lunedì 31 gennaio 2011

LIBERAZIONI

Fra le migliaia di opinioni riguardo il castro di Arcore mi aspettavo una risposta decisa da parte di una categoria, quella delle donne, che provvidenzialmente é riuscita ad alzare la voce ad esempio
con le manifestazioni di ieri, il cui intento era semplicemente quello di definire la propria estraneità ed il proprio orgoglio davanti al mercimonio in nome del potere di un ometto squallido circondato
da cortigiani/e ancora più squallidi.
Manifestazioni che però non risolvono uno dei noccioli fondamentali del problema: cioè come mai esistono ancora le condizioni affinché sia ancora e sempre la donna al centro del mercimonio costruito
attorno a siffatta compagnia, visto che non è che devo stare qui a descrivere quanto ed in che modo il modello berlusconiano sia un vero e proprio laboratorio di avvilimento della dignità della donna sin dai
suoi primi passi.
E questo in un paese dove già la figura della donna nel suo percorso di liberazione sia individuale che di genere in sè ha delle controparti come la Chiesa che storicamente ha sempre considerato la donna
come una mera appendice dell'uomo partendo da Adamo e la sua costola.

C'è però, un "ma" ed è un "ma" grosso come una casa, riguardo lo sfruttamento di giovini virgulti in fiore da parte del Potere brutto, cattivo e perverso.

Il "ma" riguarda la possibilità da parte delle signorine in questione di poter scegliere o meno, rispetto ad altre "colleghe" le quali questa libertà di scelta non ce l'hanno o almeno non è assolutamente paragonabile
a quella delle signorine in questione.

E quando leggo articoli come questo e questo pubblicato da "Femminismo a sud" sinceramente mi cadono le palle. Senza se e senza ma. Semplicemente mi cadono, e con gran fragore.

Riepiloghiamo:

scrive l'autrice dell'articolo:

"Qui si sta legittimando – e la maggior parte delle persone non mi sembra esserne consapevole – la contrapposizione “donne per bene, donne per male”, qui si sta giocando il gioco del nemico,
qui si sta dicendo che il problema sono veline e sex workers e non una classe politica corrotta, autoritaria, oligarchica fino al midollo, maschilista e patriarcale da sempre. "


Nessuno vuole mettere in dubbio la natura di questa classe politica, la quale però, è bene precisare, è composta anche da un nutrito numero di donne, donne che si sono guadagnate un posto di
privilegio rispetto a quello di molti altri cittadini e non solo facendo carriera così come Berlusconi insegna. Si può quindi disquisire quanto si vuole sulla struttura oligarchica e patriarcale del potere ma
mi si faccia il favore di ricordare che in questa struttura patriarcale ed oligarchica a sguazzare c'è un bel numero di signore e signorine che non sono arrivate colà per colpa di un sistema patriarcale ed oligarchico
ma semplicemente perché le stesse HANNO SCELTO CONSAPEVOLMENTE di entrarci, collaborarci e farsene all'occorrenza fedeli vestali.
Negare questa cosa sarebbe solo segno di malafede e volontà di mistificare.
Questo, oltre ad essere un sistema patriarcale ed oligarchico, è un sistema che tende ad emarginare prima di tutto gli individui delle classi meno abbienti ed è chiaro che se sei donna la lotta per affermarsi come persona
e come individualità risulta assai più faticosa e più estenuante a livello psicofisico, ma a maggior ragione mi sembra arrivato il momento di distinguere ed in maniera netta, ad esempio, quella che è la condizione
delle signorine dell'harem di Silvio (veline, meteorine e gheddafine comprese), cioè quelle che vanno ai festini accompagnate da Lele Mora ed Emilio Fede o che vanno ad esibire tette e culi rifatti in TV,
con quelle che vengono prese e sbattute su un marciapiede, vessate e picchiate perché quando poi si vanno a confrontare i conti in banca e molte ragazze e ragazzine in ragione di questo fanno 2+2 e cercano di
seguirne le gesta, non credo proprio che sia perchè per queste non esista un'alternativa per affermare la propria dignità di individuo al di fuori dell'harem del sultano.
Oppure mi si vuole raccontare che una Minetti, una D'Addario, una Macrì o una Ruby sono vittime del potere patriarcale e maschilista e allora la sensazione che mi si voglia pesantemente prendere per il culo
si fa certezza e quindi mi sento obbligato a mandare affanculo l'interlocutore, prendere la giacchetta e tornarmene a cose più serie.
La realtà, ed è una realtà che le articoliste di "Femminismo a sud" fingono di non vedere o non vedono per pura cecità ideologica, è che una differenza strutturale fra individui, siano anch'esse solo donne, esiste.
E che ad una parte non esiziale di queste i soldi ed il potere PIACCIONO. E non si fanno nessuna remora nel caso si presenti l'occasione di arrivarci, quale che sia la natura del potere.
Sono donne che scelgono scientemente di agevolare questo sistema, perché semplicemente appaga la parte più pragmatica dei loro desideri. Apparire, conquistare, compiacere, avere una fonte di guadagno usando
la propria bellezza o la propria scaltrezza.
Non sono donne che vengono da famiglie disagiate, proletarie o povere.
Hanno avuto dalle famiglie mezzi, possibilità e soldi.
Hanno avuto a disposizione tutti i mezzi per essere messe nelle condizioni di scegliere, così come hanno scelto diversamente tante donne che a caro prezzo lavorano e vivono la loro dignità di donna nonostante
le difficoltà che questa società oligarchica e patriarcale pone a chiunque non faccia parte del sempre più ristretto club dei benestanti.
Ed il drago continuerà a mangiare finchè ci sarà carne fresca che si offre spontaneamente ed in modo così zelante.
Capisco che andare a pulire le scale o starsene in un call center 8 ore al giorno come fanno tante altre donne (e uomini, nei call center e nelle imprese di pulizie ce ne sono tanti ed altrettanti) è faticoso e poco appagante,
ma per favore anche il ruolo della vittima per veline e zoccolette impastate di silicone a botte di 5000 euro alla volta no, speravo proprio che questa mi venisse risparmiata.

