martedì 22 settembre 2009

IO SO' DER COMMUNISTA








Ecchediamine! Eppoffarbacco!
Uno non fa in tempo che so, ad alzarsi e prendere una birra in frigo o rimettere a posto la serranda del salotto o mettere in ordine la libreria che ti ritrovi un altro partito di sinistra nuovo di trinca.
Anzi, ma che dico di sinistra, comunista. Ma no comunista così, COMMUNISTA COSIIIIIIIII'.

Però nuovo.

Cioè, un altro.

Ammetto di essere in ritardo quindi non vorrei che una volta finito il post debba ricominciare da capo perché nel frattempo uno dei partiti sottoelencati s'è ulteriormente scisso, abbia già fatto il suo congresso, eletto ad acclamazione il segretario escluso due che hanno sancito una ulteriore scissione per fondare un altro partito e così via.

L'ultimo genio in ordine di tempo è lo scarsocrinito Marco Rizzo, ex PdCI e radiato (oggi è la loro giornata, evidentemente) da Diliberto in seguito a querelle che fareste bene a chiedere a Ladytux la quale a suo tempo postò un articolo assai esaustivo e, sarà bene specificarlo, pro-Diliberto.
Se qualche sostenitore di Rizzo volesse comunque controbattere può presentarsi qui munito di regolare tessera del nuovo soggetto e un flacone di shampoo, tanto al loro segretario non serve e io invece sto prorogando oltre ogni decenza il rito del taglio dei capelli.

Dunque: il partito si chiama "Comunisti, Sinistra Popolare" il cui logo è questo:






Come vedete, falce e martello gialla in campo rosso con banda nera.

Come dice l'Immenso Principe De Curtis "Guesta faccia non mi è nuova"

E quindi scatta l'aggiornamento, per i disattenti e per quelli che hanno avuto un improvviso sommovimento di intestini nelle ultime due ore:

La sinistra schiera ora quindi, oltre alla nuova sunnominata formazione


dal taglio decisamente internazionalista, come il logo ben esplica:







Difatti dietro la falce e martello (rossa) campeggia un mappamondo provvisto di meridiani e paralleli perché sì, veniamo da lontano, e quindi è sempre bene sapere dove siamo altrimenti ci si perde. Il partito è guidato da Marco Ferrando, ex-RC dall'eloquio fluente.

Abbiamo poi RIFONDAZIONE COMUNISTA, i padri di tutti gli scissionisti o, a seconda delle prospettive, i primi ad aver subito una scissione, quella del PDS alla quale rispose con un fiero richiamo identitario e che fu guidata dal Comandante Fausto Bertinotti tra le impervie e scoscese lande che portavano dalle fabbriche all'angusto salotto di Bruno Vespa. Dicono sia stato responsabile della caduta del primo governo Prodi, attirandosi gli strali di tutta l'area riformista fino a Betelgeuse3, il tutto per una facezia che poteva essere risolta con un tiramisù (la crostata ormai ha assunto posizioni decisamente reazionarie e quindi è stata solennemente bandita) se non fosse per quel demonio di Turigliatto, uno che a Livorno avrebbe il meritato soprannome di "diacciaponci" (trad. colui che fa raffreddare il ponce, bevanda che va bevuta invece bollente per essere gustata appieno, dicesi quindi di persona che è famosa per raffreddare gli entusiasmi).
Il simbolo, conosciutissimo, è questo:







La scissione Rifondazione/PDS fu seguita dall'ulteriore scissione che portò alla nascita del






guidato allora dal Compagno Armando Cossutta, il quale fisicamente ed antropologicamente rimandava all'istante un'immagine da membro del Politburo brezneviano e per questo il partito raccolse subito l'entusiastica adesione dei più nostalgici verso la Grande Madre Russia, tanto che il buon Armando cercò di presentare al primo congresso un nuovo Piano Quinquennale per la conquista del 5 % alle elezioni successive. Attualmente è guidato da Oliviero Diliberto, l'uomo che in un faccia a faccia televisivo distrusse Silvio Berlusconi e per questo mi ricorda un pò quando il Livorno di Protti e Lucarelli batté il Milan per 1 a 0.

C'è poi SINISTRA CRITICA , supportata dalla scritta "Comunista, Ecologista, Femminista" ed autoreferenziata come "la sinistra che fa quello che dice" e che presenta come simbolo






una falce e martello gialla in campo rosso.
Essendo il partito fondato dal pasdaran Turigliatto non ci si poteva aspettare niente di meno.
E' l'unico partito della sinistra guidato da una donna, Laura D'Angeli, insegnante precaria che probabilmente ha un poster della Gelmini sopra il letto ed una nutrita scorta di freccette nel cassetto del comò.

C'è poi SINISTRA DEMOCRATICA formazione nata come risposta di sinistra al Partito Democratico. Lo sforzo di porsi a sinistra del PD deve essere stato tale che, oltre a dover organizzare velocemente una sottoscrizione per un set di asciugamani tergisudore, hanno dovuto poi confluire nella nuova formazione nata dalla scissione di Rifondazione Comunista con i vendoliani, che non sono alieni con l'orecchino ma i delegati che appoggiavano la mozione di Nichi Vendola, governatore della Regione Puglia, il quale dopo la scissione da RC ha formato un soggetto politico comprendente, per l'appunto, SD e Verdi o quel che ne rimane dopo il disastro Pecoraro Scanio chiamata

SINISTRA E LIBERTA'.

