domenica 9 agosto 2009

HUSKER DU


Ci sono gruppi rock che cambiano il volto di un'epoca senza che venga loro riconosciuto il necessario tributo, gli Husker Du sono tra questi. I tre di Minneapolis hanno trasformato il volto del punk segnando la strada che dal nichilismo e dalla beffa mediatica era passato all'impegno ed alla denuncia (il solco dei Clash contrapposto a quello dei Sex Pistols, non sono distinzioni da poco).
Il gruppo di Bob Mould, Grant Hart e Greg Norton riuscì a trovare il punto di compenetrazione tra personale e politico non aprendo, ma sfondando la porta che divideva l'attitudine punk dall'intimismo. Prima c'era solo il terreno oscuro e senza fondo esplorato da Killing Joke, Joy Division e Suicide, e non era una festa di compleanno



Gli Husker Du sono stati padri degeneri dell'emo-punk. Sarà. Non credo però che nessun gruppo emo abbia più toccato le vette di talento che l'alchimia Hart-Mould sapeva raggiungere.
"Zen Arcade" è a mio parere uno dei migliori dieci dischi di sempre.




Ma gli Husker Du furono tra i primi, se non i primi, a firmare con una major label, rompendo il muro che vedeva la scena alternativa nata e cresciuta col punk (che era esploso a suon di major labels, tanto per chiarire, l'aver creato una rete discografica alternativa ed indipendente a livello globale è stata la più grande vittoria del movimento punk, vittoria che a momenti alterni ha conosciuto anche gravi sconfitte, ma già il fatto che ancora resista un circuito portato avanti soprattutto grazie alla passione di chi ancora crede di poter affrancarsi dalle spire tentacolari del mercato globalizzante e dei suoi seguaci vestiti da messia underground (le matte risate) dà la misura della portata di questa vittoria.
Ma gli Husker Du ruppero quel muro.
Firmarono per la Warner Bros. e fecero uscire "Candy apple grey"
Che è un disco bellissimo.
E nessuno poteva dire che non lo fosse. Se "Zen Arcade" è un'assalto crudo e disperato, "Candy apple grey" è la consapevolezza del cambiamento, la fine del sogno, l'onda che si spezza, gli affetti che condizionano nella sconfitta, le droghe, l'ego non risolto. "No promise I have made".
Ed anche "Warehouse: songs and stories" è un bellissimo disco


Non è "Zen Arcade". E' un grande disco rock. Ma non è "Zen Arcade".
E quindi arriva lo scioglimento.
Ma per me sono rimasti tra gli Imprescindibili. Ci sono canzoni come "Pink turns to blue", "Standing at the sea" o "Turn on the news" che porto dentro come una parte integrante di me stesso. Magari le ho ascoltate in un particolare periodo ma quello che importa è che restano indelebili a distanza di vent'anni.
Ora Bob Mould e Grant Hart hanno una improbabile carriera solista, mentre Greg Norton, da buon cervello fino del Wisconsin, ha aperto un ristorante


Magari qualcuno non li ha mai sentiti:



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