mercoledì 25 agosto 2010

CON QUESTI GIOVANI NON VINCERANNO MAI




SERVIRE IL POPOLO
di Chiara Valerio

Mi è sembrato strano imbattermi in rete in messaggi d’odio concomitanti al ricovero di Francesco Cossiga. Penso sia di pessimo gusto e penso sia l’ennesima dimostrazione di quanto siamo più tifosi che cittadini. Io non mi auguro mai la morte di nessuno. Ma in special modo non mi auguro mai la morte di un uomo al quale, per la storia personale e politica e per la «fede civile» che ha professato pure nelle lettere di saluto alle Istituzioni, non dovrebbe essere concesso di morire fin quando il suo operato non sia stato valutato con le regole della Repubblica. Innocente o colpevole. Io avrei tenuto in vita Cossiga, in quanto uomo pubblico, prima per Giorgiana Masi e poi per capire.

Sono nata nel 1978, appartengo quindi a una generazione che ha vissuto, da Chiambretti in poi, con un Cossiga che da un supposto Silendo libertatem servo mi s’è presentato mediatico, accortamente abbigliato, vieux terrible, brillante e guastatore. Un Cossiga immaginato al centro di tutti i complotti, da Moro a Gladio alla strage di Ustica, un Cossiga sul quale la K e la doppia S nazista proiettavano ombre troppo flebili per spaventare ma buone abbastanza per giocare alla lanterna magica di una Prima Repubblica in odore di braci, e una Seconda Repubblica che sarebbe stata (ed è) anche il luogo del rimpianto agro per politici che, esprimendosi in italiano e abbigliandosi accortamente, potevano essere giudicati per il ruolo ricoperto e non per la simpatia o l’odio personale.

Così adesso che, uno e quel, Cossiga è morto mi viene in mente che non abbiamo bisogno di leader spirati o venturi, non abbiamo bisogno di tifosi pro o contro, abbiamo bisogno di cittadini che possano valutare il lavoro di altri cittadini, ed eventualmente democraticamente, mandarli a casa. Prima di odiarli da morituri o da morti.
24 agosto 2010
(da L'Unità)

Vorrei davvero non commentare tanta superficialità, tanta mancanza di rispetto per la Storia, tanto vuoto veltroniano (la sua lettera di ieri al Corriere è un vero museo degli orrori) e soprattutto tanto disprezzo per chi ha dovuto vedere Kossiga IN AZIONE (da ben prima di Chiambretti, il cui ruolo di spartiacque definisce correttamente la weltaanschaung dell'autrice).
Assieme all'imperativo categorico lanciato oggi dal Bersani il Terribile ("Si ascolti Napolitano", dopodiché Marchionne avrà sicuramente ordinato un nuovo stock di pannoloni) ed all'esplicita ammissione di incapacità e di cialtronismo buttata lì dalla Serracchiani ("Il vero vincitore del confronto é Fini"), direi che anche per oggi la sedicente opposizione ci ha sufficientemente provvisto del materiale necessario per caricare la cavità orale del quotidiano catarro da 25lb. scaricabile nel muso al primo propagandista porta-a-porta che ci capiterà a tiro.
nella foto: l'entrata della "Festa Democratica" di Riparbella (LI)

6 commenti:

Harmonica ha detto...

un articolo esemplare di quello che è diventata la supposta (che ci prendiamo sempre nel didietro) sinistra italica. Memoria storica zero, pressapochismo, obamismo in salsa pseudo kennedyana. E c'è chi ha il coraggio di andarli a votare.

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

nemmeno io auguro la morte a nessuno. che poi cossiga sia vivo o morto a me non cambia nulla.
però questa difesa mi sembra proprio poco necessaria, e pure fuori luogo su l'unità

SCIUSCIA ha detto...

...

Furio Detti ha detto...

Cerchiamo di capire mademoiselle chiara,

lei apparterrà di certo a quella minoranza di eletti che, quali frequentatori del Trianon o di Versailles e adusi a giocare alla pastorella con pecore portate apposta dalla campagna ma lavate a dovere e imbevute d'acqua di colonia dalla servitù (per coprirne i naturali e sconvenienti afrori), si scandalizzano di fronte all'odio.

Oh mon Dieu!

Si vede che la sua vita non è stata mai minacciata da proiettili vaganti sparati dai quei servitori con alto senso dello Stato per minare alla base occasioni di cambiamento e giustizia.

Si vede che il suo culetto morbido e tenerello non è mai stato neppure per un secondo a sedere sui gelidi marciapiedi delle Stazioni, sui pavimenti dei ricoveri Caritas, nelle sale d'attesa dei Pronti Soccorsi di notte o se lo è stato, ha avuto la fortuna di non capitare in mezzo a quella derelitta umanità invisibile di puttane e tossici in astinenza o di barboni.

