mercoledì 22 aprile 2009

LIBERATI DA CHI?


Francamente dove vada Berlusconi il 25 Aprile non me ne frega un monumentale, turgido ed algido cazzo. Ci và? Buon per lui. Non ci va? Non c'è mai andato in 14 anni, pazienza. 
Per quanto mi rappresenta quell'omuncolo potrebbe anche andare al concorso per diventare la miglior amica di Paris Hilton.
Premetto: ho abbastanza notizie dai due rami della mia famiglia, una parte romana trasteverina ed una marchigiana, di cosa sia stato il ventennio fascista per esser contento che questo sia caduto.
Ho ascoltato abbastanza racconti e letto abbastanza libri (il mio preferito è "Senza tregua" di Giovanni Pesce, partigiano gappista) per essermi fatto un'idea che può essersi fatto un nato della prima metà dei '60. Sapevo del "triangolo della morte" prima che Otello Montanari ne parlasse e sapevo anche cosa succedeva prima, in quel triangolo. Lo stesso vale per le "volanti rosse". Così come sapevo cosa era successo in Jugoslavia, in Istria ed in Dalmazia prima che si scatenatessero le repressioni dei partigiani titini. Non ho bisogno di lezioni di storia da improvvisati tifosi di una o dell'altra parte.
C'è molto dell'antropologia mentale dell'italiano in tutto questo.
E sono convinto che l'unica cosa buona in tutto il bagaglio storico ventennio/guerra/liberazione è che ci siamo scrollati di dosso un PESSIMO regime fascista.
Perchè per il resto non ci siamo affatto liberati da quella mentalità da cui avremmo dovuto liberarci davvero diventando una nazione di UOMINI e non di bieche ed infami mezzeseghe.
Tra le quali non includo alcuni fascisti convinti, idealisti e sinceramente devoti alla dottrina storica del fascio, coerenti e seriamente impegnati nel trovare un'empatia con la società in cui vivono.
Sicuramente in caso di conflitto, di guerra civile, saremmo l'uno contro l'altro armi in mano, ma per l'appunto non è di loro che ho paura, non è quello il peggior nemico.
Dopo il 25 Aprile in Italia si è aperta la sagra del trasformismo, il festival del riciclaggio, la Festa Nazionale del camaleontismo e della Convenienza. Milioni di ex-plaudenti borghesucci, analfabeti mentali e di "tengo famiglia" pronti a recepire il Nuovo Messaggio per sapere cosa dovevano pensare, quale fosse il Nuovo Verbo, dove rivolgere le proprie adoranti preghiere, chi venerare ora che il Duce era finito ed il nuovo s'avanzava.
L'italiano ha perso la vera occasione della Storia, quella di fare non un mea culpa collettivo ma una vera e propria presa di coscienza sul ruolo che doveva avere da quel momento in poi come popolo e come società civile.
Ha accettato acriticamente altri nuovi dogmi, quello comunista e quello clericale, mescolando il tutto con una progressiva normalizzazione in nome di una raccomandazione, di un favore, anche solo di un'identità. Farei un gravissimo torto a tantissimi attivisti, a tanti sinceri guerrieri delle idee che hanno lottato in tutti questi anni cercando di costruire un paese migliore di modo che mai più avremmo dovuto ricostruire un'Italia sommersa di macerie, ma ricordiamoci bene che è stato proprio il 25 Aprile lo spartiacque storico in cui milioni di camicie nere sono corse affannosamente ai loro armadi per cercare qualche altro colore da indossare. Quindi sia chiaro che non è di chi ha continuato la sua lotta che sto parlando, datosi che numericamente era una ovvia minoranza.
E qui l'italiano ha dimostrato il suo essere NULLA. Un nulla che per i comunisti è sfociato nell'inglorioso abbandono delle lotte per i diritti dei lavoratori proprio una volta toccato l'apice della propria influenza nella società italiana, ben rappresentata dall'incoronamento a primo partito italiano alle elezioni europee seguite alla morte di Berlinguer.
Per quanto riguarda lo schieramento clericale, è un pleonasmo assoluto anche il solo ripercorrerne le tappe. Anzi, chi meglio della Democrazia Cristiana ha rappresentato l'assoluto bisogno del Potere di mantenere gli italiani nello stato di eterni bambini un pò ritardati in modo da poterne controllare agevolmente le idee, le pulsioni, i bisogni, i desideri? Chi meglio della DC ha distribuito favori e promesse, senza badare troppo per il sottile riguardo agli interlocutori, mantenendo una classe politica, ad esempio al sud, che ha creato un sistema cancerogeno del quale pagheremo le conseguenze non si sa fino a quando? 
Ogni percorso storico ha una radice e quello che ci ha portato ai governi Berlusconi, cioè ai governi guidati da un partito nato dal nulla, in Sicilia, guidato da un cozzolaro milanese proveniente da ambienti sudici ed eversivi, ha la sua radice nella mancata crescita democratica di questo paese dopo la Liberazione. L'italiano medio è rimasto una merdina senza dignità, pronto 
"a correre in soccorso del vincitore", intimamente terrorizzato dal perdere fiducia nei preti, pronto a passare sul cadavere del proprio fratello in cambio del favore di un potente, disposto ad adorare senza alcuna dignità chiunque sappia fare la voce più grossa, disposto a rubare per la propria piccola e meschina consorteria d'appartenenza senza neanche curarsi della lungimiranza che il rubare presupporrebbe, incastrato nei rituali di baciamano ed assoggettamento di qualsiasi bossettino da quartiere, vigliacco davanti non dico ai potenti ma anche solo a chi si millanta tale ed arrogante e prepotente con i più deboli.
Questo è l'italiano creato ad arte in cinquant'anni di Storia da una classe politica che oltretutto si è deteriorata in maniera impressionante negli ultimi trent'anni.
E seppure siamo riusciti a liberarci da una dittatura guidata in modo troppo irresponsabile per poter durare non siamo riusciti a liberarci di quegli italiani sopra descritti e che purtroppo i governi succedutisi e soprattutto la Chiesa si sono preoccupati costantemente che rimanessero la maggioranza relativa utile per perpetrare non tanto un'idea di Stato ed un'educazione alla civiltà quanto i privilegi del potere e dei suoi devoti servi.
Quindi non il 25 Aprile, che comunque per me rimane un giorno di festa quanto di riflessione, ma tutti i giorni rendo omaggio a quegli italiani che ogni giorno contribuiscono, invece, a tentare di contrastare lo schifo in cui continuano a cercare di farci vivere ogni giorno combattendo per la propria idea e per il bene di tutti con sincerità e con passione, non per gli amici di spilletta ricambiabile alla prima occasione propizia.
Di qualsiasi credo, colore, appartenenza o non-appartenenza. 
I trasformisti, gli storici a gettone, i soccorritori di vincitori e gli adoratori di madonnine piangenti festeggino pure il 25 aprile, se credono; io sarò a Bologna a vedermi i Butthole Surfers, dei punk americani (traduzione del nome "quelli che fanno il surf sul buco del culo") in ottima compagnia e con sobrie intenzioni, ché domenica mattina devo rientrare a lavorare.   

2 commenti:

il Criticone ha detto...

piacere molotov,
puoi chiamarmi AK47. Quando comincia la festa?

sassicaia molotov ha detto...

Facciamo il prossimo autunno. D'estate non c'è rivoluzione che possa schiodare un livornese dagli scogli.