domenica 28 marzo 2010

C'E' UN LAVORO DA FARE


"Il clima è quello che è"
Tranquillo Silvio, il clima è ottimo, sta tornando la primavera e sabato se non avessi dovuto stare dalle 9 di mattina alle 2 di notte esclusa pausa pasti al lavoro per il concerto di Povia (no, non ho potuto darmi malato) me ne sarei andato sugli scogli.
Sarebbe un'eresia mettersi la chitarra a tracolla e cominciare a cantare "The times they are a-changing" anche perchè altri Dylan a giro non se ne vedono quindi al momento "Kick out the jams" e "Revolution" (quella degli Spacemen 3) vanno ancora benissimo.
Andrebbe ripetuta come un mantra la frase per cui anche esautorando Silvio Berlusconi dal ruolo di Gran Buffone di Corte del sistema capitalista non abbiamo risolto altro che uno dei problemi strutturali di questo paese, e neanche il più grave.
Ad esempio, non si infierisce abbastanza sui casi di pedofilia da parte di appartenenti alla Chiesa Cattolica Romana, anche perchè limitare alla sola pedofilia le disfunzioni provocate dal micidiale mix fra l'abbandono mistico della ricerca spirituale e la naturale propensione dell'essere umano al contatto sessuale é quantomeno limitativo.
Questa setta non contempla nel comportamento dei suoi sacerdoti aspetti dell'individuo come l'innamoramento, la seduzione, l'abbandono e la gioia, il tormento e il dolore, il piacere dello scambio fra due persone e pretende di dettare ogni legge che regoli le attività su nominate basando il proprio potere spirituale su due affascinanti elementi: la costrizione ed il senso di colpa.

Costrizione perché concepire l'atto sessuale al solo fine procreativo o comunque porre la procreazione come fine unico del coito è un'aberrazione che spoglia l'atto sessuale della sua componente più poetica, intensa ed appagante per i due esseri che decidono di scambiarsi energie sessuali da adulti sani e consenzienti: la trasmissione della carica adrenalinica fatta di attrazione, empatia, seduzione, movimento, poesia e, ovviamente, amore.
Ciò che ci si scambia durante un atto sessuale vive e sprizza la sua scintilla in un milione di attimi eterni per lanciarsi fra le energie di mille altri universi superando barriere di spazio e tempo, il tutto restando concentrato in un abbraccio post-coito.
Il senso di colpa è il loro millenario cavallo di battaglia.
Difatti per me è stato un cambio di prospettiva epocale l'aver scoperto un sacco di anni fa che non dovevo scusarmi proprio con nessuno, che non ho nessun cazzo di peccato originale ma semplicemente un sacco di debiti con lo Stato (e di quelli non ho colpa, dicono si nasca così, già con il debito bell'e pronto), che in conseguenza di questo non dovevo nè frustarmi nè cospargermi il capo di cenere, nè mettere il cilicio nè lavare i piedi a dodici deficienti e nessun'altra di quelle simpatiche manifestazioni di prostrazione all'Altissimo con le quali il cattolicesimo ha disumanizzato milioni e milioni di persone negli ultimi due millenni.
Cosa possano saperne di queste cose gente come Ratzinger e Ruini o come Bagnasco e Crociata è ancora, al momento, un mistero.
Cosa ne sanno invece il cospicuo numero di prelati che hanno contribuito all'educazione ed allo sviluppo sessuale di migliaia e migliaia di bambini è stato ampiamente descritto dalle cronache di questi giorni, se non fosse che l'argomento ha iniziato a scottare già da parecchio, l'ultima volta era stato il documentario "Sex Crimes and the Vatican" a scoperchiare il pentolone, ma la Chiesa aveva rintuzzato alla bell'e meglio finchè la quantità di scandali su entrambi gli emisferi del globo hanno raggiunto dimensioni più che preoccupanti.
Ora, che il problema della sessualità dei sacerdoti sia un argomento che potrebbe nuocere come nessun altro alla Chiesa è fuori di dubbio.
Sarebbe il caso, quindi, far maturare i tempi per cui si cominci anche a sapere quali soldi transitano dalla Banca Vaticana ed a che fine vengono usati, quali uomini del clero cattolico e loro devoti sodali hanno affari con uomini dello Stato, quali sono gli strumenti di pressione sulla politica da parte di organizzazioni come l'Opus Dei, insomma, sono un bel pò le cose che la Santa Sede avrebbe il dovere di spiegare ad un cittadino italiano che paga le tasse.
Se l'attitudine a coprire, nascondere, troncare e sopire, accentrare e gestire da dietro le porte di stanze dorate è quella che conosciamo tutto quello che possiamo dire è che c'è un grosso lavoro da fare.
Anzi, un grossissimo lavoro da fare.
Ma va fatto.

8 commenti:

Lindalov ha detto...

http://lindalov.tumblr.com/post/457037313/monicagellerb-thedailywhat-cannot-be-unknown

Roby Bulgaro ha detto...

Siamo sulla stessa lunghezza d'onda, sassicaia! Quoto in pieno il tuo post in quanto sono pienamente d'accordo che non se ne può più di un clero che ha continue ingerenze sulla vita politica del nostro paese e che arriva ovunque per strumentalizzare ogni mossa ai propri fini propagandistici, non curandosi minimamente di che soggetti si fa alleati. Ad arricchimento di chi ti legge, e spero tu sia contento, voglio linkare
questa splendida intervista di Don Farinella, per chi non l'avesse già ascoltata. Dopo i primi minuti, unico deterrente le immagini statiche, neppure un assonnato cronico potrebbe dormire.
Con una puntigliosità pari solo alla veridicità del suo commento, descrive l'Italia di oggi.

angie ha detto...

direi un grossissimissimo lavoro da fare, visto che quello della Chiesa è cominciato duemila e dieci anni orsono e ci si ritrova con un papa che stila epistole di himmleriana memoria...
ma stupisce sicuramente vedere come, chi predica lo spirito in funzione di natura umana (?) e non la materia, sia così attaccato ai beni terreni!