Si vede che il suo bel faccino (Sevve altva cipvia, mademoiselle?) non ha mai dovuto sopportare gli sputi, i calci, le allegre randellate dei bravi poliziotti in assetto antisommossa, né i suoi dentini d'avorio hanno mai conosciuto uno stivale della PS o della Celere in quel di Bolzaneto.

Si vede che nei suoi Parterre passeggiano solo individui abbastanza fortunati da non vivere precarietà, umiliazione, vessazioni, ingiustizie, pignoramenti, sequestri, perquisizioni per meri reati d'opinione, ecc...

Neppure io per fortuna ho passato vicende simili, a parte il drogato d'ordinanza quando abbiamo accompagnato in ospedale un amico MOLTO imbevuto di Vodka. Ma non sono così cieco da non capire che certe cose accadono dietro l'aiuola e la fontana di driadi dorata in fondo al cortile della mia pur fortunata esistenza.

Ecco perché vorrei esserci per vedere la damigella scandalizzarsi e scappare a rivoluzione iniziata, e a Terrore rombante, perché, per fortuna, i miserabili pieni di odio sono e saranno sempre più dei borghesucci allevati a chocolat e facezie e con tutti i racconti appunto dedicati a un Vieux Terrible.

Glie lo auguro di tutto cuore.

Furio Detti ha detto...

Bisogna capirla, mademoiselle chiara
bisogna capirla!

ella probabilmente osserva la realtà dal suo Trianon, luogo in cui si gioca spesso alla pastorella, ma con pecore lavate a fondo dalla servitù e imbevute in acqua di colonia per coprirne i naturali e sconvenienti afrori.

come si vede che ella non ha mai posato il soffice culetto da seta sui freddi marmi delle stazioni, sui marciapiedi, sulle panchine delle peggiori periferie, sui sedili delle mense Caritas e dei ricoveri di fortuna, su un ponte di scafista, o nei Pronti Soccorsi gremiti da quella umanità invisibile di derlitti, tossici e puttane. Men che mai in galera, presumo. Mai la persona eletta di mademoiselle chiara è stata offesa da perquisizioni per reati d'opinione o politici, arresti, persecuzioni giudiziarie. Né il suo eletto Parterre d'amici - amanti delle disquisizioni intorno al nostro Vieux terrible - ha mai avuto nel novero un qualunque Aldrovandi o Cucchi... che una sera non s'è più presentato all'usuale Ramino delle sette perché trasformato in salsiccia da obitorio da altri fedeli servi dello Stato.

come si vede che il suo dolce visetto (Altva cipvia, mademoiselle?) non ha conosciuto le carezze dei bravi poliziotti in tenuta antisommossa, né i suoi dentini d'avorio immacolato hanno mai conosciuto da vicino le suole degli stivali PS a Bolzaneto, i o randelloni della Diaz né i proiettili vaganti di altri leali servitori dello Stato in borghese.

Come si vede che mademoiselle non ha mai subito sputi, umiliazioni, percosse, precarietà e miseria vere.

Pure io per fortuna non ho mai conosciuto tutti gli orrori del genere, tranne il tossico d'ordinanza quando abbiamo portato al Pronto Soccorso un amico imbevuto di Vodka e non acqua di colonia (in effetti puzzava tanto che persino gli infermieri sono arretrati e hanno tirato fuori le croci) e dieci anni di precariato nero. Ma non sono così stronzo da non accorgermi di quello che succede davvero al di là delle siepi fiorite e della fontana di Naiadi dorate nel giardino della mia tutto sommato fortunata e felice esistenza.

Ecco perché vorrei esserci per vedere il visetto di mademoiselle contemplare lo scoppio della rivoluzione, vederla inorridire e tentare una inutile fuga al traboccare di merda, sangue e ODIO, perché i miserabili pieni di rabbia sono più numerosi delle piccole damigelle incipriate.

E perché prima o poi arriva la resa dei conti. Anche nei giardini dei Trianon e di Versailles e sulle sue piccole damine cresciute a chocolat e tulle.

Ci spero proprio.

sassicaia molotov ha detto...

@Furio: lo stanno dicendo da DECENNI, da ogni angolo della bussola e da ogni prospettiva politica, che i radical-chic sono andati A TUTTI precisi come una freccia lanciata da un monaco zen proprio sulla punta del prepuzio;
a TUTTI, fuorchè a loro stessi.
Macché, ora ce li propinano pure in salsa post-teenager.
Qui non si tratta di augurare la morte o infangare un morto, come dice Cannibal kid, ma riuscire ad affermare un'analisi storica che diradi la cortina fumogena dei media istituzionali, delle lacrimucce complici, di una storia che non ci appartiene.
E' che non ci arrivano proprio.