mercoledì 19 agosto 2009

TRADIZIONALMENTE DISUMANI


La signora che s'è presentata in burkini nella piscina pubblica veronese ha naturalmente sollevato un vespaio, come potete leggere nei commenti alla notizia . Questioni a cui dovremo fare il callo, naturalmente, perchè i difensori della cosiddetta "civiltà occidentale" tra i quali includiamo i catastrofisti che predicono un'islamizzazione dell'occidente sono sempre all'erta per cogliere quei segnali che permetta loro di passare al codice rosso ed urlare a quattro tonsille.
E, ovviamente, non è il genere di persone a cui ambisco ad accostarmi, anzi.

Ma c'è un "ma".

Ed è un "ma" grosso quanto il pianeta.

Il "ma" riguarda il fatto che ciò in cui credo, la somma dei valori coi quali porto avanti le mie convinzioni mi collocano nella schiera dei laici libertari, quindi niente affatto simpatizzanti con tutte quelle altre forme di credo che portano le loro Verità come assolute e quindi doverosamente applicabili al resto del genere umano.
Se qualcuno scorre questo blog può constatare, ad esempio, come la mia posizione nei confronti della Chiesa Cattolica Romana sia di totale contrapposizione e questo in ragione del fatto che il comportamento che la Chiesa ha avuto fin dal (falso) riconoscimento di Costantino è stato semplicemente aberrante per un credo che si propone di innalzare spiritualmente l'essere umano.
Un comportamento che cozza frontalmente con quelli che sono i miei valori e che conseguentemente combatto con immutata ed immutabile forza non tanto nei miei post, che quelli lasciano il tempo che trovano, ma nel quotidiano, con le mie azioni e con il mio modo di vivere.
La mia posizione sulla religione musulmana non è affatto differente, tanto per chiarire.
Ma così come col cattolico e credente desideroso di praticare il suo credo in pace con sè e col mondo, di approfondire la Parola della Bibbia e dei Vangeli, di intraprendere un cammino spirituale che apporti alla sua vita quei miglioramenti e quella pace interiore di cui sente il bisogno non ho nessunissimo tipo di problema, così non ho problemi con l'individuo che in ragione del suo credo nell'Islam fa lo stesso tipo di percorso.
Che, tra l'altro, è un percorso che ho seguito anch'io in gioventù col cattolicesimo e, in anni successivi con il buddismo di scuola nichirenista prima e di altre scuole poi, giungendo al punto in cui sono ora e di cui mi sento finalmente soddisfatto.

Ma ho parlato di individui, quindi di scelte individuali.

Quando il credo religioso si fa voce del Potere questo, immancabilmente, diventa corrotto. E corrompe. E diventa strumento di sopraffazione, di sfruttamento, di odio, di morte.

Non sono io a dirlo, è la Storia. E la cronaca.

Ricapitolando, nessun limite alla ricerca spirituale individuale, rifiuto totale ed incondizionato alla religione strumento di potere.

Purtroppo una fetta non indifferente degli integrazionisti occidentali non riesce a concepire dove possa trovarsi il confine tra l'espressione individuale, libera e consapevole della ricerca spirituale e l'implicazione sociale in una società libera che coloro che pretendono di guidare questa ricerca comporta quando si parla di religioni, formando comunità di credenti che affidano la loro ricerca a ministri di culto avidi di potere e di controllo sulle menti e desiderosi di plasmare intere società prendendo a pretesto scritture cosiddette sacre e che in realtà nascondono bieca intolleranza e ributtante disumanità se solo dei capi spirituali senza scrupoli decidono di farne uso; cosa che puntualmente avviene, è sempre avvenuta e puntualmente avverrà finchè si permette la compenetrazione tra potere secolare e potere religioso. E le conseguenze di questo saranno sempre, ineluttabilmente, guerre, massacri, odio, violenza insensata.

Tutto come conseguenza di insegnamenti che millantano a piene mani amore, ma che tra le loro righe seminano anche tutto quanto può essere riconosciuto come il Male per chi ambisce ad una reale condizione pacifica per l'umanità. E che non mi si racconti che è colpa dell'uomo e delle sue interpretazioni, perchè i linguaggi contenuti nelle Sacre Scritture (il maiuscolo è volutamente ironico) non sono affatto concilianti nè soggetti ad altra interpretazione: la Verità è UNA e guai a chi non la accetta.

