giovedì 19 febbraio 2009

CABARET ITALIA


Inizia lo spettacolo.
Entra un imbonitore alla Luca Giurato e presenta il primo numero: la solita velina dell'Osservatore Romano, il quale ritiene opportuno informarci della bassa qualità culturale del Festival di Sanremo.
Risate.
Si sa che per questa gente i valori culturali consistono nello sciacallare su povere ragazze in coma o violentare ragazzini protetti dal Sacro Soglio, male che vada si cambia parrocchia e si cambiano ragazzini; oppure insidiare le libertà personali di gente che per propria sfortuna non crede che un Dio fittizio sia l'elargitore della vita di cui siamo tenutari. Altro che canzonette.
Secondo numero: il leader politico e Presidente del Consiglio di un grande paese industrializzato, per distanziarsi dai metodi di una feroce dittatura molto amica del suo mentore Licio Gelli e ben supportata da un potente prelato vaticano chiamato Pio Laghi se ne esce con una battuta del cazzo sui dissidenti politici che venivano scaricati in mare provocando la ovvia reazione dell'ambasciatore di quel paese, che chiaramente non si è affatto divertito a differenza dell'adorante popolo delle libertà che ascoltando la cretinata del pagliaccio di Arcore si sono profusi in matte risate.
Risate, anche per noi.
A nessuno con un quoziente intellettivo superiore a 2 verrebbe mai il sospetto che dalla bocca di Berlusconi esca qualcosa di intelligente e degno di un normale homo sapiens-sapiens e meno che mai si aspetterebbe una manifestazione di sensibilità degna di esseri umani da parte dei suoi adoratori.
Terzo numero: in un contesto di totale sfacelo morale del paese ben rappresentato dai rappresentanti della maggioranza parlamentare si apre la corsa alla successione di Walter Veltroni, leader appena dimissionario del principale partito di opposizione (e chi non ci crede il prossimo 25 dicembre non riceverà la visita di Babbo Natale). Si dice Franceschini, si dice Bersani, qualcuno azzarda Cofferati, Letta vuole l'accordo con l'UDC, Marini agita la manina per dire "Ci sono anch'io", la Bindi ridacchia, la Finocchiaro prenota l'albergo per il congresso chiedendo una specchiera a forma di letto ed un letto a forma di specchiera e D'Alema affila la forchetta.
Risate.
No, ma quali risate.
Sul Vaticano e sui miserabili sproloqui delle tonache possiamo anche permetterci di ridere, su Berlusconi e sulla bassezza etica sua e dei suoi elettori anche.
Perchè non ci si può incazzare cinque volte al giorno, si arriva ad un punto in cui il tutto svela la luce grottesca di questi omuncoli senza senso della vergogna, degni giusto di un cabaret di terz'ordine, di quelli dove quando non si era graditi arrivavano i gatti morti sul palco.
Sulle macerie di un partito chiamato comunista e ridotto al peggior atrio di facce democristiane, con idee democristiane e tattiche democristiane ma senza un'unghia del potere che avevano i democristiani non c'è proprio un cazzo da ridere.
Perchè questi qua si stanno allenando a fare i camerieri di una prossima dittatura, saranno quelli che faranno da sguatteri al Duce Silvio ed ai suoi gerarchi, con la lingua bene in fuori per raccattare due briciole del pasto che i delinquenti ben assisi sui loro scranni lasceranno cadere.
Non hanno ancora capito che la rappresentatività del Parlamento è una truffa, che il paese reale è così lontano, così differente da quello che loro credono, che dopo la cazzata della creazione del PD stanno preparando la seconda mossa sbagliata che più sbagliata non si può: cercare di spostare a destra ciò che rimane di un partito sfaldatosi proprio rincorrendo la destra.
Questo parlamento non ha più nessuna ragione per dichiararsi rappresentante del popolo italiano, è solo un cabaret di quart'ordine.
Vediamo chi se ne accorgerà per primo.

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