domenica 1 maggio 2011

IL DIALOGO E' FINITO

Travolti.

Letteralmente travolti.

I nostri media hanno sfornato uno tsunami di peana per due eventi che hanno monopolizzato ogni anfratto dell'informazione ufficiale, tanto che per sapere qualche altra notizia bisognava munirsi di bastone da rabdomante.

E' questo ciò che gli italiani vogliono?
Sbavare davanti allo sfoggio di cappellini idioti delle dame di corte inglesi e alla passerella di famiglie irreali?
Prostrarsi ginocchioni davanti ad un sostenitore di tiranni ed assassini ed al suo/loro amico immaginario?

"Scusate non mi lego a questa schiera, morrò pecora nera" , diceva un barbuto cantautore sposatosi da poco.
Ma non basta.
Perché questa marea di liquame non si limita a sommergere coloro che in questo liquame repellente sono ben felici di sguazzarci, ma ci viene solennemente imposta come strada maestra per la sopravvivenza in seno a questa società governata da poteri che definire assassini è una vergognosa edulcorazione.
E poi, a ridosso di un 25 Aprile che sempre in meno sono degni di festeggiare.
L'anno prossimo sarebbe il caso di presenziare a qualsiasi manifestazione pubblica dove si presenti una qualsiasi autorità politica in modo che queste cariche vengano allontanate a calci in culo, visto che non sono degni di rendere onore a chi ha dato il sangue per cercare di rendere l'Italia un paese libero da una dittatura nata dalla violenza squadrista collusa con i poteri borghesi, proprio come adesso, visto che hanno avuto la strada spianata da altrettanti delinquenti che sulle conquiste del popolo dovevano sorvegliare e difendere.
Come oggi, 1 Maggio, che vorrebbero spogliare del suo significato in nome del produttivismo bottegaio ed infame, in culo a quella categoria che lascia sul campo ogni anno centinaia di morti e che in nome del loro profitto rubano il futuro di migliaia di giovani e meno giovani precarizzando le loro vite ed a cui si vuole negare anche il diritto di festeggiare per un giorno.

Il tempo del dialogo con questa gente è finito.

Cerchiamo di prenderne atto il prima possibile, non quando cercherete i 5 euro per ricaricare l'I-phone e scoprirete che non avete più manco quelli.

8 commenti:

Inneres Auge ha detto...

SEcondo me il dialogo non è mai cominciato.

VioletPussy ha detto...

Mi hai ammutolita con le tue parole...Spero arrivi presto il giorno in cui gli italiani si stancheranno di prenderlo nel culo...Aspetto quel giorno a braccia aperte anche se sò che tu mi dirai di non sperare in una rivolta...Ma è più forte di me...

Spazzolone ha detto...

Il problema è proprio quello che gli italiani aspettano che sia qualcun'altro a fare la prima mossa per non assumersi responsabilità.
Siamo un popolo di merda,evidentemente,ci meritiamo ciò che "ci stiamo facendo accadere"
Il dialogo con questi non c'è mai stato,semmai ci sono state lotte più o meno partecipate o sentite,ma gli stessi che quelle lotte hanno guidato si sono rivelati poi i migliori alleati,di coloro che fino al giorno prima dicevano di combattere,mentre lo scopo era quello di raggiungerli,con i mezzi a loro disposizione e sfruttando chi veramente ha creduto in un riscatto sociale,che portasse ad una vita dignitosa e ad una equità nei diritti...Sè bònaaa!

sassicaia molotov ha detto...

Mi vengono in mente Pannella ed i radicali.

Spazzolone ha detto...

Perchè i sindacalisti? e bertinotti che edita con mondadori? e rifondazione che si fonde con la binetti? Me fermo sennò...pippone di dieci pagine.

marginalia ha detto...

Scusa il messaggio ot, am oggi ho fatto un alezione su Diane Arbus e mi sei venuto in mente
;-)

Roby Bulgaro ha detto...

Gran pezzo. Credo che ci sia veramente una sintonia tra noi blogger. Anche io in questi giorni sto scrivendo un breve pezzo su questo tema, evidentemente ispirato dal 1° Maggio, e dalla vergogna dei negozi sempre aperti. Profitto, profitto, ancora profitto... Per i padroni! Noi si sa cosa prendiamo. Prima o poi lo sistemo sul blog.

sassicaia molotov ha detto...

@Marginalia: cotanto accostamento mi onora, altroché. ;-)

@Roby Bulgaro: e lo sappiamo sì cosa prendiamo. E ogni volta frizza.