mercoledì 30 settembre 2009

QUANTO SIAMO DISPOSTI A DARE?


Scusate, ma visto che in epoca di globalizzazione un'occhiata fuori dalle mutande di Papi tocca buttarcela, si corre il rischio di non capire cosa é successo in Guinea.
Cioè uno di quei posti dai quali qualcuno ogni tanto pensa di scappare.

Così ne dà notizia Il Sole 24 Ore con l'aplomb che si conviene al quotidiano di Confindustria il cui cuore batte solo all'apertura di Wall Street ed alla chiusura delle 600esima bottega in un mese, perchè il processo nel cercare di far diventare i centri commerciali l'agorà del futuro è uno dei piani sottilmente e scientificamente pensato al fine di disumanizzare il più possibile i rapporti tra le persone. Ma non divaghiamo.

In Guinea c'è stata un'esecuzione di massa.
138 morti.
Gente che era andata in uno stadio non con l'intenzione di mettere a ferro e fuoco la nazione ma per manifestare e chiedere più democrazia.
Dice le dittature funzionano così.
Quello che sappiamo della politica africana ogni tanto viene arricchito da notiziuole come questa, semplice ed agghiacciante al tempo stesso.

Ora, pensiamoci.

Non stiamo correndo rischi di massacri del genere, a confronto qua siamo in pieno tracollo morale ma non stiamo rischiando di certo stragi da stadio.
Solo che viene da pensare: ma io saprei difendere quel che resta della democrazia conscio che può succedere qualcosa come a quei disgraziati in Guinea?
Chi se la sentirebbe di contrastare una repressione che diventa opprimente, morbosa, che si impadronisce delle vite?
Se s'instaurasse veramente un regime militarizzato, o che so, a Silviolo sbrocca completamente la cotenna, si proclama Imperatore d'Italia e lascia finire il lavoro sporco a ronde, rondelle e picciotti?
Oppure mettiamo che veniamo invasi militarmente dalla Cina e cominciano a farci un trattamento alla tibetana.

Pensiamoci su, perché il problema va posto.
Quanto siamo disposti a dare per la libertà?

1 commento:

4tune ha detto...

da tempo penso che ci sia il rischio più che fondato di avere i Lince dei Caramba fuori le strade. Io non ho mai sparato, ma leggendo e documentandomi anche i partigiani erano operai, studenti, falegnami, insegnanti...io lo farei per i miei figli..
Saremmo pochi però...