Sarà perchè di donne ne conosco abbastanza e che la stragrande maggioranza, davanti a questo puttanaio, sente prima di tutto il bisogno di ribadire con orgoglio le proprie scelte, scelte fatte di duro lavoro,
scelte dolorose che le pone in situazioni anche di grande disagio economico e non solo come quando ci si deve separare da un compagno che non è più in sintonia con la loro vita (e, nonostante le catastrofiche
statistiche no, noi uomini non siamo tutti mostri che rincorrono con armi ed  oggetti contundenti le proprie ex, sappiamo anche accettare certe scelte) e nonostante ci siano dei figli da crescere e di certo non venderebbero
mai neanche un fotogramma del proprio culo per compiacere un vecchio satiro.
E oltretutto, lavorando nel settore spettacoli ed avendo avuto esperienze sia in teatro che nel cinema e nella televisione, posso affermare con assoluta certezza che non è necessario aprire sempre le cosce
per lavorare e conquistare stima e rispetto, sono necessari anche talento e capacità. Anzi, fondamentali. Incredibile, eh? Sì, esiste anche un contesto artistico e spettacolare al di fuori di quello berlusconiano nel
quale si può SCEGLIERE di apparire e addirittura come.

Quindi, care amiche di femminismo a sud, è normale che molte donne non si pongano in modo primario il problema del se e quanto il potere sia patriarcale ed autoritario, lo sanno e lo sappiamo da sempre e da sempre lo combattono e lo combattiamo, ma agli occhi di chi vive insieme a loro queste rappresentano esattamente l'andare oltre questo sistema grazie al fatto che hanno capito, a differenza vostra, che non esiste una liberazione di genere se prima non si stabilisce la centralità della liberazione degli individui, perché il fossato che divide le donne che incontriamo nella vita di tutti i giorni dalle cortigiane di Silvio, che siano ministre o semplicemente zoccole arriviste, sono le stesse che dividono un lavoratore dal ruffiano infame che fa la spia in fabbrica.

Se pensate che a molti di noi maschi questo sistema faccia comodo o che vogliamo trovare ogni artificio dialettico per sostenerlo siete fuori strada.
Per quelli come noi significa semplicemente mettere a disposizione di chi esercita un potere, sia quello della politica che quello della brutalità e della forza fisica, sia quello della pressione e della vessazione psicologica,
sempre più potere con sempre più arroganza, ignoranza e soprattutto ragioni per continuare ad esercitare questa variegata gamma di sopraffazioni del forte sul debole.
Non è questa la società che vogliamo, nè voi nè noi.

