martedì 10 febbraio 2009

CI SAREBBE POSTO PER TUTTI


Lo spettacolo dato dai Parlamentari della Repubblica Italiana, dalle gerarchie cattoliche e da alcuni anchormen televisivi è stato talmente vomitevole da togliermi le parole per tutta la giornata. E questo nonostante nessuno di quelli che sono saliti sul pulpito con la Verità in tasca sia riuscito non dico ad indurmi alla riflessione, ma almeno a togliermi la smorfia di schifo che mi appare spontanea sul viso ogni volta che li vedo in video o leggo l'ultima castroneria partorita a mezzo agenzia di stampa.
Chissà come mai oggi mi sento sempre più orgoglioso di non avere nessun Dio da ringraziare per avermi donato la vita, ma di dovermi come al solito preoccupare di viverla nel modo più valoroso e pieno possibile, di non dover sottostare ai dogmi ed ai diktat di una Chiesa che non rappresenta di fatto nessuno dei valori in cui credo e che mi hanno permesso di crescere e sentirmi spiritualmente in pace con me stesso dopo un lungo e tormentato percorso.

Il fatto che coloro come me, che sono fermamente convinti che il nostro corpo mortale non appartiene ad altri se non a noi stessi, ad esempio, non nasce da una posizione preconcetta ma anche e soprattutto da una serie di esperienze personali molto intense tra le quali alcune molto dolorose durante le quali ho anche avuto modo di conoscere da vicino la sensazione di vicinanza con la morte, proiettata dagli occhi di una persona cara o dal prendersi cura di un amico durante un ineluttabile cammino verso l'aldilà.

Ma è pur sempre una mia opinione; solo che, così come rispetto chi nel suo intimo ritiene la sua vita un dono di un essere trascendente o di una divinità e si comporta di conseguenza, vorrei vivere in un paese nel quale anche la mia convinzione venga rispettata senza che nessuno possa permettersi di darmi dell'assassino.
Vorrei vivere in un paese governato da leggi fatte dall'uomo e per l'uomo, rispettose delle diversità che il pensiero è riuscito a concepire, che permetta a chiunque di poter coltivare la propria conoscenza ed il proprio credo, ma questo in Italia non è possibile.

Perchè quello che vedo è un becero, violento ed arrogante attacco di gente senza pudore e senza morale (o forse con una morale, ma cosa c'è di morale nel mandare una corazzata di invasati contro un individuo che da 17 anni cerca di dare pace a sua figlia qualcuno prima o poi dovrà spiegarmelo) verso chi ritiene che la sua vita è una proprietà intoccabile da altri.

La Chiesa sta passando ogni limite di civile convivenza, che sotto il papato di Wojtyla era perlomeno a livelli di umana decenza, trasformandosi di colpo in un botolo ringhioso e prepotente, avido di visibilità ed insensibile a qualsiasi confronto, vedasi i casi troppo numerosi per potersi definire generalizzati di molestie a minorenni da parte di prelati.

La Chiesa non ammette processi, ma continua a dare sentenze sulle coscienze individuali offendendo l'intimità di milioni di esseri umani agitando Verità Assolute tanto vacue quanto indimostrabili, ma per loro tanto basta; la violenza contenuta nelle parole riportate su "L'Avvenire" ("Il padre si è fatto giudice e boia") sono lo squallido accessorio di menti inumane ed indegne, che meritano solo disprezzo ed esecrazione. Il ricorso al dualismo di "partito della vita" contro "il partito della morte" è un abominio assoluto, uno schifoso proclama ricattatorio che solo chi disprezza la Vita può partorire.

E' stato il desiderio di conoscenza dell'uomo a permetterci di progredire, umanamente, spiritualmente e socialmente; è stato il desiderio di conoscenza dell'uomo a permetterci di vincere malattie e creare quegli strumenti che, tanto per fare un esempio, hanno permesso ad Eluana e a tutti coloro che si trovano nelle stesse condizioni in cui la ragazza è stata per così tanti anni, di continuare a permettere ai loro cari di sperare; ma per qualcuno la speranza si trasforma in un incubo, e un incubo per Beppino Englaro deve essere stata la certezza che sua figlia non si sarebbe più svegliata e questo sapendo quali fossero le sue volontà.

Non dovrebbe essere difficile da spiegare quanto amore e quanto coraggio deve provare un genitore che ha fatto quello che il signor Englaro è riuscito a fare.
Purtroppo con certa gente non è possibile.
Purtroppo con certa gente troppe cose che sembrerebbero semplici diventano impossibili.

Sono troppo occupati a vomitare la loro bile e la loro frustrazione nei confronti di un essere che ha scelto liberamente della sua vita per capire.
Soprattutto capire che potrebbe esserci posto per tutti, mentre nel loro Paradiso le porte sono sbarrate per quelli come me e così, secondo loro, il tormento deve estendersi anche per questa vita terrena.

Che vite meschine e vuote devono essere quelle di chi non conosce l'amore e pretende di imporre la sua visione agli altri.

POSCRITTO:

Ho trovato questo post di Marco Cattaneo rivolto al Ministro Sacconi, personalmente credo il più toccante ed umano tra tutti quelli letti in questi giorni:

RIPOSO SOLDATO SACCONI


Uno di quei post dopo i quali si riprende fiducia nel genere umano.

1 commento:

Furio Detti ha detto...

"La Chiesa sta passando ogni limite di civile convivenza, che sotto il papato di Wojtyla era perlomeno a livelli di umana decenza, trasformandosi di colpo in un botolo ringhioso e prepotente, avido di visibilità ed insensibile a qualsiasi confronto, vedasi i casi troppo numerosi per potersi definire generalizzati di molestie a minorenni da parte di prelati."

Falso, nel senso che lo faceva anche prima con Woitila, ma il polacco era intanto un papa "politico" che sapeva lavorarsi bene il consenso e sapeva presentarsi in modo simpatico e a volte sensato. Non dobbiamo dimenticare che il suo ghost writer e ispiratore in termini di dottrina, catechesi, e quant'altro era il crucco Ratzi. Forse l'unica volta nella storia unversale che Germania e Polonia hanno lavorato insieme con profitto e senza antagonismi.

Sotto Woitila la dottrina sociale della Chiesa ha fatto enormi passi da gambero. Io non dimentico la crociata condotta per evitare alle donne e religiose violentate in Bosnia l'"orrore dell'aborto".

Ratzi ha una serie di grossi difetti: è un topo di biblioteca e un teorico, non un politico. Quindi diplomazia, mediazione e tatticismo non sono il suo pane quotidiano. Lui vive davvero nel mondo degli assoluti che non ammettono compromessi. Anche Woitila, ma si rendeva conto che occorreva presentare bene la torta al popolo. Ratzi ha una faccia e un Phisique du Role da Imperatore Palpatine, e anche questo, nel mondo mediatico conta. Come fai a ispirare fiducia se sembri un incrocio tra Dracula e Saruman? Ratzi ha in più un'altra cosa al suo fianco: il fatto di trattare con una classe politica delegittimata, particolarmente cialtrona, intimamente vile, e più marchettara del solito. Woitila si è anche dovuto misurare con i residui di comunismo, socialismo - per quanto craxiano - e politica che almeno salvava la formalità apparente di uno straccio di indipendenza tra chiesa e stato.

Ma con questa classe politica di iscarioti mi dici quale opposizione incontra il papa-re?

nessuna. ecco che può semplicemente essere più sfacciato ed esplicito.