Quindi, come sento che è giusto garantire la libertà di culto a chiunque decida di seguire un qualsiasi tipo di confessione al fine della propria elevazione spirituale, ritengo altrettanto giusto mettere dei paletti invalicabili a chi, in ragione del suo credo, pretende di uniformare una società senza il consenso di chi di un credo non ne sente il bisogno; magari perchè ha altre convinzioni, tra le quali possono esserci quelle che teorizzano una totale compenetrazione tra l'essere umano e l'universo e che queste due componenti siano in realtà composti dalla stessa natura e che quindi ogni atomo di quel che vediamo intorno a noi è in realtà una parte di noi stessi.
Già sento raffinati sofisti affermare che questa o quella religione dice esattamente questo.
Spero non ci provino neanche.
L'affermazione sarebbe soggetta a confutazione istantanea, e visto che non c'è niente di meglio che farla attraverso il riflesso degli effetti sul mondo fenomenico basterebbe nominare quello che ogni religione decide di differenziare da subito e che alza istantaneamente lo steccato più terribile tra le forme di vita conosciute: quello tra uomo e donna.

In occidente chi accusa il cattolicesimo di cercare continuamente di perpetrare la sua visione rivoltante che ha significato per le donne secoli di sottomissione e sfruttamento, di disumana compressione del loro potenziale umano, di criminalizzazione solo perchè donne e per questo impure ; si pensi che già 2500 anni prima di Cristo il buddismo proclamava chiaramente che il flusso mestruale non rappresentava una impurità ma il normale flusso della vita e capirete quanto un normale processo naturale sia stato preso a pretesto per esercitare una forma di dominio e sopraffazione assolutamente innaturale e disumana.

In ragione di ciò sembra che i difensori delle libertà di culto a tutti i costi dimentichino un fattore fondamentale: che la libertà dei diritti individuali, quelli che ogni persona dovrebbe essere libera di godere in quanto essere generato su questo pianeta (e, dal mio punto di vista la cosa andrebbe estesa ad ogni forma di vita, quindi animali, piante e tutto ciò di cui il nostro pianeta è composto) è la prima cosa a dover essere garantita e difesa e, se necessario, per cui combattere.

Quindi, assodato che la becera e gretta forma di fobìa leghista verso le altre culture serve solo ad estremizzare gli eventuali conflitti che possono sorgere dall'incontro di modi diversi di vivere il proprio concetto di civiltà, è altrettanto fondamentale affermare una civiltà dei diritti che sappia contrapporre la dignità dell'individuo e delle forme di vita alle differenziazioni ed alle discriminazioni che invariabilmente le religioni pongono per affermare la propria parola e la propria volontà di dominio.

Non ho citato a caso le donne: in questo momento, specialmente in questo momento, chi condivide una cultura di dignità per l'individuo è chiamato a seminare quanto più possibile affinchè finalmente il ruolo della donna sia non tanto socialmente parificato (che di per sè non significa nulla) ma socialmente dignitoso allo stesso modo in cui una società libera può esserlo permettendo ad ognuno la possibilità di svilupparsi individualmente e spiritualmente senza che qualche sedicente autorità religiosa o anche soltanto politica possa intaccare questo diritto.

In questo momento la civiltà occidentale si sta confrontando con l'Islam e con tutte le sfaccettature della civiltà araba e mediorientale; ecco, vorrei che ci si soffermasse un attimo su un articolo postato sul blog Agorà di Cloro via Facebook, nel quale oltre a terrifficanti immagini e storie di condizione femminile che esistono in altre culture mette in vista anche quanto in casa nostra ci siano un bel pò di panni sporchi da lavare.

Possibilmente alla svelta.

Cliccate SU QUESTO LINK con attenzione, quello che vedrete può scuotere parecchio. Anzi, DEVE.

1 commento:

Daniela ha detto...

Condivido ogni tua parola. Ho visto l'articolo di Agorà di Cloro e ho messo un link ad entrambi nel mio breve post di oggi. Non potevo non farlo.