martedì 30 giugno 2009

CON OGNI MEZZO NECESSARIO


Che il popolo delle libertà sia in realtà un popolo di miserabili pezzenti è cosa che ho smesso da quel dì di mettere in dubbio.
E proprio nella destrorsa Viareggio c'è stata la puntuale conferma.
Leggere il seguente articolo per rendersi conto di quale feccia pensi, illudendosi, di avere il consenso della maggioranza del paese.

E dare un'occhiata qui:



E poi un'occhiata a QUESTO articolo.
Ora, che la sinistra ed il PD siano in siderale ritardo rispetto alle esigenze del paese di scrollarsi di dosso questo buffone indegno anche del Mago e Maestro di Vita Do Nascimiento e soprattutto di rimettere a cuccia la sua claque di pseudofascisti lobotomizzati è cosa risaputa.

Che la parola passi al popolo, quel 50 e parecchio di più % che non lo ha votato.

lunedì 29 giugno 2009

GERONTOCRAZIA


Abbiamo un Presidente della Repubblica che oggi compie 84 anni.
Che diamine, io a 84 anni voglio godermi il riposo della vecchiaia, se per caso dovessi arrivarci.
Di sicuro tutto vorrei fare fuori che il Presidente della Repubblica; se non altro auspico ci sia qualcuno più giovane, più dinamico, soprattutto più sveglio ed attento alla società ed al modo in cui questa cambia e si sviluppa durante il suo mandato.
Il richiamo di Napolitano che auspica uno "stop alle polemiche in vista del G8" dà pesantemente l'idea di un "troncare e sopire" quando non solo si sta ponendo un gravissimo problema morale nel paese, problema che Berlusconi rappresenta costantemente fin dalla sua entrata in politica ma che proprio adesso sta assumendo connotati patetici con sconfinamenti nel tragico, ma proprio quando sull'onda delle elezioni iraniane e del colpo di Stato avvenuto in Honduras si sta riproponendo in maniera urgente e pressante il problema del diritto al dissenso.

Per questo tra tutte le uscite di Napolitano questa mi sembra di gran lunga la più infelice.
Innanzitutto ricordo al Presidente della Repubblica che nessuno ha dimenticato Genova.
Ricordo inoltre al Presidente che il problema della censura sistematica o tentata tale non riguarda solo gli iraniani o i cubani o i cinesi ma anche i terremotati abruzzesi e che non c'è G8 che tenga se il prezzo è quello delle libertà fondamentali, oltretutto tolte a chi ha appena perso casa, affetti e vita personale; un comportamento da veri sciacalli, con tutto il rispetto per l'animale che non meriterebbe di essere accostato a questi monumentali pezzi di merda.

Quindi ma quale cazzo di stop alle polemiche va cercando, Presidente?
Questo governo deve cadere. Punto.
Non ha sufficiente autorità morale, etica, politica e democratica per continuare a governare l'Italia. Siamo continuamente ridicolizzati e sbertucciati dalla stampa estera per colpa di un pericoloso buffone colluso con la feccia dell'Italia che ha scambiato il Paese per la sua garçonniere, che mentre centinaia di migliaia di famiglie si avviano verso la povertà mentre cresce l'intolleranza verso i migranti ed i rifugiati vorrebbe tappare la bocca all'informazione, che non avrebbe il coraggio di affrontare un pubblico comizio perchè la gente è INFEROCITA, e se ancora crede alla barzelletta del consenso, dei 75% e dei 61% che lo vogliono così vada a rileggersi i risultati delle elezioni e faccia la conta di CHI NON LO HA VOTATO.

Non scherziamo Presidente. Lei c'ha le sue belle pantofole sempre al suo posto, noi no.
Non abbiamo 84 anni e vorremmo arrivarci da persone libere e che non si vergognano di essere italiane.

Spero che la banda dei trentenni che cerca visibilità al congresso PD sia un inizio.
Oltre a questo governo è l'attuale gerontocrazia che va scardinata una volta per tutte.

sabato 27 giugno 2009

NEIL YOUNG



Lo ammetto, non sono in vena di tributi a Michael Jackson, credo che la sua cosa migliore sia la versione di "Don't stop 'till you get enough" che si trova sul "Live at CBGB's" di James Chance & the Contortions.
Neil Young è invece appena uscito con un nuovo album: "Fork in the road", che a mio avviso resterà come una delle migliori uscite discografiche di quest'anno.
Il vecchio Neil non è uno che dorme sugli allori, senonchè da metà anni '70 in poi è sempre più difficile trovare collezioni di dischi nelle quali non sia presente un suo album.
La sua voce sofferta e tagliente con quell'idea di falsetto che falsetto non è, rimane un timbro indelebile del folk-rock e del rock in generale degli ultimi 40 anni, riscoprirla è sempre, ineluttabilmente un piacere:




mercoledì 24 giugno 2009

EVIDENZA E FEDE


Provate a pensarci. Quanti libri sono stati scritti in nome della ricerca della Verità?

Il tema, va ammesso, è interessante. Perlomeno è un argomento di discussione gettonato fin da quando non esistevano neanche le religioni. Perchè ci sono verità parziali, che valgono solo in determinate situazioni, e verità incontrovertibili, o perlomeno che se qualche speculatore filosofico vuole ricamarci su deve ingaggiare un corpo a corpo contro un avversario difficile come l'evidenza, avversario dal quale si esce spesso sconfitti ed umiliati.

Ci sono poi verità ed evidenze per le quali di tanto in tanto qualche essere umano riceve quelle che nel buddismo vengono chiamate Engaku, cioè, verità rivelate che seppure incontrovertibili sono un pezzo del mosaico che rappresentà la Verità Assoluta, la quale però comprende anche verità parziali in apparente contrasto tra loro.

Il buddismo è una religione molto complessa e lontana dalla comprensione di chi ha maturato un meccanismo di ragionamento di stampo cattolico, forse per questo non ha mire espansionistiche così aggressive come quelle del cattolicesimo e dell'Islam, e per favore non mi si ponga la questione dell'intervento dell'uomo. I Vangeli, la Bibbia ed il Corano hanno in molti loro passi e Sure veri e propri inviti al genocidio, spero sia inutile mettermi qui a citare frasi e versetti nei quali sangue, terrore, minacce terrificanti e linguaggio da Questura di Genova durante il G8 cercano di incutere un Sacro Terrore in chi si avventura nella lettura dei passi e delle Sure suddette.

Tuttavia anche il buddismo indulge molto in un sistema di premi e punizioni grazie al quale la scarna storia conosciuta a noi occidentali dello sviluppo di questa religione non rende giustizia alla discreta sequela di troiai di cui preti, pretini e pretonzoli hanno fatto discreta incetta nel corso dei secoli.

L'insegnamento che personalmente ho tratto dalle mie letture e dai miei approfondimenti è che tutte le cosiddette Sacre Scritture di ogni grande religione conosciuta sono anticaglie se prese ed interpretate così come ora sono rappresentate in tutte le loro emanazioni, principali e ramificate.

Ma chi si azzarda a proclamarsi il Corretto Interprete di una qualsiasi delle Grande Religione in questa epoca e per le prossime a venire? lasciamo stare gli attuali ed i loro predecessori. Almeno se non siete fanatici della truculenta battaglia per il potere sugli uomini e sulle menti, con ogni mezzo e con ogni strategia possibile, cosa che è insita in ogni Grande Libro delle Grandi Religioni, se solo si va ad usare le frasi giuste nella pagina giusta e nel contesto giusto.

Ora, per continuare riguardo le Verità Parziali, mi rende oltremodo felice che un sacerdote, Don Paolo Farinella, abbia fatto un passo decisivo verso una verità parziale di fondamentale importanza, sia per il suo percorso, sia per la sua qualifica di biblista che sicuramente lo aiuterà a leggere in maniera positiva le domande che si pone nella lettera che qui segue:

Questa lettera, scritta da don Paolo Farinella, prete e biblista della diocesi di Genova al suo vescovo e cardinale Angelo Bagnasco, è stata inviata qualche settimana fa e circola da giorni su internet. Riguarda la vicenda Berlusconi, vista con gli occhi di un sacerdote. Alla luce degli ultimi fatti e della presa di posizione di Famiglia Cristiana che ha chiesto alla Chiesa di parlare, i suoi contenuti diventano attualissimi.

