venerdì 28 gennaio 2011

HANNO LA FACCIA COME IL CULO

"Siamo di fronte a un disastro antropologico: fermiamoci in tempo prima che degeneri ancora di più". E' l'appello lanciato dal segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata, che invita "a superare le risse, le guerre di tutti contro tutti", senza cadere in "partigianerie".
(Fonte: RAInews 24)

Può darsi che a qualcuno possa sfuggire il perché dopo questa dichiarazione la migliore interpretazione della frase "Fà la cosa giusta" possa essere quella di prendere il suddetto Mons. Crociata a pesciate sul collo.

Ma in un paese dove un quotidiano facente riferimento al presidente del consiglio se ne esce a 9 colonne con un magistrato che nell'81 faceva franella con un giornalista di sinistra probabilmente sfuggono parecchie cose, anche se credo che questo, insieme ai calzini turchesi, sia uno dei punti più bassi toccati da qualsiasi imbrattacarta dai tempi dell'invenzione dei segni.

Dicevamo, Monsignor Crociata vive nel paese dei Commissari Manganelli, degli agenti Spaccarotella e delle signore Mussolini e lo sa benissimo. E sa benissimo che non stiamo parlando di Paperopoli.

Come altresì sa benissimo che esistono anche cittadini che di questo consorzio affaristico-mafioso-puttanesco ne avrebbe anche piene le palle e che se non siamo ancora scesi a prenderli tutti, da Montecitorio a San Pietro e al Quirinale, è perché la maggioranza della popolazione ancora fatica ad elaborare che tutto ciò che si sta svolgendo sotto i loro occhi è tutto vero.

Ma c'è un ma.

Il sottoscritto, ad esempio, ha imparato il linguaggio della comunicazione televisiva quando i canali erano 2.
Primo canale e secondo canale.
VHF e UHF.
E un cretino come Masi non lo avrebbero fatto entrare in RAI manco come usciere.
La RAI era gestita da faine democristiane che conoscevano l'Italia di quei tempi molto meglio di quanto la conoscano gli Strategy Communicators dell'esercito del Buffo Omino di Arcore.
La generazione degli attuali trentenni ha avuto il battesimo dell'adolescenza con Drive in e tutta la paccottiglia protocafona anni '80 per la quale il concetto di cultura era bere un aperitivo con un flute piantato nel culo di una figurante che poi nel linguaggio collettivo avremmo identificato come "velina".

Io sbarellavo quando vedevo le minigonne di Mina, che era una cosa immensa e meravigliosamente femmina al 100%





quindi è ovvio che l'apparire delle cosce & culi mediasettiani l'abbia in qualche modo percepita da subito come una volgarità non necessaria.
Capiamoci: un buon porno è un buon porno. La combinazione di eros e seduzione che certe donne sapevano trasmettere da uno schermo in bianco e nero è un'altra faccia di tutto quanto fa alzare la temperatura corporea, che invita ad aprirsi qualsiasi orizzonte erotico perchè quando c'è un bellissimo titolo ed una storia stimolante il racconto te lo scrivi da te e meglio di quanto possa fare qualsiasi esegeta dell'eros.  .
La raffigurazione femminile del desiderio e della seduzione ha subito, grazie alle reti del biscione, una volgarizzazione simile a quella di chi, tanto per farti incazzare, ti versa un bicchiere di gazzosa nel Brunello di Montalcino.

Oltretutto appiattendo verso il basso la rappresentazione del desiderio maschile che, a quanto pare, per essere scatenato in uno tsunami di desiderio di POSSESSO abbisogna meramente di un culo scoperto e della sagoma di due tette superiori alla prima misura.

Nondimeno si è parallelamente assistito ad un crescendo rossiniano di bombardamenti a tappeto di messaggi che invitavano a PERFEZIONARE il proprio corpo al punto che mezza umanità ha iniziato a sentirsi a disagio nel proprio e perdere qualsiasi equilibrio critico nei confronti della bellezza reale, quella che si emana dalla propria interiorità e dona splendore a qualsiasi forma fisica si abbia.

E via di anoressie, bulimie, attacchi di panico, sensi di inadeguatezza, MORTI.

E tutto ciò per incasellare in modo compiacente il Maschio Latino, derivazione comica del Maschio Bianco Occidentale.

Ecco, noi uomini non saremmo così. Potenzialmente, dico.

