venerdì 21 agosto 2009

LE GRIDA DI DOLORE NELLA GUERRA DEI SESSI


Paolo Barnard è un giornalista abbastanza conosciuto, e comunque chi non ne conoscesse le gesta può dare un'occhiata QUI. E' sicuramente uno dei pochi giornalisti in Italia che, a prescindere dal fatto se le sue opinioni siano condivise o no, merita di essere ascoltato.
Capita che ieri navigando sul sito Comedonchisciotte mi imbatto in questo suo articolo dal significativo titolo: SONO ANDATO A PUTTANE
Ora, se non fosse stato per l'esplicativa foto posta accanto all'articolo e conoscendo la niente affatto facile cornice lavorativa in cui Barnard s'è mosso e continua a muoversi avrei pensato ad una visita di qualche società di recupero crediti o di qualche altra denuncia del potentato di turno.
Ma, rassicurato dalle gambe svettanti sui tacchi a spillo e dal resto del corpo immerso nel finestrino del cliente mi sono letto con calma l'articolo; dopodichè ho concluso che potevo anche non essere assolutamente d'accordo ma che questo riguardava esclusivamente la mia dimensione personale.
Mi spiego: non ho trovato citata una volta che sia una la parola amore.
L'amore è una cosa molto impegnativa, non comprende il semplice atto di ficcare il membro A nella fessura B con relativa soddisfazione del senso estetico e di qualche sommovimento ormonale dato dalle peculiarità dei soggetti. Il sesso ludico ha anche piacevoli optionals come i rituali di corteggiamento, di seduzione ed annessi e connessi, rituali irrinunciabili specialmente in una società massificata come la nostra, ma che esauriscono la propria carica destabilizzatrice dell'ordine prestabilito quando i due corpi si sono detti tutto quello che avevano da dirsi.
Ok, c'è a chi basta.
Non sono tra questi.
Appartengo ad una categoria di maschi che non si ritiene soddisfatta se la scopata si limita a determinati aspetti della mente oltre che a quelli del corpo. Voglio che la cosa sia vicendevolmente portata fino in fondo; voglio fottere la mente mentre tu fotti la mia e non necessariamente con gli attributi sessuali.
Diversamente l'articolo non mi interessa.
Non voglio dipendenza, voglio compenetrazione totale. Non mi interessa fare una cosa che lascia segni che possano venire spazzati via con una pagina di Vanity fair. La mia energia sessuale la tengo in altissima considerazione, tanto che quando la libero voglio essere sicuro che non vada persa in un meandro di incompletezze altrui.
In poche parole ho il grave difetto di non essere portato a scindere l'amore dal sesso.
Per questo ho avuto esclusivamente storie lunghissime ed un carnet che si conta sulla punta delle dita di una mano. Non per questo mi sento in difetto rispetto a chi ha più tacche nella fondina delle mutande di quante ne abbia Clint Eastwood in quella della sua pistola. Ritengo che ognuno debba adempiere alla missione a cui si sente predestinato senza risparmio e senza tentennamenti.
Ma.
Ma in genere vedo che il clichè del maschio descritto da Barnard si perpetra col suo grido di dolore e con varianti sempre più preoccupanti.
Varianti che si manifestano, ad esempio, con i numeri che descrivono come la violenza sulle donne sia una piaga sociale ben più ampia e pericolosa di qualsiasi droga in commercio sul mercato, perchè la proprietà del corpo è ancora un feticcio che la nostra cultura fatica ad abbandonare, alimentata dagli insegnamenti religiosi stampati e marchiati nella coscienza collettiva, nel continuo attacco alla fase evolutiva dell'essere umano che dovrebbe portarci a valorizzare ed armonizzare il desiderio individuale a quello collettivo, che non è dominato dagli ormoni ma soprattutto dall'egoismo.
E' praticamente impossibile pretendere fedeltà da un uomo, mi si dice.
Altrettanto, e di conseguenza, è impossibile pretenderlo da una donna, rispondo.
Non se con la persona che abbiamo vicino si smette di coltivare le pulsioni derivanti dal corteggiamento e dalla seduzione, ad esempio, pulsioni che cambiano con la crescita e con la maturità, con la modificazione del corpo, con la maturità e l'esperienza della mente e soprattutto con la volontà di seguire questi cambiamenti perchè la persona che abbiamo accanto, in definitiva, la amiamo. Si pensa di aver scoperto tutto dell'altro/a dopo pochi anni salvo poi, messa da parte l'esplorazione, incazzarci come mufloni impazziti quando scopriamo di avere accanto un'altra persona.