Egregio sig. Cardinale, viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E' il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città. Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato - o meglio non ha trattato - la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.
Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di "frequentare minorenni", dichiara che deve essere trattato "come un malato", lo descrive come il "drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio". Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell'omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull'inazione del suo governo. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale. Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la "verità" che è la nuda "realtà". Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell'Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi "principi non negoziabili" e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono "per tutti", cioè per nessuno. Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all'integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi. Non date forse un'assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi "parlate per tutti"? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l'immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E' forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l'attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l'8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell'inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo. I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra a stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull'odio dell'avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con "modelli televisivi" ignobili, rissosi e immorali. Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l'altro 50% sotto l'influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d'interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa? Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita "dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale"? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall'eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l'etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant'Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché "anche l'imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa". Voi onorate un vitello d'oro. Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da "mammona iniquitatis", si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che - è il caso di dirlo - è un silenzio d'oro? Quando il vostro silenzio non regge l'evidenza dell'ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: "troncare, sopire ... sopire, troncare". Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? "Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo ... si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest'urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti... A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent'altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire" (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una "bagatella" per il cui perdono bastano "cinque Pater, Ave e Gloria"? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall'ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: "Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix" (La Stampa, 8-5-2009). Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l'integerrimo sant'Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell'imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: "Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l'anima con il denaro" (Ilario di Poitiers, Contro l'imperatore Costanzo 5). Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei "per interessi superiori", lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile. Lei ha parlato di "emergenza educativa" che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei "modelli negativi della tv". Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l'arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del "velinismo" o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull'altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l'Italia. Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all'Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: "Non licet"? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro "tacere" porta fortuna. In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti. Genova 31 maggio 2009
Paolo Farinella, prete



tratto da: La Repubblica


Trovo la lettera sublime.
E trovo altrettanto sublime che a volte tanta letteratura, tanto studio e tanto sforzo della mente umana porta invariabilmente al risultato che per quanto ci si tormenti e ci bruci le cervella alla fine 1+1 farà sempre, invariabilmente, sicuramente, incontrovertibilmente, acclaratamente e senza possibilità di replica 2.

E se qualcuno vuole filosofeggiarci speculando e ponendo dei se e dei ma deve attendersi il corpo a corpo con l'evidenza.

lunedì 22 giugno 2009

ITALIANI E ALIENI



Qualcuno di voi conoscerà Ford Prefect, il redattore della "Guida galattica per autostoppisti" proveniente da Betelgeuse.
Ecco, sebbene il curioso alieno sia rimasto sulla terra per 15 anni prima di fuggire a bordo di una nave Vogon, egli una missione ce l'aveva: descrivere il pianeta Terra per la "Guida Galattica".
Il risultato dei suoi 15 anni di studi sulla razza umana, sulla sua storia, sulla sua cultura, sulle sue abitudini furono riassunte semplicemente nella frase "Praticamente innocuo".

Credo di avere assolutamente bisogno di una visione ampia come quella di Ford Prefect.

La visione della razza umana dalla prospettiva di un abitante del paese chiamato Italia comincia a diventare oltremodo sconfortante.
E certo non per il puttanaio che vede il nostro pittoresco Presidente del Consiglio nelle vesti di protagonista. Quella è una semplice replica dei puttanai che Re, Signori e potenti hanno fatto, con tanto di repliche, nell'arco delle poche migliaia di anni in cui la razza umana è arrivata a turbare la pace che regnava sul pianeta terra.
Illuso chi pensava che dall'illuminismo in poi queste squallide esibizioni di satrapismo sarebbero state via via eliminate dalla presa di coscienza del popolo. C'è una consistente parte di popolino che queste cose le ama.
Anche nei paesi che si dicono democratici, laddove la coscienza imporrebbe il pretendere da chi è alla guida di un paese il prendersi la responsabilità del benessere dei cittadini; ci mandano alle urne per questo.

Ora, che uno come Berlusconi del quale è già nebulosa la storia e l'ascesa, le amicizie e gli appoggi, e quello che si sa è tutto all'infuori che rassicurante, uno con comprovate amicizie in odor (invero pestilenziale) di Mafia, uno che ha portato fin dalla sua apparizione come tycoon televisivo (una volta si usava questo termine, chissà che fine ha fatto) un linguaggio culturale volgare, becero e senza alcun tipo di vergogna nel ribaltare i significati delle parole, dei termini e delle frasi, trasformando il linguaggio televisivo dell'italiano medio abituato alla castigatissima RAI democristiana in un trionfo di volgarità da bettola, così come il linguaggio dei giornali da lui posseduti e dei servi che ne impestano le pagine, sostituendo il confronto con l'aggressione e strillando come una comare violata ogni volta che qualcuno glielo faceva notare iniziando ad enumerare la lunga serie di complotti di cui sarebbe vittima sia per le porcate che ha combinato nei confronti della Legge Italiana, sia nei confronti della cultura di questo paese; premetto che personalmente Berlusconi mi fa schifo fin dalla sua comparsa; trovavo già dagli inizi le sue televisioni squallide, volgari e senza il minimo input che me ne giustificasse l'esistenza. Perfino "Drive in" non mi piaceva, nonostante ci abbiano lavorato alcuni seri e bravi professionisti; ma chi ricordava il livello qualitativo dei varietà RAI quella parata di cretinate inframmezzate da tette prosperose e culi da diporto non poteva non notarne tutta la ottundente vacuità e la inutile sguaiataggine.

Non credo di essere un grigio e noioso comunista (che poi, per la precisione, manco tanto comunista sono) voglioso di dibattiti e approfondimenti anche al sabato sera perchè altrimenti non potrei sfogare la mia frustrazione nel non capirci una sega dei meccanismi che regolano i poteri del mondo; col cazzo, mi piace divertirmi, mi piace ridere, mi piace la musica, suono in due gruppi rock, lavoro in un teatro dove l'ambiente è sereno e dove si scherza volentieri, mi piacciono le donne, anche se ho la brutta fissa (brutta, per un maschio italiano) di concedermi solo storie non banali e di una certa durata e soprattutto di non tradire mai la mia partner, neanche a pagamento (forse per un maschio italiano questo equivale a un peccato mortale).

A me facevano ridere Paolo Panelli, Walter Chiari, Raimondo Vianello (pre-Mediaset, ovviamente), Enrico Montesano, Aldo Fabrizi ed i nostri indimenticabili protagonisti della commedia all'italiana.

Ora, o ci si accontenta di discreti cabarettisti o di ex-comici riciclati in politica. O di Mammuccari e Papi con contorno di squinziette tutte denti & plastica che personalmente non mi provocano niente più che un vago senso di già visto, più o meno risalente alla mia ultima visita al museo delle cere. Sono tra quelli per cui la carnalità, l'eros e la sensualità di una donna si manifestano giusto oltre quello che esprime un culo ben fatto o due tette rifatte; ma evidentemente il maschio italiano vede ancora la donna come status. E qui comincio ad immedesimarmi con sempre maggior convinzione con Ford Prefect.

Ma andiamo al sodo: intanto pregherei quel cercopiteco in tweed che risponde al nome di Vittorio Feltri di tenere per sè i proclami come quello lanciato dalla sua fanzine per cercopitechi suoi pari




Perchè di italiani e di italiane che possono seppellire te e il tuo padrone, nonchè tutti quelli come voi sotto una tale quantità di pietroni da poterci costruire un grattacielo alto come il Monte Bianco ce ne sono molti più di quanti la vostra povera mente ipocrita e gretta possano mai immaginare.
Vorrei poi che il minstro della cultura (no, dico, MINISTRO DELLA CULTURA!!) Sandro Bondi quando fa dichiarazioni che presuppongono la puntuale faccia a culo che almeno ce l'abbia pulita; invece di scusarsi pubblicamente col popolo italiano dopo la figura da imbecille rimediata a Ballarò quando dichiarò che i rapporti con la giovane Noemi erano improntati alla "purezza" facendo sbellicare mezza sala, se ne esce con l'ennesima accusa di "eversione" e stavolta verso "Repubblica". Ora, se il direttore di "Repubblica" non lo querela sono fatti suoi, ma che questi mezzi uomini possano permettersi di dare dell'eversore a destra e a manca non credo sia uno spettacolo degno di una democrazia seria.
Il signor chierichetto Bondi non dice UNA parola che sia una riguardo le ultime zozzerie del suo Signore & Padrone e invece è l'unica cosa di cui è chiamato a rispondere, come suo rappresentante. Delle sue teorie complottiste c'importa una sontuosa sega a tre mani.
Quindi la smetta di prenderci per il culo con quella faccia da norcino perchè prima che uno con quella ghigna possa permettersi di prendermi per il culo dal dicastero da cui dipende il settore in cui lavoro è più facile che l'asse terrestre abbia un lieve spostamento.
Che si azzardi a mettere piede nei pressi del teatro dove lavoro. Lo aspetto per ricordarglielo a brutto muso, possibilmente con contorno di scaracchi.

