venerdì 25 settembre 2009

IL FERMACARTE


Ieri sera ad "Anno zero" uno dei collaboratori di Santoro è andato ad intervistare Vittorio Feltri nella sua stanza dalla quale dirige "Il Giornale" e ad un certo punto l'inquadratura si è soffermata su di un orpello che adornava la scrivania del direttore del quotidiano di casa Berlusconi.

L'orpello era un testone di Mussolini, nero.

Uno dei gadgets che ormai si possono trovare perfino negli autogrill, insieme ad altri simpatici articoli quali il manganello con la scritta "Me ne frego", i vini "Credere obbedire combattere" e tutta la nuova componentistica d'arredo per nostalgici recentemente sdoganata dalla Seconda Repubblica.

Ora, non so se qualcuno ci ha fatto caso ma in questo blog il termine "fascista" lo uso con un minimo di cautela almeno finché la foga non mi prende la mano.
"Fascista" è un termine che la Seconda Repubblica ha sottoposto alla stessa mutazione etimologica allo stesso modo in cui ha imposto al senso comune quella generalizzazione becera, qualunquista e mistificatrice alla quale ha sottoposto termini come "Sinistra", "Libertà", "Democrazia" e "Diritti".

Quisquilie, insomma.

Ed il termine "Seconda Repubblica" non l'ho usato a caso, visto che ancora esiste un'opposizione preposta a guardia delle scorribande linguistiche (in realtà etiche) della maggioranza e che si è rivelata non solo inaffidabile ma addirittura complice di questo scempio non solo di termini ma di valori.

Mussolini ha incarnato durante il ventennio l'etica e la realizzazione dell'ideale fascista; una destra autoritaria, identitaria, sociale e senza spazio alcuno per l'opposizione. Che ha sposato la causa del nazionalsocialismo quando si è trattato di prendere parte alla Seconda Guerra Mondiale, quella degli spazi vitali ad oriente, delle persecuzioni razziali, delle pulizie etniche, dell'orrore dei campi di sterminio ed una volta messa nelle condizioni di battere in ritirata dei rastrellamenti, delle stragi indiscriminate compiute a sangue freddo sui civili.
Mussolini incarnava quell'ideale di espansione coloniale mutuata dalle reminescenze dell'Impero Romano, propria dell'etica fascista secondo la quale la sottomissione di popoli "inferiori" rispecchia e ripristina l'ordine naturale delle convivenza della specie.
Al momento attuale vediamo la presupposta specie superiore rappresentata, tra gli altri, da Maurizio Gasparri, Renato Brunetta, Sandro Bondi, Ignazio La Russa, Gabriella Carlucci e Mario Borghezio quindi si capisce che effettivamente ci sia un disperato bisogno di rimettere ordine in questo campo.
Ma non divaghiamo.
Dicevamo dei fascisti.
Attualmente per quanto mi riguarda chi può fregiarsi a pieno titolo dell'etichetta di "fascista" é tuttora situato nell'area extraparlamentare sotto sigle di vario genere e con distinguo che non sto qui ad elencare, anche perchè dopo la faticaccia compiuta per fare lo stesso lavoro con le sigle che si proclamano comuniste dovrei prendere un'aspettativa di sei mesi.
E non le ho neanche elencate tutte.
Comunque se qualcuno vuole scorrersi un elenco, da Forza Nuova in poi, può tranquillamente constatare che, oltre ad ammontare anch'esse ad un discreto numero, il loro atteggiamento nei confronti del governo Berlusconi non é esattamente entusiasta.
Credo che, seppure in modo troppo generico per distinguere poi la varietà delle posizioni dei vari gruppi, associazioni e comunità dell'estrema destra, questa puntualizzazione sia non solo necessaria ma doverosa.

Resta il fatto che l'uso della simbologia dichiaratamente fascista da parte di uno come Feltri la posso interpretare allo stesso modo in cui interpreterei il vedere un ritratto di Lenin dietro la scrivania di Scalfari.

