mercoledì 9 settembre 2009

STRATEGIE


Quando si vuole attaccare un avversario politico è fondamentale stabilire una strategia, mi sembra ovvio.
Berlusconi, ad esempio, quando ha giubilato Giordano dal "Giornale" l'ha rimpiazzato pagandolo un fracco di soldi con Vittorio Feltri e non è bastato il tempo per cercare di spiegarsi la cifra percepita dal pitbull del premier che i motivi sono saltati fuori chiari e limpidi come la pipì di un neonato.

"La Repubblica" e "L'Unità" sono diretti da un buon direttore moderato (Ezio Mauro) e da una figlioccia della classe dirigente piddina dal buon piglio anche se un pò troppo brava ragazzina rispetto alle belve contro le quali si trova a combattere.
Però questo c'è.
Se non altro ci siamo liberati dalla pestilenziale presenza a "Liberazione" di Piero Sansonetti, tipico arredo da salotti in continua sfranellata con la peggior feccia destroide ed al quale andrà anche chiesto conto delle infami politiche redazionali portate avanti rispetto ai governi bolivaristi dell'America latina.
Bene quindi che se ne stia a dirigere un suo quotidiano (con quali soldi, visto che l'impresa di far fallire Liberazione gli era praticamente riuscita fino a quando qualcuno evidentemente s'è ricordato di appartenere ad un partito chiamato comunista e l'ha cacciato a calci nelle gengive) e continui a fare da arredo nei salotti televisivi.

Concita De Gregorio ha pensato bene, invece, di offrire spazio a Luigi De Magistris, il magistrato anche lui entrato in politica visto che il solo lavoro di magistrato onesto al momento garantisce solo insulti dalla destra ed un melmoso senso di intrighi fatti alle proprie spalle.

L'articolo di oggi del magistrato mi trova perfettamente, solarmente e scandalosamente d'accordo.

Anzi, dirò di più.

Se "Repubblica" e "L'Unità" volessero veramente fare il lavoro che i propri lettori auspicano direi che quanto esposto da De Magistris dovrebbe diventare la punta della campagna mediatica con la quale i due giornali cercano di contrastare la cappa di omertà, bugie ed infamie che la banda piduista-mafiosa dei berluscones ha fatto calare sui mezzi d'informazione.

Purtroppo invece di colpire al cuore siamo ancora ai calcetti nelle palle.
Difatti sui siti dei due quotidiani svettano trionfanti le "nuove" rivelazioni di Tarantini col solito contorno di bottanazze e politici tra i quali spunta ineluttabilmente la faina piddina di turno, tal Frisullo.

Parlavo di strategia: Concita De Gregorio ed Ezio Mauro sono due bravi giornalisti, almeno credo.
Quindi spero facciano in fretta a capire che la storia di Berlusconi-Papi-escort-coca e quant'altro può passare ad un profilo più basso e che i loro lettori sono pronti per raccogliere e trasformare in battaglia politica quanto De Magistris scrive nel suo articolo.

Siamo pronti a sostenere una battaglia che ci veda vicini a quei magistrati che indagano sulle affiliazioni mafiose e camorristiche dei rappresentanti di questo governo e che non siamo disposti a tollerare oltre uno Stato colluso con la Mafia; siamo vicini con qualsiasi mezzo necessario a coloro che vogliono definitivamente stoppare questa esclation mafioso-piduista che vuole toglierci libertà fondamentali conquistate anche col sangue da coloro che veramente hanno avuto il coraggio per conquistare questi diritti. Siamo pronti a mobilitarci, a scendere in piazza, ad affrontare qualunque ostacolo ora che la scuola ed il lavoro stanno accendendo i loro fuochi grazie alle politiche criminali di questo governo.

Vogliamo che il piduista mafioso sia smascherato ed è ora che chiunque gridi senza paura il suo sostegno a questi magistrati che devono sopportare anche le minacce per niente velate dell'omuncolo piazzato lì a realizzare il Sacro Verbo dettato da Licio Gelli.

Vogliamo che in tutta l'Unione Europea, in tutti gli stati civili, si sappia chi è quest'uomo. E che gli venga detto oggi, domani, dopodomani ed ogni cazzo di giorno che arriva in Terra, a nove colonne e in corpo 11.

Può darsi che a suon di inchieste venga fuori qualche nome della sedicente opposizione. Niente di più facile, dico io. E sarebbe il cacio sui maccheroni.
Non sia mai che in una botta sola riusciamo a toglierci dai coglioni anche una bella fetta di dirigenti politici che hanno ridotto la sinistra italiana, la più forte e partecipata del mondo occidentale, ad un cumulo di macerie trasportabili con un'Ape Piaggio e rinnovare finalmente e definitivamente un'opposizione che allo stato attuale fa più rabbia che spavento.

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