In ultimo il signor Minzolini.
Giovanotto, l'interesse per quello che i leccaculi come te considerano o meno una notizia sta in una ipotetica classifica appena sotto la ricetta delle unghie di ornitorinco sotto pesto.
Quindi, visto che il canone con cui paghiamo il suo stipendio viene da una percentuale di italiani che non hanno votato Berlusconi che supera AMPIAMENTE il 50% ci fai il cazzo del favore di darcele queste notizie. E che tu vada addirittura in video a mostrare quanto sei servile e zerbinato non fa che aggravare la tua situazione.
E anche questa la segnamo, perchè se tanto mi dà tanto c'è qualche topo che sta scappando e se qualche topo (o topa, o zoccola, è uguale) scappa vuol dire che qualcuno ha aperto la porta.
E se qualcuno ha aperto la porta non può essere che qualcuno di quelli che a suo tempo la aprì per farci entrare Berlusconi ed il suo codazzo di poco di buono.

Ma nel frattempo ci sarà occasione per una propedeutica resa dei conti. Perchè il fatto che le mie tasse ed il frutto del mio lavoro vada in mano a questa gente non è una cosa che sono disposto a tollerare ancora. Quindi ci vediamo alle prossime elezioni. Ed alla relativa campagna elettorale.

Dove sicuramente questi cialtroni non riusciranno ad esprimere concetti più alti di una poesia Vogon. Chi ha letto il capolavoro di Douglas Adams capirà cosa intendo.

domenica 21 giugno 2009

QUELLI CHE L'USO CRIMINOSO DEL SERVIZIO PUBBLICO


Hanno di che starnazzare a destra.

Santoro è in vacanza, quindi adesso possono scorazzare sulle reti RAI e farsi intere puntate di Porta a Porta serviti e riveriti da quella che è la perfetta icona dell'antigiornalismo, Bruno Vespa.
Ma l'esempio di uso personale di un mezzo pubblico realizzato mediante interposta persona (o meglio mediante zerbino personale) è stato realizzato dal TG1 di Minzolini.
Mentre il web è invaso da rivelazioni, notizie riguardanti le abitudini gaudenti del nostro presidente del consiglio, veleni e controveleni che coinvolgono il nostro traghettatore in questi tempi di pesante crisi economica ed un numero imprecisato di monumentali zoccole il Telegiornale nazionale decide che il popolo bue di queste cose è bene che non ne sappia; oscurando la notizia, sperano, oltre a non informare correttamente l'utente che comunque il canone lo paga, a togliere credibilità verso tutto il calderone che sta venendo fuori.

Missione fallita.

Probabilmente Minzolini pensa davvero di avere a che fare con dei deficenti; il risultato è che il suo TG raccoglie figure di merda in serie e gli utenti più interessati all'informazione del paese reale, e non il mondo di fatine, gnomi ed elfi che Minzolini vorrebbe descriverci, hanno capito che il nuovo direttore del TG1 non è nient'altro che uno squallido leccaculo che al massimo può dettare le brochure dei candidati del PdL nei consigli comunali.

Ma le porcherie del TG1 non si fermano ai soli fatti relativi all'inchiesta di Bari; il trattamento riservato alla protesta dei terremotati abruzzesi, ad esempio, è stato repellente soprattutto alla luce dei servizi-strappalacrime con cui hanno tempestato l'immediato dopo-terremoto; se qualche dubbio c'era su quanto il servizio pubblico sia diventato l'ennesimo servizio ad uso del Padrone (che di reti televisive proprie ne ha già tre di cui una abusiva) il silenzio sulla manifestazione di Roma è stata la più clamorosa ammissione di colpa che avrebbero potuto fare.

Non credo che Berlusconi riuscirà a finire il suo mandato in questa legislatura; e quando andremo alle urne spero di trovare un'opposizione compatta ed unita, dopo aver fatto una bella pulizia al suo interno (compresi i bei tomi che stanno in Commissione di vigilanza alla RAI, gente che ruba letteralmente lo stipendio).

E che sia una resa dei conti come si deve.

A

sabato 20 giugno 2009

CRONACHE NON CRONICHE DAL G8 A L'AQUILA


Ai ev a drim.

Che si faccia davvero il G8 a L'Aquila.

E che in quei giorni non si ripetano le cazzate fatte a Genova.

Ai ev a drim.

Che a centinaia, a migliaia in quei giorni si faccia rotta verso l'Abruzzo.
E che ci si ritrovi tutti lì. Noi che di questa pantomima ne abbiamo abbastanza.
Della fame di cui stanno facendo morire il pianeta e della fame di cui vogliono farci morire noi.
Della dignità di cittadini che sentiamo calpestata, avvilita, presa in giro e poi buttata nel cesso da una cerchia di criminali, della loro avidità e della loro arroganza.
Ne abbiamo abbastanza.
E' ora di chiudere il circo.


Ai ev a drim.

Che nessuno in quei giorni si azzardi ad avvicinarsi a L'Aquila; ci troviamo altrove, ma nei pressi.
A Chieti. O a Castel di Sangro. O a Pescara.
Tutti.
Che le reti di coordinamento organizzino una enorme marea umana là dove la distanza sia talmente di sicurezza da non richiedere contatti con chicchessia; nè con i GRANDI del pianeta, nè con i loro robottini deprogrammati, la nostra Polizia di Stato che, nonostante stia per essere dequalificata a sostegno di guardie nazionali dalle dubbie finalità e dalle ancor più dubbie divise, sono ancora entusiasti di far vibrare i manganelli su chi vorrebbe un mondo migliore anche per loro.

Ai ev a drim.

Che ci siamo tutti;
piddini di corrente, rifondaroli scissionisti, studentelli e letterati, radicali e scissionisti, insegnanti e camionisti, vendoliani e dalemisti, grillini e dipietristi; qui si tratta di tornare ad essere una nazione civile: con leggi democratiche ma degne di un popolo fiero e dignitoso.
E che ci siano artisti e letterati, intellettuali e poeti, tutta quella forza culturale che ancora può esprimere chi di questo spettacolo penoso e pericoloso non ne vuole più sentir parlare.

Ai ev e drim.

Che non si cerchi la schifosa servitù complice di questo circo.
Ma che si richiami tutta la stampa straniera possibile; che alle loro pagine vengano affidate le nostre preoccupazioni, la paura di perdere la libertà, la rabbia per il silenzio complice dei nostri media, la vergona per l'inopinata immunità totale che Berlusconi pretende ad ogni costo; che i suoi giochi di potere con tutto quel marciume che dal 1946 cova sotto la cenere non fanno il bene dell'Italia, non fanno il bene dell'Europa e nemmeno del mondo. Che sappiano. Tutto. E divulghino.

Ai ev a drim.

Che tutti coloro che vivono nelle tendopoli e che stanno toccando con mano la falsità di questo governo lascino per tre giorni le tende per unirsi al resto d'Italia.
L'arma a doppio taglio.
Li hai voluti invisibili quando sono venuti a Roma e quando hai avuto la faccia di sorvolare L'Aquila il giorno dopo.
Sono invisibili anche ora che ti servono come vetrina.

Ai ev a drim.

Che i maggiori partiti dell'opposizione abbiano la faccia di metterci la faccia per primi, ad una cosa del genere.
E di dare un segnale chiaro ed inequivocabile che vogliono veramente mandare Berlusconi fuori dai coglioni. Perchè lo vogliamo tutti.
Perchè vogliamo un paese libero.
Perchè vogliamo un paese di cui andare fieri.

Ai ev a drim.

Ecco, i cultori delle eccezioni, dei mapperò, del "l'antiberlusconismo non paga", quelli che non si mescolano con, ecco, quelli non possono - DEVONO RESTARSENE A CASA.
Quelli col culto dell'azione violenta, del contatto e dello scontro, per favore restate a bervi una birra a casa vostra, lasciatecelo prima impacchettare. Deve finire il suo mandato.
Ma deve finirlo col dubbio se ricandidarsi o no, se avere la faccia di ripresentarsi o scappare direttamente in qualche atollo polinesiano e nascondersi colà vita natural durante da tanto che la sua immagine sarà diventata indifendibile.

Ai ev e drim.

Giunge oggi notizia che gli indios peruviani hanno vinto.
La loro dignità è costata 70 morti.
70 morti per un pezzo di terra che è fondamentale per loro e per l'uimanità.


Ai ev e drim.

