giovedì 12 febbraio 2009

RICHARD AVEDON





Richard Avedon

è l'interprete fotografico che meglio ha saputo catturare il volto degli anni '60 e la rivoluzione dei costumi in atto in quegli anni; i suoi ritratti sono l'icona di un mondo in cambiamento, irridente ed alterato; un genio nel catturare le ombre e le luci delle anime prese nel vortice del nuovo, impietoso nel mostrare le ferite del vecchio mondo quanto i segnali di allarme di quello a venire, il fotografo americano è un esemplare di quegli artisti che pur operando nel mainstream (ha lavorato per Harper's bazaar, Vogue e Gianni Versace), ha sempre mantenuto un'urgenza comunicativa incendiaria, un monito per chi si appresta a vendere l'anima al primo Uomo dei Miracoli di passaggio.

4 commenti:

Furio Detti ha detto...

Avedon tecnicamente non si discute. Ma non riesco personalmente ad amarlo e - sul piano stilistico - lo trovo troppo dipendente dal glamour e dalla foto di moda.

La fotografia non dovrebbe ridursi alla costruzione di mannequin interessanti in studio, ma dovrebbe essere più istitntiva e più calata nel reale.

In questo senso secondo me molto meglio Salgado. Queste foto per esempio sono tecnicamente eccellenti, ma un po' artificiose e forse "costruite". Ai suoi tempi e agli esordi Avedon era molto più "sincero", ma la sua produzione mi è sempre parsa troppo legata al fashion system anche quando ammiccava a situazioni imbarazzanti e a controvalori.

Ammiccava, ma non riusciva a farsene realmente e radicalmente paladina, testimone e rivoluzionaria.

sassicaia molotov ha detto...

No, lui non era un rivoluzionario. Però riguardandolo ora con gli occhi del 2000 e passa, mi sembra abbia catturato cose oltre il reale ma comunque presenti nel nostro immaginario di quel periodo, che era molto meno glamour di come Avedon l'ha ritratto. Salgado è talmente reale da fermarsi al periodo, se non all'attimo ed è molto più crudele e diretto.

ALi ha detto...

Ma cos state dicendo, per Dio? ma come si fa a paragonare Avedon a Salgado? ma vi drogate?
Poi Avedon ha deliberatamente abbandonato la moda e dichiarato la sua indipendenza dal fashion system in mille modi, pur essendo stato uno straordinario (e strapagato=vincolato) fotografo di moda e avendo cambiato la faccia dell'editoriale di moda in modo radicale portando le modelle nel mondo e dando loro una personalità quando tutti gli altri le usavano solo come appendiabiti. Negli anni Sessanta il suo bisogno di controllo e il suo progressivo disinteressamento per la moda lo hanno riportato in studio, dove ha ritratto praticamente tutti i personaggi più significativi degli ultimi 50 anni isolandoli da ogni contesto e con un realismo impietoso che non lasciava spazio a nessun artificio... scusate, non posso riportarvi qui tutta la mia tesi su Avedon, ma direi che prima di fare asserzioni tanto decise su un simile mostro sacro dovreste essere un po' più preparati sul suo lavoro che si snoda lungo 60 e dico 60 anni di storia, rivoluzioni sociali ed evoluzioni stilistiche...

paolome ha detto...

Hai fatto una tesi su Avedon, ali?
Stavo cercando notizie sul suo metodo di lavoro, ma non trovo molto che sia realmente utile. Tu hai qualcosa di interessante, link, materiali, pdf non so, che potresti cortesemente girarmi? Mi interessa in modo particolare il modo in cui creava il "mood" dei suoi ritratti, piu' che la tecnica vera e propria che usava (ma anche quella mi interessa!!!)

Grazie, nel caso!

MB_1@cheapnet.it