Infine la chiosa:

"L’Italia va in pezzi per colpa delle “malefimmine” quindi?
Stiamo per guardare le donne intorno a noi impersonare tutte la comare di bocca di rosa? E tutto questo senza fare nulla?
No, non lo accetto. Le lucciole vorrebbero andare in piazza, e noi dovremmo andare con loro, e farlo in modo da ottenere l’attenzione, per poter dire quello che vediamo succedere oggi, qui, in questo paese.



Non mi pare che si dica che "L'Italia va a pezzi per colpa delle malafimmine".
Questa è una patetica esibizione di vittimismo fuori luogo, visto che il Sultano e la sua coorte è e rimane il centro del problema, basta farsi un giro non solo tra i blog dei maschi, ma anche chiedere un poco in giro fra coloro che, ovviamente, verso questo governo mantengono un minimo di senso critico. E' comunque vero che le scelte - ripeto - consapevoli e ben ponderate, delle signorine citate nelle inchieste (e anche di quelle che hanno aiutato a creare questo scenario ed a definirne forme e metodi di comunicazione) sono assolutamente funzionali a questo sistema e che a loro va benissimo così e se possibile i loro sforzi si concentrerebbero nel cercare di farlo durare il più possibile.
E ripeto, dare esclusivamente la colpa al sistema patriarcale ed oligarchico per queste scelte è semplicemente una mancanza di assunzione di responsabilità nei confronti di signorine che hanno avuto mezzi e condizioni ben prima di incontrare il Sultano per "liberarsi" che la stragrande maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici non può sognarsi neanche la notte.
L'autobiografia di se stessa che la Minetti ha fatto in una delle sue ultime interviste è assolutamente sintomatica in questo senso. 


Ci penserei su, se certe posizioni aiutino veramente il movimento femminista o nella furia iconoclasta dell'attacco tout-court al maschio rischi di ritrovarsi con le Palin, le Santanché e le Gelmini e spazzatura umana simile dalla stessa parte della barricata.
Ho il sospetto che perfino molte donne non le condividano con le mie stesse motivazioni.

(nella foto: lasciamo perdere)

16 commenti:

Chica ha detto...

sospetti giusto...e , se vuoi leggi questo...

http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2011/01/culo-flaccido-non-avrai-il-mio-scalpo.html

e questo:

http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2011/01/ragazze-immagine-della-ss-16-adriatica.html

Inneres Auge ha detto...

Post da leggere piano piano, perchè bello "tosto". Non ho cliccato su i link ma immagino da quel poco che poi hai riportato il grado di "ragionamento" delle presunte femministe.
Le donne hanno molte responsabilità in quello che sta accadendo, nel degrado della morale, nel decadimento dei costumi, nello sfruttamento della loro stessa immagine. Non sono vere donne quelle come la Minetti, non le ha costrette nessuno a fare quel che hanno fatto. Mi ricordo quando Santoro fece intervistare la D'Addario che in quella puntata di Annozero sembrava santificata: la trovai una cosa orribile, ripugnante nei confronti delle donne. Le donne vere devono urlare la loro rabbia per quello che sta accadendo.

adegest ha detto...

Sei fuori strada, ma totalmente.
I post di Femminismo a Sud si riferivano all'argomento "prostituzione", non all'argomento "Berlusconi". La prostituzione è cosa ben diversa dal sistema che permette a chi si prostituisce di raggiungere incarichi e posti di potere. C'è un grosso dibattito all'interno del movimento delle donne in questi giorni proprio perchè le proteste di piazza escludono le prostitute, non leggiamo dei post a caso per trarne delle conclusioni affrettate.
https://collettivafemminista.wordpress.com/2011/01/24/quale-mobilitazione-viene-chiesta-alle-donne/
http://www.rivistailmulino.it/news/newsitem/index/Item/News:NEWS_ITEM:872
e potrei linkartene molti altri...

adegest ha detto...

Potrei aggiungere 500000 considerazioni personali se non sapessi che gli eventi mediatici lavano il cervello alla gente più di quanto si pensa. Eviterei di tirare in ballo le donne su questi argomenti solo perchè lo fanno i media, per tutto il resto spero che il 2, al processo del poliziotto Addesso, per lo stupro di Joy, ci siano le stesse donne che scendono in piazza indignate per il bungabunga del presidente X o Y. Ma ne dubito, dubito fortemente che in qualunque blog si parli dell'argomento, come di tutti gli altri che ci riguardano VERAMENTE.

sassicaia molotov ha detto...