Che a noi basti un sacrificio minore di 70 morti (altri 70 morti) per riavere quello che i liberatori dell'Italia ci hanno consegnato chiavi in mano e che non stiamo meritando: la libertà.

venerdì 19 giugno 2009

VORREI UN'INFORMAZIONE



Improvvisamente ritorna in mente: Cronaca Vera, la rivista più italiana degli italiani stessi.
Le cronache di questi giorni vanno a rimestare in anfratti che smuovono le immagini di quando ho sfogliato anche io questa rivista dal barbiere (dal dottore, ad esempio, mai vista) e leggevo allibito i titoli, le storie e soprattutto le lettere.
Mi convinsi che in redazione c'erano dei buontempioni convinti che qualche sottosviluppato avrebbe tratto giovamento dai parti delle loro fervide (e un pò stronze, non si trattano così dei lettori!) menti e la chiusi lì. Col tempo però mi venne il dubbio.
La marea montante di ignoranza e malacreanza in salsa italica andava affermandosi fuoriuscendo come già letta e subita proprio da quelle pagine riempite da lettere assurde, di impasti improbabili di "core di mamma" e richieste di giustizia sommaria anche condita da dolorosissima tortura, dagli emigrati che scrivono a mamma luntana agli sciamani di casa nostra che vedono Madonne che piangono Grignolino del '97; ad altri sciamani, purtroppo più seri e convinti.
Come Massimo Introvigne, il fondatore del CESNUR, autorevole sociologo e probabilmente uno che se la vivrebbe estremamente di lusso sotto un Papa Re.
Ma la incredibile versatilità nei temi e nei toni sempre con quella grafica e quei caratteri lievi come un frontale con un Eurostar, il sistematico ricorso al linguaggio da comare all'uscita della messa, la schizofrenica dualità tra compassionevole e caritatevole abbraccio all'umanità sofferente e la ferocia con la quale si invocano misure drastiche e quasi grandguignolesche sugli empi ed i pervertiti colpevoli letta adesso, nel 2009, ci svela la lungimiranza e la natura profetica di quel giornale stampato su carta da due soldi, che è capace di copertine sublimi come questa:



Donne e crimini. Figa e coltelli. Eppoi Santi, poeti, navigatori



insomma, l'Italia che vorrebbero che noi volessimo mentre per i vips ed il dorato mondo dei ricchi bisognava ricorrere a "Gente" ,"Oggi" e tutta la banda Rusconi.
Ora siamo in mano alla massima espressione del linguaggio subliminale delle riviste popolari e di costume che hanno continuato a martellare incessantemente per decine e decine di anni, attraversando tutta la storia d'Italia con l'aria di essere sempre e comunque nel proprio universo parallelo.

Che la Rivoluzione vada preparata proprio così?
Che mentre le classi sociali meno abbienti vedono evaporare diritti, potere d'acquisto ed un referente politico credibile i nostri dirigenti tanto vituperati stiano uscendo allo scoperto piano piano per provocare una sommossa di popolo che non si vedeva dai tempi del Risorgimento?

Al momento ritengo più probabile che Berlusconi si dimetta, si ritiri in un convento trappista e si porti dietro tutta la destra, AN compresa,

Però può darsi che io sia vissuto in un mondo parallelo indotto dalla lettura degli articoli di Cronaca Vera in età puberale e non abbia capito niente.





Ad ogni modo, potete leggere un bellissimo articolo pubblicato su Carmillaonline con tanto di intervista a Tommaso Labranca.

Impossibile non rabbrividire.

mercoledì 17 giugno 2009

DOV'E' LA LUNA


"Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito"
Di questi tempi bisogna stare attenti anche al dito, però. Perchè troppo spesso ce lo ritroviamo nell'orifizio anale, ed il fatto che ad una parte della popolazione la cosa può non dispiacere non mitiga la nostra preoccupazione.
Ordunque, l'abbiamo capito: Berlusconi usa fare festini & festoni usando anche voli di stato - en passant, al PM che ha proposto l'archiviazione perchè c'era sempre un'autorità a bordo voglio dire una semplice cosa: BUFFONE! Chiusa parentesi - con menestrelli, politicozzi gaudenti, amici degli amici e mignottazze a gò gò, cioè più o meno quello che fa ogni utente di privè ma più comodo e meglio servito. Ok, è un problema e di varie nature.
Però se fossi un direttore di un giornale libero, indipendente, lontano dai giochi di potere e premuroso nei confronti dei miei lettori avrei fatto un titolone a nove colonne su questa notizia

QUA

Che è anche questa notizia QUA

Che poi sarebbe anche questa QUA

Prima cosa: notare come la danno i primi tre siti che escono da Google.

Il primo in stile "economy page", roba da iniziati o iniziatucci, insomma.

Il secondo stile "economy second page", quella che viene guardata da chi supera l'immane scoglio e scoglionamento che arriva immediato a chi legge la prima.

Il terzo è bellissimo: un ritaglio.

Su Google il primo quotidiano di grande importanza che riporta la notizia è sesto tra i risultati di Google ed è il Sole 24 ore. Non so che implicazioni possa avere la cosa (ad esempio che i grandi quotidiani a tiratura nazionale sono chissà dove) ma non mi piace.

La notizia è il rapporto del Presidente dell'Antitrust; uno dei cinque mestieri che non vorrei mai fare in Italia di questi tempi.
Mentre, evidentemente, di fare il direttore di quotidiano libero, indipendente, lontano dai giochi di potere premuroso verso i miei lettori proprio non mi riuscirebbe e verrei cacciato dall'editore col marchio di incapace.
Più o meno quello che avrebbero dovuto fare con Sansonetti a Liberazione, ma per ben altri motivi.
E la notizia è che sulle famiglie italiane stanno gravando dei costi che sono dei veri e propri ladrocini legalizzati e che questo governo ne sta scientemente promuovendo l'andazzo, rincarando la dose quando può.
Ora, queste cose ai democristiani in tempi di relativo benessere riuscivano abbastanza bene, senonchè c'era anche un'opposizione forte nei programmi, nelle strategie, negli uomini e soprattutto nei numeri. Entrambe le cose hanno garantito all'Italia una qualche specie di crescita pur i mezzo a golpisti e terroristi, nonchè diversamente organizzati ma non meno agguerriti mafiosi & camorristi.

Ora ci sta guidando il presidente dell'Antitrust.

Cioè colui che ha certificato con tanto di bollino blu e certificato ISO 9000 che, ad esempio, le banche hanno fregato ai loro utenti una cifra spaventosa che probabilmente non è neanche possibile calcolare; e per provocare una politica di cordoni più larghi in modo che almeno si veda che si tenta di allargare qualcosa pare ci voglia l'intervento di qualcuno che provveda a mettere dell'LSD nel succo d'arancia del presidente dell'ABI. Per non parlare delle assicurazioni di cui paghiamo anche gli stipendi dei periti compiacenti (oltre che di quelli onesti, ma preferirei avere una categoria sola con cui a che fare, la seconda, e che la legislazione in merito sia violentissima)

Insomma, leggete bene il rapporto, specialmente la parte dedicata alla class action.

E insomma, poi leggo dei festini e delle mignottazze del Cavaliere e il tono e la violenza delle bestemmie rimane lo stesso, ugualeuguale.
Ovvia, fra poco c'è il congresso del PD, dice Ichino che a noi ci pensa lui.

SONIC YOUTH - YOUTH AGAINST FASCISM


Una "protest song" o un'invettiva o un grido. I Sonic Youth sono il gruppo perfetto per allontanare la barbarie del nuovo millennio.

YOUTH AGAINST FASCISM

Another can of worms
Another stomach turns
Yeh yr ghetto burns
It's the song i hate, it's the song i hate

You got a stupid man
You got a ku klux klan
Yr fuckin' battle plan
It's the song i hate, it's the song i hate

A sieg heil-in' squirt
You're an impotent jerk
Yeh a fascist twerp
It's the song i hate, it's the song i hate

Black robe and swill
I believe anita hill
Judge will rot in hell
It's the song i hate, it's the song i hate

Yeah a cross on fire
By a christian liar
A black attack on fire
It's the song i hate, it's the song i hate

Yeah the president sucks
He's a war pig fuck
His shit is out of luck
It's the song i hate, it's the song i hate

Another nazi attack
A skinhead is cracked
My blood is black
It's the song i hate, it's the song i hate

We're banging pots and pans
To make you understand
We gonna bury you man
It's the song i hate, it's the song i hate

I'm a human wreck
A redneck in check
I killed the teacher's pet
It's the song i hate, it's the song i hate
It's the song i hate, it's the song i hate
It's the song i hate, it's the song i hate
It's the song i hate, it's the song i hate
It's the song i hate, it's the song i hate
It's the song i hate, it's the song i hate

martedì 16 giugno 2009

BRIGATE ROZZE


L'arte di mistificare deve essere, appunto, un arte. Altrimenti si fa la figura del buffone, Ministro Maroni.
L'uscita in chiave "dagli all'eversivo" contro D'Alema cercando esilaranti collegamenti con le Nuove BR all'indomani della condanna degli ultimi brigatisti con pene fino a 15 anni può provocare indistintamente riso scomposto o l'istinto di strappare la barbetta del ministro a mazzetti di tre usando guantoni da baseball.
Giova ricordare intanto che il bersaglio dei nuovi brigatisti era Piero Ichino, il giuslavorista del PD quindi militante nello stesso partito di D'Alema.
Il quale, vista la popolarità di cui gode all'interno del PD stesso potrebbe al massimo aizzare un corteo di skipper verso il primo bar che serva degli ottimi Mojito.
Ovviamente Maroni sa benissimo tutto questo.
E altrettanto ovviamente tutti noi sappiamo che Maroni sa.