Però c'è una cultura, quella che nel nostro allegro paesino a forma di stivale viene invocata come baluardo contro l'infidele saracino, che per secoli ha fatto di tutto, di più e di troppo affinchè il ruolo dell'Uomo nelle comunità umane fosse quello di un muflone arrapato e comunque frustrato, che concepisce la donna come una sua proprietà e che ne nega finanche la proprietà del suo corpo.

E di questa cultura Monsignor Crociata ne è diretto portavoce.

Se qualcuno fatica a ricordare la girandola di benedizioni all'ascesa del Buffo Omino di Arcore fin dalla sua apparizione alternati a vacui moniti papali contro l'edonismo ed il "cattivo uso" della televisione può bastare il continuo e convinto appoggio che la Banda Berlusconi ha avuto dal Vaticano fino ad oggi, periodo in cui li inviterei a scendere in piazza con un nuovo Family day, in modo che finalmente ci spieghino quale cazzo di concetto di famiglia hanno nelle loro teste bacate.

Ora Crociata ci invita a superare il "tutti contro tutti".
Ma quale "tutti contro tutti".
Ce l'abbiamo con voi.
Voi ed i delinquenti che avete appoggiato così entusiasti coi vostri Bagnasco, coi vostri Ruini, coi vostri Fisichella e coi vostri umili vignaiuoli.
Quindi quali tutti.
Ce l'abbiamo con voi perché vi consideriamo un cancro per la società.
Perchè col vostro amico immaginario avete avvelenato secoli e secoli di Storia e ancora vi siedete comodamente in sedie damascate accanto a ladri, assassini, profittatori, sfruttatori, puttanieri ed affamatori distribuendo le briciole con le vostre Caritas che se niente niente i soldi che ciucciate dallo Stato Italiano fossero in mano a chi di solidarietà e di aiuto concreto ne fa davvero e senza amici immaginari di mezzo il problema della povertà mondiale sarebbe semplicemente molto, ma molto meno drammatica.

E ce l'abbiamo con voi non solo per quello che per colpa anche vostra sono costrette a subire milioni e milioni di donne, ma anche come maschi per come avete cercato di ridurci, lasciando intendere che le nostre pulsioni sessuali siano roba da scimmie ingrifate e quindi da costringere ed avvilire salvo lasciarci macerare nel peccato quando ne perdiamo il controllo e, non avendo la fortuna di indossare una tonaca, non possiamo espiare semplicemente venendo trasferiti ad altra parrocchia.

Avete tenuto mano alla vera catastrofe antropologica in atto in questo paese ed ora vorreste anche cento lire di resto, Monsignor Crociata.

Quindi no, non è un "tutti contro tutti".
Ce l'abbiamo proprio con voi.

(Nella foto: la scrittrice Isabella Santacroce, una delle donne grazie alle quali SO che la Santanché non è una donna)

6 commenti:

D. ha detto...

più di tanto non poteva dire visto l'ultimo regalo fiscale della lega

fracatz ha detto...

Ma quello che più mi fa incazzare poi è che nell'aldilà ce li ritroveremo tutti con noi all'inferno e neanche lì ci lasceranno in pace.

Furio Detti ha detto...

faccia come il culo?
Intanto da un vescovo che fa di cognome Crociata c'era da aspettarsi che si presentasse con le pinze roventi e il cavalletto di tortura...

Silvio ha avuto il coraggio di dire: "No allo stato di polizia" LUI, quello della DIAZ di Genova...

e tu sei fermo alle facce a culo?

sassicaia molotov ha detto...

@Furio: dagli tempo; quelli per farli smettere ci son voluti i bersaglieri, mica ce lo ricordiamo.
Silvio secondo me è fuori concorso. Quando si sarà levato dai coglioni fioriranno gli studi psichiatrici che ci forniranno l'esatta patologia, per ora possiamo solo prendere atto che di Caligola ne bastava uno ed era pure meglio di questo qua.

mela (a)nurca ha detto...

"Io so" di Pasolini diceva più o meno ciò che hai scritto tu. Attento che potrebbero ucciderti. I morti causati da loro sono moltissimi e saranno ancora tanti.

sassicaia molotov ha detto...

@mela (a)nurca: Quindi se comincio a sciogliere nell'acido qualche prete potrei farlo rientrare nel concetto di "guerra preventiva".
Buono a sapersi ;-)