@adegest: sono anni, decine d'anni che il tema della prostituzione è dibattuto in seno a collettivi, associazioni e gruppi, il problema non è lo sfruttamento mediatico o la sua percezione, è il non riconoscere che quello che va trasformato è un sistema di pensiero che dà sponda a differenziazioni di genere quando le differenze sono fra chi esercita un potere e chi da questo viene sfruttato.
Lo scritto dell'autrice mi sembrava chiaro, ma non è un mettere donne contro donne, mi dispiace , non è assolutamente così.
La mia è una inquadratura che trascende il concetto di genere perché altrimenti non ci leviamo le gambe e dal mio punto di vista di individuo che non usufruisce dei servizi delle sex workers in nessuna forma vedo che ci sono differenze tali e tante che il termine in sè rimane completamente generico, e le differenze di cui attualmente è composto non può trascendere dai fattori personali ed etici con cui si approccia questo lavoro.
E, a mio avviso coloro che formano in qualche modo una delle architravi del potere, visto che sui culi e sulle tette al silicone si regge molto dell'ascendente del Sultano sul popolino, non possono stare in nessun modo sulla parte della barricata di chi sta facendosi il mazzo per trasformare un sistema patriarcale ed oligarchico come effettivamente è.
Ti farei sentire i linguaggi ed i comportamenti di certi/e teenager e/o 20enni e di come nelle nuove generazioni il farsi oggetto da parte di tante ragazzine sia più o meno uno status e accettano botte e maltrattamenti, umiliazioni pubbliche nei capannelli di amici, tutto questo prendendo la cosa come segno di considerazione.
Io trovo tutto questo il vero schifo che questo harem che, non cadiamo dal pero, continua ad essere ininterrottamente trasmesso sulle nostre televisioni da 25 anni a questa parte.
Tutto qua.
E se vuoi ci mettiamo di mezzo anche la stessa discussione in seno al movimento LGBT e del modo in cui questi argomenti vengono trattati sui media.
Tanto per chiarire meglio cosa intendo per una visione individuale che trascende i generi.
Il mio punto di vista è comunque quello di un maschio, eterosessuale e discretamente amante del sesso quindi può avere delle differenze e dei punti di contrasto, ma cercate di vedere anche noi come una forza, perchè per cambiare questo stato di cose serve la coscienza di tutti.

sassicaia molotov ha detto...

@chica: mi sa che sull'argomento io e la papera zoppa la pensiamo in modo simile ;-)

Furio Detti ha detto...

il problema del femminismo secondo me è che nasce da una percezione distorta della realtà per cui esisterebbe una femminilità pura, incorrotta, autonoma e dignitosa come un'idea platonica un ente a sé stante che si declina nelle singole donne. pertanto tutti i casi di donne vessate o soggiogate dal maschilismo, ivi incluse le donne-come-le-vuole-il-bungabunghista-medio non sarebbero che declinazioni di questa idea bistrattata dal Male.

molto banalmente ci sono i singoli oggetto di prevaricazione, in vario modo. donne e uomini. più donne che uomini, non ci piove, molte più donne. si resterebbe sorpresi come tuttavia in un mondo alla rovescia la crudeltà delle donne sulle donne emergerebbe in modo ancora più prepotente e radicale.

perché ci sono anche donne che si prestano a questi meccanismi perversi, non tutti e non sempre, e li assecondano.

ma ci sono anche uomini che si prostituiscono mentalmente e fisicamente solo che sono meno ...visibili. meno squadernati sotto i nostri occhi.

senza nulla togliere alle singole responsabilità in certi casi almeno a fare un gioco sporco e avvilente ci si presta in due.

adegest ha detto...