Quindi, a futura memoria per il ministro Maroni, gli butto giù un promemoria.

La sinistra non è maggioranza nel paese, ma chi si è rotto i coglioni di questo governo sì.

Si risparmi i sondaggi e si legga i risultati delle elezioni.
Calcoli che c'è un sostanzioso numero di lavoratori che pagano contributi allo Stato e non hanno neanche il diritto di voto.
Calcoli che creare delle squadracce paramilitari coordinate da un vecchio deficente e composte da poveri frustrati in vena di Schwarzeneggare con dei fisici a pandoro non fa sentire più sicuro nessuno, piuttosto fa prendere adeguate e più incisive contromisure a chi vorrebbe veramente camminare tranquillo per strada.
Calcoli che cavalcare il malcontento delle Forze dell'ordine nelle condizioni in cui li state mettendo può non essere un gran problema se a farlo saranno cittadini onesti e senza nessuna voglia di mutare il proprio status di incensurati.
Calcoli che la "scossa" di cui parla D'Alema è già in moto e già da un pò, che è assolutamente legalitaria, non ha nessuna velleità di contrapposizione armata, ma che al momento giusto dirà la sua, eccome.
Senza nessun bisogno di D'Alema.
Deve solo togliersi di torno i cattivi politici che vorrebbero cavalcarla, affinare le strategie ed arrivare laddove le vostre televisioni, i vostri giornali ed il vostro trionfale convincimento di avere il consenso popolare sovrasta il plateale immobilismo e la colpevole cecità dei politici di sinistra.

Quindi il consiglio è quello di volare basso e stare molto attento quando si evocano certi periodi, specialmente quando si ha un segretario di partito che reiteratamente ha sproloquiato di "Fucili padani".

Ecco, di una cosa può esser sicuro, ministro.

Che quella linea di mezzo dove sono rimasti a governare i vostri oppositori per voi sono una linea invalicabile.
E che da lì potrete solo tornare nella vostra Padania coi fucili infilati su per il culo.

SIAMO DIVENTATI COSI'?

Napoli, un romeno che sbarca il lunario suonando la fisarmonica entra nella metropolitana. E' stato colpito dai proiettili di una scorribanda in scooter di alcuni giovani camorristi, si presume, che "marcano" il territorio sfrecciando all'impazzata e sparando. Il poveretto muore davanti alla moglie ma soprattutto notare il comportamento di coloro che assistono all'agonia di questa persona.
Non riesco neanche a vergognarmi per loro, non riesco a pensare che siamo diventati questo.

ANCHE GLI ABRUZZESI NEL LORO PICCOLO S'INCAZZANO


La pantomima del dolore è finita da un pezzo.
Niente più Brunivespa che esibiscono peluche, niente più inviate arroganti e maleducate che pretendono di presenziare a matrimoni ai quali nessuno le ha invitate, niente più pseudogiornaliste che arrivano puntando fari da 1000 KW in faccia a due poveri anziani che si sono appena rifugiati in auto dopo il terremoto e chiedono "come mai siete in macchina?" pensando di fare un servizio.
Ma questo è il solo lato positivo della faccenda.
La realtà attuale parla di esigenze che non bussano più alla porta ma cominciano a caricare con tanto di ariete per gli sfollati abruzzesi; i quali oggi sono a Roma per cercare di avere quel minimo di certezze necessarie per sapere se la pantomima fin qui inscenata da Berlusconi e dai suoi squallidi leccaculi sia una lunga farsa che dovrà mettere alla prova le energie di chi già è stato privato del proprio spazio vitale e, in molti casi, dei propri affetti come e più del terremoto oppure se c'è la speranza che, seppur lentamente, seppur con altra fatica, altre lacrime ed altra rabbia, le condizioni per tornare a vedere uno spiraglio di normalità esiste.
Non credo di dire cose trascendentali affermando che in quelle condizioni il primo pensiero per queste persone già durissimamente provate sia il riavere un tetto proprio sulla testa sotto il quale riassemblare, insieme ai propri cari, quei pezzi ancora integri della propria vita; e che questa esigenza col tempo si faccia sempre più un'ossessione, a maggior ragione quando comincia a profilarsi uno stato di cose che fa salire il sospetto più terribile: quello di essere stati presi in giro.
O peggio.
Che questo governo stia testando la pazienza della gente coadiuvato da quel Bertolaso di cui spero risentiremo parlare a giochi fatti.
Ovviamente nessuno meglio di chi vive questa situazione sulla propria pelle può descrivere il clima e le emozioni di coloro che vivono questa realtà fatta di precarietà che investono ogni attimo, ogni pensiero ed ogni visione del passato, del presente e soprattutto del futuro, di pensieri popolati di mostri che succhiano energie, speranze e fiducia tenuti insieme dal solo argine del coraggio e della rabbia. Almeno chi se lo può permettere.
Lo scopo di questo post è quello di dare ai tre utenti di passaggio l'occasione di dare un'occhiata a quei territori liberi dove la cronaca delle giornate del popolo abruzzese è descritta in tempo reale, lì, sul campo di battaglia: rinnovo quindi l'invito a leggere il

BLOG DI MISS K

che proprio grazie alla passionalità ed alla combattività della sua titolare Anna è un punto di riferimento assolutamente imprescindibile per chi voglia capire le dimensioni del dramma umano che sta andando in fuorionda dai nostri ignobili mezzi di informazione; i quali hanno preferito inondarci di notizie sulle pessime frequentazioni del Presidente del Consiglio quando non si presenta vestito come lo Steve Jobs di Quarto Oggiaro in visita ai poveri terremotati piuttosto che rendere partecipe gli italiani che si sono attivati con tutta la solidarietà di cui dispongono delle condizioni delle tendopoli, della militarizzazione del territorio, delle assurde regole che governano i luoghi di accoglienza (sic); perchè la realtà è che alla gente d'Abruzzo è stata tolta la parola non appena questa ha finito di piangere.
Ed ora la gente d'Abruzzo è a Roma a chiedere il primo conto.
Un'altra testimonianza viene da QUESTA LETTERA di Andrea Gattinoni, che era a L'Aquila a presentare il film "Si può fare" del quale è uno dei protagonisti.
E consiglio anche una scorsa a QUESTO BLOG estremamente scarno nel quale il titolare sembra aver trovato l'unico spazio per poter in qualche modo comunicare lo smarrimento ed allo stesso tempo la voglia di rimettere insieme qualcosa che possa chiamare normalità in pochissimi, esplicativi post.
Basta cercare di leggere il cuore delle persone oltre le parole, oltre gli scritti ed oltre i comprensibili momenti di sbandamento per capire che la vera solidarietà all'Abruzzo comincia ora e che è una battaglia di solidarietà che ci riguarda tutti, non solo la gente d'Abruzzo.
Spero che chi passa di qui legga, e molto attentamente, i link che ho messo;
che veda anche quanta gente senza un briciolo di dignità si permette di dare il proprio parere non richiesto e non gradito esclusivamente in funzione di un sultanato (perchè è così che intendono la democrazia) da difendere sempre e comunque, spero che legga e si renda conto di quanto l'attuale informazione dei Media sia ormai una barzelletta per poveri di mente e di spirito e che la realtà è diventata una cosa che dovremo sempre più cercare con la lanterna magica; spero che ci si renda conto di quanto si è sciacallato sul dolore e sulla tragedia per poi abbandonare il campo quando ormai il Grande Affabulatore di Topolini Ammaestrati ha fatto le sue promesse lasciando all'aspirante gerarca Bertolaso la Sovranità del territorio da difendere almeno fino al G8.
Vedremo cosa succederà durante e dopo.
E' molto probabile che in quei giorni si decideranno molte cose, ed è altrettanto probabile che gli abruzzesi non potranno essere lasciati soli, proprio in quei giorni.

