col ritornello "l'antiberlusconismo non paga" hanno parlato: i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Ora possono anche andare a riposare.

Ora, in tutto ciò c'è un problema, come ho già detto: chi guida?

Ma una guida, veramente, serve?

Quale classe dirigente sta costruendo la sinistra?

Una cosa è certa: quando le risposte sono seguite da domande senza risposta la situzione non è buona affatto.