Questi borghesucci che messi in mezzo ad un combattimento sarebbero campioni solo nella disonorevole arte della fuga lasciando dietro di sè una lunga strisciata di merda lunga chilometri, mentre sono bravissimi ad aizzare l'odio e l'intolleranza da dietro una comoda scrivania mi hanno sempre fatto un discreto ribrezzo.
Ma torniamo al punto e vediamo cosa un semplice fermacarte simboleggia, al di là della penosa figura fatta dal direttore del Giornale quando gli si è chiesto conto delle stronzate con le quali ha imbrattato delle pagine già di per sè inqualificabili:

Prendiamo atto che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, proprietario delle TRE televisioni private più potenti a diffusione nazionale e della praticamente unica concessionaria di pubblicità mediatica, nonchè di una grandissima casa editrice chiamata Mondadori, nonchè di altre cose che non sto qui ad elencare visto che ormai anche i celenterati trilobiti lo sanno, si pregia del contributo di un direttore del principale giornale organo di stampa della sua fazione che sfoggia simboli apologetici contrari allo spirito ed all'etica di questa Repubblica, contrari alla Costituzione Repubblicana e vieteti per legge. E stiamo parlando del suo Megafono principe nel campo della stampa.
Il tutto nel silenzio e nella più assoluta acquiescenza non solo dell'opposizione politica ma anche delle cariche dello Stato compreso il Presidente della Repubblica, il quale non ritiene necessario neanche di emanare un semplice richiamo ai valori fondanti della Costituzione, se non far presnte che l'apologia di fascismo costituisce un reato, almeno a quanto si ricorda.

Giova ricordare che il signor Feltri, oltre ad essersi ingrassato notevolmente il conto in banca grazie alle libertà che questa Repubblica gli ha concesso, ha continuamente messo la propria penna al servizio di qualsivoglia causa di convenienza, come dimostrano ampiamente i suoi trascorsi che non risalgono ai tempi della guerra ma che possono essere facilmente rintracciati nell'arco degli ultimi 15 anni in qualsiasi archivio di rassegne stampa.
D'altra parte il quadretto che ne ha fatto Filippo Facci ieri sera ad Anno Zero più che inconfutabile è semplicemente una rappresentazione di fatti nudi e crudi.

L'esibizione della iconografia mussoliniana, quindi, assume ancor di più un carattere tanto volgare quanto sintomatico della belluina concezione che questa destra ha dell'etica politica.
Detto in parole povere, questi non sono uomini, sono spazzatura.

E neanche della migliore.

E' quella destra borghese che chiama alle armi e manda dei ragazzi a morire non appena gli si presenta l'occasione senza pensare minimamente di smuovere il culo dalla poltrona, che agita odio e proclama una guerra di valori a mò di sagoma di cartone in difesa delle proprie succulente prebende rastrellate seguendo il ducetto di turno e soprattutto ai profitti di quel capitalismo selvaggio e regolato da meccanismi criminali che dà loro da mangiare e per questo disposti ad ogni infamia.

La sua lotta è fatta di intrighi, inganni e servizievoli lecchinaggi nei confronti di quel potere parallelo che trama nell'ombra mettendo davanti a sè come simbolo identitario un ideale, che per quanto sia agli antipodi col mio, non mi risulta predichi questo tipo di comportamento nei confronti dell'elite capitalista della quale i Berlusconi sono degni rappresentanti.

Non ho alcuna difficoltà ad affermare che il principale fattore di degrado dell'Italia risieda da questa continua mistificazione perpetrata attraverso la commistione di ideali e di simboli che la classe dominante ha usato per svuotare il paese di ogni consapevolezza trascinando con sè coloro che preferiscono spegnere il cervello e trovare la prima guida, possibilmente la più comoda e remunerativa, alla quale delegare il corso della propria vita.

Sta qui il massacro operato dalla Seconda Repubblica in nome di un riformismo ed un modernismo già decomposto e putrescente nella sua genesi, vecchio come vecchi sono gli intrighi e le infamie di chi, al di là di ogni etica, di ogni ideologia, di ogni concetto, brama esclusivamente il potere per il potere.

Niente di nuovo, forse. Ma basta che lor signori sappiano che la loro maschera è visibilissima a molta più gente di quanto possano sperare. E che, nei tempi adatti, ad ogni causa corrisponde un effetto.

1 commento:

Il Pifferaio ha detto...

Grande. Quando l'ho visto, quer capoccione pelato tutto nero, per un momento mi si è gelato il sangue. Sono quelle cose che sai, ti immagini, ma quando le vedi, ti danno sempre un senso di nausea superiore a quello che ti saresti immaginato. La facciaccia di Feltri subito dopo era indigesta tanto quanto Facci che voleva sembrare 'antagonista'. Ho rosicato solo dei 4 Mac portatili (ne ho uno solo) e due schermi cinema che aveva in quella casa (lo so, l'invidia è un peccato, ma un po' ne ho provata, devo ammetterlo).
A presto :-)