lunedì 15 giugno 2009

STAY TUNED


E' sicuramente un lavoro, essere italiani.
Dovrebbero pagarci solo per questo.
C'è una storia di un tipo che, trapassato a miglior vita, viene ricevuto da Belzebù: "di dove eri?", domanda il demone.
"Di nessun posto in particolare, sono nato su una nave ed ho vissuto sempre un pò qua e un pò là in giro per il mondo." "allora puoi scegliere il tuo inferno, vieni ti porto a vedere"; Belzebù accompagna l'apolide in un terribile antro pieno di gente che spala merda addosso ad altra gente immersa nella merda, la quale con un martello si colpisce i coglioni: "questo è l'inferno dei francesi, ogni mezz'ora quelli che spalano danno il cambio agli altri e così via, per l'eternità" lo informa Belzebù.
"Vediamone un altro" chiede perplesso l'apolide.
Belzebù allora lo porta in un altro terribile antro pieno di gente che spala merda su altra gente che si prende a martellate i coglioni; "questo è l'inferno dei tedeschi!" lo informa di nuovo Belzebù.
"Non per essere scettico, ma vorrei vederne un altro", risponde ormai quasi rassegnato il dannato.
Belzebù allora entra in un altro terribile antro ma trova i dannati di quel girone comodamente sdraiati in perfetta postura da ozio conclamato, qualcuno si fuma anche una sigaretta e si beve una birra.
Belzebù sgrana gli occhi e dice all'esterrefatto apolide dannato:" Mah, questo sarebbe l'inferno degli italiani, però qualcosa non torna, aspetta qui" e si dirige verso uno degli italiani comodamente sdraiato con le mani dietro la testa che stava giusto facendo un riposino: "che succede, perchè non siete a spalare merda e martellarvi i coglioni?"
"Dottò, e qua nunn'è ccosa. Una volta mancano 'e pale, una volta mancano i martelli, una volta manca 'ammerda......".
Il livello di allegra approssimazione con cui l'opposizione sta cercando di contrastare il più patetico buffone che abbia mai rivestito la carica di Presidente del Consiglio mi fa puntualmente tornare in mente la storiella succitata.
Uno dei punti più applauditi del famoso discorso grazie al quale Debora Serracchiani ha acquisito la visibilità attuale era quello in cui l'avvocatessa chiede che il partito parli con una voce sola.
Detto, fatto.
Il giorno dopo le elezioni europee sul sito di "Repubblica" campeggiavano messe accanto in buona visibilità due dichiarazioni di due differenti esponenti del PD, una in cui si auspicava l'avvicinamento con l'UDC (ora non ricordo il nome del genio, credo di averlo spontaneamente rimosso), l'altra di Scalfarotto che auspica un avvicinamento alla sinistra appena cancellata anche dal Parlamento europeo anche e soprattutto grazie all'ultima allegra scissione in nome dell'unità delle sinistre.
E Franceschini non si fa intimidire.
Fermo restando che, appoggiando i desiderata della Serracchiani e di una consistente parte dei loro elettori, i due rappresentanti andavano convocati nella sede del partito e strinati come galletti vallespluga, se ancora l'avere una segreteria ha un senso, ma la cosa raccapricciante è stata l'aprire il vaso di Pandora e farne venire fuori quella iattura vivente che risponde al nome di Massimo D'Alema.
Che vuole Bersani segretario.
E che in "extrema ratio" è pronto ad immolare se stesso per la causa.
La situazione deve essere veramente seria se Baffino ha deciso di scendere tra noi umani e mettere direttamente la sua faccia.
L'uomo che quando Berlusconi poteva almeno essere messo in condizioni di non nuocere più di tanto gli ha invece steso un tappeto rosso, rendendo acclarata la propensione della sinistra a porgere le chiappe non appena c'è in vista la possibilità di scopare, si presenta alle turbe come l'"extrema ratio" dell'opposizione.
Ho idea che il prossimo congresso del PD sarà molto, molto divertente.
Stay tuned.

sabato 13 giugno 2009

FUORI I NOMI


Il Ddl sulle intercettazioni è ora in mano al Presidente della Repubblica chiamato a valutare quanto il Re pubblica mentre "Repubblica" raccoglie firme per cercare di fare in modo che la porcheria del Re non diventi pubblica.
A memoria d'uomo non ricordo in uno stato democratico un provvedimento così spudoratamente antidemocratico e che riesca in un sol colpo a favorire allo stesso modo sia la criminalità organizzata che quella istituzionale assisa in Parlamento. Ma d'altra parte la soglia massima del potere di scandalizzarsi, almeno per i cittadini che ancora ambirebbero vivere in uno Stato in cui le parole "regole", "democrazia" e legalità" abbiano un minimo di senso compiuto, è ormai abbondantemente superata ed oltre quella c'è rimasta la sola opzione del mettere in moto quei meccanismi grazie ai quali ci sono le possibilità di contrastare l'andazzo imposto da una sedicente maggioranza che, è bene ricordarlo, a fronte di un elettorato del 65,05% degli aventi diritto, ha una percentuale di sostenitori del 35,26% e quindi se aggiungiamo anche il 10,20% della Lega siamo ben lontani dal poter parlare della "maggioranza degli italiani".
Uno degli strumenti concessi dalla democrazia sono le opposizioni. Queste si fanno carico delle istanze di chi non si riconosce nelle politiche del governo in carica e cercano di portarne in Parlamento le ragioni.
Ora, mi si dice che la votazione di questa legge che avrà serie ripercussioni sulla vita democratica del paese, che favorirà sfacciatamente criminali, mafiosi, corrotti e disonesti, che imporrà un bavaglio inaudito alla libertà d'informazione e finanche alla libertà d'espressione, sia stata votata anche da VENTUNO parlamentari dell'opposizione.
Chiariamo: non so se nel termine "opposizione" si comprenda l'UDC.
A quel punto tutto il discorso cade, io mi faccio una crassa risata e chiusa lì.
No, perchè parliamo dell'UDC tutto casa-famiglia-Chiesa che attualmente vede insieme al PdL Vice-Presidente della Commissione Antimafia, Calogero Vizzini, l'inarrestabile Totò "Vasa-vasa" Cuffaro ed il segretario regionale Saverio Romano indagati nell'inchiesta sul tesoro dell'ex-sindaco Ciancimino, a suo tempo condannato per mafia.
L'UDC alla Camera ha 36 seggi. Spero che quei 21 voti siano partiti da lì.
E comunque la Legge è stata approvata con 318 voti a favore contro 224 contrari; PD e IDV hanno 239 deputati, ergo qualcosa non torna.
Ecco, credo che tra i diritti del cittadino che ha votato questi prodi difensori della libertà e della democrazia rientri il diritto, in casi come questo, di sapere chi ha votato a favore tra gli oppositori di questo governo. Nomi e cognomi. E possibilmente le motivazioni.
Se non altro, visto che la lauta paga da deputato la prendono grazie a chi li ha votati, rispondere di questi comportamenti mi parrebbe il minimo.
Indovinate invece come andrà a finire.

venerdì 12 giugno 2009

MINUTEMEN


Gratificati dalla scelta di "Corona" come tema di "Jackass", ma ben lontani dal ricevere i riconoscimenti che gli spettano, i Minutemen sono uno di quei gruppi da riscoprire per chiunque abbia una predilezione per la musica dove ad una enorme tecnica strumentale si abbini la giusta dose di talento & furore; musica americana resistente e politica fatta con la lucidità e la passione degna erede di coloro che negli anni '60 hanno cambiato il mondo. Erano gli anni di Reagan, i Minutemen tirarono fuori almeno un paio di capolavori ("Double nickels on the dime" e "What makes a man start fire?") ed un altra mezza dozzina di bellissimi dischi. Poi D. Boon, chitarrista e leader, morì in un incidente stradale. Per chi ha voglia di caricarsi di sana rabbia costruttiva american-style in questi tempi bui:

