giovedì 17 settembre 2009

WARGAMES


Non sto più neanche a nominarlo quell'articolo 11, deriso e vilipeso da questi governanti da operetta che hanno giocato con la Costituzione come fosse un libretto di istruzioni di un mobile Ikea.

Sta di fatto che il linguaggio di La Russa, Frattini e Schifani è agghiacciante quanto esemplificativo dall'ignoranza o dalla malafede (o entrambe) che trasudano dalle loro dichiarazioni.

Quella che sta succedendo in Afghanistan è una GUERRA.
Quindi qualcuno dovrebbe fare presente a questi signori che in guerra non ci sono attentati, c'è la guerra.
E quando si è in guerra, fin dal primo scontro a suon di clave tra uomini di Neanderthal, si cerca di ammazzare l'avversario in numero più cospicuo possibile. Non l'ho inventato io.
Quindi sentire La Russa parlare di "vile attentato" fa sorgere diverse ipotesi: una è che il Ministro della Difesa voglia mistificare sulla realtà di quella che è l'attuale situazione in Afghanistan e sulla natura della missione italiana, come se i più attenti alle situazioni internazionali non sapessero perchè in quella terra impervia, difficile ed impenetrabile si stanno alternando le potenze mondiali armate di tutto punto e già la Russia ha dovuto battere in ritirata dopo essercisi rotta entrambe le corna.
L'altra è che non abbia idea di cosa stia parlando. Ma secondo me lo sa.
Come se la panzana del liberare il popolo afghano dall'integralismo talebano e le donne dal burqa sia veramente la priorità dei soldati italiani.
Gasdotti e papaveri invece sarebbero quanto di più lontano dalle menti che hanno pianificato, organizzato e deciso l'operazione.
"Ma mi facci il piacere, sia duttile!" diceva l'Immenso Totò.
Così come successe per la missione in Iraq le cialtronate dei nostri ministri "armiamoci e partite" sono credibili quanto un maiale con la cravatta.
In Afghanistan c'è un esercito occupante e una resistenza che lo combatte, non c'è molto da aggiungere o da infiocchettare; e con queste condizioni, che chiamansi di GUERRA, niente di più facile che si spari, si usino bombe, si uccida. Non c'è niente di vile, è una strategia di guerra.
E quando i Berlusconi, i Frattini, gli Schifani, i La Russa ed i Gasparri (no, dico, i GASPARRI) si pavoneggiano d'orgoglio italiano alle spalle dell'esercito sanno benissimo che là dove hanno mandato delle truppe armate c'è una guerra. Così come lo sapevano in occasione della missione in Iraq.
Ma il coraggio di dire come stanno le cose non ce l'hanno e questo risulta strano visto il costante aumento di consenso del governo Berlusconi, almeno stando a quanto dice Gasparri (ah, beh).

Ora, ovviamente, i nostri "armiamoci e partite" ben assisi sulle seggiole in Parlamento stanno lì in video, compunti e contriti ma fermi nel difendere questa missione di GUERRA ben attenti a ripetere l'infame ritornello del "portare la libertà e la pace", che se la libertà che hanno intenzione di portare è quella che vediamo qui in Italia si capisce perchè c'è chi preferisce continuare la guerra contro l'esercito occupante; ma, ovviamente i motivi sono più seri e riguardano l'approvigionamento di risorse economiche in uno Stato sovrano che probabilmente preferirebbe condividerle con altri partner.

E allora, becchiamoci questi 6 morti in GUERRA senza troppa retorica e senza troppi proclami, sono morti 6 soldati e sono 6 morti per una guerra che i Frattini, i La Russa, gli Schifani e tanto meno che i Berlusconi non avranno mai la faccia di dire per quale motivo stiamo combattendo.

Nella compagine governativa va inoltre segnalata la posizione della Lega, favorevole ad un disimpegno perchè questa guerra "quanto ci costa" (le questioni politico-umanitarie ovviamente non li toccano neanche di tangente, naturalmente) ma sono curioso di sentire i loro commenti e se riusciranno a trattenersi dall'evocare l'Invincibile Esercito Padano, visto che non hanno minimamente titolo per parlare di qualsiasi cosa indossi mostrine e simboli tricolori.

Ma il bello di questo circo di buffoni sta proprio nella sua imprevedibile capacità di sfornare sronzate galattiche con la più vacua nonchalanche.
Quindi vista la ferrea volontà dei nostri governanti di rimanere come ospiti non richiesti e non graditi dal popolo afghano aspettiamoci altre nuove, entusiasmanti perle.

3 commenti:

Matteo ha detto...

Del resto anche l'opposizione vuole questa guerra, il massimo che sono riusciti a dire è "prendiamoci una pausa di riflessione" come se non fosse già cristallino che la missione imperialista NATO non abbia portato la pace e la democrazia, ma solo morti, e in compenso si è presa il petrolio. "Oil for Food" si diceva, meglio dire "Oil for Death".
Comunque il popolo italiano sarà anche coglione, magari anche a tal punto da votare Berlusconi, ma fargli credere che in Afghanistan non ci vanno dei soldati armati fino ai denti ma delle crocerossine con bende e cerotti questo è impossibile persino per il TelePuttaniere. Anche la credulità ha un limite.

sassicaia molotov ha detto...

Se sono ancora al punto di dover riflettere sulle missioni di pace é la conferma che nel PD l'unica cosa che hanno deciso è il nome del partito (salvo ripensamenti dopo il congresso).

Anna ha detto...

Mi spiace di non riuscire a passare come vorrei nei blog che considero amici. Mi spiace perché, quando, come ora, ci riesco, mi rendo conto che è confortante leggere parole che potrei aver scritto io.Vedere, insomma, il mio pensiero espresso nero su bianco mi risana. E non è poco in momenti bui come quello che stiamo vivendo.
La mistificazione della verità è pane quotidiano al giorno d'oggi.Fermo restando che le vite sono sacre , aggiungo che i militari stavano svolgendo quello che era per loro un lavoro. Sono vittime del loro lavoro, come tantissimi altri. Quindi non eroi. Eroi sono coloro che salvano la vita delle persone. E non mi pare che i nostri stiano salvando alcuno da quelle parti.