Si tacciono le fantasie erotiche nel timore di irretire l'altro/a, col meraviglioso risultato di negare una parte di sè che se non altro avrebbe il potere di stimolare il desiderio o di aggiungergli una discreta dosa di spezie; si cerca il brivido della trasgressione ricorrendo al tradimento per poi ritrovarsi con due fardelli al posto di uno; si esplorano lande precluse dal rapporto di coppia per migliorarlo senza condividere con il/la partner la genesi e la messa in pratica pensando che questo sia sufficiente per poi ritrovarsi frustrati/e dal mediocre risultato.
E questo sempre partendo dall'assunto che abbiamo un altro corpo di nostra proprietà che fa da moletto sicuro a cui attraccare mentre sfoghiamo dovunque la nostra indole di maldestri cacciatori decisa a spargere il suo Verbo.
E non abbiamo le palle, poi, di ammettere che stiamo facendo una cazzata.
Perchè l'uomo ha da essere cacciatore, mettere insieme un numero sufficientemente congruo di tacche e possibilmente trascriverlo sulla locandina del quotidiano locale appena possibile.
Forse, dico forse, ha ragione quel tipo di maschio. Ma forse non è un caso se per me quelle donne che non sono raggiungibili non sono necessariamente delle zoccoletroiebocchinareculistrappati.
Forse quell'affidabilità che la donna richiede all'uomo è di natura emotiva quanto pratica ed il maschietto di oggi non si sente affidabile neanche per se stesso. Ha paura ad andare fino in fondo e scopare TUTTA la mente della partner e viceversa. Perchè la cosa è passibile di scardinare certi clichè e far piangere la mamma, Padre Pio e soprattutto se stessi.
Ad esempio la definizione del termine sadomasochismo evoca tetre visioni di fruste, stivali, corde e personaggi accucciati pronti a leccare le suole di chicchessia; quanta ipocrisia e quanta superficialità. Così come vengono banalizzate e demonizzate tutte quelle forme che nel linguaggio comune vengono schedate come perversioni. Da esplicare, semmai, al di fuori del rapporto e rigorosamente di nascosto.
Non credo sia sempre la soluzione giusta.
Se si pubblicasse una statistica dei frequentatori di privè e di club per scambisti, ad esempio, e venisse fatta una verifica della solidità di queste coppie le ripercussioni sull'istituto famiglia, specie qui in Italia, avrebbero effetti devastanti. Non dico che è una cosa giusta tout court (mai stato in un privè o in un club per scambisti, tra l'altro) ma devo constatare che l'ipocrisia da limare riguardo certe strutture sociali si sta manifestando in maniera proprompente e questo è semplicemente uno degli aspetti.
Continuiamo - intanto - a tenere ben stampato in testa quanto sia altrettanto diffuso il fenomeno della violenza sulle donne, stalking compreso, perchè pur essendo la manifestazione estrema del disagio maschile e della degenerazione del rapporto vittima-carnefice che in molte coppie funge da motore, non possiamo prescinderne per capire a quali rischi ci si espone quando scambiamo per AMORE una pulsione ed un esigenza esclusivamente individuali.
Ecco, ho sempre messo la parola vicendevolmente quando parlo di fottersi corpo e mente - tutta - non a caso. Condivisione della scoperta, della crescita e dei mutamenti della seduzione e della sensualità del partner, cosa che va coltivata non senza dispendio di energie fondamentali e rinnovamento delle passioni e dei fini comuni. Questo non garantisce assolutamente un risultato certo ed immutabile. Dico solo che può essere una delle vie per limare via le illusioni che finiscono per lasciarci spesso con rimpianti e la spiacevole sensazione di aver buttato via una parte di noi stessi. D'altra parte prendere una persona e cercare di plasmarla ad immagine & somiglianza delle nostre aspettative non è amore, è puro egoismo. Forse cercando di capire cosa realmente sia l'amore al di fuori dei film che la nostra mente trasmette ininterrottamente per soddisfare pulsioni personali che sono transitorie come il ciclo vitale di una farfalla è una via possibile che potrebbe cambiare qualcuno degli equilibri malfermi sui quali regge l'attuale guerra tra i sessi.
Finale: vedo molte mie amiche scegliere, dopo svariate fallimentari esperienze, scegliere compagne del loro stesso sesso. Non ne farei cenno se la cosa non avesse assunto dimensioni rimarchevoli. Diciamo che sarebbe una cosa su cui rifletterci su. Salvo farlo con la dovuta onestà intellettuale, che a noi maschi troppo spesso manca.
E ora che qualcuno si azzardi a dire che non appartengo alla schiera dei cacciatori.

1 commento:

niforcheri@tiscali.it ha detto...

Bravo
Nicoletta Forcheri