martedì 9 giugno 2009

IL SOL DEL TRAMONTO


Primo dato importante, anzi fondamentale: NON sono andati alle urne il 34,5% degli italiani.
Se aggiungiamo le schede bianche e quelle nulle, cioè quelle in cui dei buontemponi scrivono "Viva Stalin", "Dvx", "Curcio libero" o ricorrono alla solita fetta di salame o prosciutto accompagnandolo con "e adesso mangiate pure questa" si aggiunge un altro 6,38%.
Totale degli italiani che NON hanno votato questo Parlamento: 40,88%.
Ora se non altro sia da destra che da sinistra, tanto per cominciare quando per avallare i loro teoremi chiamano in causa "gli italiani" ci vadano cauti perchè stanno parlando di poco più di metà degli aventi diritto al voto. Gli altri, con tutta probabilità, non li ritiene credibili.
I non votanti sono il primo partito d'Italia, ed è un partito molto meno eterogeneo di quanto si voglia far credere.
I populisti oltranzisti ormai sono schierati con Lega e Di Pietro, guarda caso i due partiti che hanno motivo di ridere leggendo i risultati.
Il partito degli astensionisti attuale non può essere identificato perchè non è affatto vero che, ad esempio, la destra ha perso consenso a causa degli astenuti: sia alle precedenti politiche che a quelle del 2006 la percentuale dei votanti era molto più alta, intorno all'80%, e nel 2006 vinse Prodi mentre nel 2008 è tornato Papi ad allietarci la vita.
C'è un problema di legittimità, quindi. Ed è un dato poco rassicurante per i partiti, perchè c'è un ulteriore bacino elettorale possibile preda di formazioni proprio come Lega e Di Pietro se non dei partiti estremisti da entrambe le parti. Questo considerando che la posizione assunta dai due partiti che più hanno incrementato i voti porterà ad una radicalizzazione dello scontro politico e sarà utile, ad esempio, che la sinistra faccia un passo fondamentale e lo faccia al più presto.
Il primo passo dovrebbe essere quello di creare un unico partito di sinistra.
Il secondo quello di ricreare una rete di attività per ricominciare un radicamento nelle realtà che risentono maggiormente dell'avanzare di questa crisi economica.
Il terzo di rinnovarsi radicalmente nel linguaggio e nelle segreterie; questa classe dirigente è ancora improntata su modelli stantìi, che non riescono più ad appassionare la generazione attuale, non propone altro che un movimento sterile, lontano dal popolo che dicono di rappresentare; ed infatti, tra i ragazzini, essere "fasci" comincia ad essere una moda.
I richiami ad uscire dai salotti, di piantarla col radicalismo chic e vagamente molto spocchioso, il politically correct fatto alla cazzo di cane come al solito, il terzomondismo vago e senza una proposta che abbia un minimo di riscontro con la realtà, hanno allontanato l'elettorato che una volta garantiva forza ed argine contro lo strapotere di mafiosi, affaristi e criminali, perchè è proprio grazie alla forza del Partito Comunista negli anni '60 e '70 se non abbiamo ceduto alle tentazioni autoritarie che ampi settori della DC coltivava subdolamente e senza neanche vergognarsene troppo.
E' tempo di rendersi conto che si può parlare anche alla generazione attuale, perchè ci sono ragazzi di questa generazione che sono tutt'altro che dei rincoglioniti sbombati di ecstasy o con l'unico scopo nella vita che arrivare a fare il coglione in diretta nazionale su qualche reality.
Intanto l'ennesima martellata sui coglioni è ora lì, impietosa, coi numeri stampati in bella vista sul sito del Viminale. Ogni altro discorso sta a zero.
Via il fioretto e fuori il machete, quella italiana è stata la sinistra più forte e radicata d'Europa, nel resto del continente tira un'aria tutt'altro che fresca, l'altra congrega piazzata lì come un avvoltoio è la Chiesa Cattolica, non so se mi spiego, quindi spero che non si perda troppo tempo perchè degli italiani s'è perso non solo il voto a sinistra, ma la dignità del proprio lavoro, la sicurezza della propria casa e non per colpa degli extracomunitari ma per colpa delle banche, per ora uno come Antonio Di Pietro è nelle condizioni di poter dettare delle regole, la Lega non ne parliamo, questa sinistra tra scissioni, Sansonetti, Luxurie e miserie varie non conta più un fragoroso cazzo.
E' ora di svegliarsi, perchè certi errori la Storia non li perdona molto facilmente.

lunedì 8 giugno 2009

NEMMENO UNA "O" COL CULO


Dalle mie parti quando si vuole indicare una persona incapace di compiere anche la più semplice delle azioni si dice "un è bono nemmeno a fà un' O cor culo".
Ecco, a prescindere dai risultati delle elezioni che commenterò più tardi, ho appena parlato con la mia ragazza impegnata al seggio come scrutatrice; roba da togliere il diritto di voto almeno al 20% dei votanti; c'è chi esce dalla cabina con la scheda aperta reclamandone una nuova perchè "HA SBAGLIATO", c'è chi NON VUOLE LA SCHEDA DELLE EUROPEE ma solo quella del Comune o non vuole quella del Comune perchè vuole votare solo le Europee, c'è chi entra in cabina e poi esce per riguardare i candidati in tutta calma e altre amenità che mi racconterà alla fine degli scrutini quando ci vedremo.
E' proprio alle urne che si compie la tragedia di questo popolo ridicolo incapace anche di mettere una cazzo di semplicissima crocetta su una scheda elettorale e di sapere le regole minime del voto, il momento più importante della partecipazione alla vita sociale e democratica.
Il pensiero che le sorti del paese sia deciso anche da questa schiera di minus habens è ancora più preoccupante del 35% raggiunto da Papi, che seppure sia un risultato rassicurante per chi temeva una deriva plebiscitaria, è pur sempre il sintomo di quanto questo paese sia malato.
Ma le performances degli italianuzzi alle urne sono il vero dato sconfortante, quello di cui si parlerà meno e che invece deve fare più paura. Perchè a quanto pare non è solo il seggio della mia ragazza ad aver assistito a numeri da manicomio.
Per il commento ai risultati a più tardi.

sabato 6 giugno 2009

REGOLE ZERO


Una volta a 24 ore dalle elezioni si taceva.
Era una regola, contestabile quanto si vuole ma c'era e veniva rispettata.
Poi è arrivato il solito Berlusconi che non pago di sproloquiare 364 giorni l'anno, in occasione delle ultime elezioni politiche non è riuscito a stare con la bocca tappata neanche ad urne aperte.
E, come al solito, nessuno si è sognato di sanzionarlo; perchè in Italia, come spiega qui Marco Travaglio, le regole sono fatte tanto per permettere a qualcuno di infrangerle:














E, ovviamente, questo riguarda non solo la sicurezza stradale ma tutta la genìa schifosa che va dai politici a caccia di clientele ai "tengo famiglia" che usano qualsiasi mezzo pur di apparire più uguale degli altri.
In casa PdL il termine "regole" è usato esclusivamente in rapporto oligarca-suddito, e questa è una cosa che, neanche troppo paradossalmente ad una buona percentuale di italiani piace, e piace assai. Vedremo lunedì quanto.
Abbiamo un bel dire, io e tanti, tantissimi altri, la maggioranza degli italiani (contare astenuti, nulli, schede bianche, extraparlamentari, libertari, comunisti e democratici e vedete se non ho ragione) che questi schiavetti in cerca di master ci fanno schifo & ribrezzo.
Il padrone comanda e il popolo deve obbedire. Punto. Se poi il padrone è il peggior ceffo mai visto nell'agone politico dal dopoguerra poco importa. Venite, adoremus.
E così, anche oggi che le urne aperte suggerirebbero un bel tacere, le cloache del PdL non hanno mancato di sollazzare il popolo bue; naturalmente con una enorme stronzata.

Prego, leggere.

A parte che la prima battuta d'istinto sarebbe quella di consigliare a Cicchitto di evitare di dare ottime dritte se proprio vuole vedere il suo Signore & Padrone protetto, e a parte che fa sincera pena sentir discettare di privacy proprio coloro che hanno a libro paga quei giornalisti sciacalli che hanno compiuto, ad esempio, in occasione del terremoto a L'Aquila, dei veri e propri saggi di vomitevole intrusione nella privacy altrui con un'arroganza ed una protervia meritevole di un salutare fracco di sprangate nel cranio,





ma si metta comunque l'anima in pace il signor piduista Cicchitto: o il Salvifico premier rinuncia ai suoi bagni di folla, dove è infinitamente più semplice raggiungerlo e piantargli un calibro 33 nel cappione o in ogni occasione pubblica ripeta la immane figura di merda fatta a Firenze dove ha fatto blindare una piazza pubblica difeso dai robottini in divisa PAGATI DA TUTTI proibendo l'ingresso a chiunque non fosse un berluscones DOCG, roba da massoneria, sebbene i veri massoni hanno almeno la dignità di riunirsi in luoghi privati e con ogni probabilità pagati da loro stessi.

