lunedì 17 agosto 2009

I GGIOVANI D'OGGI


Tira una brutta aria per i ragazzi del terzo millennio? Pare di sì.
Da più parti si riempiono pagine sui favolosi anni '60, quando le condizione sociali, economiche e soprattutto culturali erano drasticamente diverse dalle attuali; c'è il solito revanscismo woodstockiano infarcito di grandi cambiamenti e di retorica raccontata sempre e comunque da un punto di vista "istituzionale" perchè l'evento che segnò la stagione dell'Amore è ancora un discreto business (senza però disconoscere che il livello musicale era stratosferico se paragonato a quanto potrebbe proporre un eventuale emulo contemporaneo), c'è il continuo riferirsi a stagioni in cui l'impegno e la coscienza del mondo giovanile aveva connotati di continuo fermento e di impegno riguardo ai grandi temi sociali.
Così ora la tendenza è quella di presentare i giovani degli anni 2000 come una massa di rincoglioniti contenti di spararsi quotidiane dosi di videogiochi, ignoranti come capre rispetto ai grandi temi sociali, completamente avulsi dalle problematiche che pure l'Italia di oggi sta affrontando giù su temi di radice come la democrazia, il controllo sociale, la libertà. Anzi. Ansiosi solo di apparire anche solo per il fatidico quarto d'ora, interessati solo a raggiungere una visibilità ed un successo non si sa bene di che tipo, ma che garantisca riconoscimento soprattutto al proprio ego. Purtroppo magari i mezzi sono quelli che, tragicamente, vengono mostrati nei seguenti video:










Poi, chiaramente, c'è chi li prende, a ragione e con cognizione di causa, ferocemente per il culo



o semplicemente parte dalla considerazione di fondo che la situazione non è buona





Eppure non può essere TUTTO così.

E difatti non lo è.

Riconosco che il momento non è dei migliori, soprattutto grazie agli "insegnamenti" propinati in famiglia e le realtà che questa struttura sociale crea nei luoghi di aggregazione (quando esistono), nelle strade e nelle scuole.
Quando ero ragazzino se nel "gruppo" di noi adolescenti c'era qualcuno che alzava troppo la cresta interveniva subito qualche adulto a farla abbassare, e senza usare metodi troppo urbani; e, nel caso qualcuno andava a frignare a casa prendeva il resto. Così come se a scuola si travalicavano i limiti di rispetto ed educazione (che comunque avevano una loro elasticità) nei confronti dei docenti. Ora sembra che ai rampolli di questa generazione tutto sia permesso (e non è così?).
Senonchè quello che si chiama "bullismo" prima era la selezione naturale del branco magari grazie alla quale qualcuno un pò troppo "passivo" aveva modo di svegliarsi; anch'io sono cresciuto in una periferia niente affatto semplice ma è stata una palestra di valori insostituibile anche se ho avuto la fortuna di avere una famiglia sempre unita ed attenta a quello che mi succedeva intorno.

Credo che l'individualismo indotto dalla cultura promossa incessantemente sia un fattore devastante per queste ultime generazioni, le quali poi al momento di affermare un'identità o un identitarismo dettato dall'esigenza di condividere, che comunque prima o poi bussa sempre nelle testine dei ragazzi, porta a scelte spesso spersonalizzanti e di comodo.
E qui succede il patatrac.

Ma la cosa peggiore è che i giovani di questa generazione non sono affatto tutti così e che la volontà di imporre una visione che invece li dipinge come dei robottini semideficenti venga proprio dalla grande macchina mediatica.

Chi non rientra in questo gregge e coltiva la propria vita, i propri interessi e sceglie un percorso di valori e perchè no, di lotta non va in TV, nè sui giornali, non ambisce al Grande Fratello nè fa concorsi di bellezza nè si sogna di esporsi al qualrto d'ora di celebrità.

Magari viene ripreso quando si incazza e va a manifestare e allora giù legnate (oltre a quelle non metaforiche della Polizia) dai prezzolati infami che dai loro rotoli di carta igienica mandano tuoni e fulmini e saette contro dei "delinquenti, sfaticati" e, naturalmente "comunisti" "feccia dei centri sociali" ed altre amenità di cui questi servi di criminali dovrebbero vergognarsi anche solo a pensare visto che non hanno un atomo della dignità e della coscienza di questi ragazzi.

Sta anche all'adulto fuggire dalla facile voglia di generalizzare per far sì che questa generazione non si senta sola ed abbandonata a se stessa in preda ad "Amici" "Grandi fratelli" "The Club" e vetrine del genere che servono solo a chi di questa generazione vuol farne carne macinata.

Basta poco.

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