domenica 5 luglio 2009

L'APPARATO


Doversi occupare del principale partito d'opposizione dell'era berlusconiana è, per un vero oppositore di questo governo, qualcosa di simile alla via crucis; tuttavia nonostante la combriccola paleodemocristiana abbia la reattività di un bradipo agli accadimenti quotidiani e quella di un orso in letargo alle istanze dei cittadini che vorrebbero vedere in tempi ragionevoli Berlusconi sbattuto tra le pagine ingiallite della storia italiana, dobbiamo prendere atto che perlomeno sono estremamente chiari i motivi per cui il PD dovrà decidere in sede congressuale se diventare un vero partito d'opposizione o continuare la languida ed inarrestabile evoluzione verso la definitiva forma di apparato partitico senza un briciolo di coerenza verso la propria natura di partito di opposizione e quindi di lotta. Una inutile ameba, insomma.
L'alzata di scudi contro Debora Serracchiani, ad esempio, fa molto pensare.
Neanche Nanni Moretti al tempo del famoso "con questi qui non vincerete mai" aveva provocato tanta irritazione.
Ora, nessuno pretende che alla prima comparsa di un qualcosa di nuovo la vecchia guardia passi mano stendendo un tappeto rosso, inoltre il riuscire a passare sopra il cadavere delle cariatidi responsabili di aver consegnato l'Italia a questa destra chiavi in mano è condizione imprescindibile per dimostrare di avere i numeri per affrontare l'altro apparato, quello di destra, con la dose minima di credibilità; e così risulta chiaramente ovvio quanto sarà la base a decidere il percorso che il PD avrà a fare nei prossimi anni; l'apparato attuale, quello dei D'Alema che quasi minaccia di candidarsi, dei Letta che ancora sta a menarla coi moderati, dei Veltroni, dei Fassino e dei Rutelli, è il sasso al collo dell'opposizione; mai come oggi i segni di questa inconfutabile verità sono chiari; così come è inconfutabile il fatto che le forze più fresche ed intenzionate a mettere in pratica quanto il paese sta chiedendo ad un partito di opposizione sono visti da questi come una manata di acido muriatico.
Leggere ad esempio QUESTO articolo di Chiara Valentini dell'Espresso per capire quanto anche i pennivendoli ormai assodatamente accucciati ai piedi dei vecchi satrapi dell'ormai defunto centrosinistra dalemiano e prodiano non abbiano intenzione di mollare l'osso; la base del PD può fare la differenza; sempre che abbia voglia di farlo, sempre che abbia capito quale è la posta in gioco. Nessuno chiede alle tante Serracchiani che cercano di emergere la Perfezione.
Ma un partito di opposizione sì.
Se lo vuole anche la base il percorso è già a buon punto.

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