Bon, italiani, buon voto; dovessi mai cambiare idea all'ultimo minuto credo che andrò dritto sul segno con falce e martello, se non altro perchè so che la cosa lo disturba assai. In attesa che le dirigenze dei partiti a sinistra del PD vengano spianate e si costruisca un unico grande partito socialista, laico ed ecologista e soprattutto che tenga fuori la marmaglia cattolica a calci nei denti.

(nella foto, un sobrio e pacato manifesto del PMLI; lo so, lo so, però a me continuano a stare più simpatici loro del nanetto bulletto)

venerdì 5 giugno 2009

GHEDINI, DENUNCIAMI 'STO CAZZO


E Asta siempre, mi raccomando!

CAPITALLAH


Non so quanti, specialmente a sinistra, guardano al mondo arabo come fonte di arricchimento culturale e soprattutto come possibile frangiflutti allo sfrenato liberismo occidentale, quello che coi suoi artifici e - ça va sans dir - coi suoi farabutti, ha catapultato l'occidente nel pieno di una crisi che solo le immonde televisioni italiane asservite ad un pagliaccio pericoloso ed eversivo cercano di nascondere.
Lo schierarsi con le masse oppresse è da sempre un tratto fondamentale per chi si dichiara di sinistra, anche se vorrei far notare che potrebbe giovare uno studio un minimo più approfondito della storia dei paesi dell'emiciclo arabo affinchè almeno si intenda che la storia e l'evoluzione dei paesi della penisola araba non è fatta solo di scorribande di cattivi predatori occidentali infoiati di croci e di mazzate per l'infideli saracini e che anche laggiù, in nome di Allah che tiene buone le masse, hanno tranquillamente operato dei clamorosi figli di puttana simili in tutto e per tutto ai nostri Papi, Re, Signori & signorotti & loro vassalli che da sempre hanno usato le terre come il loro parco giochi (n.d.r. non sto parlando dell'Italia attuale ma del contesto storico europeo dall'anno mille in poi, credo che la precisazione sia doverosa); e comunque se qualcuno ancora avesse dubbi su come nella penisola arabica intendono strutturare un modus vivendi scevro dalle porcherie morali a cui l'occidente ci ha ormai saturato può avere un esempio molto indicativo:
Dubai.
Già, il tempio del lusso in salsa sceicca, meta di torme di investitori e di vacanzieri a budget stratosferico, in un paese che manco poco ci è stato descritto come la Nuova Frontiera.
Ok, mettetevi comodi, prendete birra e popcorn e leggetevi attentamente questo articolo dal blog di Mazzetta:

DUBAI, LA TRUFFA DEL SECOLO


Ecco, non vorrei urtare qualche sensibilità affermando che c'è un filo indistruttibile che lega questi criminali strapieni di potere a quelli di casa nostra in giacca e cravatta: la natura inestinguibile della malvagità, della sete di potere, del bisogno di opprimere e di far propria quanta più ricchezza possibile.
E, last but not least, che il popolo bue se ne stia al suo posto maltrattato, vessato, umiliato, senza voce e senza diritti, con l'unica opzione di poter pregare un Dio o un Allah sperando che questi idoli del nulla li riscattino dalla sofferenza.
E nel caso qualche sensibilità si senta urtata sento comunque l'urgenza di fargli notare che m'importa una ricca sega.

giovedì 4 giugno 2009

BRACCIA RUBATE AI GULAG


Sì, perchè non ho nessuna paura a dire che per certi ceffi i gulag andrebbero immediatamente riaperti. Sicuramente il magnanimo Putin accoglierebbe a braccia aperte elementi come Lele Mora, del quale si scopre che ha fatto pagare agli italiani i suoi sollazzi ed i suoi festini; d'altra parte non sarà difficile trovare tra la razzumaglia dei berluscones chi invece giustificherà questo troiaio d'omo e che avrà da dire quanto Mora sia stato figo a scaricare tutto addosso al fisco delle tasse di Prodi.
Chissà se gli stessi proprio ora, in tempi di dichiarazione dei redditi, s'accorgeranno che la pressione fiscale è sempre uguale e che le tasse di Berlusconi per chi deve pagarle sono esattamente le stesse.
Voi dite che se ne accorgono?

PER UNA SCUOLA PULITA


Forse qualcuno è ancora convinto che la Chiesa sia un organismo utile, anzi irrinunciabile per la società. E non manca di cercare di imporlo anche a chi della Chiesa ne farebbe più che volentieri a meno. Ripetere come un mantra che la religione é e resta una dimensione personale legata all'interiorità ed alla spiritualità dell'individuo altrimenti, come insegna la storia, è semplicemente uno strumento di oppressione ed annullamento delle coscienze sembra però non toccare le torme di invasati sparsi per il belpaese, molti dei quali posseggono cariche pubbliche e che considerano la libertà di coscienza dell'individuo un pericoloso viatico verso l'Abominio.
Il caso dell'insegnante del liceo "Righi" di Cesena sospeso per aver distribuito un questionario che chiedeva di esprimere la preferenza tra l'ora di religione e le materie alternative mette nella sua giusta luce quanto ci sia da far piazza pulita nella scuola italiana.
Piazza pulita di presidi e commissari ministeriali, naturalmente.
Visto che i cattolici sono quelli che sfracellano le palle per avere sempre più fondi per le loro scuole private si potrebbe pensare che almeno abbiano il decoro di lasciare in pace quelle pubbliche.
Macchè.
Nonostante gli insegnanti di religione siano gli unici ad aver ricevuto benefici dalla cura-Gelmini, e già questo è sintomatico di come la ministrella vuole riorganizzare la scuola pubblica, gli utenti di ogni fede e credo debbono sorbirsi anche i soprusi di autorità scolastiche ciellino-talebane quando il libero pensiero dei ragazzi viene chiamato ad esprimersi.
Fossi un genitore di quel liceo toglierei immediatamente mio figlio da scuola, ovviamente.
E ovviamente la preside e la commissaria talebane avrebbero delle conseguenze da doversi gestire, conseguenze assolutamente poco piacevoli, perchè in quanto genitore di un alunno che frequenta un istituto pubblico, attiverei tutti i mezzi possibili per fare in modo che questi cancri non debbano più avere a che fare in alcun modo con una scuola pubblica.
La cosa interessante, comunque, sono i risultati del questionario, i quali devono aver fatto vieppiù imbestialire le devote carampane; della religione cattolica non frega un emerito cazzo a nessuno.

Ci sono ottimi elementi per pensare che in molti, ma molti altri istituti i risultati sarebbero simili.
D'altra parte si vede benissimo in politica e nelle quotidiane esternazioni di fonte vaticana la statura morale ed etica, la modernità del pensiero e la capacità di relazionarsi con l'individuo dei tonaconi e dei loro protettori politici.

Non è mai troppo tardi per segnalare al buon chierichetto Franceschini chi deve far fuori DA SUBITO nel suo partito se vuole ridare un minimo di credibilità alla sua opposizione.

mercoledì 3 giugno 2009

RIALZATI, ITALIA!


Era questo che intendeva?

E' la pubblicità di una compagnia di navigazione tra Catania e Napoli, aspetto di vedere uscire un libro di aforismi di Bombolo presentato a Porta a porta poi posso anche morì tranquillo.

(Dal blog di mazzetta)

martedì 2 giugno 2009

THE SOUND

"Here it comes, a new dark age". Adrian Borland aveva visto l'inizio di una nuova era oscura e non ha retto al pensiero. Era il 26 Aprile 1999 quando la mente dei Sound decise di buttarsi sotto un treno della subway londinese. I Sound non hanno fatto la storia del rock, ma è uno di quei gruppi che meriterebbero una considerazione più attenta anche in questa epoca povera di talenti e di nuovi grandi songwriters di rock britannico (e il resto del mondo non se la passa meglio); la tradizione albionica di esprimere talenti pop di levatura stratosferica negli anni '80 ha conosciuto vertici ancora inesplorati, se si pensa ad Andy Partridge e Colin Moulding (in pratica XTC), Ian Mc Culloch degli Echo & the Bunnymen, quello strippato di Julian Cope (non a caso il mio preferito) e Morrissey coi gladioli nel culo e Johnny Marr con quella cazzo di chitarrina.
Adrian Borland aveva toni preferibilmente cupi, non molto amichevoli, ma aveva scrittura e talento; era sofferto ed incisivo, decisamente infelice. Ma anche aggressivo e passionale come un depresso cronico può esserlo, questa è una delle sue canzoni più belle.
Degli anni '80 e del poco politicamente corretto pop britannico ne riparleremo.