Zio Scriba ha detto...

Scienziati, artisti e scrittori di tutta Europa (esclusa l'italiA, e forse forse la Polonia) sono concordi da anni nel considerare la naturale bisessualità dell'uomo come dato antropologicamente e culturalmente certo. Da noi, l'unico a sbilanciarsi è stato tempo fa l'oncologo Veronesi, secondo cui per l'uomo del 4000, libero dalla schiavitù del "fine procreativo", e dalle imposizioni tribali che esso comporta, la sessualità e l'erotismo significheranno pura gratificazione affettiva, appagamento sentimentale, innocente effusione lontana anni luce da schemi sociali e sensi di colpa, ecc..., e che a venir derisi per la loro stupidità e avarizia saranno allora i monosessuali (sia etero che gay), cioè chi si ostinerà a distinguere le persone a cui può voler bene o che può baciare e accarezzare in base al casuale cromosoma X o Y... Ovviamente venne fatto passare per delirio di un vecchio rincoglionito, e non ci fu giornale che non affiancò a queste sue dichiarazioni il duro monito di un porporato che spiegava come la sacra unione fra maschio e femmina rispondesse al Disegno del porc... ehm... al disegno di Dio. Il povero oncologo Veronesi non ha capito, nemmeno lui, che finché non guariremo da un certo cancro geografico, non potremo guarire nemmeno da quello culturale e sociale. E questo indipendentemente dal fatto che uno, dieci o centomila preti abbiano fatto cose orrende con bambini: attenzione che il cavalcare troppo questo luogo comune non si trasformi in clamoroso autogol, e in un nuovo trionfo della bigottaglia omofoba e sessuofoba...

jesup ha detto...

Se non l'avete visto consiglio a tutti il docu-film Religiolus del comico americano Bill Maher.Vi posto un paio di assaggi
http://www.youtube.com/watch?v=-SCEuykWx5c
http://www.youtube.com/watch?v=uWplYrzJJq8

Superfly ha detto...

Bellissime parole.
In Italia non è facile attuarlo però. Perchè la massa versa in uno stato catatonico. Non c'è una presa di coscienza e chi ha potere non ha alcun interesse affinché questo processo avvenga.

Possiamo avere solo fiducia nelle nuove generazioni, con un maggior senso di responsabilità e consapevolezza. Non credo che un tale grosso affare possa esser messo in movimento da alcun partito politico che vedono comunque e sempre da parte dello Stato Vaticano un potente alleato.

Rivoluction!

Saluts
Superfly

Spillo ha detto...

Secondo la Arendt, filosofa della politica,nonchè storica del nazismo (forse la più grande degli storici di tale periodo) la prerogativa base del regime nazista fu che si sostituì una colpa organizzata al (disorganizzato, ma indubbiamente più etico)senso di responsabilità.
Il fatto che da almeno due millenni, come anche tu assieme a molti altri fai notare, la setta vaticanista si sia specializzata in 'distribuzione ed organizzazione della colpa", o del senso della medesima, e che da anni essa sia l'asse portante di qualsivolgia abuso di potere e totaliarismo occidentale,praticato a spese di -e direttamente su- i corpi e le menti di ogni singolo essere senziente, vorrà pur dire qualcosa.

La monumentale 'Storia criminale del cristianesimo' deve la sua immane dimensione (dieci volumi, il primo pubblicato nel 2000 e l'ultimo previsto in uscita nel 2012)all'altrettanto enorme mole di crimini addebitabili alla setta vaticanista nel corso dei due millenni di storia che datano dalla sua esistenza. (cfr: http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_criminale_del_Cristianesimo)

Anche nel nostro attuale evo (no, non un clone di Morales! Si intende : tempo, era, periodo storico-politico)contemporaneo, anche in questo stracazzo di regime mediatico-fascista, la distribuzione organizzata della colpa (e relativi pentimenti e mea culpa)è stata meticolosamente pianificata e strategicamente realizzata con l'attiva e centralissima partecipazione della setta di cui sopra. La quale, anche in assenza di chiamate dal mondo della politica, provvede ad organizzare e distribuire colpe e complicità a piene mani, in cambio della moneta sonante che elargiscono le pecorelle fedeli, rendendo le medesime protagoniste del processo di colpevolizzazione proprio allorchè ne abusa i corpi e le menti. Non c'è molto di diverso da quanto accadeva nei campi di concentramento nazisti, e non c'è bisogno di valersi dell'origine germanica dell'attuale guru della setta vaticanista, per affermare che in seno ad essa è endemicamente e congenitamente presente il seme del nazismo, e che in assenza - come oggi siamo - di freni e paletti democratici tali semi riprendono immediatamente a germogliare indisturbati, e a disseminare di sè ogni più remoto lembo di terra (in specie se remotissimo, sottratto a sguardi troppo occhiuti)favorendo - se non instaurando direttamente - la rinascita di regimi brutalmente autoritari.

Che dire di più?
Questa non è una battaglia meramente culturale, bensì una battaglia di liberazione politica, forse la madre di tutte le battaglie di liberazione contro regimi oppressivi dell'emisfero occidentale. Molti nel corso dei secoli l'hanno combattuta con energia e forza, e sarebbe giusto il caso di raccoglierne l'eredità, e cominciare ad alzare la testa...

Stefania248 ha detto...

Ma chi è che va a vedere povia?