Sei fuori strada anche stavolta, mi secca anche ribadirlo. Lo scritto dell'autrice (o dell'autore, FaS è un collettivo) è chiaramente in risposta all'appello di Concita de Gregorio e alle manifestazioni di questi giorni, rivolti alle “donne normali”, alle “madri, mogli, sorelle”, alle sante insomma, di prendere posizione contro le puttane, mi sa che sei uno sei pochi a non essersene accorto. “L'Italia non è una repubblica basata sulla prostituzione” è il titolo degli eventi di questi giorni, riesci a capire meglio ora? Qua combattiamo il nano da sempre (trascendendo il concetto di genere), la prima volta che sono andata a manifestare contro di lui avevo 17 anni e le mie compagne di classe si ispiravano a “Non è la Rai”. Sveglia, cazzarola, sono anni che cerchiamo di abbattere il mostro tutti quanti e sono anni che quel sistema sessista di cui ti lamenti l'ha fatto proprio anche la cosiddetta “opposizione” che tanto opposta non è, visto che ha sempre censurato le femministe ed è diventata la succursale di Merdaset. Apri gli occhi e ti accorgerai che quelli di RePUBICA che si appellano alla dignità delle donne (di un genere, ohibò, come se il berlusconismo non ci riguardasse TUTTI) allo stesso tempo ce lo stanno mettendo in culo con i disegni di legge per lo smantellamento di consultori e centri antiviolenza. Beh, pare che FaS scenderà in piazza il 13 con uno spezzone antifascista e con le lucciole, guarda caso, proprio quelle su cui è stato riversato addosso tutto questo fango e a cui pare che dovremmo addebitare i reati di concussione e corruzione globale della classe politica. Ma consolati, ce n'è anche per voi maschietti, pare che proprio oggi molti abbiano aderito all'appello alla dignità maschile...grazie alla lettera di suor Rita!!! Qua vi metteranno presto le ganasce all'uccello e voi starete ancora ad inveire e dare della troia alla diciottenne Ruby Rubacuori. State sbagliando bersaglio, te lo faccio spiegare meglio da Fastidio, che è uomo, antifascista e pure postpornografo, tiè! http://fastidio.noblogs.org/2011/01/24/v-for-vagina/#more-1754
@Furio Detti: lascia perdere, il femminismo, anzi i femminismi, non hanno problemi, di nessun tipo. Qua gli unici ad avere problemi sono quelli che dicono che siamo tutti uguali in certe dinamiche, discorso vecchio e pure banale, pensa che lo usavano anche i bianchi durante l'apartheid.

Furio Detti ha detto...

contenta te...
secondo me il problema invece sta tutto là. tant'è che appunto, incapaci di andare oltre questo modo di vedere manicheo, le femministe tuttora riescono a incidere assai meno dei processi esterni nell'emancipazione della donna...

per dirla tutta: hanno fatto più in termini di emancipazione reale due guerre mondiali - con la carenza di manodopera maschile e il peso acquisito dalle donne rimaste a casa - che tutte le suffragette & femministe impegnatissime.

certo non è che i governi in guerra avessero come obiettivo primario l'emancipazione, ci sono arrivati giocoforza perché dovevano appoggiarsi all'altra metà del cielo.

il mio è un discorso vecchio e banale? può darsi ma non è detto che qualcosa di vecchio o banale non possa essere anche vero. verissimo.

ciao.

Furio Detti ha detto...

che il cielo visto da qui sia blu. lo è da sempre. lo vediamo da milioni di anni. sarà banale, vecchio ma resta vero.

Furio Detti ha detto...

ah e per inciso: il mio uccello ancora le ganasce non le ha.

chi volesse controllare.... si faccia avanti! LOL ;-)

sassicaia molotov ha detto...

@adegst: sono abituato ad essere fuori strada, ma anche da fuori strada lo scritto l'ho letto e non mi pare di adito ad interpretazioni, a meno che non si voglia tentare la carta del "sono shtato fraintesho" tanto cara a certa gente, vedi i pezzi citati.
Allora per essere più chiaro cercherò di esprimermi senza tanti fronzoli.

Dire che si cerca di mettere "donne contro donne" E' UNA STRONZATA GALATTICA.