Ci sarebbero anche i Socialisti di Boselli, in cerca di non dico un appartamento, ma almeno una mansardina termoautonoma dove sistemarsi, ma ultime notizie danno il rinnovo dell'accordo piuttosto arduo e che si spera almeno non provochi una ulteriore scissione tra i socialisti. Il garofano comunque resiste nel simbolo, che è questo:








E qui, come si può agevolmente vedere, non c'è traccia di falce e martello.
Il target è l'elettore di sinistra moderno, riformista ma ancora comunista, almeno credo. A sentire Vendola le alleanze possibili vanno dall'area più progressista del PD al Partito Comunista Americano passando per i Cattolici Cinesi ed i Buddisti Svizzeri.
Il linguaggio é anch'esso moderno e pragmatico, specialmente nei confronti dei compagni di area, sui quali si pongono più o meno così:




Il ragazzo ha un futuro, garantito.

Direte, beh sono finiti.

MA QUALE FINITI!
FERMI LI' E NON VI MUOVETE!

Ci sono innanzitutto LORO, i mitici, ineguagliabili, inossidabili, inarrivabili compagni del


Ecco, questi sono comunisti.
Di quelli che definire semplicisticamente "duri e puri" significa farsi 4 anni di gulag per mancato rispetto agli eterni maestri (Lenin, Stalin e Mao-Tse-Tung, per i nati dopo l'82)
Il loro organo di stampa si chiama "Il Bolscevico"




Che, come vedete propone titoli sobri e distaccati, attuali e profondamente stimolanti sul ruolo della sinistra italiana attuale. Ma il meglio di sé l'ufficio Propaganda del PMLI lo dà con i suoi manifesti che non posso esimermi dall'esibire a beneficio del proletariato e delle classi oppresse di questo paese:
















Beh, che c'è da mormorare?

Non dite di essere COMMUNISTI COSIIIIIIIIIIIIIIIIIII'?

Aoh, questi sono comunisti perdavvero, mica penserete che gente che mette in giro manifesti del genere stia lì a lambiccarsi con accordi trasversali, riformismi collaterali, giunte con l'UDC, sguardi all'elettorato cattolico, trattative con Confindustria e menate di questo genere.

Beh, dove sono finiti tutti i comunisti, chè un minuto fa c'era pieno?

A fare un altro partito?

Boh, non so dove voglia andare a parare questa sinistra, mi sa tanto che andrà a finire

QUA

NOTA: il post è chiaramente iperbolico, ma se il fatto che su 6 (dico SEI) partiti di sinistra neanche uno riesca ad entrare in Parlamento non vi sembra altrettanto iperbolico allora significa che c'è un grave problema. A partire dalla concezione stessa di comunismo. Non tanto sull'entrare o meno in Parlamento, quanto sulla necessità strategica di 6 partiti. E non mi pare di vedere nella base fieri squilli di rivolta verso questo scempio che dovrebbe innanzitutto far riflettere sulla smania di protagonismo e sull'inconsistenza politica di tutti i leaderini e leaderucci succedutisi dopo la scomparsa del PCI.

E quindi

stando così le cose
VIVA IL PMLI, VIVA GLI ETERNI MAESTRI E VIVA L'ITALIA UNITA, ROSSA E SOCIALISTA

Ahr ahr ahr.





6 commenti:

mario ha detto...

Mi hai fatto ghignare ed ho la depressione da sconforto, ad ogni modo devi ammettere che il manifesto del Berlusca vestito da Mussolini da abbattere è mitico.
http://pensareinprofondo.blogspot.com

sassicaia molotov ha detto...

Pensa che qui a Livorno ogni tanto appare uno dei loro manifesti. Il problema è che la gente li toglie non per sfregio, ma per portarseli a casa :-)

Il Pifferaio ha detto...

Forte. A Roma, girano, credo dal '67 dei tipi abbastanza loschi con questo giornale, storico da una parte, un po' anacronistico dall'altra.
Negli anni '80 erano temuti nelle case quanto i testimoni di Geova. Se gli aprivi la porta eri finito :-)
http://www.edizionilottacomunista.com/

Carlo ha detto...

Verissimo quando erano in giro gli "emmellisti" scappavamo se no' erano cazzi peggio della messa cantata

Yossarian ha detto...

A furia di leggerti diventero' di sinistra.

Roba da pazzi. Io, un vero qualunquista demagogo.

Mi raccomando la promessa sugli intellettuali con le Birkenstock.

Ci tengo

Ciao

PS quello su Paris Hilton e' leggendario.

Chapeau

sassicaia molotov ha detto...

@Yossarian: Saranno i primi, orcocan. Promesso. Devo solo trovare qualcosa di abbastanza orribile da fargli.