Vediamo se ci leviamo le gambe.
Lascia perdere la De Gregorio, avrei voluto vedere se un bel gruppetto di lucciole di strada si fossero presentate alla manifestazione come le avrebbero accolte.
Io preferisco quelle manifestazioni dove le Concia, le Finocchiaro, le Mussolini e le Turco vengono buttate fuori da altre donne, e loro sanno benissimo il perché.
Se - come si evince visto che lo spunto è quello - non si sono tirate di mezzo le signorine dell'harem allora dove sta il senso dell'articolo, visto che se si parla di "malafimmine" rovina dell'Italia, si parla proprio delle donzellette del tappetto e non di certo delle lucciole di strada che in questo contesto c'entrano come il culo con le 40 ore?
Per quanto riguarda il combattere il nano, abbi pazienza ma ho quasi 50 anni e da quando Berlusconi è apparso con le sue tv lo infamiamo in tutte le maniere, non mettiamoci a fare l'"i was punk before you were" perché su questo punto non prendo lezioni da nessuno.
Nè devo aprire gli occhi su come "Repubblica", "L'Unità" e la stampa sedicente-progressista tratti coon la solita benevolenza falsa come i soldi del Monopoli certi argomenti ed a seconda della convenienza. E se scorri qualche altro post potrai vedere cosa ne penso di questa sedicente opposizione, che qua pare che mi vuoi far passare per un piddino. ROTFLMAO.
Io voglio sapere se quelle architravi del potere felici e consenzienti le volete dalla vostra parte della barricata o sono altri aspetti del potere da combattere, che siano donne o no.
E dopo 3 commenti non l'ho ancora capito, se non che Ruby & c sarebbero un bersaglio sbagliato, mentre per me col benaltrismo ci si scava la fossa con le proprie mani. Punto.

E se scrivi:

"le lucciole, guarda caso, proprio quelle su cui è stato riversato addosso tutto questo fango e a cui pare che dovremmo addebitare i reati di concussione e corruzione globale della classe politica."

purtroppo ho paura che sarà meglio che me ne resti fuori strada perché qua si chiede che a pagare siano proprio i politici corrotti e tutta la coorte, ma chi cerca di equiparare le lucciole alle vestali del tappo mi sa che ha bisogno di uno di quelli buoni. Intendo di psichiatri.

Il post di Fastidio mi sembra perfetto e non vedo cosa confuti di quello che ho scritto.

Ah,le ganasce all'uccello. Sè, vabbè.

Vediamo se almeno ci si capisce.

sassicaia molotov ha detto...

@adegest: naturalmente per "chi cerca di equiparare lucciole a vestali" intendo coloro contro cui, a tuo avviso, si scaglia l'articolista. Ho capito che si cerca di mettere in guardia dalla commistione, ma ripeto, a questo punto vorrei una Risposta alla Domanda Fondamentale che ho chiesto. Accetto anche 42.

adegest ha detto...

Come vuoi, se ti preme tanto allora ti dirò che io ( e parlo per me), da brava buona e santa immacolata crocifissa femminista con la corona di tampax in testa, non ho nulla in comune con Nicole Minetta Staminchia o con Ruby Rubacuori o con la velina-prostituta di turno, mi sembra evidente che non stanno dalla nostra parte né dalla parte di nessuno (manco della Santanchè, non sono così attive da un punto di vista del potere, sono solo “funzionali”), non potrebbero proprio esserlo e non credo lo vogliano. Bene, allora il problema di questo paese del cazzo è risolto. Niente più sessismo, niente più nano pappone, niente di niente. Fantastico, se avessi saputo che era così semplice l'avrei fatto prima! E non temere, le lucciole di strada si presenteranno, anzi si sono già presentate, http://www.lucciole.org/content/view/647/14/ con questo comunicato, questo perchè secondo te le storia di mettere le donne le une contro le altre sarebbe una stronzata (si vede che leggi i post di FaS un po' a cazzo eh ). La differenza enorme tra te e Fastidio però non riesci proprio a coglierla, infatti continui a sbagliare bersaglio; lui se la prende col fascismo berlusconiano, come facciamo anche noi da una vita, tu con le donne che si prostituiscono con Tizio e Caio e con le femministe che non prendono le distanze da loro. Evvabbè, come diceva Moretti in un famoso film “continuiamo così, facciamoci del male”. Ti saluto.

sassicaia molotov ha detto...

@Adegest: Quando parlo di benaltrismo ecco cosa intendo. Con 'sta malattia non avete idea dei danni che sono stati fatti. Per me a farvi male siete - e da decenni - voi. Ma male male male.
Ma a questo punto ricambio il saluto.

sassicaia molotov ha detto...

Confermo: le donne che sono le une contro le altre non hanno bisogno della storia del castro di Arcore per esserlo. E ribadisco che prenderla ad esempio è una stronzata galattica.